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    Predefinito Grillo, i Rom e le cose di destra ...

    di Ulderico de Laurentiis

    - 5 ottobre 2007 - I rom sono «un vulcano, una bomba a tempo» per la sicurezza delle città. Ma il governo di "Valium-Prodi" «non ha fatto nulla» per fermare gli ingressi dalla Romania e alla fine, a pagare sono «i più deboli». È l'ultimo attacco di Beppe Grillo. «Una volta - attacca il comico dal suo blog - i confini della Patria erano sacri. I politici li hanno sconsacrati».
    Nessuno o quasi l'aveva previsto: fino a "ieri" il comico prestato all'(anti)politica sembrava essere un problema della sinistra ... sembrava! Devo dire che nonostante lo avvertissi in maniera quasi naturale, non avevo ben compreso il vero perchè di questa percezione diffusa che convinceva in buona parte anche il sottoscritto. Tuttavia pur constatando che le tematiche di Beppe Grillo erano per molti aspetti vicinissime ad una certa (e sinistra) area politica, il dubbio che il suo "lavoro" si concentrasse solo su di un determinato segmento era fortissimo.
    Infatti la recente presa di posizione sui Rom, sull'Europa e sui confini della Patria, ha spiazzato tutti, provocando la reazione della sinistra, come testimoniano le esternazioni di Gennaro Migliore di Rifondazione Comunista che lo accusa senza mezzi termini di "xenofobia", termine finora esclusivamente e gentilmente dedicato agli esponenti di destra che sollevavano il problema dei nomadi oppure evidenziavano le difficoltà legate all'immigrazione selvaggia. La forza magnetica di quest'ultima presa di posizione grilliana a destra, la si evince fequentando blogs e forum politici dell'area dove elettori, simpatizzanti e militanti di AN, Lega, Fiamma Tricolore, Forza Italia ecc. che finora avevano mantenuto un atteggiamento di sostanziale indifferenza o distanza dal comico genovese, iniziano a cedere.
    Su Politica Online ad esempio, nelle sezioni dedicate ad AN e Lega qualcuno dice "Come si fa a non essere d'accordo con (quasi) tutto quello che dice?" - oppure qualcun altro entusiasta si chiede perchè intervenga solo sui Rom; a questa tendenza va aggiunta la partecipazione di esponenti della destra radicale, con striscioni, al Vaffa Day di alcuni giorni fa.
    E' l'antipolitica che come il "nulla" della "Storia Infinita" avanza divorando anche la nostra area? Prima di darci una risposta in merito, chiediamoci che cos'è l'Antipolitica.
    A chi scrive viene da pensare che si tratti semplicemente di una parola chiave imposta dai soliti "media mainstream", per farci assimilare con sottile coercizione psicologica un concetto, per imporre una visione della realtà che non è la nostra; proviamo invece a guardare il fenomeno Grillo con i nostri occhi e ad analizzarlo con la nostra testa. Un esercizio che possiamo compiere facilmente se ci liberiamo della poltiglia psicomediatica a cui siamo soggetti ... ecco un paio di esempi:
    Esempio 1
    Visione imposta
    Grillo è a capo di un vasto movimento con idee, proposte ed un programma che interpretano quello che davvero vogliono i cittadini, egli ha conquistato la rete ed è riuscito a portarla in piazza, è credibile, onesto e distante dalla politica.
    Visione alternativa
    Grillo era un comico in pesante declino che oggi si è riciclato iniziando a dire ovvietà di sinistra e da poco anche ovvietà di destra, sfruttando l'immobilismo dell'attuale classe dirigente e portando poche decine di migliaia di persone in piazza grazie ad un immane e certosino lavoro di comunicazione non convenzionale che gli esperti chiamano "marketing virale"; non è poi così distante dall'attuale politica se fa comunella col partito di Antonio Di Pietro.
    Esempio 2
    Visione imposta
    Il Vaffaday è stato un successo, ha messo seriamente in crisi la politica, hanno partecipato ben 300.000 persone, il fenomeno Grillo ora è un fatto concreto ... bisogna prendere atto del cambiamento.
    Visione alternativa
    Il vaffaday è stato un spettacolo in piazza di Beppe Grillo, sono state raccole 300.000 firme (che non significa 300.000 persone in una sola piazza) grazie alla mobilitazione di gruppi di fan del comico in tutta Italia e alla straordinaria opera di comunicazione virale e al tam tam. Che Grillo stia facendo proseliti e attiri l'attenzione anche di molti curiosi è un dato di fatto, ma bisogna ricordare che il 2 dicembre scorso c'è stata la manifestazione del centrodestra a Roma, con un chiaro scopo politico che ha visto la partecipazione diretta di milioni di persone, di cittadini che credono nella politica ed in ciò che il centrodestra può fare per la nazione.
    La realtà può essere presentata ed interpretata in diverse sfaccettature, quindi dov'è la verità ?
    La verità è che Grillo ruba l'anima alla politica e la intrappola nel suo circuito, approfittando delle gravi mancanze della classe dirigente degli attuali partiti: il risultato è l'antipolitica, vista non come rifiuto, ma come alternativa.
    Il fenomeno sopra descritto cresce di giorno in giorno perchè i partiti o le coalizioni di destra e di sinistra non hanno più un programma - compresi i Gremlins (per Gremlins intendo partiti nati da cellule di altri, similmente a come nascono i mostriciattoli della celebre serie cinematografica ); la politica italiana è preda di immobilismo, gestione di potere, inconcludenza e se Grillo ha detto qualcosa di destra e alla gente è piaciuto, mi chiedo con una certa incredulità perchè finora non l'abbiamo fatto noi ?
    La soluzione al problema che il fenomeno grilliano presenta è nell' adoperarci per una rigenerazione e nel merito sono convinto che abbia aasolutamente ragione Giorgia Meloni quando dice che dobbiamo attuare una rivolta generazionale. Come giovani e come politici abbiamo il dovere di proporre il sogno di una nazione nuova, di un popolo che si riscatti, di una rappresentanza che compia precise scelte di campo, con sano pragmatismo e la giusta carica emozionale.
    La destra deve ritrovare se stessa, attraverso una nuova classe dirigenziale che realizzi mediante forza ideale e scelte coraggiose delle riforme sostanziali e persegua fortemente l'interesse nazionale; proponiamo agli italiani una visione, una "mission" e presentiamo gli strumenti per realizzarla, proviamo a raccontare loro una storia, facendo sorgere il desiderio di esserne protagonisti.
    Se centreremo questo obbiettivo Grillo tornerà inesorabilmente a fare il comico e l'antipolitica svanirà come una nuvoletta di fumo!

  2. #2
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  3. #3
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    "se Grillo ha detto qualcosa di destra e alla gente è piaciuto, mi chiedo con una certa incredulità perchè finora non l'abbiamo fatto noi ?"

    Evidentemente Grillo non dice nulla di inaudito,che parli di contratti a termine o di emergenza rom.Tutti i suoi temi sono stati ampiamente trattati e discussi,sia nel dibattito politico che dalla cosidetta "società civile".
    L' entusiasmo delle genti quindi non è scatenato tanto dal contenuto delle sue invettive,quanto dalla percezione del personaggio,che appare elemento di rottura rispetto a tutto e tutti.
    Dovrebbe la destra (in senso lato,e specularmente anche la sinistra) rammaricarsi di non aver detto o gridato quello che grida Grillo? Ma l' ha fatto.Spesso,e anche occasionalmente in modo altrettanto rabbioso.
    Però non ha raccolto altrettanto.Perchè Grillo,per fare un esempio,ottiene più consenso in 10 minuti di monologo contro il precariato o l' indulto di quanto ne abbiano ottenuto in anni i professionisti della politica e della cultura sugli stessi temi? Ferrando o Borghezio dicono le stesse cose, ma per i più restano rispettivamente un becero stalinista e un becero razzista.
    Credo che il nostro paese viva una contraddizione particolare;per profonde ragioni storiche e culturali,la nostra è una società verticale,basata su rapporti di forza.Viviamo di clan,di corporazioni,di famiglie con valori e interessi privati.A questa struttura si sovrappone quella dello stato,delle istituzioni democratiche, una sovrastruttura piena di toppe e di falle che lascia spesso e volentieri intravedere,al di sotto, quali sono le vere dinamiche che ci regolano.
    Grillo,apparentemente,è estraneo a tutto.Arriva da Marte,e ci illude di poterci sganciare con un moto di stomaco da quello che siamo realmente.
    Dici, giustamente,che occorre una rivoluzione etica e generazionale,ma per fare una nazione occorrono secoli.E la Destra (sempre in senso lato) che fucina di valori fondanti e condivisi sarà? Atlantismo,europeismo, regionalismo? libero mercato o primato del lavoro,laicismo o tradizionalismo,statalismo o federalismo? E ammesso che si trovi una sintesi tra tutte le mille anime,sarà capace la Destra di viverla o sarà prigioniera,come in tutta la sua storia,delle dinamiche reali che ci appartengono,cioè la conquista e la gestione della porzione di potere che riusciamo ad ottenere?
    Ho paura che non ci basterà il tempo per verificare questa ipotesi.nel frattempo,godiamoci le vicende dell' analgesico Grillo.

 

 

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