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Risultati da 1 a 10 di 10
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    Post Cosa scrivono gli utenti di Pol su gli altri forum.

    Nasce una nazione: il “Domovinski Rat”

    La costituzione della Croazia moderna a Stato è avvenuta in maniera estremamente traumatica, dando origine ad una vera e propria guerra, durata dal maggio 1991 all'ottobre 1995, che si estese poi, in maniera se possibile ancora più catastrofica, alla confinante repubblica di Bosnia-Erzegovina.

    Tale confitto, che nel resto dell'Europa viene inserito nel calderone generico della cosiddetta guerra dell'Ex- yugoslavia (considerate che già il nome dello stato è sbagliato), è invece celebrata in Croazia come il “Domovinski Rat” , la guerra della Patria.

    Ripercorrerne la varie fasi sarebbe inopportuno in un sito internet come questo.

    Basti dire che essa ebbe la sua origine dall'assoluto e palmare fallimento di quell'equivoco storico che fu l'idea di Jugoslavija (la denominazione esatta è questa),vale a dire l'unione in un unico stato di tutti gli slavi meridionali, che in entrambe le sue due diverse incarnazioni, quella monarchica anteguerra e la federazione “titina”, si era risolta in un semplice paravento alla cruda realtà dell'imperialismo grande-serbo.

    Di fronte a questa situazione nacque nelle due repubbliche più evolute della federazione, Slovenia e soprattutto Croazia, un movimento teso al raggiungimento, da un lato di più alti standard di democrazia e libertà e dall'altro dall'indipendenza da Belgrado.

    Di fronte alle iniziative perfettamente legali e democratiche dei governi repubblicani Croato e Sloveno, la Serbia che controllava le strutture federali, reagì con la violenza, mobilitando l'esercito e fomentando movimenti separatisti nelle zone della Croazia in cui erano presenti proprie consistenti minoranze.

    Il tentativo disperato di reprimere i movimenti indipendentisti e di assicurare la sopravvivenza della federazione fallì miseramente di fronte alla ben organizzata resistenza delle forze di autodifesa Slovene ed corale sollevazione della popolazione Croata, che bloccò nelle caserme e lungo le principali vie di comunicazione le unità dell'Jna, l'Armata popolare jugoslava.

    Usciti di scena da un lato la Slovenia, abbandonata dall'esercito federale dopo neanche due settimane di combattimenti e dall'altro della stessa idea di un governo federale autonomo politicamente dal panserbismo, la guerra si prefigurò quasi subito come uno scontro tra Croazia e Serbia.

    Di queste però la Croazia combatteva in maniera diretta per la propria indipendenza mentre la Serbia utilizzava l'esercito ancora nominalmente jugoslavo e soprattutto l'ingente quantità di armamenti di cui era rimasta in possesso per fomentare movimenti separatisti nelle zone della Croazia, e poi in scala ancora maggiore in Bosnia, in cui erano presenti proprie consistenti minoranze.

    Proprio alle milizie di queste “pseudorepubbliche”, i cosiddetti “cetnici”, si devono i più orrendi massacri della guerra, avvenuti nell'ambito di una precisa strategia genocida detta della pulizia etnica, tesa a creare zone etnicamente pure da annettere successivamente ad una Grande Serbia.

    Nonostante l'enorme disparità degli armamenti a favore della Serbia, fu però proprio il diverso grado di coinvolgimento e di partecipazione delle due nazioni a determinare l'esito finale della guerra.

    Una volta infatti che la Croazia, inizialmente praticamente senza alcun armamento pesante e senza un esercito organizzato, poté fornirsi dei mezzi militari e dell'esperienza necessaria a condurre operazioni militari complesse la guerra fu praticamente decisa.

    Nel 1995 infatti, con il tacito accordo della comunità internazionale ed in particolare degli Stati Uniti le forze armate croate lanciarono una serie brillanti azioni (Blijesak-fulmine, Lijeto95-estate95) culminate nell'operazione Oluja (Tempesta o meglio Bufera)(4-7 agosto 1991) che vide l'annientamento della cosiddetta Republika Srbske Krajne, il più esteso (di gran lunga) territorio sotto occupazione cetnika.

    La liberazione della città di Knin, capitale della pseudorepubblica, il 5 agosto è stato poi proclamata festa nazionale in Croazia sotto il nome di Dan pobjede i domovinske zahvalnosti, giorno della vittoria e del ringraziamento della patria.

    La guerra continuò però in Bosnia, con le forze croate e croato-bosniache ancora protagoniste, impegnate in una serie di attacchi vittoriosi (operazioni Maestral, Maestral 2, Juzni Potez- spinta da sud) che condussero infine al cessate il fuoco del 12 ottobre.

    Gli accordi firmati a Dayton dai tre presidenti posero fine all'immane spargimento di sangue, ma non ottennero la stabilizzazione dell'area, ci sarebbe voluto un altro conflitto, questa volta nel Kossovo, per giungere alla completa sconfitta del folle sogno del nazionalismo grandeserbo ed alla defenestrazione ed alla consegna al tribunale internazionale di Slobodan Milosevic, primo responsabile della mattanza.

    In questa seconda fase la Croazia non ebbe parte alcuna, gli accordi di Dayton avevano d'altra parte avuto per essa una conclusione assolutamente positiva, ottenendole da un lato un piano di reintegrazione pacifica di quelle parti del suo territorio ancora in mano ai separatisti, dall'altro una divisione del territorio della Bosnia-Erzegovina che rispecchiava molto più il suo interesse nazionale che i desideri dei Croato-bosniaci stessi, per non parlare delle altre due etnie .

    Emersa dunque come vincitrice militare e politica della guerra, ottenuta a prezzo di grandi sforzi l'indipendenza e l'integrità nazionale la Croazia si è impegnata a riparare i guasti della guerra e soprattutto a realizzare quei sogni di libertà, di sviluppo economico e sociale, di dignità nazionale che furono durante tutto il conflitto e di questo sono stato testimone, la più grande arma, il più inespugnabile baluardo del suo popolo…

    by Marcellogo

    Mia risposta:

    tesi ovviamente prettamente di parte e che non tratta minimamente i crimini degli Ustasa. Slovenia e Croazia si erano staccate in modo illegale, in quanto nella Costituzione jugoslava era previsto che ci voleva il consenso di tutte le repubbliche ed alcune non erano d'accordo. Sulla grande evoluzione di Slovenia e Croazia sarebbe meglio stendere un velo pietoso. Inoltre i serbi presenti in Croazia e soprattutto in Bosnia non erano minoranze, ma componenti costitutive. Milosevic non ha avuto piu' responsabilita' nei conflitti rispetto a Tudjman ed Izetbegovic. Per curiosita', se la Croazia aveva il diritto di intraprendere azioni militari in Krajna, perche' negarlo alla Serbia in Kosovo ? Insomma ognuno tira l'acqua al proprio mulino.

    Fonte: www.croatianet.org

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  2. #2
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    Predefinito re: Ciao Rafra!

    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    Nasce una nazione: il “Domovinski Rat”

    La costituzione della Croazia moderna a Stato è avvenuta in maniera estremamente traumatica, dando origine ad una vera e propria guerra, durata dal maggio 1991 all'ottobre 1995, che si estese poi, in maniera se possibile ancora più catastrofica, alla confinante repubblica di Bosnia-Erzegovina.

    Tale confitto, che nel resto dell'Europa viene inserito nel calderone generico della cosiddetta guerra dell'Ex- yugoslavia (considerate che già il nome dello stato è sbagliato), è invece celebrata in Croazia come il “Domovinski Rat” , la guerra della Patria.

    Ripercorrerne la varie fasi sarebbe inopportuno in un sito internet come questo.

    Basti dire che essa ebbe la sua origine dall'assoluto e palmare fallimento di quell'equivoco storico che fu l'idea di Jugoslavija (la denominazione esatta è questa),vale a dire l'unione in un unico stato di tutti gli slavi meridionali, che in entrambe le sue due diverse incarnazioni, quella monarchica anteguerra e la federazione “titina”, si era risolta in un semplice paravento alla cruda realtà dell'imperialismo grande-serbo.

    Di fronte a questa situazione nacque nelle due repubbliche più evolute della federazione, Slovenia e soprattutto Croazia, un movimento teso al raggiungimento, da un lato di più alti standard di democrazia e libertà e dall'altro dall'indipendenza da Belgrado.

    Di fronte alle iniziative perfettamente legali e democratiche dei governi repubblicani Croato e Sloveno, la Serbia che controllava le strutture federali, reagì con la violenza, mobilitando l'esercito e fomentando movimenti separatisti nelle zone della Croazia in cui erano presenti proprie consistenti minoranze.

    Il tentativo disperato di reprimere i movimenti indipendentisti e di assicurare la sopravvivenza della federazione fallì miseramente di fronte alla ben organizzata resistenza delle forze di autodifesa Slovene ed corale sollevazione della popolazione Croata, che bloccò nelle caserme e lungo le principali vie di comunicazione le unità dell'Jna, l'Armata popolare jugoslava.

    Usciti di scena da un lato la Slovenia, abbandonata dall'esercito federale dopo neanche due settimane di combattimenti e dall'altro della stessa idea di un governo federale autonomo politicamente dal panserbismo, la guerra si prefigurò quasi subito come uno scontro tra Croazia e Serbia.

    Di queste però la Croazia combatteva in maniera diretta per la propria indipendenza mentre la Serbia utilizzava l'esercito ancora nominalmente jugoslavo e soprattutto l'ingente quantità di armamenti di cui era rimasta in possesso per fomentare movimenti separatisti nelle zone della Croazia, e poi in scala ancora maggiore in Bosnia, in cui erano presenti proprie consistenti minoranze.

    Proprio alle milizie di queste “pseudorepubbliche”, i cosiddetti “cetnici”, si devono i più orrendi massacri della guerra, avvenuti nell'ambito di una precisa strategia genocida detta della pulizia etnica, tesa a creare zone etnicamente pure da annettere successivamente ad una Grande Serbia.

    Nonostante l'enorme disparità degli armamenti a favore della Serbia, fu però proprio il diverso grado di coinvolgimento e di partecipazione delle due nazioni a determinare l'esito finale della guerra.

    Una volta infatti che la Croazia, inizialmente praticamente senza alcun armamento pesante e senza un esercito organizzato, poté fornirsi dei mezzi militari e dell'esperienza necessaria a condurre operazioni militari complesse la guerra fu praticamente decisa.

    Nel 1995 infatti, con il tacito accordo della comunità internazionale ed in particolare degli Stati Uniti le forze armate croate lanciarono una serie brillanti azioni (Blijesak-fulmine, Lijeto95-estate95) culminate nell'operazione Oluja (Tempesta o meglio Bufera)(4-7 agosto 1991) che vide l'annientamento della cosiddetta Republika Srbske Krajne, il più esteso (di gran lunga) territorio sotto occupazione cetnika.

    La liberazione della città di Knin, capitale della pseudorepubblica, il 5 agosto è stato poi proclamata festa nazionale in Croazia sotto il nome di Dan pobjede i domovinske zahvalnosti, giorno della vittoria e del ringraziamento della patria.

    La guerra continuò però in Bosnia, con le forze croate e croato-bosniache ancora protagoniste, impegnate in una serie di attacchi vittoriosi (operazioni Maestral, Maestral 2, Juzni Potez- spinta da sud) che condussero infine al cessate il fuoco del 12 ottobre.

    Gli accordi firmati a Dayton dai tre presidenti posero fine all'immane spargimento di sangue, ma non ottennero la stabilizzazione dell'area, ci sarebbe voluto un altro conflitto, questa volta nel Kossovo, per giungere alla completa sconfitta del folle sogno del nazionalismo grandeserbo ed alla defenestrazione ed alla consegna al tribunale internazionale di Slobodan Milosevic, primo responsabile della mattanza.

    In questa seconda fase la Croazia non ebbe parte alcuna, gli accordi di Dayton avevano d'altra parte avuto per essa una conclusione assolutamente positiva, ottenendole da un lato un piano di reintegrazione pacifica di quelle parti del suo territorio ancora in mano ai separatisti, dall'altro una divisione del territorio della Bosnia-Erzegovina che rispecchiava molto più il suo interesse nazionale che i desideri dei Croato-bosniaci stessi, per non parlare delle altre due etnie .

    Emersa dunque come vincitrice militare e politica della guerra, ottenuta a prezzo di grandi sforzi l'indipendenza e l'integrità nazionale la Croazia si è impegnata a riparare i guasti della guerra e soprattutto a realizzare quei sogni di libertà, di sviluppo economico e sociale, di dignità nazionale che furono durante tutto il conflitto e di questo sono stato testimone, la più grande arma, il più inespugnabile baluardo del suo popolo…

    by Marcellogo

    Mia risposta:

    tesi ovviamente prettamente di parte e che non tratta minimamente i crimini degli Ustasa. Slovenia e Croazia si erano staccate in modo illegale, in quanto nella Costituzione jugoslava era previsto che ci voleva il consenso di tutte le repubbliche ed alcune non erano d'accordo. Sulla grande evoluzione di Slovenia e Croazia sarebbe meglio stendere un velo pietoso. Inoltre i serbi presenti in Croazia e soprattutto in Bosnia non erano minoranze, ma componenti costitutive. Milosevic non ha avuto piu' responsabilita' nei conflitti rispetto a Tudjman ed Izetbegovic. Per curiosita', se la Croazia aveva il diritto di intraprendere azioni militari in Krajna, perche' negarlo alla Serbia in Kosovo ? Insomma ognuno tira l'acqua al proprio mulino.

    Fonte: www.croatianet.org


    Ciao Rafra', ti ringrazio di avere pubblicato il mio intervento, e ti ringrazio anche delle civili obiezioni che mi sottoponi, al quale ora rispondo:
    E' ovvio che questo mio intervento sia di parte: quella di chi ad una libera votazione si vide rispondere a cannonate.
    Non tratto dei crimini degli Ustascia, come non tratto dei Crimini dei partigiani, dei Cetnici di Draza Mijailovic, dei Nazisti, dei fascisti, del regime dittatoriale della monarchia Serba, come non parlo, in positivo, del Hrvatsko Prolijece (e mi spiace che non se ne parli), mi limito gli argomenti degli anni novanta.
    Sulla maggiore prosperità economica, cultura media, efficenza amministrativa di Croazia e Slovenia rispetto alle altre repubbliche dell'ircocervo parlano i dati di allora e ancor più di oggi.
    Poi non ti so dire della Slovenia, ma in Croazia i Serbi maggioranza costitutiva lo sono ancora, ovviamente in un piano di parità con le altre Etnie autoctone, Magiari, Cechi, Tedeschi, Schipetari, Rom e ah sì anche Italiani, cosa che non era in quello stato RAZZISTA, che non a caso si chiamava Jugoslavia, cioè Stato degli Slavi del Sud.
    Ti ricordo poi e preciso, che la Croazia ( a differenza della Slovenia) non proclamò l'indipendenza dopo il referendum, ma la sovranità ( e infatti tuttora è festa nazionale sia a Maggio che ad Ottobre) e solo dopo tre mesi portò a termine il processo di separazione.
    Tudjman e Izetbegovic commisero un fracco di errori, ed il primo dei due anche qualche autentica Schifezza (Secessione dell' Erzeg-Bosna e scioglimento della HOS in primis), ma non una granata Croata o BosniacoErzegovese cadde in Serbia.
    Poi francamente, la parte più malvagia di me prega ogni giorno che la Serbia faccia la cazzata immane di intervenire in Kossovo.
    Mentre l'altra parte rimane scioccata pensando a quale grande colpo subiranno i Serbi onesti dalla ormai inevitabile perdita della Methodja.
    Giacchè Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva...

  3. #3
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    Diciamo che Slovenia e Croazia, piu' che evolute erano piu' ricche e la prima anche grazie ai soldi che sono stati sottratti illegalmente ai risparmiatori dell'ex Jugoslavia da una banca. Ci sono state infiltrazione militari croate a Sid in Vojvodina, sia pure limitate, cosi' come c'e' stato piu' di un tentativo sventato di insurrezione fatto dai musulmani in Sangiaccato. Per quanto concerne gli Ustasha, mi riferivo a quelli attuali. Se gran parte del Kosovo si stacchera' dalla Serbia (senza la zona a nord di Mitrovica), ci sara' una compensazione territoriale con la Srpska, anche senza l'avvallo dell'incongruenza occidentale. Poi bisognera' vedere per quanto Montenegro e Macedonia resteranno a rincorrere inutili miraggi. Il destino dei popoli ortodossi e' di stare con la Russia. La "partita" non si gioca solo nei Balcani, ma su uno scacchiere planetario e quindi grazie a Putin, ne vedremo ancora delle belle. Ultima annotazione, la Jugoslavia non era uno stato razzista, ma l'esatto contrario.

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    la Jugoslavia non era uno stato razzista, ma l'esatto contrario.
    Purchè fossero comunisti
    (gli Istriani non lo erano)

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Mitteleuropeo Visualizza Messaggio
    Purchè fossero comunisti
    (gli Istriani non lo erano)
    E' vero quello che scrivi, ma l'appartenenza etnica non era prioritaria, semmai quella ideologica.

  6. #6
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    Predefinito Bene, bene ,bene.

    Vedo che il tread procede con l'aggiunta di altri interventi, tutti comunque appropriati ed utili.

    Interessante ad esempio l'icastico commento di Mitteleuropeo, "purchè fossero comunisti" che disvela uno dei caratteri costitutivi della seconda Jugoslavija, formalmente uno stato federale, ma in realtà tenuto forzatamente insieme da un partito comunista unificato, che deteneva, almeno all'inizio tutte le leve del potere.
    Perciò la Jugoslavija, anzi la jugoslavija, giacchè la maiuscola la riservo per Dio, le nazioni ed i popoli,era in realtà una cadavere ambulante ben prima non dico del "Devedeseta" ma della stessa morte di Tito, in quanto illusorio era lo stesso collante che, al di là della repressione poliziesca e la paura dell'invasione sovietica, lo avrebbe dovuto tenere assieme.
    Rafrad, ammetto che il termine di razzista era volutamente sovraccaricato, non lo riferivo però agli abitanti, ma proprio alla struttura dello stato che ad alcune etnie, quelle slave assegnava un rango costituente e status di repubblica, mentre alle altre ( mi autocito: Magiari, Cechi, Tedeschi, Schipetari, Rom e ah sì anche Italiani) era negato anche dove esse erano minoranze consistenti od addirittura la maggioranza,
    E, guardate mi stà venendo in mente solo ora, ma probabilmente nelle menti malate di ideologismo dei capi comunisti, questo si faceva in previsione di una loro inevitabile yugoslavizzazione, il chè avrebbe reso la cosa ancora più pesa per i non slavi.
    Questo per la federazione,per la Serbia dirò poi...
    Però Rafrad, mi sembra che non stai dimostrando un grande amore per la Serbia quando la riduci a uno stato-pedina per lo Zar Putin.
    Comunque...

  7. #7
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    QUOTECiao a tutti.
    Leggo spesso il vostro forum. Mi domando che cavolo di stato possa essere la Croazia?
    Uno stato che non è MAI esistito. E' sempre stata dominata dagli ungheresi e dagli austro-ungarici.

    Ciao anche a te.Subito nell'inizio si vede come non hai studiato la Storia (te lo dico apertemente e sinceramente , non ofenderti) .La Croazia per la prima volta fu uno Stato 13 secoli fa e fu un regno nel 10 essimo secolo dopo Cristo , quando l'Italia ancora non e' esistita.Era dominata da ungaresi e audtroungarici solo per un periodo , non da sempre , ma come ho gia' detto , si tratta solo della tua ignoranza , nient'altro.


    QUOTEDiscendono da una serie di tribù arrivate dalle steppe della Siberia che altro non hanno saputo fare che venire a razziare le ricchezze di Roma.

    Di nuovo l'ignoranza da parte di questo giovanissimo forumista.I Croati discendono degli slavi della zona dei Karpati (la Romania d'oggi).

    QUOTEQuando la civiltà latina splendeva su tutto il mondo allora conosciuto, loro non esistevano nemmeno.
    A Spalato un imperatore ROMANO di nome Diocleziano ha fatto ereggere un palazzo che ancora oggi esiste.

    Ora sei contradetto.Prima dici che i croati furono nelle stepe della Siberia (quindi esistevano) ed ora dici che non esistevano in quel tempo.Ma non c'entra , e' cosi' quando scrivi su una tema di cui non sai nulla.Pero' , quando la civiltà latina splendeva su tutto il mondo allora conosciuto,l'Italia anzi non e' ancora esistita , mentre i croati esistevano almeno da una tribu' ( COME TU L'HAI SCRITTO) degli slavi.Ma questo tutto non c'entra nulla , Italia e Croazia sono Paesi bellissimi.Anche il Palazzo dell'imperatore romano di Diocleziano e' bello.


    QUOTEMa le tende che abitavano allora i sedicenti CROATI ci sono ancora nella tundra asiatica?

    Non lo so.Ma credo di no , una tenda non puo' durare csoi' tanto ma credo che tende italiane esisterebbero ancora visto che l'Italia e' una nazione giovane (scherzo naturalmente)


    QUOTENel 1919 sono diventati uno stato CONFEDERATO solo grazie all'insipienza dei politicanti italiani e alla furbizia di quelli anglo-francesi.

    E' vero che nel 1919 i croati erano alla confederazione del regno jugoslavo.Finalmente questo giovane utente non ci ha mostrato l'ignoranza , almeno su un punto ...


    QUOTEStato arlecchino (Jugoslavia) che è sopravissuto perqualche decennio esclusivamente grazie alla FEROCE DITTATURA di un comunista sanguinario di nome Tito.

    Per te "Tito sarebbe un sanguinario" per me Tito e' un eroe della Seconda Guerra e della lotta antifascista e proprio grazie a quell'eroe croato Istria-Fiume -Dalmazia oggi si trovano nel territorio croato alla loro madre patria croata.Vabbene , su questo punto non siamo d'accordo.


    QUOTEMorto Tito si sono ammazzati e scannati con tutti gli altri coinquilini di prima.
    Adesso addirittura vogliono entrare in Europa?
    Ci dovremo fare carico di un altra carrettata composta da quattro milioni e mezzo di slavi da sussidiare e che hanno solo pretese.

    Una parte dei croati vuol entrare nell'Unione Europea , l'altra parte dei croati non vuol entrare nell'unione europea.Nessun croato non vuol entrare nell'Europa , perche' la Croazia per i secoli gia' si trova nel continente europeo , nel senso geografico.O forse la Croazia si e' trasferita in un altro continente?
    Caro Obrigadhino , tranne la Storia , non conosci neanzi la geografia .. ma non essere ofeso se sono cosi' sincero
    Non esiste 4 milioni e mezzo degli slavi (questo e' il cifro dei croati) ma gli slavi sono tanto piu' numerossisimi , tanto che potrebbero mangare l'Italia per il pranzo ...


    QUOTESi costruiscono la storia a loro uso e consumo,vantando glorie nazionali che non hanno mai avuto nè avranno MAI.

    Qui si tratta solo della gelosia di Obrigadhino perche' veramente la storia croata e' gloriosa , basta solo ricordarsi quella storia recente quando nella Seconda Guerra abbiamo vinto gli aggressori e occupanti italo-fascisti e nazisti tedeschi e li abbiamo buttati fuori dalla casa nostra durante gloriosa lotta partigiana.


    QUOTEPotrebbero benissimo scomparire ed essere annessi alla Serbia, unica vera NAZIONE esistente in quelle zone.

    Obrigadinho

    Nonostante che la Serbia e la Croazia hanno fatto una guerra recente , io non odio il popolo serbo e la Serbia.
    Al contrario , spero che la Serbia diventa piu' democratica dopo la morte di milosevic , piu' democratica che mai.Anche rispettando l'atteggiamento di Obrigadhino verso La Serbia , devo dire che eppure i serbi sono gli slavi come lo sono i croati e proprio per quel fatto devono essere un popolo bravo
    Sempre condanno e condannero' i criminali di guerra , siano i criminali croati , serbi o italiani o di qualsiasi altra nazione , ma contemporaneamente rispetto il paese serbo , il paese italiano ..croato ,e gli altri paesi del mondo.
    Caro raggazzino Obrigadhino , non sputero' sulla Serbia ( come te lo aspettavi) mi dispiace se ti ho deluso su questo punto

    ciao

    Questa e' stata la risposta di Haf (444) ex forumista di Pol su http: //irredentismoforumfree.net/. Tutto sommato si tratta di una risposta pacata.
    A proposito notizia importante: con la medesima registrazione si ha anche l'accesso su: http//exjugoslavija.forumfreenet/ . Un sito veramente bello ma per il momento incompleto. Consigliato ai forumisti di questa stanza, quando sara' funzionante. Ma non dimentichiamo che il migliore in assoluto e' quello di Pol. Non ci sono confronti.

  8. #8
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    Autore: balcanicus Data e ora: 19.11.2007 23:02
    tempi moderni
    Democrazia vuol dire anche non votare!...e i Serbi hanno scelto questo modo di considerarsi identità dentro il Paese. secondo me non è quello giusto. Seguono da tanto le scelte di Belgrado ma i frutti, se non distruzione ed oddio, nessuno gli ha visti. Cmq ogniuno ha la sua possibilità. Spero che la prossima volta, da cittadini sovrani del loro Kosovo anche i serbi voterano, come per anni gli Albanesi, costretti anche, hanno votato nelle istituzioni jugoslave del Kosovo. La storia gira e non si fa solo di miti medioevali. E bene che anche Belgrado si aggiorni. p.s.:a proposito, la Jugoslavia è morta, il cosidetto Kosmet non esiste più. Adesso c'è la Repubblica del Kosovo di Albanesi e Serbi insieme (ovviamente se la vogliono).

    Tratto dai commenti di osservatorio Balcani
    Risposta: il suo storpiare la lingua italiana si riconosce con qualsiasi nick.
    Per quanto riguarda l'ultimo quesito i serbi non desiderano vivere con gli schipetari in uno stato straniero.


    Autore: claudio Data e ora: 20.11.2007 107
    simpatici
    C'è qualcuno con opinioni diverse da questa rassegna di personaggi che pensano ancora che l'URSS, Putin e Milosevic (inclusi Arkan, Sesely, Mladic e Karadzic) sono o sono stati dei sant'uomini democratici tutti dediti a difendere i diritti dei poveri (serbi) del mondo? (E dire che ho molti amici serbi e che Belgrado mi piace tantissimo. Per fortuna non tutti sono così ottusi.) Siete così carini e disposti al dialogo che verrebbe voglia di chiedere l'indipendenza anche del Sangiaccato (invece di essere giustamente contrari a quella del Kosovo) e lasciare alla Serbia solo Belgrado come voleva fare Slobo per i croati con Zagabria. Pensate davvero che Putin sia un capo da preferire all'Europa, anche se spesso penosa? Bisogna scegliere il meno peggio purtroppo e cercare di evitare lo scontro continuo. Laicak ha tentato di smuovere qualcosa che era bloccato PRIMA del suo arrivo. Fallirà ma avrà provato. Poi assisteremo alla sarabanda internazionale tragicomica su Kosovo e Srpska. Questi popoli possono solo convivere e commerciare tra loro prosperando. Dividere in particelle il territorio serve solo alle cosche politiche o peggio, come succederà a Pristina. I commerci sono già in atto alla grande tra i paesi ex federali. I politici lo sanno benissimo ma hanno bisogno di voi ultras per mantenere tutto il loro potere. La Russia sembra si stia comprando larghi pezzi di Serbia e Montenegro. Come sempre, si fa affari con il "nemico" mentre si convince la gente che la soluzione è l'odi.

    Risposta: questa ha un'ortografia migliore e non si sa se appartiene a qualche nostro forumista? Comunque stare con Putin e' la scelta migliore e non solo per i serbi. Ci sono anche tanti forumisti qui' che hanno un'ammirazione per questo grandissimo statista.

    Autore: Heinz Data e ora: 19.11.2007 18:21
    Bosnia
    Nessuno ha ancora capito che il problema fondamentale dei Balcani è quello di fissare dei confini per quanto possibile condivisi dalle etnie interessate. La storia ha ampiamente dimostrato che queste etnie non possono convivere pacificamente; peraltro, occorre osservare che, se c'è la tendenza a comprendere nei confini delle singole nazioni aree abitate da minoranze delle medesime nazioni, non c'è una tendenza da parte di una nazione a soggiogare un'altra nazione. Tutto ciò comporta l'abbandono di assurde figure di Stati plurinazionali (come la Bosnia) e la ricerca di un assetto confinario complessivo il più possibile compatibile con le confliggenti intenzioni dei singoli Stati. Non è facile. Bisogna aspettarsi ancora tensioni e conflitti, più o meno limitati. La comunità internazionale, purtroppo, o non ha ancora afferrato il nocciolo della questione o persegue degli scopi che nulla hanno a che fare con una stabilizzazione dei Balcani nel senso il più possibile condiviso (una condivisione assoluta è pura utopia) da tutti gli attori di questo complicato e pericoloso scenario.

    Risposta: questo mi pare l'intervento migliore e sarebbe interessante portare questo forumista nella nostra stanza.

  9. #9
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    C'e un nuovo forum che si occupa esclusivamente di temi dell'ex Jugoslavia. Ci sono alcuni utenti di questa stanza ed io da oggi sono diventato moderatore, grazie a Haf-Bergdolmo che mi ha conferito questo compito (so che puo' sembrare strano). Io continuero' a scrivere qui' ed i miei thread continueranno ad essere pubblicati in varie parti. Un saluto a tutti e vi aspetto nel sottocitato forum:

    http://exjugoslavia.forumfree.net/

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    C'e un nuovo forum che si occupa esclusivamente di temi dell'ex Jugoslavia. Ci sono alcuni utenti di questa stanza ed io da oggi sono diventato moderatore, grazie a Haf-Bergdolmo che mi ha conferito questo compito (so che puo' sembrare strano). Io continuero' a scrivere qui' ed i miei thread continueranno ad essere pubblicati in varie parti. Un saluto a tutti e vi aspetto nel sottocitato forum:

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    Grazie Rafrad! Non sapevo... Ci daro' un'occhiata!

 

 

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