Ieri sera sono andato a sentire Enrico Letta, e devo dire che se prima ero convinto nel sostenerlo, oggi lo sono molto di più.
Innanzitutto nella sala da 200 posti c'erano almeno 300 persone e, cosa molto positiva, nonostante frequenti l'ambiente ormai da qualche anno, conoscevo pochissima gente: significa che si tratta di persone nuove; tantissimi i giovani presenti nelle liste, con una gran voglia di partecipazione e di portare le proprie idee e competenze al servizio di un progetto chiaro e definito.
Il discorso di Letta si è soffermato su vari punti.
E' partito sostenendo che al Paese serve una spinta propulsiva, poichè è fermo; e lui è un esempio chiaro dello scandalo della politica. Ministro più giovane 9 anni fa, oggi nel comitato dei 45 è ancora il più giovane: possibile che dallo scorso decennio nulla si è mosso?
Da qui la necessità di aprire le porte della politica alla gente che ha voglia di partecipare; ai giovani, prima di tutto; perchè i giovani non possono stare ad aspettare che "altri" dicano quando è il loro momento: devono sapersi prendere i propri spazi, anche se il "baronato" sembra serrare le sue fila: è per questo che ha ritenuto opportuno candidarsi.
Rendere il paese più mobile significa renderlo più giusto. Ha portato un esempio semplice ma efficace, quello della fila italiana e quello della fila inglese. Quest'ultima scorre perchè è ordinata, ed ognuno ha la possibilità di arrivare quando è il suo momento. Nella fila italiana, vi è la prevaricazione del più furbo e del più forte, e a soccombere sono sempre i più deboli.
Ha trattato anche la mancanza di rappresentatività del Nord Est a Roma, presente tanto a sinistra quanto a destra (nonostante i proclami di Lega e Galan...); la colpa è principalmente delle classi dirigenti locali di DS e DL, troppo ossequiose verso i dirigenti centrali. Un esempio? I capilista della Veltroni-1 sono stati calati a Venezia direttamente da Roma.
E' necessario che il Nord Est muova i propri passi in autonomia, sia in politica che in economia.
UNICA NOTA NEGATIVA, INDIPENDENTEMENTE DA ENRICO: IL SILENZIO ASSORDANTE DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI LOCALI, CHE IERI NON HANNO RIPORTATO LA NOTIZIA DELLA CONVENTION IN CITTA', OGGI NON SI SONO DEGNATI NEMMENO DI UN TRAFILETTO
GAZZETTINO E NUOVA VENEZIA VERGOGNA
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