Zani abbandona il Pd e attacca Cofferati
"Così apre la strada al populismo"
Luciano Nigro
«Accusare di slealtà un servitore dello Stato come il questore è di una gravità eccezionale. E in questo caso assolutamente sbagliato». L´eurodeputato dei ds Mauro Zani spara ad alzo zero sul sindaco Sergio Cofferati e il suo partito. Inaccettabile e pericoloso, per Zani, attaccare un´autorità dello Stato, ancor più grave nel quadro «di crescente tensione che viene avanti in città». Rompere «il clima di fiducia tra le istituzioni», per l´ex segretario del Pci-Pds, equivale a «buttare benzina sul fuoco». Un attacco durissimo, violento quello di Zani, che annuncia anche di aver cambiato idea: non andrà più a votare «per lealtà di partito». Ma il 14 ottobre starà a casa. Di fatto si chiama fuori dal nascente Pd. Di più: annuncia che non si ricandiderà alle elezioni europee del 2009.
Un attacco che ricorda la famosa lettera del ‘99, quando si ritirò dalla corsa per diventare sindaco denunciando la faida in corso nel partito. E´ uno Zani al vetriolo quello che ha affidato ieri la sua amarezza all´agenzia Dire. Zani esplode dopo l´attacco del capogruppo in comune Claudio Merighi al questore Francesco Cirillo, anche se il bersaglio grosso è chiaramente Cofferati che l´eurodeputato contesta per la prima volta così ruvidamente: «Non si può inseguire il populismo sul suo terreno, bisogna parlare alla testa non solo alla pancia dei cittadini».
Parte dal tema caldo di questi giorni, Zani: l´esposto del sindaco al ministro Amato, la decisione di uscire dal comitato per la sicurezza e l´ordine pubblico, le critiche del sindaco a questore e procuratore della Repubblica, e l´accusa di slealtà del capogruppo ds. «In tre anni di amministrazione Cofferati ho parlato poche volte - ricorda il dirigente della Quercia - questa volta, trattandosi della mia città, vorrei che fosse salvaguardato come un bene essenziale, come una risorsa civile, la collaborazione interistituzionale, che tante volte ha funzionato nel passato difficile di Bologna. Per cui trovo assolutamente sbagliata l´accusa di slealtà a Cirillo». Zani esprime la sua «piena e convinta solidarietà al questore che si è adoperato per evitare una situazione difficile alla città in questo Cirillo ha dimostrato indubbia capacità di governare gli eventi e questo gli va riconosciuto pienamente». L´opposto, insomma di quanto hanno detto sindaco e Ds. Per Zani infatti un´accusa così grave al questore si può fare solo di fronte a fatti eclatanti, ma il compito di Cirillo era «di governare la situazione e secondo me l´ha fatto bene». E´ preoccupato, Zani, e lo dice a modo suo: «Sta montando una panna che non mi piace». Non solo non ha digerito l´attacco a Cirillo, ma neppure «le critiche al prefetto e al procuratore della Repubblica che hanno sempre dimostrato totale lealtà verso il Comune». Per questo Zani esprime una «preoccupazione politica più generale». Si parla di Populismo dice Zani, ma «rompendo questo clima di fiducia si getta tanta benzina sul fuoco e si insegue il populismo sul suo stesso terreno. Lo si vellica e così non lo si contiene, tutt´altro». Per l´eurodeputato «Cofferati fa una giusta battaglia per la legalità. Ha ragione a contrastare chi disprezza la città e non ha rispetto per i luoghi e le persone. Ma non si può enfatizzare ogni episodio. La politica deve fare ‘manutenzione civile´. Non sono d´accordo con questa linea di crescente tensione che viene avanti. Temo che in questo modo l´ondata populista crescerà». E per rendere ancora più chiaro il concetto, Zani ricorda come la collaborazione istituzionale con un altro sindaco, Guazzaloca, nel 2000 evitò una quasi certa guerriglia urbana. «Guazzaloca era sindaco e io segretario regionale dei Ds, quando Bologna ospitò il cosiddetto ´No Ocse´, il primo appuntamento dei no global in Italia. Era una situazione difficile. Non successe niente, perché collaborammo tra istituzioni». Insomma un clima del tutto diverso rispetto a quello di scontro che si respira alla vigilia di un altro appuntamento delicato come la manifestazione dei centri sociali promossa da Crash per sabato a Bologna.
Una distanza abissale, dunque, separa Zani dall´attuale gruppo dirigente della Quercia e da Cofferati. Così, in poche settimane, Zani è giunto alla conclusione che non andrà a votare per il Pd. E addirittura non si ricandiderà nel 2009 per Bruxelles e Strasburgo. «A 59 anni così non sarò più un costo per la politica e dando un esempio che spero sia seguito dal gruppo dirigente del Pd, visto che la gran parte di loro sono miei coetanei». (04 ottobre 2007)
Espresso local, 4/10/2007


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