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    Exclamation Perché è giusto ricordare la Vittoria di Lepanto


    Veneto Serenissimo Governo
    Ufficio di Presidenza
    Perché è giusto che il giorno della Vittoria di Lepanto diventi patrimonio di tutto l’Occidente
    Ben 436 anni or sono, centinaia e centinaia di volontari di tutte le età e di tutte le classi sociali, sono partiti dalle loro case, hanno lasciato il loro lavoro, la loro famiglia e tutto ciò che amavano per andarle a difendere lontano giorni e giorni di navigazione. I più il mare lo avevano sentito solo nominare in qualche racconto; pochissimi tra loro si conoscevano e soprattutto moltissimi non erano neanche soldati di professione, ma semplici uomini di buona volontà che sentivano il bisogno di lottare per qualcosa che credevano e cioè la libertà. La libertà di vivere nella terra dei loro padri, con le loro tradizioni, inseriti in un contesto storico- politico e sociale forgiato in secoli di consuetudini tramandate e difese perennemente dai loro antenati. Il Veneto e l’occidente in quegli anni erano minacciati dalla pressione del mondo islamico e gli atti di crudo terrorismo nel mediterraneo facevano da avanguardia alle richieste di sultani sempre più arroganti. Il nemico era arrivato, sospinto dalle leggende dell’inaudita ferocia che lo accompagnavano, e che si riveleranno persino inferiori alla realtà . Basti pensare alla perla del mediterraneo, Cipro, alla sua capitale Nicosia, con migliaia di innocenti civili decapitati e soprattutto all’assedio di Famagosta con tutti i suoi eroi, primo fra tutti il comandante Marcantonio Bragadin spellato vivo in un sol pezzo dalla nuca ai piedi per aver difeso assieme a tanti bravi soldati la loro fortezza. Di fronte al vigliacco voltafaccia del comandante nemico che non rispettò i patti presi durante le trattative ( oltretutto non riconosciute dal comandante Bragadin, perchè costretto dagli eventi ad accettarle),e dopo le continue torture subite, non rinnegò mai la Patria Veneta e la sua fede cristiana.
    Gli atroci avvenimenti di Famagosta furono l’occasione per unire le forze occidentali nella lega voluta da Venezia e dal papa per arrestare l’onda d’urto del califfato e dei loro sogni di un mondo sottomesso alla mezzaluna. A Lepanto, “ il più grande evento che videro i secoli”, il genio ed il sacrificio del mondo occidentale trionfò e riuscì a fermare l’oscurantismo politico-religioso per molti anni.
    Il 21° secolo si è affacciato al mondo con la tremenda sembianza della morte: New York, Madrid, Londra,Gerusalemme, Afghanistan, Iraq, Mosca, Istanbul, Giacarta, Mar rosso, Darfur, Somalia, Sudan, Kenia, Libano, Iran, ecc. ecc.
    Solo degli irresponsabili ( o sarebbe meglio chiamarli collaboratori) possono affermare che in questo stesso momento non esiste una guerra globale tra chi lotta per difendere la libertà e chi invece lotta per portare l’umanità alla sottomissione.
    Di fronte a crimini efferati che vanno dalla decapitazione di registi nel centro delle nostre più libere capitali davanti a decine di testimoni inermi e disarmati dalla paura, all’eccidio dei piccoli innocenti in Ossezia,( per citarne qualcuno) il mondo del progresso, della libertà , della democrazia ecc. ecc., il caro vecchio occidente è capace di dimenticarsi tutto, lo ignora, fa finta che tutto ciò non sia mai accaduto, non ha tempo, non lo ha colpito nel suo particolare interesse, tutt’al più manda un po’ di fondi per le famiglie e si mette la coscienza a posto. D’altro canto i nostri bravi politici non hanno perso tempo a riconoscere proprio in quei giorni le esigenze dei non integralisti, dei “moderati”, dei non sanguinari, e giù riconoscimenti, e giù dialogo, come se le terre dell’oscurantismo iconoclasta fossero proprio nella cara vecchia Europa. Sono certo che le persone intelligenti darebbero nome a tutto questo “strategia”. Eppure fra le truppe eroiche di Lepanto, non mancava la paura perché questa è cosa umana; basti ricordare il famoso dialogo tra il comandante della lega, il giovanissimo Don Giovanni d’Austria ed il settantacinquenne ammiraglio comandante delle navi venete Sebastiano Venier: “Che si combatta?” chiese .“Et necessità e non si può far di manco” rispose l’anziano ammiraglio.
    L’arma che il terrorismo islamico è riuscito a conseguire nel 21° secolo e che a mio avviso è la più potente che potessero avere sta nella codardia e nello stesso tempo nell’interesse esclusivo di una classe politica e non solo, europea che manovra la più grande gara dei tempi nel denigrare, nell’oscurare o meglio ancora censurare la nostra storia, le nostre radici e tradizioni, indirizzando le nostri genti in balia di un relativismo insolente e farneticante, mitigando così sempre più il nostro spirito di difesa, spianando sempre più la strada alla frantumazione delle nostre radici giudaico cristiane, eterno baluardo al caos. Che dire poi a riguardo dei “guardiani” della nostra fede che di fronte all’innocua , ma veritiera presa di posizione di Ratisbona hanno fatto cantare il gallo all’infinito? Il Veneto Serenissimo Governo invita a riflettere sulla grave crisi morale e politica che l’occidente sta attraversando esortando tutti ad attualizzare le vicende che la storia si accinge a riproporre. Lepanto, Famagosta ,Vienna,Belgrado, Buda ecc devono essere punti fermi nella lotta al terrorismo per trovare nuove ispirazioni di fronte alla grave crisi identitaria che attraversa tutto l’occidente, altrimenti sarà inevitabile che le nostre capitali ricche di storia e di tradizioni secolari, seguano l’inesorabile via di Antiochia ,Alessandria, Costantinopoli.
    Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica si è eretto sin da principio come baluardo contro chi si oppone al vero progresso delle nostre terre ed è e, (grazie alla protezione di San Marco e del proprio patrono Beato Marco d’Aviano) sarà il solo punto di riferimento per tutti quei veneti che si riconoscono nei millenari esempi di straordinaria dignità e sacrificio che i nostri antichi eroi seppero infondere nelle generazioni venete passate, per un Veneto futuro indipendente e libero dalla demagogia e dalla retorica rampante dei nostri tempi.
    Gloria agli eterni eroi di Lepanto e Famagosta
    Gloria a S. Marco ed a Beato Marco d’Aviano
    Viva il Veneto indipendente.
    Per il Veneto Serenissimo Governo
    Il Vicepresidente Vicario Plenipotenziario
    Luca Peroni
    Veneto Serenissimo Governo
    Casella Postale 64
    36022 – Cassola (VI)
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    tel. 3491847544 – 3406613027
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  2. #2
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    Per venezia il veneto era solo campagne, nani


    la battaglia di lepanto fu combattuta su navi veneziane, oltre che spagnole napoletane e di altri stati dell'epoca, ma comunque veneziane e non "venete"

    l'unica cosa di aviano che serve per la difesa è la base NATO.

  3. #3
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    Prima di scrivere post errati è sempre meglio informarsi. Le navi Venete erano sì in gran parte veneziane ma gli equipaggi venivano da tutto il Veneto.

  4. #4
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    Come commento à sufficiente una pernacchia?

  5. #5
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    Prima di scrivere post errati è sempre meglio informarsi. Le navi Venete erano sì in gran parte veneziane ma gli equipaggi venivano da tutto il Veneto.
    Pare assurdo ma il campanilismo del nord-italia (al Sud non vengono mai o quasi mai irrisi gli abitanti del Nord)non fa altro che danneggiare il resto del Paese.
    Adesso che tutti i problemi sono stati catalizzati da questa immigrazione di massa l'Italia rischia di esplodere.................
    Lo stesso concetto di Nord Italia è abbastanza relativo per alcuni inizia a Nord del Po per altri inizia dalla Toscana il che è sintomatico dell'Habitat culturale che ha generato questo concetto.
    Non dimentichiamo di come venivano presi in giro gli immigrati del Sud in Lombardia o Piemonte (all'epoca il triveneto era il Meridione del Nord e i meridionali non ci andavano)ai quali venivano comminati epiteti tipo :terrone o marocchino ,ebbene ora ce li avete per davvero .
    .....non dimentichiamo i cartelli che venivano affissi : Non si Affitta a Meridionali.

  6. #6
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    Povero veneto Governo, con i politici che ci ritroviamo tra i piedi non abbiamo ancora:

    - il passante di mestre

    - il sistema di difesa dall'acqua alta per venezia

    Abbiamo invece:

    - una pedemontana bassano-conegliano che fa schifo

    - una treviso-vicenza che fa pena.

    Certo, all'epoca della battaglia di lepanto, andava meglio....

  7. #7
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    Veneto Serenissimo Governo
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    Perché è giusto che il giorno della Vittoria di Lepanto diventi patrimonio di tutto l’Occidente
    Ben 436 anni or sono, centinaia e centinaia di volontari di tutte le età e di tutte le classi sociali, sono partiti dalle loro case, hanno lasciato il loro lavoro, la loro famiglia e tutto ciò che amavano per andarle a difendere lontano giorni e giorni di navigazione. I più il mare lo avevano sentito solo nominare in qualche racconto; pochissimi tra loro si conoscevano e soprattutto moltissimi non erano neanche soldati di professione, ma semplici uomini di buona volontà che sentivano il bisogno di lottare per qualcosa che credevano e cioè la libertà. La libertà di vivere nella terra dei loro padri, con le loro tradizioni, inseriti in un contesto storico- politico e sociale forgiato in secoli di consuetudini tramandate e difese perennemente dai loro antenati. Il Veneto e l’occidente in quegli anni erano minacciati dalla pressione del mondo islamico e gli atti di crudo terrorismo nel mediterraneo facevano da avanguardia alle richieste di sultani sempre più arroganti. Il nemico era arrivato, sospinto dalle leggende dell’inaudita ferocia che lo accompagnavano, e che si riveleranno persino inferiori alla realtà . Basti pensare alla perla del mediterraneo, Cipro, alla sua capitale Nicosia, con migliaia di innocenti civili decapitati e soprattutto all’assedio di Famagosta con tutti i suoi eroi, primo fra tutti il comandante Marcantonio Bragadin spellato vivo in un sol pezzo dalla nuca ai piedi per aver difeso assieme a tanti bravi soldati la loro fortezza. Di fronte al vigliacco voltafaccia del comandante nemico che non rispettò i patti presi durante le trattative ( oltretutto non riconosciute dal comandante Bragadin, perchè costretto dagli eventi ad accettarle),e dopo le continue torture subite, non rinnegò mai la Patria Veneta e la sua fede cristiana.
    Gli atroci avvenimenti di Famagosta furono l’occasione per unire le forze occidentali nella lega voluta da Venezia e dal papa per arrestare l’onda d’urto del califfato e dei loro sogni di un mondo sottomesso alla mezzaluna. A Lepanto, “ il più grande evento che videro i secoli”, il genio ed il sacrificio del mondo occidentale trionfò e riuscì a fermare l’oscurantismo politico-religioso per molti anni.
    Il 21° secolo si è affacciato al mondo con la tremenda sembianza della morte: New York, Madrid, Londra,Gerusalemme, Afghanistan, Iraq, Mosca, Istanbul, Giacarta, Mar rosso, Darfur, Somalia, Sudan, Kenia, Libano, Iran, ecc. ecc.
    Solo degli irresponsabili ( o sarebbe meglio chiamarli collaboratori) possono affermare che in questo stesso momento non esiste una guerra globale tra chi lotta per difendere la libertà e chi invece lotta per portare l’umanità alla sottomissione.
    Di fronte a crimini efferati che vanno dalla decapitazione di registi nel centro delle nostre più libere capitali davanti a decine di testimoni inermi e disarmati dalla paura, all’eccidio dei piccoli innocenti in Ossezia,( per citarne qualcuno) il mondo del progresso, della libertà , della democrazia ecc. ecc., il caro vecchio occidente è capace di dimenticarsi tutto, lo ignora, fa finta che tutto ciò non sia mai accaduto, non ha tempo, non lo ha colpito nel suo particolare interesse, tutt’al più manda un po’ di fondi per le famiglie e si mette la coscienza a posto. D’altro canto i nostri bravi politici non hanno perso tempo a riconoscere proprio in quei giorni le esigenze dei non integralisti, dei “moderati”, dei non sanguinari, e giù riconoscimenti, e giù dialogo, come se le terre dell’oscurantismo iconoclasta fossero proprio nella cara vecchia Europa. Sono certo che le persone intelligenti darebbero nome a tutto questo “strategia”. Eppure fra le truppe eroiche di Lepanto, non mancava la paura perché questa è cosa umana; basti ricordare il famoso dialogo tra il comandante della lega, il giovanissimo Don Giovanni d’Austria ed il settantacinquenne ammiraglio comandante delle navi venete Sebastiano Venier: “Che si combatta?” chiese .“Et necessità e non si può far di manco” rispose l’anziano ammiraglio.
    L’arma che il terrorismo islamico è riuscito a conseguire nel 21° secolo e che a mio avviso è la più potente che potessero avere sta nella codardia e nello stesso tempo nell’interesse esclusivo di una classe politica e non solo, europea che manovra la più grande gara dei tempi nel denigrare, nell’oscurare o meglio ancora censurare la nostra storia, le nostre radici e tradizioni, indirizzando le nostri genti in balia di un relativismo insolente e farneticante, mitigando così sempre più il nostro spirito di difesa, spianando sempre più la strada alla frantumazione delle nostre radici giudaico cristiane, eterno baluardo al caos. Che dire poi a riguardo dei “guardiani” della nostra fede che di fronte all’innocua , ma veritiera presa di posizione di Ratisbona hanno fatto cantare il gallo all’infinito? Il Veneto Serenissimo Governo invita a riflettere sulla grave crisi morale e politica che l’occidente sta attraversando esortando tutti ad attualizzare le vicende che la storia si accinge a riproporre. Lepanto, Famagosta ,Vienna,Belgrado, Buda ecc devono essere punti fermi nella lotta al terrorismo per trovare nuove ispirazioni di fronte alla grave crisi identitaria che attraversa tutto l’occidente, altrimenti sarà inevitabile che le nostre capitali ricche di storia e di tradizioni secolari, seguano l’inesorabile via di Antiochia ,Alessandria, Costantinopoli.
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    La vittora di Lepanto è stata una eroica vittoria del mondo occidentale contro un'invasione islamica,é ridicolo ammantare questa grande pagina di storia sotto l'insensato campanilismo Nord-Sud.

  8. #8
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    Gli atroci avvenimenti di Famagosta furono l’occasione per unire le forze occidentali nella lega voluta da Venezia e dal papa per arrestare l’onda d’urto del califfato e dei loro sogni di un mondo sottomesso alla mezzaluna. A Lepanto, “ il più grande evento che videro i secoli”, il genio ed il sacrificio del mondo occidentale trionfò e riuscì a fermare l’oscurantismo politico-religioso per molti anni.
    Il 21° secolo si è affacciato al mondo con la tremenda sembianza della morte: New York, Madrid, Londra,Gerusalemme, Afghanistan, Iraq, Mosca, Istanbul, Giacarta, Mar rosso, Darfur, Somalia, Sudan, Kenia, Libano, Iran, ecc. ecc.
    Solo degli irresponsabili ( o sarebbe meglio chiamarli collaboratori) possono affermare che in questo stesso momento non esiste una guerra globale tra chi lotta per difendere la libertà e chi invece lotta per portare l’umanità alla sottomissione.
    Di fronte a crimini efferati che vanno dalla decapitazione di registi nel centro delle nostre più libere capitali davanti a decine di testimoni inermi e disarmati dalla paura, all’eccidio dei piccoli innocenti in Ossezia,( per citarne qualcuno) il mondo del progresso, della libertà , della democrazia ecc. ecc., il caro vecchio occidente è capace di dimenticarsi tutto, lo ignora, fa finta che tutto ciò non sia mai accaduto, non ha tempo, non lo ha colpito nel suo particolare interesse, tutt’al più manda un po’ di fondi per le famiglie e si mette la coscienza a posto. D’altro canto i nostri bravi politici non hanno perso tempo a riconoscere proprio in quei giorni le esigenze dei non integralisti, dei “moderati”, dei non sanguinari, e giù riconoscimenti, e giù dialogo, come se le terre dell’oscurantismo iconoclasta fossero proprio nella cara vecchia Europa. Sono certo che le persone intelligenti darebbero nome a tutto questo “strategia”. Eppure fra le truppe eroiche di Lepanto, non mancava la paura perché questa è cosa umana; basti ricordare il famoso dialogo tra il comandante della lega, il giovanissimo Don Giovanni d’Austria ed il settantacinquenne ammiraglio comandante delle navi venete Sebastiano Venier: “Che si combatta?” chiese .“Et necessità e non si può far di manco” rispose l’anziano ammiraglio.
    L’arma che il terrorismo islamico è riuscito a conseguire nel 21° secolo e che a mio avviso è la più potente che potessero avere sta nella codardia e nello stesso tempo nell’interesse esclusivo di una classe politica e non solo, europea che manovra la più grande gara dei tempi nel denigrare, nell’oscurare o meglio ancora censurare la nostra storia, le nostre radici e tradizioni, indirizzando le nostri genti in balia di un relativismo insolente e farneticante, mitigando così sempre più il nostro spirito di difesa, spianando sempre più la strada alla frantumazione delle nostre radici giudaico cristiane, eterno baluardo al caos. Che dire poi a riguardo dei “guardiani” della nostra fede che di fronte all’innocua , ma veritiera presa di posizione di Ratisbona hanno fatto cantare il gallo all’infinito? Il Veneto Serenissimo Governo invita a riflettere sulla grave crisi morale e politica che l’occidente sta attraversando esortando tutti ad attualizzare le vicende che la storia si accinge a riproporre. Lepanto, Famagosta ,Vienna,Belgrado, Buda ecc devono essere punti fermi nella lotta al terrorismo per trovare nuove ispirazioni di fronte alla grave crisi identitaria che attraversa tutto l’occidente, altrimenti sarà inevitabile che le nostre capitali ricche di storia e di tradizioni secolari, seguano l’inesorabile via di Antiochia ,Alessandria, Costantinopoli.
    Il Veneto Serenissimo Governo, erede e continuatore della storia, cultura e tradizioni della Veneta Serenissima Repubblica si è eretto sin da principio come baluardo contro chi si oppone al vero progresso delle nostre terre ed è e, (grazie alla protezione di San Marco e del proprio patrono Beato Marco d’Aviano) sarà il solo punto di riferimento per tutti quei veneti che si riconoscono nei millenari esempi di straordinaria dignità e sacrificio che i nostri antichi eroi seppero infondere nelle generazioni venete passate, per un Veneto futuro indipendente e libero dalla demagogia e dalla retorica rampante dei nostri tempi.

    Gloria agli eterni eroi di Lepanto e Famagosta
    Gloria a S. Marco ed a Beato Marco d’Aviano
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    Se QUESTE sono le argomentazioni del perche' dovremmo celebrare la memoria di Lepanto, allora e' meglio dimenticarsela del tutto. Sono un monumento all'odio cieco e alla rabbia terrorizzata di chi di valori forti proprio non ne ha, e deve per forza credere che gli altri, chiunque siano, siano peggiori di lui.

  9. #9
    Viribus Unitis
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Se QUESTE sono le argomentazioni del perche' dovremmo celebrare la memoria di Lepanto, allora e' meglio dimenticarsela del tutto. Sono un monumento all'odio cieco e alla rabbia terrorizzata di chi di valori forti proprio non ne ha, e deve per forza credere che gli altri, chiunque siano, siano peggiori di lui.
    Beh io prima di parlare di odio cieco e rabbia terrorizzata da parte europea vorrei che ti facessi un viaggio di fantasia in un qualsiasi villaggio costiero del Mediterraneo durante un incursione saracena, vedessi i tuoi compaesani sgozzati, i tuoi figli e tua moglie venduti schiavi e passassi il resto della tua breve vita incatenato al remo di una galea....e poi mi dicessi da che parte veniva l'odio cieco

  10. #10
    VeNuS
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    Gloria a tutti cloro che hanno compbattuto e sono morti per la Libertà.


 

 
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