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    Talking The Fashining! - Primarie in salsa horror

    Direttamente dal Giulivo, per voi...

    http://www.ilgiulivo.com/cms/forum/v...813#post_17790

    The Fashining! - Primarie in salsa horror

    Nuovo Cinema Giulivo presents...

    Clamoroso: rinvenuta la sceneggiatura originale di Stanley Kubrick per il remake di “Shining”!
    Direttamente per voi, un tuffo nell’horror con...

    The Fashining!

    - Facci sognare! Facci sognare!! Ah ah...
    - Pierino, stai zitto, ché devo da guidà... (quanto sono buono)...
    - Dài papino, quando arriviamo in paese mi compri una banca?!
    - T’ho detto che devo da guidà, li mortacci tua!!! (quanto sono buono)...
    - Uòlter, stai calmo, poi Pierino impara le parolacce e le ripete, madonnina santa...
    Sulle impervie strade del Mugello una vecchia Skoda si inerpica fra i tornanti, con alla guida il sempre più spazientito (ma comunque buonissimo) Uòlter Veltrons, un “americano de noantri”, kompagno di lunga data col pallino degli USA (e getta), di Kennedy e di Mike Francis (ma non ditegli che è un “americano de noantri” pure lui, sennò ci rimane male). Accanto a lui la moglie Rosy Bindys e nel sedile posteriore il piccolo Pierino, uno spilunghino dal colorito cadaverico, sovraeccitato dal viaggio ed anche un po’ affamato, che d’un tratto adocchia un barattolo di nutella, lo apre e...
    “Sciaffffffff!!!!!!”
    - Waaaaaaaaaaaaahhhhhhh!!!!!
    Un terrificante manrovescio si abbatte sul malcapitato figlioletto.
    - O Madonnina santa, Uòlter, che ceffone che gni hai dato! Ma che ti sembra il modo di tratta’ il tu’ figliolo? Capace che alla fine si sveglia e diventa liberale. Diobonìno, anche te ‘un ti si pole sfiorare....
    - A’ Rosy, ricòrdete che la nutella è mia e me la gestisco io!! E se sto fijo de na santerellina ce se riprova va pure a letto senza cena; una bella “notte bianca”, poi je passa la voja de rompe’ li cojoni! (quanto sono buono)...

    Il viaggio prosegue con difficoltà, in parte dovuta al fatiscente mezzo di trasporto, in parte alla strada stessa. Da anni, infatti, i verdi si oppongono persino alla sua riasfaltatura, ragion per cui gli ultimi chilometri diventano impraticabili durante il rigido inverno in questo isolato spicchio di appennino.
    In cima alla strada si staglia imponente, quasi minacciosa, la sagoma del Berlinguer Hotel, un complesso non più modernissimo, anzi diciamo quasi fatiscente, costruito grazie alle donazioni in punto di morte di tanti kompagni toscani che si sono visti così garantire l’ereditarietà del loro bel posto in Comune, alle poste o al Montepaschi a favore di figli e nipoti. Un moderno “mercato delle indulgenze”, sapientemente amministrato dal Partito, i cui risultati si colgono tuttora chiaramente nell’equa e solidale terra di Toscana.
    - Benvenuto signor Veltrons...
    - “Mister” Veltrons, please!
    - Ah già, dimenticavo la sua passione... umpfh... per l’America – soggiunge Massimo d’Anatema, amministratore straordinario del Berlinguer Hotel – prego, gradisce un cubano?
    - Veramente preferirei una brasiliana... sa’, con questo cesso di moglie che mi ritrovo...
    - Ehm... intendevo un sigaro, mister Veltrons...
    - Eh già, certo... ah ah... e ché, nun lo so? Stavo a scherza’, dottor D’Anatema!
    - Ma certo, mister Veltrons, elementare... umpfh. Ma passiamo al suo curriculum... dunque: studente poco intelligente ma in compenso pistonato dal prof, attivista e poi quadro nella FGCI, responsabile cultura e tempo sprecato presso il circolo ARCI di Centocelle, organizzatore di vari Festival dell’Unità... etc. etc... insomma: lei, mister Veltrons, diciamo pure che non ha mai davvero lavorato in vita sua... se permette...
    - Beh, lavorato in senso stretto no... ma capirà... sono kompagno...
    - Bravo, vedo che lei ha le idee chiare... ahem. Del resto, anche il lavoro che le offriamo adesso è in realtà un’attività di tutto riposo. Si tratta, come lei sa, di svolgere il compito di guardiano al Beringuer Hotel durante l’inverno, quando la struttura rimane scollegata dal resto del mondo. Insomma, lei faccia conto di essere alla festa dell’Unità: controlla il funzionamento delle luci, dell’impianto di riscaldamento, dell’autopompa eccetera.
    - Ahò, un gioco da ragazzi!
    - Diciamo pure un gioco da kompagni...
    - Ah ah, lei è propio ‘na sagoma, dottor D’Anatema! Guardi, per me nun c’è problema, me resta pure tempo per il mio hobby preferito!
    - Che sarebbe?
    - Scrivo, organizzo, arrangio, me do da fa’...
    - Insomma, tutto e niente, mister Veltrons... ma noi abbiam proprio bisogno (che fortunata coincidenza) di qualcuno che faccia tutto e niente, che parli bene senza dire nulla, che faccia e disfaccia, che prometta e non mantenga, che illuda e che freghi tutti col sorriso sulla bocca. Ci abbiam provato con un tipo di Bologna: noi si pensava che “ci facesse” e troppo tardi ci siamo accorti che invece “c’era” proprio. Lei invece è uno che c’è, però da l’idea di essere uno che ci fa ma finge di esserci...
    - Non capisco...
    - ... o forse c’è pure lei... umpfh... ma in fondo “chìssene”... Vede mister Veltrons, finito l’inverno ci saranno le “primarie” del Partito dei Disperati (PD) e noi abbiam bisogno di un leader, uno carismatico, un tuttologo buonanulla, un venditore di fumo. Lei è perfetto. Le primarie si svolgono proprio al Berlinguer Hotel. Lei ha 3 mesi per buttare giù una relazione con cui candidarsi segretario. Scriva un po’ di fregnacce delle sue, vedrà che tutto andrà liscio. Non so se mi spiego...
    - Si è spiegato benissimo, dottor D’Anatema. Affare fatto! Annàmo a da’ la bbona novella a mi’ moje!

    Nel gigantesco parco adiacente al Berlinguer Hotel, disseminato di alberi di alto fusto intervallati da un’antipatica serie di sterpi e cespugli, testimoni di una manutenzione non proprio all’altezza, ritroviamo Rosy e Pierino, stavolta in compagnia di Giorgio De Napoli, un arzillo e pelato vecchiarello partenopeo, già militante “migliorista” del PCI, testimone della gloriosa storia “riformista” del Partito, quella che per intendersi ha portato alla condanna dei crimini di Stalin con “soli” 30 anni di ritardo.
    - Nonno Giorgio, cosa c’è dietro questi cespugli?
    - Lo strapiombo.
    - E dietro lo strapiombio?
    - I lavori della variante di valico, che però sono bloccati.
    - E perché sono bloccati?
    - perché co’ tutti ‘sti lavori e li martelli pneumatici nun se potevano più da organizza’ le Feste dell’Unità, li mortacci sua!!! - interviene Uòlter - E meno male che ‘amo bloccato tutto, a la faccia de ‘st’infami de' costruttori edili!! Je possino!!
    - Certo che papà certe volte è violento, diciamo pure un po’ fascista – pensa fra sé il piccolo Pierino.
    - E’ una condanna di noi kompagni: condannare i fascisti e poi comportarci 1.000 volte peggio di loro – gli risponde telepaticamente nonno Giorgio
    - Nonno Giorgio, ma tu mi leggi nel pensiero? – prosegue Pierino mentalmente
    - Sì, piccolo, io e te abbiamo in comune un dono eccezionale: il “Fashining”! Ogni volta che un kompagno assume atteggiamenti autoritari e fascisti, la nostra mente lancia un SOS a quei pochi che possono racoglierlo.
    - E possiamo arrestare questi comportamenti autoritari?
    - No di certo. La storia del comunismo ci insegna che la tendenza autoritaria è connaturata nello spirito di noi kompagni.
    - E allora cosa possiamo fare?
    - Comunicare fra noi, pochi privilegiati e... intervenire per sterminare tutti gli altri! Ah ah ah!!!
    - Nonno Giorgio, adesso sei un po’ fascista anche tu!
    - Ehm, hai ragione, piccolo... ma adesso ascolta. Tu resterai qui per 3 mesi con papà e mamma. Se ti trovassi in pericolo e, che so, papà volesse “purgarti” o “epurarti” (fra kompagni certe vlte si usa), lanciami un segnale di soccorso col “fashining” ed io verrò a salvarti... e poi farò saltare il Berlinguer Hotel con la dinamite... ah ah ah!!!... ehm, scusa, volevo dire... ti porterò in salvo a Barberino di Mugello.
    - Ok, nonno Giorgio...
    Ignari del dialogo telepatico intercorso fra Pierino e Giorgio, Uòlter e Rosy salutano il dottor D’Anatema e fanno il loro ingresso definitivo nell’immenso edificio, che assume tinte sempre più fosche e lugubri mentre il sole tramonta fra i boschi. Allontanandosi per ultimo alla guida della sua vecchia Zastava, nonno Giorgio rivolge un ultimo affetuoso sguardo al piccolo Pierino, che ricambia salutandolo col pugno chiuso, destando per un attimo l’attenzione del padre, il cui sguardo diventa d’improvviso sinistramente torvo, sintomo di una malcelata, seppur embrionale intuizione...

    Quali avventure, quali pericoli, quali orrori attendono la famiglia Veltrons durante il lungo e solitario soggiorno al Berlinguer Hotel?
    Lo saprete nella seconda parte di questo terrificante filmsss!

  2. #2
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    Predefinito The Fashining! (parte II)

    The Fashining! - Primarie in salsa Horror!

    Riassunto della prima parte: il nullafacente Uòlter Veltrons, kompagno romano di lunga militanza e col pallino delle americanate, accetta di ricoprire il posto di guardiano presso il Berlinguer Hotel, un gigantesco complesso abbarbicato in un angolo delle foreste del Mugello e completament isolato durante i mesi invernali. Accanto a lui resteranno a far la guardia la moglie Rosy Byndis e l’allampanato figlioletto Pierino. Prima che tutto abbia inizio, l’amministratore dell’hotel, Dr. Massimo D’Anatema, propone a Veltrons di approfittare dei mesi di silenzio per buttar giù una relazione con la quale candidarsi a segretario del Partito dei Disperati (PD) in occasione del congresso che si svolgerà proprio al Berlinguer Hotel in primavera.
    Intanto l’emaciato Pierino scopre di possedere un potere extrasensoriale, il “fashining”, attraverso il quale può segnalare col pensiero i comportamenti autoritari di persone a lui vicine ad altri kompagni ugualmente dotati, come ad esempio Giorgio De Napoli, anziano dipendente dell’hotel che stringe con Pierino un legame telepatico prima di scendere a valle per il lungo inverno.

    Seconda parte

    I giorni e le settimane scorrono regolari, diciamo pure noiosi al Berlinguer Hotel, mentre la stagione prosegue il suo inarrestabile corso discendente: le giornate si accorciano, le ombre si estendono sempre più gravi sui contrafforti della vecchia struttura e gli alberi ormai spogli fanno da megafono all’ululare del vento ed agli scrosci di pioggia, i quali trasformano in poltiglia invalicabile l’unico sentiero sterrato che nella buona stagione collega l’albergo al fondovalle.
    Il simpatico Uòlter passa gran parte del suo tempo a scrivere, quasi barricato in una stanza poco illuminata dietro la reception, mentre la moglie Rosy preferisce dedicarsi ad esercizi spirituali accompagnati da severi digiuni, spesso “ispirati” dalla qualità non proprio eccelsa delle scorte di cibo in scatola a disposizione dei Veltrons.
    - Diobonìno Uòlter, certo che ‘sti biscottini della COOP fanno proprio schifo, ci credo che Pierino poi ‘un mangia e diventa sempre più bianco. Ascolta, caro, ‘un è che per una volta si potrebbe aprire una delle tu’ confezioni di nutella?
    - Rosy, nun t’azzarda’! E poi nun me va che ‘sto pischelletto me cominci a soffia’ i fondamentali. Si comincia con la nutella, poi magari vorrà mette’ bocca sulle notti bianche e alla fine vedrai che vorrà pure soffiàmme er posto da segretario der Partito de’ Disperati!
    - Oddìo, se è per questo di disperati ce n’ènno talmente tanti al giro, ‘un so se mi spiego...
    - ... disse er fazzoletto!! Ah ah... bona questa, quasi quasi la metto nella relazione, sai che risate al congresso... ah... che ne dici Rosy?
    - Madonnina mia, io su quel che scrivi ‘un ci metto bocca davvero...
    - Ecco, allora vedi de mette’ bocca su quarcos’artro... ahr ahr ahr!! (quanto sono buono)
    - O Gesù Gesù Gesù!!! Meglio che me ne torni all’esercizi spirituali, vai...
    Ogni tanto capita qualche screzio, è vero, ma si sa che “il Partito (Democratico) non è bello se non è litigarello” e tutto si aggiusta con buone dosi di dialogo e di multiculturalismo, se poi non basta anche un paio di molotov (quanno ce vo’, ce vo’).
    Ci sono cose però che è più difficile aggiustare...
    Una sera la nostra bella famigliola sta guardando RAI 3, con il mitico Santoro intento a scandagliare un caso di cronaca rivoltante: il furto di una michetta da parte di un prete squattrinato dell’hinterland milanese!
    “Adesso è chiaro, guaglio’, che la chiesa non s’accontenta più dell’8 per mille, ma ci toglie pure il pane di bocca!! E’ inaudito!!... Dottor Scalfari, lei che ne pensa?”
    “Caro Santoro, credo che i tempi siano maturi, anche alla luce di fatti gravi come quello riportato stasera, per stracciare il Concordato e firmare domani stesso una nuova intesa con chi davvero rispetta le regole di un Paese moderno, multiculturale e solidale come il nostro: penso in primis all’UCOII ed in genere alla galassia islamica, che per noi rappresenta davvero il futuro!”
    - Oh santissimi Pietro e Paolo, ma questi qua ‘un diranno mica sul serio? Bisognerà essere un po’ equi e solidali anche col mondo cattolico,vero Uòlter?
    - Certo che sì, Rosy! Se fosse per me ve manderei tutti a pulire i cessi nelle moschee dopo la funzione del sabato... ah ah ah! Che ‘r signore me fulmini!!!
    D’un tratto... ZZZZZZZAAAAAAPPPPP!!! Pa-crac!!.... maooooo....... blup!
    Il televisore emette un bagliore, quindi ammutolisce.
    - Ecco, hai visto Uòl ter? Così impari a portare rispetto a Nostro Signore...
    - Eccome no, sta a vede’ che’r furmine me l’ha mannato lui...
    - Comunque, papà, io te l’avevo detto di staccare la TV quando c’è il temporale...
    “Sciaffffffff!!!!!!”
    - Waaaaaaaaaaaaahhhhhhh!!!!!
    - Ma insomma Uòlter!!! Diobonìno, guarda che manata che gni hai dato, gni esce anche il sangue dal naso, pòro il mi’ cittino, tanto ce n’avesse dimolto da buttare via... vieni dalla mamma, vieni...
    - Ma annàte a morì ammazzati tutt’e’due, annate! (quanto sono buono).
    Mamma Rosy porta via con sé Pierino, mentre, a diversi chilometri di distanza, a valle, un vecchietto ricoperto da uno scialle viene raggiunto da un pensiero, diciamo pure da un allarme telepatico.
    - Uhmmmm... forse sono soltanto liti familiari passeggere... o forse, chi sa, è tempo di tirar fuori dal cimitero di Barberino quei bei mitra nascosti alla fine della guerra partigiana... ah ah ah!! ... ehm, vabbè per ora stiamo buoni... tranquillo piccolo, io veglio sempre su di te...

    Intanto il nervosetto (ma buonissimo) Uòlter si incammina fra i corridoi del Berlinguer Hotel, con addosso un crescente senso d’inquietudine ed una strana sensazione, come se qualcuno o qualcosa lo stia aspettando al varco.
    - Nun me pareva d’aver lasciato la luce accesa da ‘ste parti... sarà stata quella mignotta de mi’ moje (quanto sono buono). Toh, certo che la sala riunioni è proprio gajarda, nun me n’ero mai accorto...
    Uòlter si introduce incuriosito dentro il grande salone “P. Togliatti”, memore di passate riunioni politiche di alto livello, al confronto delle quali il congresso venturo del PD pare davvero acqua fresca. Alcune lampade accese proiettano una luce lieve, per certi versi “sinistra” e non solo politicamente. Grandi quadri appesi alle pareti riportano le immagini di gloriosi simposi e di importanti personaggi transitati nell’hotel: lo stesso Togliatti, in onore del quale la sala sarà ribattezzata in seguito, l’amante Nilde Iotti, Amendola, Pajetta... e poi alcuni ospiti di rango internazionale...
    - Anvedi oh, quello me somija proprio a Pol-Pot, quest’altro me pare Fidel Castro e quello là ner mezzo coi baffoni me pare quasi, ma no... nun ce credo... nun sarà mica... nun sarà mica er kompagno Stalin?!
    - Proprio così tovarish Veltrons!
    Una voce risuona alle spalle di Uòlter, ma non è quella della moglie, né del figlioletto!!
    Inizialmente impaurito, poi quasi morbosamente curioso, Uòlter si gira e scorge, dietro il bancone dei cocktail, un’elegante figura: un signore sulla sessantina, con corpetto di cachemire e occhialetti vezzosamente sostenuti da una cordicella, calvo, atteggiamento distinto e severo allo stesso tempo.
    - Ma... ma lei chi è?
    - Chi sono io? Un vecchio servitore del Partito, caro Veltrons, uno che di battaglie ne ha fatte tante e che non vede di buon occhio tutta questa voglia di “modernizzazione”, addirittura l’americanizzazione della nosta cara sinistra e della nostra putrescente società capitalista.
    - Beh, però in America ce stava pure Kennedy, lui era uno giusto, equo, solidale...
    - Tovarish Veltrons, devo ricordarle che al tempo dello sbarco sulla “Baia dei Porci”, lei pronunciò parole di fuoco contro l’amministrazione americana ed il suo Presidente, reo di aver tentato di sottomettere Cuba ai disegni imperialisti statunitensi. O ricordo male?
    - Ehm... no, in effetti ha ragione, me n’ero proprio dimenticato, che buffo...
    - Non c’è niente di buffo nel dimenticare il proprio passato e le proprie radici, tovarish Veltrons. Mi fa piacere però notare che almeno il nome e il volto del nostro caro zio Iosif Vissarionovic, in arte Stalin, non lo ha scordato. E’ già un buon inizio se vogliamo davvero progettare o... ‘rifondare’ un avvenire per i lavoratori e gli oppressi di tutto il mondo!
    - Beh, in effetti... però dobbiamo anche essere aperti alle istanze del dialogo che provengono da settori diversi della società civile, della stessa Chiesa...
    - Kompango Veltrons!!!! Sono costretto a richiamarla all’ordine. E la prego di diffidare di quella santerellina cattolica che si è scelto come moglie!
    - Ma lei non è cattolica, è cattocomunista! E’ possibilista perfino sui DICO...
    - Adesso Basta! Abbiamo sopportato anche troppo queste sue aperture controrivoluzionarie! Qui la gente non è per niente contenta della sua impostazione ideologica!
    - La... la gente? Quale gente? Io non vedo nessuno, ma poi lei chi è, scusi...
    - Dimenticavo, mi chiamo Fausto e sono qui per servirla e... indirizzarla. Scusi se mi son scaldato ma certe cose vanno puntualizzate. Prego, tovarish Veltrons, assaggi questa vodka stravecchia. Viene dalla Siberia, è un dono personale dello “zio Peppone”...
    - Uhmmm... beh, niente male... quasi avevo rimosso il gusto di una bevanda come questa...
    - Una bevanda vera, rivoluzionaria, equa, solidale, caro tovarish! Una vodka dal gusto forte, invecchiata per 15 anni nei bassiffondi dei più grandi gulag di quelle lontane terre. Lacrime e sangue di sporchi Nemici del Popolo sono stati versati per offrirle questo bicchiere!
    - Accidenti, ho paura che mi costerà un po’ più della solita “coca media”...
    - Aaaahh! La smetta con queste americanate!!... Ahem, scusi... mi sono un po’ alterato: si ricordi, tovarish Veltrons, che qui offre la casa, anzi il Partito. Un altro bicchiere?
    - No, grazie Fausto, in effetti mi sento un po’ girar la testa e per stasera chiudo qui: magari Rosy mi farà una tisana...
    - Temo che in questo momento quella baciapile di sua moglie sia impegnata in ben altre attività “ricreative”. Comunque se vuole vada pure e ricordi... io sono sempre qui per lei.
    - Lei comincia a piacermi, Fausto, arrivederci...
    - Arrivederci...

    Uòlter fa ritorno verso la sua stanza, un po’ ubriaco ed anche un po’ confuso dalle parole dell’inatteso e strano ospite appena incontrato: cosa significano quelle allusioni a Rosy? E’ tanto una santa donna...
    Avvicinandosi alla stanza, Uòlter ode degli strani gemiti. Forse delle orazioni, chissà... ma no, è qualcosa di diverso, di... di carnale!!
    “Ma no, non è possibile – pensa Uòlter avvicinandosi di soppiatto -, figurarsi se Rosy... e poi con chi? Ecco, guardiamo dalla fessura, non mi ha sentito arrivare...”
    Sorpresa.
    “’Anvedi ‘sta santerellina... guarda che bel giocattolino in vetro-resina, saranno una cinquantina di centimetri!... e poi me la mena con la storia dei preservativi... brutta ipocrita! Aveva ragione Fausto!”
    Sconvolto dalla scena appena intravista, Uòlter si allontana a larghi passi, inoltrandosi in un’ala più distante all’interno dell’immenso Berlinguer Hotel. Camere e piani si susseguono in un turbinio ripetitivo e quasi ipnotico, finché l’attenzione del nostro, stanco e forse un tantino fuori di sé, non viene attratta da un filo di luce che filtra al di sotto di una suite.
    “Eppure qui non c’è nessuno...” riflette Uòlter, “sta’ a vede’ che quello stronzetto de Pierino s’è divertito a lascia’ le luci accese dove capita. Tanto me mettono tutto sur conto a me ar momento der congresso, ho fatto un ber guadagno: speriamo armeno d’entra’ in Parlamento, così me sistemo fino ar 2.100!... vabbè, per il momento pensiamo a spegne ‘sta luce...”
    Uòlter entra nella stanza e fa per spengere la luce, quando nota che anche nel bagno la luce è accesa e strani rumori, oltre a vapore acqueo, ne fuoriescono. Guardingo, seppur barcollante, il nostro entra nella sala da bagno ed ecco, dietro la tenda, pararsi una figura femminile!
    “Anvedi oh, peggio de Rosy nun po’ esse” pensa Uólter.
    - Chi... chi c’è nel bagno?
    Attimo interminabile di silenzio. La figura, girata di schiena, si volta parzialmente ed una voce dal timbro piuttosto marcato risponde:
    - Passami l’accappatoio, Uòlteruccio...
    Dapprima titubante, l’uomo afferra l’accappatoio e si muove verso la figura, ma arrivato a due passi da lei, la tenda si spalanca e...
    - Vieni dalla tua Vladimira, bel bambino!!!
    Di fronte al nostro si para un “trans” superdotato, con il suo “attrezzo” in bella vista e pronto all’uso!
    Uòlter rimane per un attimo paralizzato, mentre Vladimira fa per montargli addosso:
    - Vieni Uòlter, facciamoci un bel DICO!!! Ah ah ah ahaha!!!
    - Nooooooo!! Aiutoooo!!!
    L’uomo riesce a malapena a divincolarsi e proiettarsi fuori del bagno, quindi prorompe nel corridoio e si dà alla fuga, seppure un po’ scomposta a causa dell’alcol.
    - Li mortacci vostri – bofonchia Uòlter durante la corsa - ma io domani telefono alla direzione dell’hotel, anzi a quella del PD!... Ché fare i finocchi va bene, però che lo facciano col culo degli altri, non col mio!!! Vedrai che relazione je tiro fori fra tre mesi!! Je possino!
    Dopo aver vagato alla rinfusa per quasi tutto il Berlinguer Hotel, finalmente Uòlter ritrova la stanza, dove ad attenderlo c’è una preoccupatissima Rosy:
    - O Gesùmmìo Uòlter, oddòve t’eri cacciato?! Madonnina come sei sudato, aspetta ti spoglio e ti faccio un bell’impacco!
    - Eh no, l’impacco te lo fai per te, con quel nardello che ti piace tanto... io no, io no io no, no no noooo... oddìo che paura!
    - Santissime Chiara e Cunegonda, aiutatemi, il mi’ poro maritino è andato fòri di cervello... già ce n’aveva poco prima, ora poi... madonnina madonnina madonnina!
    - La suite, la suite, la luce accesa... no no no lasciami, non voglio... vacce te a ragiona’ de DICO co’ Vladimira... e poi anche quer Fausto con la vodka e zio Peppone, ma insomma ce lo potevano dire prima... 15 anni nei gulag ce li manderei loro... mannaggia a le falci e a li martelli...
    - Oddìo Uòlter, calmati, ripigliati, aspetta che chiamo la mi’ mamma, mi faccio dare la ricetta per curare la coglionite acuta... anzi no, perché se la ricetta si diffonde e la gente guarisce poi a noi chi ci rivota? Madonnina, madonnina madonnina...
    Pian pianino, con cristiano spirito di sacrificio, la dolce Rosy riesce a calmare il marito, che lentamente sprofonda in un sonno ristoratore. O almeno così pare...
    La mente di Uòlter viene infatti invasa da immagini confuse e poco rassicuranti: dissidenti russi massacrati nei gulag siberiani, poveri contadini deportati dagli sgherri di Pol-Pot, il bonario Stalin che passeggia sui cadaveri dei “perfidi kulaki”, i cingoli dei carri armati sovietici che stritolano i dimostranti a Budapest e, nel mezzo di queste ed altre visioni, una ricorrente ed altisonante voce che ricorda come gli incidenti di percorso non possano fermare il progresso del socialismo!
    Intanto il piccolo Pierino, dimenticato da Rosy, sta vivendo un altro incubo, ma purtroppo ad occhi aperti...

    Quali lugubri sorprese attendono ancora i Veltrons nei meandri del Berlinguer Hotel? Fin dove arriva il sogno e dove inizia invece la realtà? Quale oscura minaccia sta per materializzarsi sulle vite dei nostri eroi?
    Lo saprete nella terza parte di questo agghiacciante filmsss!!!

    Fine della seconda parte

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  3. #3
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    Predefinito The Fashining! (Terza Parte)

    http://www.ilgiulivo.com/cms/forum/v...813#post_17790

    The Fashining! - Primarie in salsa Horror

    Riassunto della prima e della seconda parte: il nullafacente Uòlter Veltrons, kompagno romano di lunga militanza e col pallino delle americanate, accetta di ricoprire il posto di guardiano presso il Berlinguer Hotel, un gigantesco complesso abbarbicato in un angolo delle foreste del Mugello e completament isolato durante i mesi invernali. Accanto a lui resteranno a far la guardia la moglie Rosy Byndis e l’allampanato figlioletto Pierino. Prima che tutto abbia inizio, l’amministratore dell’hotel, Dr. Massimo D’Anatema, propone a Veltrons di approfittare dei mesi di silenzio per buttar giù una relazione con la quale candidarsi a segretario del Partito dei Disperati (PD) in occasione del congresso che si svolgerà proprio al Berlinguer Hotel in primavera.
    Intanto l’emaciato Pierino scopre di possedere un potere extrasensoriale, il “fashining”, attraverso il quale può segnalare col pensiero i comportamenti autoritari di persone a lui vicine ad altri kompagni ugualmente dotati, come ad esempio Giorgio De Napoli, anziano dipendente dell’hotel che stringe con Pierino un legame telepatico prima di scendere a valle per il lungo inverno.
    Nel corso del soggiorno all’hotel cominciano a verificarsi strani fatti, uniti a violenti litigi familiari fra i Veltrons. Il posto inoltre sembra rivelarsi non così disabitato come sembra, se è vero che Uòlter entra in contatto con alcuni “ospiti” molto particolari - diciamo pure “sinistri” - fra cui il severo barman Fausto, che richiama il nostro kompagno al suo dovere di difensore dell’ideologia marxista. La moglie Rosy cerca di riportare il marito alla ragione, mentre il piccolo Pierino, incustodito, si trova a vivere attimi di terrore fra i corridoi apparentemente deserti dell’albergo...

    Terza parte

    - Ciao Pierino, io sono Fatima...
    - ... ed io sono Samira. Vuoi giocare con noi? Dai, scendi da quel giocattolo a tre ruote...
    Il piccolo Pierino, dopo aver allegramente girellato per i corridoi dell’albergo in sella al suo triciclo, si blocca sorpreso e quindi paralizzato dalla paura di fronte alla silouhette diafana di due bambine. Pallide, molto pallide, addirittura più pallide di lui...
    - Dài Pierino, facci compagnia. Sai, noi ci annoiamo molto durante il “ramadan”...
    - ... e quindi abbiamo chiesto a papà di portarci al compleanno di una nostra amichetta, ma lui ha detto che con i figli degli infedeli non dobbiamo giocare...
    - ... perché potrebbero corromperci. Allora il nostro papà, visto che insistevamo, ha deciso che saremmo rimaste chiuse per sempre in questa camera. L’ha fatto per il nostro bene...
    - ... l’ha fatto per proteggerci. Ma tu non ci corromperai, vero Pierino? Tu rispetterai il credo di nostro padre, vero Pierino?...
    Le due bambine iniziano ad avvicinarsi al piccoletto, inchiodato inesorabilmente sul suo triciclo...
    - tu rispetterai le decisioni di nostro padre in nome del multiculturalismo, vero Pierino?...
    - ... e ci lascerai morire, senza muovere un dito, né scrivere manifesti politici o fare marce della pace per noi, vero Pierino? Guarda com’è stato “affettuoso” nostro padre, Pierino!
    - Guarda come ci ha “affettato”! Guarda!!!
    Improvvisamente l’orrore si dispiega in tutta la sua pienezza di fronte al piccolo! Le due sorelline mostrano a Pierino la schiena, in cui sono conficcate due asce. Rivoli di sangue iniziano a scorrere mentre Fatima e Samira si avvicinano sempre più minacciose al nostro allampanato bambino...
    - Vieni Pierino, vieni a giocare con noi, nostro padre ci aspetta!
    - Vieni kompagnuccio, vieni a scoprire le meraviglie della società multietnica! Ah ah ah!! Cosa c’è... hai paura??
    - Vedrai, trapassare in nome di Allah non è così difficile... vieni Pierino, vieni...
    ... "Mamma, mamma, mammaaaaa!!!!!"

    - Mamma, mamma, mamma, mamma, ma-ma-ma-ma-mamma.....
    - Oddìo bonino, Pierino, madonnina, occòsa t’è successo?!!... Ohi ohi, c’hai la fronte che pare una stufa, aspetta ti faccio un impacco come a quell’anticristo del tu’ babbo, ché chissà dov’è finito, mai una volta che ci sia quando serve, sempre a pensare alle su’ relazioni e alle su’ notti bianche e poi però le notti bianche le faccio io... Ma domani io e te si torna a Sinalunga, vedrai... “ninna nanna ninna oh, ‘sto cittino a chi lo dò”... ma in dove si sarà ficcato Uòlter...

    Non lontano. O forse a migliaia di anni-luce di distanza. O forse tutte due le cose assieme.
    Un brusìo indistinto, almeno da lontano. Un accenno di melodia che sembra prendere forma mentre Uòlter cammina con l’orecchio teso... sì, delle note familiari... dei versi conosciuti e sopiti per lungo tempo... una luce in lontananza, lieve, ma poi sempre più netta... un luogo accogliente, forse non di questo mondo, o forse non in questo momento... “ma in fondo il tempo e lo spazio cosa sono se visti in funzione dell’ideale, dell’utopia... chi lo diceva... Grams... Grams... ah sì, Gramsci... come ho fatto a dimenticarlo... e poi anche Togliatti... Togliatti... Togliatti!!!!”
    La “Sala Togliatti” si staglia di fronte a Uòlter in tutto il suo splendore, gremita di invitati ed animata da una musica ben conosciuta...
    “Avanti Popolo, alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa... !!”
    - Accidenti, questo sì che è un happening, altro che le Feste dell’Unità della Magliana!
    - Tovarish Veltrons, la invito a liberarsi di certa terminologia americana, ovvero controrivoluzionaria!
    - Accidenti, ma lei mi prende sempre in castagna... anvedi che dritto!
    - Vedo che ci ricordiamo almeno “bandiera rossa”...
    - Eh già, che bella canzone, ora che ci penso mi viene in mente anche “l’Internazionale”...
    - Splendido! Vedo che piano piano lei sta entrando nel giusto ordine di idee. Una bella vodka di zio Peppone le schiarirà ulteriormente i pensieri, prego tovarish... offre il Partito, come sempre.
    - Fausto, lei sa davvero come conquistarmi! Nasdrave!
    - Magnifico! Anche le reminiscenze di russo, adesso!! Comincio a pensare che il Partito abbia visto giusto!
    - Ahò, m’o diceva pure ‘er dottor D’Anatema!
    - In tutta sincerità, questo accento da borgataro che va e viene non è un granché, ma possiamo usarlo per attrarre i voti della classe proletaria.
    - ... Sarebbe a di’?!
    - Ahem... non mi cada sui fondamentali! La classe proletaria ed operaia, i deboli e gli oppressi, coloro che ci danno fiducia, voti, quattrini: non dimentichi mai da dove viene e soprattutto da dove vengono i finanziamenti al Partito!
    - Ahò, e che nun lo so... stavo a scherza’, ‘a Fausto!
    - Ahem, sì certo... Vede tovarish Veltrons, il compito affidatole è assai delicato. Lei forse è la persona giusta per condurre il Partito dei Disperati (PD)... ma per condurlo dove?
    - per condurlo dove... dove... boh, e chemmefrega ammé, ahò!?
    - Tovarish Veltrons! Il PD segnerà la rinascita e il compimento dell’ideale, la pietra miliare della conquista totale e permanente del potere in nome del comunismo, l’affermazione eterna dei principi di solidarietà, uguaglianza, giustizia e soprattutto tanta, tanta aria fritta da distribuire in quantità industriali. Del resto, quando non saremo più in grado di approvvigionarci di petrolio e resteremo al buio, cosa meglio di un po’ d’aria fritta per tener buono e caldo il popolo?
    - mah... un forno crematorio?
    - Bravo Tovarish! Sarà finalmente il ritorno dei gulag e della polizia politica e lei, proprio lei, sarà il Grande Burino... cioè no, il Grande Fratello, che ci regalerà 50 anni...
    - Di Falce e Nutella!
    - NO! Di Falce e Martello!
    - Ah già, è vero... e ché nun lo so? Ah ah, che sagoma...
    - Ahem... tovarish Veltrons, mi permetta di presentarle i nostri amici Longo, Amendola, Molotov e Pajetta!
    - Molto lieto... Veltrons... eh eh... a proposito, che bella festa, gajardi! E’ il compleanno di qualcuno?
    - NO! E’ il 12° congresso del PCI!
    - Ah già, volevo ben dire... eh eh... stavo a scherza’...
    - Non è tempo di scherzare, tovarish Veltrons. Il Dr. D’Anatema le avrà detto che lei è il candidato alla segreteria, ma probabilmente non le ha detto che accanto a lei c’è una sorta di... “candidato ombra”!
    - E sarebbe?
    - Quella baciapile catto-comunista di sua moglie Rosy Byndis!
    - Ah ah... è uno scherzo... bravi, simpatici...
    - Non è affatto uno scherzo, signor Veltrons. Quella donna controlla il suo lavoro e lo sabota continuamente, come una novella Penelope. Dice di essersi candidata accanto a lei, ma in realtà è contro di lei! Ella prega giorno e notte... per il suo fallimento!
    - Anvedi ‘sta santerellina! Ma allora... D’Anatema m’ha preparato ‘na trappola!
    - Proprio così, Veltrons, ma non è tutto... quel figlioletto, Pierino, che pare tanto debolino e cretino (e magari un po’ lo è), in realtà nasconde un segreto...
    - ... ‘sto fijo de na verginella!
    - Pierino è in contatto telepatico con uno sporco “migliorista”!!
    - Un... un “migliorista”?! Volete dire... un riformista?! Un Nemico del Popolo travestito da kompagno?!
    - Proprio così!! Ma lei adesso conosce la Verità e può, anzi deve agire per prendere in mano la situazione.
    - Giusto! Ma... in che modo?
    - Oh, non sarà difficile, tovarish Veltrons...

    E’ l’alba. La dolce e premurosa Rosy, sfinita dopo le emozioni della sera precedente, sta riposando accanto al figlioletto. Anzi, da qualche minuto non più....
    - OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS...
    Pierino si sta avvicinando adesso al letto della madre, ripetendo ossessivamente una parola apparentemente senza senso...
    - OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS...
    ... mentre nella mano stringe, in uno stato di minacciosa trance, un coltellazzo da cucina mod. Pacciani! Contemporaneamente, la stessa arcana parola troneggia sulla porta della camera, ivi incisa a caratteri cubitali col pennarello dallo stesso Pierino!
    - OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS...
    - Yawnh... madonnina santa, o che versi sono, chi è che recita ‘sta novena ‘ngarbugliata?!
    - OIVLIS... OIVLIS... OIVLIS!!!!
    Un attimo prima che la tragedia si compia, Rosy si sveglia di soprassalto agguantando la mano di Pierino e bloccando il suo gesto mortifero!
    - OIVLIS... OIVLIS!!!!!!
    - Pierinooooo!!! Oddìo il mi’ cittino, il mi’ pòro cittino! Cosa t’hanno fatto, metti giù quel coltello! Oh Sant’Antonio da Rigomagno, proteggici te!
    - OIVLIS!!!!!!
    D’un tratto la terrificante rivelazione appare agli occhi di Rosy: lo specchio riflette la tremenda parola, scritta al contrario sulla porta come in un disco satanico: SILVIO!
    - Nooooooo!!! Oh madonnina, questa è opera del demonio! Presto Pierino, facciamo le valigie e andiamo via di qui! Si torna in Valdichiana... e quassù nel Mugello il Partito ci manderà qualcun altro! Accidenti a loro e alle primarie!

    Pierino, ridestatosi dallo stato di trance, esegue gli ordini di mamma Rosy, iniziando a buttare in valigia tutto quel che gli capita fra le mani...
    - Mamma, questo mattarello per la pasta sfoglia lo portiamo via?
    Il volto di Rosy si imporpora d’improvviso nel vedere il suo giocattolo erotico nelle mani del figlioletto.
    - Ehm, no Pierino... dallo a me ché lo riporto in cucina, ‘un c’è n’è bisogno... anzi, guarda, approfitto per andare a chiamare il babbo e poi si parte: te aspettami qui, eh?!
    La povera Rosy, stravolta da questo risveglio non proprio idilliaco, si dirige a passo deciso verso lo studio a pianterreno, dove il buon Uòlter trascorre sempre più spesso le notti dopo essersi immerso nella bozza di relazione da presentare al congresso del PD.
    Purtroppo per la santa donna, però, le cattive sorprese non sono finite, anzi: sono appena cominciate!
    Nel frattempo, a diversi chilometri di distanza, un energico vecchietto ha ormai preso una decisione irrevocabile...

    Sono ancora in tempo i Veltrons ad abbandonare il Berlinguer Hotel? Oppure le temibili forze celate nell’oscurità si sono già organizzate per trasformare l’albergo nell’“ultima dimora” della nostra amata famigliola? E se sì, chi può impedirlo?
    La risposta a queste domande nella quarta ed ultima parte di “The Fashining!”



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    Predefinito The Fashining! (Quarta ed ultima parte)

    Nuovo Cinema Giulivo presents...

    http://www.ilgiulivo.com/cms/forum/v...813#post_17790

    The Fashining! (Primarie in Salsa Horror)

    Riassunto delle tre parti precedenti: il nullafacente Uòlter Veltrons, kompagno romano di lunga militanza e col pallino delle americanate, accetta di ricoprire il posto di guardiano presso il Berlinguer Hotel, un gigantesco complesso abbarbicato in un angolo delle foreste del Mugello e completament isolato durante i mesi invernali. Accanto a lui resteranno a far la guardia la moglie Rosy Byndis e l’allampanato figlioletto Pierino. Prima che tutto abbia inizio, l’amministratore dell’hotel, Dr. Massimo D’Anatema, propone a Veltrons di approfittare dei mesi di silenzio per buttar giù una relazione con la quale candidarsi a segretario del Partito dei Disperati (PD) in occasione del congresso che si svolgerà proprio al Berlinguer Hotel in primavera.
    Intanto l’emaciato Pierino scopre di possedere un potere extrasensoriale, il “fashining”, attraverso il quale può segnalare col pensiero i comportamenti autoritari di persone a lui vicine ad altri kompagni ugualmente dotati, come ad esempio Giorgio De Napoli, anziano dipendente dell’hotel che stringe con Pierino un legame telepatico prima di scendere a valle per il lungo inverno.
    Nel corso del soggiorno all’hotel cominciano a verificarsi strani fatti, uniti a violenti litigi familiari fra i Veltrons. Il posto inoltre sembra rivelarsi non così disabitato come sembra, se è vero che Uòlter entra in contatto con alcuni “ospiti” molto particolari - diciamo pure “sinistri” - fra cui il severo barman Fausto, che richiama il nostro kompagno al suo dovere di difensore dell’ideologia marxista. La moglie Rosy cerca di riportare il marito alla ragione, mentre strani incontri ed inquietanti avvenimenti sconvolgono sempre più pesantemente il soggiorno dei nostri eroi, finché la pia Rosy non decide che è il caso di tentare la fuga, quindi si precipita dal marito per convincerlo...

    Quarta ed ultima parte

    - Uòlter!.. Oh Uòlter!... Uòlteeeerr?!... O in dove s’è ficcato quel bischeraccio del mi’ marito?!... Proprio ora che bisogna sbrigarsi... Madonnina che puzza d’àlcole in questo studio, sta’ a vedere che Uòlter ora s’è messo anche a bere... guarda un po’ qui, diobonino, tutte ‘ste bottiglie vòte di vodka... vodka dello zio Peppone? E chi sarebbe?! Un senatore a vita?... Strano, ‘un mi pareva proprio d’averle mai viste nella dispensa... magari questo sciabordito le aveva mimetizzate in mezzo alle casse di nutella... toh, e questa che roba è?!...
    Rosy prende in mano alcuni fogli contenenti la bozza di relazione per il congresso del PD e rimane di ghiaccio nel leggere il seguente testo ripetuto all'infinito:

    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca
    Il Partito ha l’oro in Banca


    - Oh Sant’Antonio Fazio e San Giovanni Consorte, proteggetemi voi, ché il mi’ marito s’è bevuto il cervello!!
    - Ma no, Rosy, al massimo ho bevuto un po’ di vodka con Fausto e gli altri kompagni...
    La sagoma minacciosa di Uòlter emerge d’improvviso dalla penombra!
    - ... ora lèvati dai veltroni e fammi lavorare, catto-comunista di mer**!! (quanto sono buono)
    - Oh San Clemente da Ceppaloni, mandami alla svelta qualche ispettore ministeriale! Uòlteruccio mio, torna in te, qui bisogna andare via alla svelta, quest’albergo è pieno di presenze maligne! Io, guarda, ‘un c’ho mai creduto che i comunisti mangiano i bambini, ma insomma quando ho visto Pierino in quelle condizioni...
    - Ah ah ahah.... no, Rosy, mangiare non li mangiano, ma magari i connotati glieli cambiano volentieri... e prima di loro li cambiano alle loro mammine controrivoluzionarie... ah aha ahah! Sorpresaaa!
    Improvvisamente il trasfigurato Uòlter estrae da sotto la scrivania una falce arrugginita ed un martello da carpentiere, quindi inizia ad avvicinarsi minacciosamente alla moglie incrociandoli tra loro...
    - Vieni qui santerellina mia, ché ti rimetto a posto le rotelle e magari anche la dìnamo... ah ah ahah!! Quanto sono sovietico... mi sento rinascere!! Ah aha ah!!
    - O Uòlter, metti giù quegli arnesi, madonnina mia... o ‘un dicevi sempre che le ideologie eran finite, occòsa ti prende ora... fatti un po’ di pane con la nutella, poi vedrai si sistema tutto! Dài, ché si va via con Pierino e magari la settimana prossima siamo tutti alla Marcia della Pace di Assisi, che è una cosa tanto ecumenica...
    - Marcia della Pace?... Muahah ahahah ah!!... E che bisogno c’è?! Te la dò io la pace, ma quella eterna! Ah ahah ah... (quanto sono buono)... hai sfogliato la “margherita” col dottor D’Anatema e ti sei candidata contro di me, vero?!
    - Ma no, Uòlter, io mi son candidata per farti vincere...
    - Certo, come no.... e magari il giorno dopo mi fai epurare dal primo Pierino che passa, un bel trucco davvero! Ma tovarish Fausto m’ha detto tutto, sai!... E comunque grazie tante di aver portato un po’ di voti cattolici dalla nostra parte, ora ci penso io a gestirli... Muaahah aha aha!!... Tu intanto puoi ritirarti dalla competizione, anzi, puoi ritirarti da questo mondo nel modo che riteni più opportuno... ah ah ahahaha! Falce o martello?... scegli, Rosy... Falce o martello? Ah aha aha ah (quanto sono buono)
    - Uòlter, ti prego, falla finita oppure...
    - Oppure?! Ah ahahah... oppure???
    - Oppure.... oppure dico tutto a Don Romano!
    - Ah ahaha ah!! Lei dice tutto a Don Romano!!... Ah ahah ah... quell’utile idiota del tuo parroco.. ah ah ah!! Falce o martello, falce o martello... cosa preferisci, Rosy... falce o martello... per aprirti il cervello?!... ah aha ah ah! “Dasvidanja, Ruósy”... ah ah ah (quanto sono staliniano)!
    Uólter si avventa contro Rosy, che con un gesto disperato estrae il suo mega-vibratore in vetro-resina, poc’anzi sottratto con vergogna dalle mani di Pierino e colpisce violentemente e ripetutamente il marito fino a farlo crollare a terra esamine.
    Tonf!
    - E che caz*o!! Insomma, lo dicevano le mi’ amiche che a giocare con le nerchie si fa peccato ma ci si azzecca!!
    La viziosa Rosy trascina quindi Uòlter in una cappelletta di fortuna, che lei stessa ha ricavato pazientemente negli anfratti del magazzino per potersi dedicare degnamente agli esercizi spirituali in un luogo senza Dio come il Berlinguer Hotel.
    - Oooooffff.... diobonìno Uòlter quanto pesi, qui bisogna davvero ridurre i costi della politica, sennò ha ragione Grillo quando dice che è tutto un magna-magna... ma quante salamelle ti sei fatto l’estate scorsa alla Festa dell’Unità? Oh San Vincenzo da Mollica e San Toro da Samarcanda, mi raccomando a voi, un’altra spintarella e vedRAI che ci si fa... ecco qua!
    “Slam!”... “Clack!”
    Sbarrata la cappella con un pesante chiavistello ed imprigionatovi temporaneamente il marito, la stremata Rosy fa ritorno in camera, dove si abbandona ad un pisolino liberatorio prima di riprendere i preparativi per la fuga.

    “Za-craaack.... woooooshh.... waauuuuhhhh... zzzzaaapppp!!.... cra-cra-cra.... waaaauhhhh... woooosshhhh!!”
    - Aarrghhhh... ooohhiii!! Bastaaa, spegnete ‘sta radio, li mortacci vostri!!! Gnaoooo....
    In realtà non c’è nessuna radio intorno al nostro Uòlter, molestamente sballottato nel dormiveglia, né dentro la sua testa. Se dai suoi improvvisati “arresti domiciliari”, il nostro kompagno potesse guardare fuori osserverebbe infatti uno spettacolo dantesco.
    Tuoni, lampi, vento e una tempesta di dimensioni bibliche si abbattono sulle montagne del Mugello, sferzando gli infissi del Berlinguer Hotel con inaudita violenza e precipitando fiumi di melma ai bordi del terreno antistante: tonnellate di fango si rovesciano giù per i sentieri, giù per le borre, giù per i precipizi che si aprono a poca distanza dall’enorme complesso alberghiero, adesso più che mai simile ad una sinistra (o centro-sinistra) trappola mortale per i suoi malcapitati ospiti!
    - Tovarish Veltrons, devo richiamarla all’ordine!
    - Ma chi... ooohiii... chi c’è di là dalla porta?
    - Tovarish Veltrons, devo constatare che il Partito ha riposto male la sua fiducia...
    - Compagno Fausto! No... ma che sta’ addì, oh... è che m’è sfuggita un attimo de mano la situazione e ora me ritrovo pure dentro ‘na cappella piena de croci... ‘anvedi oh... e io che a’ tempi dela FGCI me magnavo i preti a colazione, pranzo e cena... (quanto sono buono)
    - Tovarish Veltrons, lei capisce che la direzione del Partito non può tollerare di farsi infinocchiare da quattro sparuti cattolici di sinistra: finché si tratta di usarli come utili idioti, anche alle primarie, va bene, ma qui si esagera!
    - ... gajardo, Fausto, è quer che dico anch’io!
    - Tovarish Veltrons! Il tempo delle parole è finito. Capisco che per lei, specializzato nel vendere aria fritta, sia dura, ma è giunto il momento dei fatti. In via del tutto eccezionale, anziché eliminarla con una picconata (Trotzky docet) le rinnoviamo il mandato, anzi... le mandate!
    “Clack... clack... clack”.... Tonf!... Gneeekk!
    Una mano invisibile ad occhio umano, tranne a quello di Uòlter, apre la pesante porta della cappella-celletta...
    - Tovarish Veltrons, ecco a lei una fiammante falce, dono della Cooperativa Agricola P. Pacciani di Mercatale Val di Pesa, ed un martello da carpentiere nuovo di zecca degli stabilimenti W. Stakanov di Vladivostok. Li consideri un dono, un onore e un onere da parte della direzione del Berlinguer Hotel.
    - DA! Ava labliala CCCP!
    Nuovamente libero, armato e più comunista che mai, Uòlter si incammina minaccioso verso l’alloggio familiare.
    Fortuna vuole che proprio in quel momento la donna stia muovendo verso l’uscita con in mano le valigie ed accanto a sé Pierino: quanto basta per scorgere il marito in tempo utile e darsela a gambe fra i corridoi dell’Hotel, mentre il bimbo, fattosi ancora più filiforme del solito, riesce a sgusciare fuori da una finestra per finire nel cortile sottostante in mezzo alla melma. Del resto, da piccolo comunista qual è, dovrà pure iniziare a farci l’abitudine!
    - Vieni Rosy, vieni dal tuo... Consorte! Ah ahaha ah!
    - Oh Madonnina dell’Unipol, assicurami tu!!!
    Al termine di una scomposta fuga, la povera Rosy riesce a barricarsi nella cappella, sperando così di salvarsi dalla furia di Uòlter. Speranza vana, perché Uólter affonda tremendi colpi di falce e martello sulla porta della celletta, che progressivamente inizia a sfaldarsi ed allo stesso tempo iniziano a cedere, per la prima volta, le convinzioni politiche di Rosy, prima fra tutte l’illusione nefasta di poter sempre mettere assieme il diavolo e l’acqua santa.
    “Crasshhhhh!!!!” .... “Craaacckk!!”... “Soocck!”
    - Oh Sant’Aldo Moro, protettore dei compromessi storici, riporta alla ragione il mi’ marito, che sarà anche un po’ comunista, però è tanto buono...
    “Crraaaaassshhhh!!!”
    - Dài Rosy, apri la porta a Uòlter de Lupis, il lupo tanto buonino, che da bravo comunista... si mangia il tuo bambino!!!!!... muahaha ah ah aha !!!
    - Aiutooooo!!
    - Forza Cappuccetto Bianco-rosso, apri che ti faccio a fette, anzi... a convergenze parallele!! Aha ahaha ah ah!
    “Craaaasshh”... “Stoonkk!”
    Ma proprio quanto sembra non esserci più speranza, ecco provenire da fuori, in mezzo ai gorgoglii della tempesta, il chiaro ruggito di un motore. Ma chi sarà mai, si interroga per un attimo Uòlter, sospendendo la sua opera di distruzione...
    - E’ un mezzo di soccorso, maledizione! Proprio che ora che stavo per portare a termine la rivoluzione! Grrrrr....
    D’un tratto la voce eccitata di Pierino:
    - Nonno Giorgio!! Presto vieni, il babbo si è fascistizzato!... Cioè no, si è comunistizzato, che è ancora peggio!! Salvaci!
    - Ah sì? Maledetto traditore del socialismo, ora l’aggiusto io!
    Il tenero Giorgio scende dal mezzo di soccorso, estrae dallo zaino un mitra e piomba nell’Hotel assieme a Pierino.
    - Nonno, non ti facevo così sportivo alla tua età...
    - Eeehh... sarà che quando prendo in mano un’arma da fuoco mi sento ringiovanire... ma ora andiamo a fare a pezzi quel bastardo controrivoluzionario!!.... ah ah ah!!! Ahem... scusa Pierino...
    E’ questione di attimi: nella hall dell’albergo la sagoma di Uòlter prorompe brandendo sapientemente falce e martello mentre si dirige verso Giorgio e Pierino.
    - Pista, pista, pista.... ché facciamo fòri ‘sto migliorista!!! Ah ah ah !!!
    - Fermo là! Posa quegli attrezzi e consegnati al Tribunale del Popolo!
    - ‘anvedi questo!!! Dovrei da abbassà la farce e ‘r martello e rinuncià ala rivoluzzzione?? Ma li mortacci tua!
    - Va bene, kompagno, l’hai voluta tu!
    “Clack”... “Cla-clack!”... il mitra di Giorgio si inceppa proprio sul più bello!
    - Non capisco, contro i partigiani bianchi e i preti funzionavano perfettamente...
    - eh già, ma dopo 60 anni sottoterra in qualche cimitero, anche i mitra possono palesare qualche difettuccio.... ahaha ahah ah!! Ed eccolo qua il “migliorista”, l’amico dei padroni travestito da rivoluzionario, quello che ha perfino condannato l’intervento sovietico a Budapest, nevvero??!
    - Beh, sì, ma solo dopo 50 anni...
    - E come no?! E allora vorrà dire che fra altri 50 anni... ti riabilitiamo pure te!!! Muaaah ahahah ahh!
    “Zoooocccc!”
    - Aaaahhhh...
    - Nonnoo Giorgio! Nooooo!!!
    Uòlter conficca la falce nel petto del vecchio compagno e si lancia all’inseguimento di Pierino fuori dall’hotel, dove la tempesta imperversa più forte che mai.

    Intanto la miracolata Rosy fuoriesce finalmente dalla cappella e si precipita in cerca del figlioletto, o almeno ci prova...
    Giunta sul corridio antistante, Rosy osserva infatti con orrore la lancetta dell’ascensore muoversi verso il basso e quindi arrestarsi di fronte a lei. Per qualche istante un gigantesco e sinistro triangolo rosso inizia a lampeggiare sopra le porte, dopodiché... un fiume si sangue si riversa sul pavimento al dischiudersi dei due bracci!
    - Oh Madonnina della Resistenza, e io che pensavo che il “triangolo rosso” fosse un’invenzione di Pansa!!!!
    La sconvolta Rosy cerca rifugio in una delle tante camere vicine, ma una visione ancor più sinistra le si para dinanzi: una camera ardente con le bare di alcuni carabinieri deceduti, circondati da un osceno gruppo di Pecorari sghignazzanti che intonano l’ancor più ributtante coro “10, 100, 1.000 Nassirya!!”... “Ah ah ahaha, che spasso!!”
    - Oh San Mastrogiacomo da Kabul, chiamami un autista, voglio andarmene da qui!!!
    Fosse facile... la nostra povera catto-comunista finisce di slacio nella stanza opposta, dove un tizio col volto coperto fa per scagliarle contro un estintore, quando...
    ... “Bang!”... un colpo raggiunge in testa il malvivente, anzi no, il povero marteire no-global, mentre la terrorizzata Rosy, ormai in stato confusionale, prosegue il suo girovagare fra le diverse “suites” del Berlinguer Hotel. Rosy osserva adesso con disgusto due personaggi leggermente ambigui scambiarsi lascive effusioni su di un letto matrimoniale...
    “Vieni Sircanuccio bello, fatti un bel DICO con la tua Vladimira... smack!!”
    - Oh Dio Bonino, Dio Capezzone e Dio Pannella, ma che schifo... io ‘un credevo mica che fosse una cosa così brutta, pòeri noi... vedrai che appena rientro a Montecitorio ritiro subito il disegno di legge, noeh... ora mi sèntano! Vabbè, poi al limite voto comunque la fiducia...
    E così, continuando di incubo in incubo, mamma Rosy guadagna faticosamente l’uscita, mentre a poca distanza, semi-nascosto dalla tempesta, Pierino sta sgusciando fra i cespugli incolti e gli alberi infracidati dei giardini accanto all’Hotel per sfuggire alla furia del padre, armato di martello e sempre più deciso ad eliminare ogni potenziale candidato, presente o futuro, alla segreteria del PD!
    - Vieni Pierino, che mo’ ti “intercetto” io, altro che la Forleo... Muaaahaha... ah ah ah! Tu sei secco come un chiodo... e io ti schiaccio col martello... ah ah ah ah!!... Ahò, m’o diceva pure Nanni Moretti che so’ la copia sputata de Gièc Nìcolson... gajardo!
    - Babbo stai buono, che chiamo il telefono azzurro...
    - Troppo tardi, regazzi’... ormai è diventato rosso pure quello!!!... ah ha hahaha ah!! Drrriiiinnn!!..... ah ahah ahh!!... Prodafone, death is... now!! Ah ahahah ah ah!!
    Per Pierino sembra finita, ma d’improvviso il bimbo azzarda una mossa disperata, saltando al di là di un cespuglio ed aggrappandosi alle radici sul bordo dello strapiombo. Il democratico Uòlter, tradito dal terreno scivoloso e dalla scarsa visibilità, troppo tardi si avvede del pericolo e quindi precipita inesorabilmente nel vuoto...
    - Aaaaaaahhhhh!!!!... “Zzaaacccckk”!
    ... andando a schiantarsi ed infilzandosi sui piloni abbandonati della variante di valico ed infine maledicendo, nell’ultimo istante di vita, il giorno in cui i suoi amici verdi imposero il sequestro dei cantieri e la sospensione dei lavori.

    - Pierinooo!!!... Pierinoooooo!!
    - Mammaaaa!!!
    Commovente e liberatorio è l’abbraccio fra madre e figlio, incuranti del diluvio, dei lampi e del sangue versato.
    - Oh San Paolo Mieli, facci tornare salvi a casa e poi sponsorizzami sul Corriere con un bell’editoriale per la corsa alla segreteria!!
    - Ahem... mi dispiace contraddirla, signora Byndis, ma il Partito ha, come dire, ben altri progetti...
    La figura lugubre del Dr. D’Anatema si para davanti ai due poveretti, brandendo una pistola nella mano sinistra (e non poteva essere altrimenti).
    - Oh dottor D’Anatema, ma che gni ha dato bàlta il cervello?! Metta giù quell’arnese, ché mi fa di molta impressione, sa’... Sì, è vero che il mi’ marito era fuori di cervello, ma io che c’entro?!
    - Beh, oddìo, a parte che con una moglie del genere sfiderei chiunque a non perdere il lume... non so se mi spiego... ah ah (quanto sono spiritoso)... e poi sa, signora Byndis, noi veniamo da una tradizione secolare di occupazione dei posti-chiave e di gestione del potere. Ora, secondo lei, ragioni un momentino... ahem... il Partito Comunista ha cambiato nome 4 volte per far cosa?! Per finire in mano a una baciapile come lei?... umpfh... per piacere, non scherziamo!
    - Ma senti un po’ che discorsi... ma noi cattolici vi si porta i voti, mica seghe...
    - Certo, ma a gestirli ci pensiamo noi, signora Byndis, lasci stare. Ora si metta tranquilla, che il trapasso non sarà difficile... reciti le sue ultime preghiere... è il caso di dirlo (quanto sono intelligente)...
    - Signore, lei è veramente un fascista e uno sfruttatore del proletariato. Si vergogni e si autoespella dal Partito! – interviene Pierino.
    - Ah ah ah, ma senti un po’ questa creatura, che ancora crede a babbo natale e al comunismo, fa quasi tenrezza... allora, per dimostrarti che i comunisti non mangiano i bambini, ma si limitano a farli fuori, sparerò per primo a te... quanto sono filosofico!
    - No, la prego... spari a me, mi tolga la pensione da parlamentare, trasformi pure le chiese in moschee, introduca la sharia e dichiari guerra agli USA, ma la prego... risparmi questo pòro cittino che al massimo si accontenta di una banca in più... no, no, nooo!!!
    “Bang!”
    - Brutto aretino di merrr... – “Tonf!”
    L’ultimo sorrisetto beffardo scompare lentamente dal viso del glaciale Dr. D’Anatema, che si accascia incredulo a terra, maledicendo l’autore di questa ed altre storie, nelle quali gli spetta puntualmente una fine grama e certamente non altezza della sua intelligenza...
    - Pierino! O Pierino, sei cadaverico ma vivo, come sempre del resto... ma chi ha sparato?!
    Ed ecco gli occhi del bambino illuminarsi d’improvviso:
    - Nonno Giorgioooo!!!!
    Ferito gravemente, ma non ancora morto, l’arzillo rivoluzionario ha trovato la forza di sparare un colpo risolutivo con un arma di riserva contro il malvagio D’Anatema! Ed ecco Pierino accorrere verso di lui in mezzo a rivoli di fango:
    - Nonno Giorgio, vieni, andiamo via di qui!
    - Ormai è tardi, ragazzo... ooofff... io sto per andarmene, ma prima di partire devo... devo... devo fare di te un vero kompagno...
    - Nonno Giorgio... ti prego, non lasciarmi... ti faccio eleggere al Quirinale ad vitam aeternam...
    - No, ragazzo, non c’è tempo... fai come ti dico: prendi questa pistola e finiscimi!!
    - Nonno!... Non posso fare una cosa del genere, io non...
    - Tieni!
    Nonno Giorgio ripone l’arma nelle mani di Pierino.
    - Spara!
    - Non posso...
    - Se non mi spari... ti faccio fuori io, schifoso controrivoluzionario in miniatura!! Ah ahaha aha ah!! Crepa!
    Il simpatico vecchietto estrae l’ennesima arma da fuoco dallo zaino, la punta contro Pierino e...
    “Bang!”
    - Pierinooooo!!! Oddìo, madonnina mia... occòsa hai combinato?! Hai ammazzato ‘sto pòro vecchio?! Ma perché?...
    - Tranquilla, mamma... era soltanto uno sporco Nemico del Popolo... ah ahaha aha ah!!

    La tempesta ed il diluvio accennano finalmente a placarsi, mentre la lunga e tenebrosa notte mugellese si prepara a lasciare il posto all’aurora e ad una rassicurante alba.
    La lunga notte del comunismo, invece, è ancora lungi dal terminare...

    Fine

    PA

 

 

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