solo una condanna per corruzione.
E poi quando vado in tribunale a fare le direttissime trovo le gabbie piene di immigrati arrestati e poi condannati per non aver ottemperato al decreto di espulsione.Si vede che a Reggio Calabria non esiste la corruzione.
E poi se la prendono coi lavavetri.MA ANDATE AFFANCULO!!
Corrotti impuniti e felici
di Leo Sisti
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.....entro, un inedito censimento sulle tangenti 'made in Italy'. Con risultati choc. Ad esempio, solo due condanne a Reggio Calabria (in vent'anni!). Ancora. Nessuno riesce a immaginare che la Finlandia, il paese più 'virtuoso' in Europa, secondo le statistiche di Transparency International, possa registrare condanne per corruzione quasi uguali a quelle dell'Italia. Che invece, sempre secondo Transparency International (classifiche elaborate sulla base di indici di 'percezione'), è al penultimo posto, davanti al fanalino di coda Grecia, la più corrotta..............
Geopolitica delle mazzette
Un'altra delle sorprese che balzano all'occhio leggendo 'La corruzione in Italia' riguarda la distribuzione del sistema mazzettaro sul territorio: "Intere aree geografiche del nostro paese, almeno stando al numero delle condanne per corruzione e concussione (l'estorsione del pubblico ufficiale, ndr) passate in giudicato, non sembrano essere state neppure sfiorate dal fenomeno Tangentopoli". Partiamo dai più bravi. Al primo posto, l'area della Corte d'appello di Milano (882 casi), seguita da quella di Torino (568), Napoli (538) e Lecce (poco meno di 500). Stupiscono Genova (137) e, soprattutto, Firenze, "interessata a malapena da Mani pulite".
Nel Meridione c'è invece atmosfera da 'grande freddo', con l'eccezione, come si è visto, di Lecce e Napoli, dove "la macchina giudiziaria sembra aver funzionato efficacemente". Se a Reggio Calabria, però, quanto a condanne, c'è il deserto, non meglio se la cavano altri distretti meridionali. Come L'Aquila, Potenza, Salerno e Campobasso, per nulla toccati dalle "inchieste per corruzione". Stesso clima dal fronte di altre città della Sicilia e della Sardegna: Catania, Caltanissetta e Cagliari. Ma come, tutto lo Stivale è pervaso da un'atmosfera tale da "rovesciare un intero sistema politico con una risonanza mediatica senza precedenti" e laggiù non succede nulla? Secco il commento di Davigo-Mannozzi: "La repressione della corruzione in Italia tra il 1983 e il 2002 è avvenuta a macchia di leopardo". Colpendo solo alcuni distretti e "lasciando completamente indenni altri".
da l'Espresso




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