User Tag List

Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post Radio internazionale della Serbia.

    08.10.2007.

    Nel colloquio con il rappresentante dell’Unione europea nei mediatori “troika” per il Kosovo Wolfgang Ischinger, il capo della diplomazia russa Sergej Lavrov si è detto contrario alla fissazione di termini temporali per i negoziati sullo status della regione, e si è adoperato per il rispetto della Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il Ministero russo degli esteri ha comunicato che Ischinger ha parlato della risoluzione dello status kosovaro anche con il sostituto del ministro degli esteri Vladimir Titov e con il rappresentante della Russia nella “troika” Aleksandar Bocan-Harchenko. Gli esponenti russi hanno evidenziato la necessità di rispettare strettamente i principi accordati della “troika” sulla mediazione bilanciata, ed hanno confermato l’intenzione della Russia a continuare a partecipare in modo attivo su queste basi al processo negoziante e nella ricerca di una strada verso il raggiungimento del compromesso fra Belgrado e Pristina, che potrebbe diventare la base per l’approvazione dello status nel Consiglio di sicurezza. È stato anche evidenziato che sono inammissibili le dichiarazioni che pregiudicano i risultati dei negoziati e che sono contrarie al loro scopo, viene riportato nel comunicato del Ministero russo degli esteri.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il presidente della Serbia Boris Tadic ha dichiarato che la decisione sul fatto se la Serbia dovrebbe aderire alla NATO deve essere presa dai cittadini, e non dai partiti politici. Durante la visita alle forze dell’Esercito della Serbia nella Zona di sicurezza terrestre, fra il Kosovo e il resto della Serbia, Tadic ha detto che dopo i cambiamenti democratici del 5 ottobre 2000, la Serbia si è avviata sulla strada di riforme della sicurezza che sottintendono il raggiungimento degli standard NATO. La Serbia ha raggiunto negli ultimi anni un notevole progresso sul piano delle riforme nel settore della sicurezza, e una parte del successo sta nell’associazione al programma Partnership per la pace, ha evidenziato Tadic.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il presidente della Serbia Boris Tadic ha dichiarato che una conferenza sul futuro status del Kosovo sarà accettabile soltanto se si svolgerà sotto il patrocinio del Consiglio di sicurezza dell’ONU. In merito alla dichiarazione del membro dei mediatori “troika” presso il Gruppo di contatto, Wolfgang Ischinger, sulla possibile conferenza internazionale sul Kosovo, durante la visita nella base militare Medevce nella zona di sicurezza terrestre fra il Kosovo e il resto della Serbia, Tadic ha detto che il processo negoziante sullo status della regione meridionale serba è iniziato nell’ONU e nel Consiglio di sicurezza. Il Consiglio di sicurezza è l’unico organo nell’ambito del quale si può svolgere in modo legittimo e legale il processo negoziante sul Kosovo, ha ripetuto il presidente della Serbia. Lui ha avvisato l’opinione pubblica internazionale sulla recente dichiarazione del presidente kosovaro Fatmir Sejdiu che gli albanesi kosovari devono essere calmi fino al 10 dicembre, valutando che una tale posizione rappresenta la minaccia alla pace.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il team negoziante statale per il futuro status del Kosovo non sta pensando proprio di organizzare una conferenza internazionale sulla regione, ha dichiarato il ministro serbo per il Kosovo e Metohija Slobodan Samardzic. Nell’intervista rilasciata all’agenzia Tanjug in merito all’annuncio che potrebbe essere organizzata una conferenza internazionale sullo status del Kosovo, lui ha evidenziato che il processo negoziante si trova strettamente sotto il patrocinio dell’ONU e sotto il controllo del Consiglio di sicurezza, e che viene attuato in modo operativo dal Gruppo di contatto e dai mediatori “troika”. Questo è il quadro che garantisce che l’ONU si occuperà sempre della risoluzione della questione kosovara, e che essa sarà risolta nell’ambito della Risoluzione 1244, ha detto Samardzic. Lui ha ripetuto che la Serbia scarta completamente tutto quello che arriva fuori dal quadro dell’ONU.


    --------------------------------------------------------------------------------

    La NATO ha obbligato nel 1999 le forze serbe al ritiro dal Kosovo, ed ha incitato le forze simili a quelle che hanno risvegliato recentemente le spartizioni etniche in Iraq, e l’inesistenza dell’ordine e della legge ha causato omicidi di rivendicazione verso i serbi, i quali sono in tutto 100.000 in questa ragione prevalentemente mussulmana, ha riportato la rivista americana “New Yorker”. Questo ha aperto la strada anche a reti criminali nell’idea di trasformare il Kosovo in un ponte di contrabbando fra l’Europa e l’Asia, ha evidenziato l’autore del testo. L’autore rileva che l’America teme che gli albanesi kosovari, che desiderano l’indipendenza, possano chiedere l’aiuto alle organizzazioni terroristiche mussulmani, se la loro delusione persistere. Washington teme anche che l’eventuale proclamazione unilaterale dell’indipendenza possa incendiare la regione, viene rilevato, fra l’altro, nel testo.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il capo della diplomazia serba Vuk Jeremic ha valutato che i negoziati sul futuro status del Kosovo si trovano nella fase decisiva, ed ha evidenziato che questo è il momento in cui la comunità internazionale dovrebbe appoggiare in modo chiaro il processo, ed incoraggiare le due parti al compromesso. Nell’intervista rilasciata per il quotidiano europeo “Nuova Europa”, Jeremic ha detto che, a differenza dalla situazione precedente, quando la soluzione per il Kosovo era pregiudicata, adesso è chiaro che ci sono sempre più paesi che, avendosi informati sulla situazione, sono contrari al secessionismo. Alla domanda se ha esposto ai colleghi nell’Unione europea che il Kosovo, se diventerà indipendente, diventerà il punto focale del fondamentalismo islamico, visto che anche l’UNMIK conferma che nella regione si stanno rafforzando i vehabia, Jeremic ha risposto che è molto importante prendere in considerazione i pericoli che potrebbero seguire se fallirà la visione europea dei Balcani occidentali, come una regione di pace e stabilità. L’unico modo per evitare questo è di conservare il corso stabile delle integrazioni nell’Europa, e di fare tutto il possibile per raggiungere una soluzione di compromesso per il Kosovo, ha rilevato Jeremic.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon, e il capo dell’UNMIK Joachin Ruecker, consegneranno domani agli ambasciatori membri del Consiglio di sicurezza la regolare relazione trimestrale sulla situazione in Kosovo, in cui, come è stato pubblicato la settimana scorsa, viene valutato che “la situazione è calma sulla superficie, però con potenziali per la violenza” a causa dell’espressiva insoddisfazione degli albanesi kosovari per il prolungamento del processo di determinazione dello status regionale. Le relazioni dei due funzionari dell’Organizzazione mondiale saranno esaminate dietro le porte chiuse, alla vigilia della visita del segretario di stato americano Condoleeza Rice a Mosca. Nelle relazioni di Ban Ki-Moon e Ruecker viene riportato anche che in Kosovo sono stati scoperti parecchi luoghi reconditi di armi, di cui uno sembra collegato con la cosiddetta Armata nazionale albanese (ANA), proclamata terroristica da parte dall’UNMIK.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post

    29.10.2007.

    La Commissione europea non è d’accordo con la posizione del presidente russo Vladimir Putin che, evidenziando la settimana scorsa l’ultima trasgressione del diritto internazionale, ha paragonato il caso del Kosovo con il Belgio, ha dichiarato a Bruxelles Christina Nagy, portavoce del commissario europeo per l’allargamento Olli Rehn. Lei ha detto che la Commissione europea continua a credere che il Kosovo sia un caso unico, e che per questo motivo non può essere usato come un precedente per gli altri casi nel mondo. Il 26 ottobre a Lisbona, al vertice dell’Unione europea-Russia, Putin ha posto la domanda se ci sono pochi problemi in Spagna, Romania o Belgio, e, menzionando il Kosovo, si è chiesto il perché continuare a scuotere le fondamenta del diritto internazionale, appoggiando e rafforzando il separatismo in Europa. 29. oktobar 2007. 16:15


    --------------------------------------------------------------------------------

    La radio britannica BBC ha riportato che il Tribunale dell’Aja ha chiesto a Belgrado l’aiuto affinché possa accertare se è vera l’affermazione che verso la metà degli anni novanta, l’inviato americano per i Balcani Richard Holbrook e l’ex presidente della Repubblica Srpska Radovan Karadzic hanno firmato l’accordo sul ritiro di Karadzic dalla vita pubblica in compenso della sua non estradizione al Tribunale. La procura del tribunale ha proposto di fare questo insieme, ha detto alla BBC il procuratore della Serbia per i crimini di guerra Vladimir Vukcevic. L’ex funzionario del Ministero jugoslavo degli esteri, Vladimir Nadezdin, ha dichiarato che ha visto il documento con cui è stato concluso l’accordo, firmato da Holbrook e Karadzic. Era dell’estate 1995, ed ero nel palazzo della Presidenza ha precisato Nadezdin per la BBC. La radio britannica ha riportato anche che nel comunicato dell’Ufficio di Holbrook tratta come falsa l’idea su qualunque accordo con Karadzic.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il commissario per l’allargamento dell’Unione europea Olli Rehn ha avuto un colloquio telefonico con il procuratore generale del Tribunale dell’Aja Carla del Ponte dopo la sua visita in Serbia, e in occasione della presentazione della relazione annuale sul progresso dei paesi regionali verso l’Unione europea, all’inizio di novembre, potrebbe esporre la propria posizione sulla ratifica dell’Accordo sulla stabilizzazione ed associazione con la Serbia, ha dichiarato la portavoce di Rehn Christina Nagy. Lei ha fatto sapere che il commissario europeo e la Del Ponte si sono detti d’accordo di restare in contatto fino alla pubblicazione della relazione annuale sul progresso dei paesi nel processo di allargamento, il 6 novembre. La Nagy ha ripetuto che nella presa della decisione sulla ratifica dell’Accordo sulla stabilizzazione ed associazione con la Serbia, Rehn terrà conto della posizione del procuratore generale.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Nella relazione dell’UNPROFOR, letta oggi al processo contro i generali croati Rahim Ademi e Mirko Norac, nel Tribunale circondariale di Zagabria, l’operazione Medacki dzep del settembre 1993 è stata caratterizzata come una pianificata pulizia etnica di cui è responsabile l’accusato Ademi. Questo è stato fatto in modo dettagliato e sistematico, con lo scopo chiaro di rendere la zona inabitata per un certo periodo, viene evidenziato nella relazione del battaglione canadese dell’UNPROFOR. I soldati canadesi, come viene riportato, hanno scoperto i crimini il 16 settembre nei villaggi serbi in cui sono entrati dopo il ritiro dell’Esercito croato. Secondo questo documento, sul territorio di Medacki dzep entro sole 12 ore sono state distrutte 164 case serbe e 148 palazzi industriali, è stato ucciso tutto il bestiame, e i pozzi sono stati chiusi. I soldati canadesi hanno trovato 16 corpi senza vita, fra cui c’erano anche donne, uccisi da armi da fuoco, e poi bruciati. Gli esperti dell’UNPROFOR hanno concluso che la parte croata ha portato la maggior parte di corpi da qualche altra parte, cosa confermata dal dato che i croati hanno consegnato poco dopo 52 corpi, e che i menzionati 16 corpi sono stati trovati in luoghi poco accessibili.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il premier serbo Vojislav Kostunica parteciperà al prossimo girone dei negoziati diretti sul futuro status del Kosovo a Vienna, è stato detto all’agenzia Tanjug nel governo serbo. Si aspetta che al prossimo incontro fra Belgrado e Pristina, annunciato per il 5 novembre, i mediatori “troika” del Gruppo di contatto esporrà una proposta innovativa in 14 punti. Kostunica, assieme al presidente della Serbia Boris Tadic, ha capeggiato il Team negoziante statale alla seduta con i rappresentanti delle istituzioni kosovare il 28 settembre a New York.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il rappresentante dell’Unione europea nei mediatori “troika” per il Kosovo e Metohija, Wolfgang Ischinger, ha dichiarato che è possibile risolvere il problema kosovaro, però che resta la domanda se Belgrado e Pristina hanno la volontà politica per questo. Nella dichiarazione rilasciata per la radio Deutsche welle, lui ha valutato che i negoziati sono aggravati dal fatto che le due parti non prendendo decisioni in base a criteri razionali, ma stanno pensando, come ha detto, in modo nazionalistico. Alla domanda se l’Unione europea seguirà gli Stati Uniti se questi decideranno di riconoscere la proclamazione unilaterale dell’indipendenza kosovara, Ischinger ha detto che sia possibile, addirittura probabile, che non sarà raggiunto alcun risultato, e che allora potrebbero seguire mosse unilaterali.


    --------------------------------------------------------------------------------

    I mediatori “troika” del Gruppo di contatto internazionale per il Kosovo e Metohija si incontreranno oggi a Vienna, dietro le porte chiuse, per esaminare i prossimi passi nei negoziati sul futuro della regione. I diplomatici degli Stati Uniti, della Russia e dell’Unione europea, dovrebbero esporre, il 5 novembre, alle delegazioni della Serbia e delle istituzioni provvisorie regionali il nuovo documento, modificato in base alle osservazioni esposte dalle due parti al precedente girone. Nei media si specola già da un paio di giorni che i mediatori “troika” del Gruppo di contatto stanno pensando di proporre a Belgrado e a Pristina una soluzione per lo status del Kosovo che si basa sull’accordo firmato fra i due stati tedeschi nel 1972.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Lo stato di salute di due serbi che sono stati investiti sabato sera da un veicolo a Velika Hoca, nel Kosovo meridionale, è stabile, ha confermato Milan Ivanovic, vicedirettore del Centro sanitario nella parte settentrionale di Kosovska Mitrovica, dove i due giovani sono stati sistemati. Mladen Lukic e Marko Stasic di Velika Hoca, sono stati feriti nella notte fra sabato e domenica quando sono stati investiti da un pirata della strada che andava ad alta velocità. Dall’auto si è sentita ad alto volume la musica popolare albanese. L’incidente ha scosso i serbi a Velika Hoca.

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post

    Alekseiev: la Russia vuole la forte Serbia

    La Russia ha bisogno di una Serbia forte e prosperosa, poiché la sua debolezza non è dell’interesse di Balcani né dell’Europa, ha stimato l’ambasciatore russo a Belgrado Aleksandar Alekseiev nella dichiarazione rilasciata al quotidiano belgradese «Glas javnosti». Lui ha rilevato che la Russia si impegna al massimo perché la Serbia diventi e rimanga talmente forte. Alekseiev ha ripetuto la posizione del principio di Mosca che per il Kosovo e Metohija nel processo negoziale bisogna trovare una soluzione compromissoria e accettabile da Belgrado e Pristina. Lo status finale del Kosovo e Metohija potrebbe definirsi soltanto via una nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, ma il documento dovrebbe provenire dalle norme del diritto internazionale e dovrebbe sottintendere le definizioni principali dalla Risoluzione 1244, ha rilevato Alekseiev. Lui ha ricordato che la posizione di principio di Mosca sottintende che il testo della nuova risoluzione sia accordato da Belgrado e Pristina, ed ha precisato che questo significa che la Russia nel Consiglio di sicurezza darà il sostegno alla soluzione approvata dalla Serbia.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    29 Oct 2007
    Messaggi
    146
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    purtroppo non mi fido della Russia.alla fine lasceranno i poveri amici della Serbia soli.tutti i poteri forti e maledetti:alta finanza,usa,burocrazia europea sono contro e gli unici che potrebbero far qualcosa,il mondo musulmanio,per una stupida e miope solidarieta agli albanesi(che hatto la religione musulmana nel loro dna come io mi chiamo Giovanni Paolo3^)pure.un peccato.solidarietà al popolo serbo di Kosovo e M.

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Angry

    SAMARDZIC PARLA DEL DEMARCHE AGLI STATI UNITI E IL KOSOVO

    Il demarche che gli Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia hanno inviato il martedi’ scorso alla Serbia a causa degli avvenimenti politici in Bosnia ed Erzegovina, provocati dalle decisioni dell’alto rappresentante Miroslav Lajcak, dovrebbe prevenire all’eventuale collegamento della questione kosovara a quella della Repubblica serba, ha dichiarato oggi a Belgrado il Ministro della Serbia per il Kosovo Slobodan Samardzic. Alla sua conferenza stampa presenziava la nostra giornalista Ivana Subasic.

    Samardzic ha sottolineato che la questione dello status del Kosovo e quella dell’esistenza della Repubblica serba siano collegate di per se’ e che nessun demarche sia in grado di annullare questo fatto. “Quelli che conoscono la situazione nella nostra regione, a prescindere dalla politica condotta dal nostro governo, colleghera’ facilmente queste due questioni. Mentre la Bosnia ed Erzegovina si sta centralizzando in tutte le sue funzioni e alla Repubblica serba vengono tolte le sue prerogative, allo stesso tempo si sta appoggiando l’indipendenza del Kosovo. Modificare le regole del Regolamento sulle decisioni del governo e dell’assemblea parlamentare della Bosnia ed Erzegovina non significa nient’altro che la revisione dell’Accordo di Dayton. L’alto rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina Miroslav Lajcak ha il diritto di influenzare la vita politica in questo Paese. Se le sue prerogative saranno abusate in un pesante contesto politico, esse devono essere comprese come le serie provocazioni politiche. La Serbia non era inclusa in questi avvenimenti. Se pero’ il nostro Paese rimarra’ sordo per le conseguenze di questa politica che si conduce nel suo immediato vicinato ai danni dei cittadini della Repubblica serba, in tal caso dovrebbe smettere di funzionare il suo governo e il suo Ministero degli esteri. Pero’ le trattative sullo status del Kosovo che si conducono a Vienna e la situazione nella Repubblica serba non sono collegate in modo diretto. Questo fatto non sara’ uno dei temi dei negoziati che saranno continuati a Vienna”, ha detto Samardzic.

    Per quanto riguarda lo status futuro del Kosovo, per la posizione della Serbia nel processo negoziale sono molto importante le opinioni dei Paesi limitrofi al riguardo, ha sottolineato Samardzic. “Se non fosse cosi’, gli Stati Uniti non eserciterebbero una pressione cosi’ forte sui Paesi della nostra regione affinche’ essi riconoscano l’indipendenza del Kosovo. Pero’, molti Paesi della nostra regione non sono disposti a riconoscere l’indipendenza della regione meridionale della Serbia. La ragione piu’ importante e’ la possibilita’ che i movimenti separatistici divampino sui loro territori. La Macedonia e la Bosnia ed Erzegovina non nascondono la loro preoccupazione, perche’ potrebbero essere colpite in modo diretto se il Kosovo diventasse indipendente. Il fenomeno sta nel fatto che a una minoranza etnica che vive in una regione di uno Stato sovrano potrebbe essere permesso di fondare il proprio Stato. Questo fenomeno, se diventasse realta’, colpirebbe molti Paesi e per questa ragione la situazione e’ sorvegliata interrottamente e attentamente dai Paesi occidentali, in primo luogo dagli Stati Uniti”, ha rilevato il Ministro serbo per il Kosovo Slobodan Samardzic.

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Post

    08.11.2007.

    Rehn: il Parlamento di Serbia lavora più efficientemente all’integrazione europea

    Il commissario europeo Olli Rehn, a Bruxelles si è auspicato che la Serbia nell’anno 2008 potrà applicare i passi necessari ed emanare le leggi per la futura integrazione all’Unione europea. Dopo il colloquio con il presidente del Parlamento di Serbia Oliver Dulić, Rehn ha rilevato che la Commissione europea lavora sull’emanazione di tutte le misure tecniche entro la fine di dicembre affinché la Serbia possa siglare l’Accordo sulla stabilizzazione ed associazione all’Unione europea appena si realizzino le condizioni politiche. Nel contempo, il commissario europeo ha respinto le affermazioni che esista alcun legame fra il processo della soluzione dello status kosovaro e i problemi attuali in Macedonia e in Bosnia ed Erzegovina. Dulić ha affermato di aver presentato a Rehn gli argomenti per i preparativi del Parlamento di Serbia che dal gennaio inizia emanazione di leggi in maniera accelerata conforme alla legislazione dell’UE e che questo sarà il motore dell’integrazione europea .


    --------------------------------------------------------------------------------

    Tadić ha parlato con il ministro irlandese

    Nel colloquio con il capo della diplomazia irlandese Dermot Ahern, il presidente serbo Boris Tadić ha rilevato a Belgrado che fine strategico di Serbia è l’appartenenza all’Unione europea. Tadić ha espresso le attese che la cooperazione fra la Serbia e il Tribunale dell’Aja sarà terminata in breve periodo. Informando Ahern dell’attuale corso di processo negoziale sul futuro status del Kosovo, il presidente di Serbia ha stimato che la delegazione statale serba all’ultimo round di colloqui a Vienna, il 5 novembre scorso, ancora una volta ha dimostrato prontezza a fare compromessi ed a trovare soluzione ampiamente accettabile. Ahern ha ripetuto che l’Irlanda sostiene in pieno la Serbia nella strada verso l’Unione europea.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Aleksejev e Samardžić: la politica unica per il Kosovo

    Il ministro di Serbia per il Kosovo e Metohija Slobodan Samardzić e l’ambasciatore della Russia a Belgrado, Aleksandar Alekseiev oggi a Kosovska Mitrovica, hanno rilevato che la Serbia lotterà contro tutti i terroristi e cercherà a riconquistare amici nella regione e nel mondo. La politica della Serbia e la Russia è unita nell’affrontare la questione del Kosovo, ha rilevato Samardžić.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Koštunica: Serbia prende iniziativa nei negoziati sul Kosovo

    Il primo ministro serbo Vojislav Koštunica, ha stimato a Belgrado che la Serbia nel processo negoziale sul futuro arredamento del Kosovo ha preso iniziativa e propone che si paragoni il modello dell’autonomia fondamentale alla soluzione accordata per lo status di Hong Kong in Cina. Koštunica, nel colloquio con il ministro degli Esteri di Irlanda Dermot Ahern, ha rilevato che questo è un passo significante di Belgrado nella direzione di ricerca soluzione compromissoria, tenibile e funzionale, adatta alla Carta dell’ONU, alla Risoluzione 1244 e conforme alla Costituzione di Serbia. La Serbia insisterà sulla soluzione, quale rappresenta la protezione degli interessi statali e nazionali ed allo stesso tempo corrisponde agli interessi fondamentali della minoranza albanese in Kosovo, ha detto il primo ministro serbo. Stando al comunicato dal gabinetto di Koštunica, Ahern si era adoperato per la soluzione compromissoria nel Kosovo ed ha ricordato che non bisogna limitare i negoziati, ma tendere a soluzione migliore garantendo la sicurezza.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Petering: il sostegno all’orientazione europea di Serbia

    Il presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Petering, a Bruxelles ha espresso il sostegno al presidente del Parlamento di Serbia Oliver Dulić nel cammino democratico e l’orientazione europea di Serbia. Dopo l’incontro con Dulić, Petering ha rilevato che i deputati europei e l’Unione europea sostengono fortemente l’orientazione europea di Serbia. Dulić ha affermato che il Parlamento di Serbia è pienamente cosciente dei doveri e del bisogno ad attivarsi come una forza stimolante nel processo dell’adesione dello stato nell’Unione. Per la Serbia, l’anno 2008 è molto importante, perché si aspetta che il paese ottenga lo status del candidato all’appartenenza all’Unione europea, ha evidenziato Dulić rilevando che il parlamento serbo farà del tutto affinché siano adottate le leggi necessarie per ottenere lo status del candidato.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Jeremić con Steinmaier: il compromesso più importante dei termini

    Ieri nel colloquio con il collega tedesco Frank Valter Steinmeier a Berlino, il ministro degli Esteri di Serbia Vuk Jeremić, ha rilevato che la ricerca del compromesso sullo status del Kosovo è più importante che rispettare i termini. Jeremić ha rilevato che per le autorità a Belgrado è importante la qualità dei negoziati e non la velocità. Lui ha ripetuto che la proposta serba sul modello di Hong Kong, riferendosi ai due sistemi in uno stato, garantisce la piena autogestione agli albanesi nel Kosovo, e alla Serbia assicura la preservazione dell’integrità e la sovranità territoriale. Steinmaier ha indicato che il processo negoziale è molto complicato ed ha stimato che nel caso in cui entro al 10 dicembre non si trovi la soluzione, potrebbe essere minacciata la stabilità nei Balcani.


    --------------------------------------------------------------------------------

    l’UCK assume la responsabilità del conflitto

    L’organizzazione autonominata il Consiglio politico militare UCK, ha preso la responsabilità dei conflitti fra gli appartenenti della polizia macedone sulla montagna Šar, nelle vicinanze di Tetovo. Nel comunicato dell’organizzazione, pubblicato via internet, è stato indicato che i membri, ex guerrieri dell’armata di liberazione dei territori albanesi, erano forzati ad organizzare le unità militari a fine di proteggere il minacciato popolo albanese e ogni piede del territorio albanese. La polizia macedone ha terminato efficientemente l’azione nominata "il vento montuoso", cui fine era trovare e neutralizzare il gruppo estremista situato nel territorio del villaggio macedone Brodec. Nell’azione di cattura ai gruppi armati albanesi, fuggiti dal carcere kosovaro "Dubrava", polizia ha liquidato sei estremisti armati.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Šešelj: il Tribunale illegittimo, antiserbo e falsificò il genocidio

    Il leader del Partito radicale serbo Vojislav Šešelj, al processo ha accusato il Tribunale dell’Aja illegittimo e diretto degli Stati Uniti. All’inizio della dichiarazione, Šešelj ha detto che il Tribunale dell’Aja è antiserbo poiché pronuncia le maggiori pene a serbi che musulmani, albanesi e altri e che stia falsificando la nuova storia serba ad esempio, che fosse avvenuto il genocidio a Srebrenica e che lì sono stati uccisi 7.000 musulmani, anche se, come aveva indicato lì erano trovati 2.500 cadaveri. Šešelj ha smentito le indicazioni dell’accusa che dal 1991al 1993, le sue attività per creare il concetto della Grande Serbia basava sulla persecuzione di non serbi dalla Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Vojvodina e altri crimini. L’imputato ha detto che alcuna relazione fra il concetto menzionato e i crimini dimostra che i procuratori non intendono il concetto dell’ideologia del Partito radicale serbo. Rivolgendosi alle indicazioni dell’accusa che facendo i discorsi dell’odio incitava crimini contro non serbi, Šešelj ha valutato che non potrebbe esistere la colpa del reato verbale di odio e che questo sarebbe un reato immaginario.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Ambasciatore degli Stati Uniti: anche Priština dovrebbe accettare il modello di Hong Kong

    L’ambasciatore degli Stati Uniti nella Serbia Cameron Manter, ha dichiarato a Inđija che è stato incoraggiato degli sforzi, investiti dal Governo di Serbia e il team negoziale nei negoziati sullo status del Kosovo e Metohija, ma ha indicato che ancora sta a Pristina a decidere e non gli Stati Uniti se accettare il modello di Hong Kong, proposto da Belgrado per l’ordinamento della regione del Kosovo. Manter ha indicato che Washington sostiene tutti gli sforzi investiti dalle due parti nella ricerca della soluzione prima del giorno di 10 dicembre. Gli Stati Uniti porgono saluti alla parafa dell’Accordo sulla stabilizzazione ed associazione di Serbia con l’Unione europea, ha detto l’ambasciatore americano ed ha stimato che questo dimostra la fiducia dell’Europa rispetto al futuro serbo.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Fleiner: albanesi respingono tutto

    Il consigliere legale del team serbo negoziale per lo status del Kosovo e Metohija, il professore svizzero Tomas Fleiner, ha dichiarato che Belgrado aveva l’idea negli ultimi colloqui a Vienna che attraverso la parallela con lo status di Hong Kong, faccia un esempio della forte autonomia e ben funzionante. Fleiner ha dichiarato al quotidiano belgradese "Večernje novosti" che è importante l’essenza del modello, e non tutti i dettagli ed ha evidenziato che i rappresentanti kosovari in anticipo respingono qualsiasi proposta sotto le scuse che questa non sarebbe la piena sovranità. Fliener ritiene che il problema sia che ora molti interpretano diversamente la Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza. Se il Consiglio di sicurezza ha il problema di interpretare la Risoluzione, o se nel corpo esistono differenze, sempre rimane la possibilità a rivolgersi alla Corte internazionale di giustizia, afferma Fleiner.


    --------------------------------------------------------------------------------

    Alekseiev: la Russia non fa commercio con il Kosovo e Metohija

    L’ambasciatore russo in Serbia Aleksandar Alekseiev ritiene che la proposta di Belgrado ad applicare il principio Hong Kong per risolvere lo status del Kosovo e Metohija, come ogni altra proposta apre le nuove possibilità, e rileva che Mosca mai imponeva le condizioni politiche riguardo alla Regione, e mai lo farà. Mosca già diverse volte ha ripetuto che il Kosovo non potrebbe essere oggetto di commercio, ha ricordato per il quotidiano belgradese «Politika» Alekseiev ed ha ammonito che la comunità internazionale sceglierà se rispettare il diritto internazionale o usare alcuni nuovi mezzi nel sistema del regolamento dei conflitti. Alla domanda se la Russia simpatizza l’avvicinamento di Serbia all’Unione europea più che l’eventuale adesione alla NATO, Alekseiev ha dichiarato che Mosca non ha alcun problema riguardo ai rapporti fra la Serbia e l’Unione. Anzi, sosteniamo il processo e posso soltanto porre gli auguri ai colleghi serbi per aver parafato l’Accordo sulla stabilizzazione ed associazione, ha rilevato l’ambasciatore russo.

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Monaco: con Taci il Kosovo entra nel totale regno della criminalità
    20. novembre 2007. 16:22

    Alle elezioni in Kosovo hanno vinto i partiti che sono strettamente collegati alla criminalità, valuta il quotidiano “Telepolis” di Monaco, evidenziando che con la vittoria del Partito democratico kosovaro di Hasim Taci, il Kosovo si è avvicinato ancora di più al totale regno della criminalità organizzata. Taci, nei cerchi di sicurezza vale per una persona molto più pericolosa del premier kosovaro Ramus Haradinaj, perché dispone di una molto più ampia rete criminale al livello internazionale, scrive il quotidiano di Monaco basandosi sugli studi dell’Istituto per la politica europea, elaborati per il Ministro tedesco della difesa. Il quotidiano riporta che uno degli stretti collaboratori di Taci, fra l’alto anche “criminale notorio Sulejman Selimi”, è l’attuale comandante del Corpus di protezione kosovaro. Negli studi dell’Istituto per la politica europea viene rilevato che il Kosovo si trova strettamente nella mani della criminalità organizzata, la quale controlla completamente l’apparato governante.

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Angry

    LA SERBIA E LA NATO
    23.11.2007.

    A Belgrado, nell’organizzazione della fondazione Konrad Adenauer, e’ stata tenuta la riunione intitolata “Deve la Serbia aderire alla NATO”, alla quale hanno partecipato molti esperti nostrani e dell’estero. Il nostro servizio su questo argomento e’ stato preparato da Mladen Bijelic.
    Il vice Ministro della Difesa della Serbia Dusan Spasojevic ha detto che questa questione non esiste in questo momento. “La Serbia non ha ancora portato a termine la sua riforma del sistema della difesa e non ha adempiuto agli standard che sono previsti dalla NATO. Per questa ragione alla Serbia non e’ arrivato l‘invito ufficiale di aderire all’Alleanza. Nel momento in cui si sta risolvendo la questione dello status futuro del Kosovo la Serbia non deve dissipare le sue forze tentando di rispondere alle questioni che non si pongono. La Serbia ha aderito al programma della NATO Partnership per la pace. Questa decisione e’ stata presa all’unanimita’ dal nostro esecutivo. Nel giugno abbiamo approvato il documento di presentazione che contiene le valutazioni positive sulla collaborazione con la NATO in molti programmi che fanno parte della Partnership per la pace. La nostra appartenenza a questo programma nel periodo futuro deve essere concretizzata. La Serbia deve iniziare a partecipare ai progetti della Partnership. In questo senso e’ importante che il nostro Paese approvi quanto prima un accordo sulla sicurezza a che apra il suo Ufficio di rappresentanza a Bruxelles. Il Ministero della Difesa non conduce la politica statale. Esso soltanto realizza quello che e’ stato stabilito al livello statale”, ha detto Spasojevic.
    In questo momento e’ sufficiente la nostra partecipazione alle numerose attivita’ nell’ambito del programma Partnership per la pace, al lavoro dell’assemblea parlamentare del Consiglio della NATO, ha rilevato il segretario statale al Kosovio Dusan Prorokovic. “Il dilemma aderire o meno alla NATO e’ stata resa piu’ acuta anche dall’annesso 11 del piano di Marti Ahtisaari, il quale prevede una missione della NATO nella regione meridionale della Serbia. Non e’ nell’interesse della Serbia che le forze della NATO siano presenti in Kosovo in questo modo. Non e’ nell’interesse del nostro Paese che la NATO partecipi in modo attivo alla formazione di uno Stato indipendente sul nostro territorio. Questo Stato indipendente avrebbe le forze militari che un giorno aderiranno alla NATO. I rappresentanti della NATO appoggiano questo progetto della separazione del Kosovo dalla Serbia. Per questa ragione esiste molta incomprensione reciproca tra le istituzioni dalla NATO e del nostro Paese. Tenendo presente tutto questo possiamo dire che l’adesione della Serbia alla NATO sara’ realizzata molto difficilmente. Dall’altra parte noi non dobbiamo peggiorare i nostri rapporti con l’Alleanza occidentale. Noi dobbiamo collaborare con essa. In questo momento la piena misura della nostra collaborazione e’ la partecipazione ai progetti offerti dalla Partnership per la pace e alle attivita’ dell’Assemblea parlamentare della NATO. La Finlandia, la Svezia, l’Austria e l’Irlanda hanno aderito alla Partnership per la pace e all’Assemblea parlamentare della NATO. Questi Paesi comunque non sono membri di questa alleanza”, ha sottolineato Dusan Prorokovic.

 

 

Discussioni Simili

  1. La resa della Serbia
    Di Nazionalistaeuropeo nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 21-04-13, 12:46
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 15-11-06, 16:40
  3. La fine della Serbia
    Di Redskin nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 28-05-06, 12:10
  4. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 31-01-03, 12:26

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225