04/10/2007
Caro Maurizio,
grazie per il suo impegno nel portare avanti un giornalismo coraggioso e moderno.
Come sempre la seguo dalla Cina, dove ormai mi trovo da diversi anni e osservando la realtà italiana da questa angolazione, colgo spunti di riflessione dettati da un ottica asiatica; alla fine comunque vorrei fare un analisi in base ai fatti e anche all’arrivo sulla scena di Beppe Grillo.
Oggi i giornali di regime sparano a zero sulla Cina e sui prodotti che qui vengono fabbricati ed esportati.
La Cina in se non è il male assoluto, le aziende qui presenti sono quasi tutte occidentali, americane ed europee, generalmente gestite da cinesi di Hong Kong o Taywan; queste aziende producono sotto stretto controllo dei tecnici e dei disegnatori occidentali, che decidono materiali e tipi di produzione, pure il mercato dei falsi, alla fine della piramide vede le mafia, ma soprattutto quella italiana, al centro del business.
I container pieni di prodotti contraffatti non potrebbero essere sdoganati se nel porto di Napoli la camorra non avesse il controllo, e non potrebbero essere distribuiti se i buoni senegalesi non si occupassero del dettaglio.
A questo punto cosa pensare di ciò che scrivono gli opinionisti su Repubblica e vari giornali?
Tutto quello che posso leggere riguardo a questo immenso Paese sono frottole, disinformazione.
La Cina di oggi è un Paese in crescita che sta facendo sforzi immani per uscire da un secolo di povertà, un Paese che ha tradizioni e una cultura millenaria, a cui pure l’oOccidente attinge e ha attinto nella sua storia.
E con una classe dirigente giovane e preparata.
Ma facciamo il punto della situazione e vediamo in realtà dove converrebbe stare all’ Italia e all’economia italiana.
Partendo dal fatto che non siamo più un Paese sovrano dal 1945, e che dopo la caduta del muro di Berlino, la funzione anticomunista dell’Italia è venuta meno.
Si evince che la perdita di importanza geopolitica dell’Italia, comporta anche la fine del denaro facile e delle sovvenzioni sia russe che anglo americane.
Infatti a mio avviso il boom dell’ Italia fu generato proprio da eccesso di capitali circolanti, che non erano capitali legittimi ma frutto di donazioni e prestiti atti a far sembrare l’Italia un paradiso di benessere a chi stava oltre cortina, vedi Albania, Romania ex Yugoslavia, che in quegli anni sognavano l’Italia come modello di bella vita, soldi facili, quiz milionari in televisione, dove Mike Buongirno regalava un miliardo alla casalinga di Voghera che comprava il Dixan.
Le aziende che comunque in quegli anni la facevano da leone erano imprese ancora italiane, e bastava inoltre una piccola svalutazione della lira per far volare l’export.
La classe politica di quegli anni volente o nolente era cresciuta sotto il fascismo e aveva il concetto di patria radicato nell’ anima, e di conseguenza le scelte erano scelte italiane.
Mattei fu fatto fuori proprio perchè fece o provò a fare scelte italiane sull’ energia.
Ora alla base di questi fatti, dobbiamo essere consapevoli che l’unica posizione che può spettare All’ Italia moderna, intesa come quella nata dopo l’8 settembre è quella di maggiordomo; con una quantità cosi alta di basi straniere sul territorio e il non controllo sull’emissione di moneta fare una politica Italiana è un’ utopia pura.
Allora visto che maggiordomo devo essere e questo è il mio ruolo nel mondo, faccio il maggiordomo per chi mi va, se puttana devo essere, allora voglio essere puttana con chi meglio mi tratta.
Anche perchè volendo approfondire il discorso, i cari anglosassoni padroni non dell’industria ma dei capitali che la muovono, hanno impiegato 10 anni ad uscire dal sud Europa con le produzioni e portarle in Cina ed in Asia, nuova frontiera dei giochi geopolitici per il controllo mondiale, dopo essersi comprati chiaramente tutte le aziende italiane ed europee nelle quali valesse la pena esserci, per ragioni di alta tecnologia o strategiche o di tendenza.
L’Italia durante il periodo antecedente alla caduta del muro di Berlino aveva la stessa funzione che aveva Hong Kong, per fronteggiare il pericolo rosso, dovevano essere entrambe le perle del sistema capitalistico per fronteggiare ideologie comunistiche provenienti da Mosca e Pechino; la stessa Hong Kong sta vivendo qualcosa di simile all’Italia, ovvero scomparsa di lavoro ben pagato, servizi e banche che prendono piede, ma con una enorme differenza, oggi Hong Kong fa parte della Cina, la frontiera esiste ancora, ma per gli abitanti di Hong Kong trovare buoni lavori in Cina e alquanto facile, e la maggior parte delle aziende mantengono qui uffici e conti bancari; quindi i soldi non mancano e le banche scoppiano di salute.
Proprio per una ragione di strategia geopolitica e di controllo all’Italia furono concessi enormi quantità di denaro; il parallelo potrebbe essere quello di un figlio che fino ai 30 anni riceve dal padre denaro facile e lusinghe, con questo denaro il figlio fa notti brave, si alza sempre tardi la mattina, fa uso di droghe, non deve prendersi responsabilità, la madre e sempre pronta a giustificarlo e a mettergli un manicaretto in tavola.
Pero ai 30 anni genitori muoiono, il povero figlio resta solo, si deve guadagnare il pane, ma abituato ad un certo tenore di vita preferirebbe morire che abbassarsi, inoltre ha pochissimo denaro, e la droga gli da crisi d’astinenza; così è oggi la situazione dell’Italia.
Quindi vorrei arrivare al punto focale, cioè.
La Cina è per noi italiani una enorme possibiltà sia come business sia come partner, innanzi tutto come fabbricante di beni, ma soprattutto perchè esiste oggi una possibilità qui per il made in Italy, inteso come senso estetico, ingegneria, posti di lavoro per persone preparate: oggi un professionista che parlasse cinese ed inglese avrebbe accesso a posizioni importanti e ben pagate. Se I cinesi copiano, gli americani hanno fatto peggio, prima si sono comprati la Toscana e poi hanno copiato il made in Italy alimentare spacciandolo per loro, esempi le catene Sbarro, Pacific Coffee, Starbucks, etc., per non parlare dei vini e del life style made in Italy, che per chi vive nel mondo è il modello USA, quindi se plagio esiste quello degli americani è peggiore; non si tratta di una borsetta ma del nostro spirito, prima comprato per 30 denari o un piano Marshall, e poi rivenduto per il mondo come made in USA.
L’arrivo di Grillo col Vday, credo che abbia portato speranza a tutti gli italiani in buona fede, di destra o sinistra è indifferente, forse è il momento buono per ritrovare un punto d’unione nazionale e sicuramente se si riuscisse a mandare a casa i signori della politica, il Paese si toglierebbe un cancro, metastasi incluse; sicuramente abbiamo bisogno di un cambio, e di nuove guide per affrontare questo nuovo secolo sul quale già si stanno addensando nuvole scure e presagi di guerra.
Ogni bene
Sergio Monteforte
Da qui.
Secondo me dice cose interessanti, anche se in maniera un po' confusa.
Una cosa è certa: l'Italia potrebbe essere un grande Paese. A cosa siamo ridotti, invece? Siamo ridotti ad essere la puttana degli anglosassoni, ebrei e massoni inclusi. Che rabbia.




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