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    Predefinito Dioniso e le pievi toscane(e veronesi)

    Testo introduttivo sulle impressioni avute dalle chiese immerse nella
    quiete della campagna per un giusto ritorno nelle nostre profondità

    DIONISO e le pievi Toscane (e non solo)

    accessibili e immerse nella tranquillità della natura.
    Le immagini conservate in questi templi non sono altro che i simboli
    di antiche religioni fuse e sincretizzate con la religione cristiana.
    Pieve di Brancoli, conserva tuttora in buono stato, il bassorilievo detto
    il brancolino, costituito da una figura umana sproporzionata, sopra
    tutto negli arti superiori ,con l'attributo sessuale in vista.
    (sull'entrata degli uomini)
    In tutte le pievi romaniche toscane ricorrono motivi sessuati.

    Ogni cattedrale è un mistero, ogni simbolo è la sintesi di un grande
    PENSIERO


    Quattro sono i simboli dionisiaci: la vite, la donna(sirena),il
    serpente e il toro.
    Ricorrente è il simbolo della sirena unita alla luna, sottolineo
    che nella lingua russa lo stesso termine indica sia la luna,
    il mese ed il mestruo, ancora le parole mese misura mestruazione derivano tutte dalle medesima radice sanscrita “MR” che indica la luna, ma anche il rito, una perdita di sangue non legata alla morte bensì alla fertilità perciò alla vita.
    Nero è uguale luna nera o meglio la grande madre nera ,la pietra di
    Selinunte, la Vergine nera che e in procinto di partorire sotto
    terra.Portato alle estreme conseguenze il concetto possiamo paragonare il nero alla dea ebraica Lilith ,prima moglie di Adamo paragonabile alla greca Ecate (raffigurata con tre teste vicina a mercurio) o alla stessa Kali
    Per riprendere la sirena, simbolo cristiano sino al 1000 d.C.(ne esiste una anche nella bellissima chiesa di San Giovanni in Valle a Verona)
    volutamente dimenticato forse perché insistentemente ricorre
    nel mondo etrusco,e vicino come simbolo all’Abraxas gnostico.Il simbolo della sirena lo troviamo nelle necropoli etrusche sia laziali che toscane,oltre che nella cattedrale di Modena (molto simile a quella di Corsignano nonché della tomba della sirena a Sorano)
    poi è presente nei piccoli oggetti etruschi ed è inoltre simile
    ad una dea fenicia.
    Nella pieve di Corsignano (Pienza)la sirena troneggia sopra
    all'entrata,impugna le proprie pinne divaricate, ostentando
    l'inguine bene inciso.Nella dea pagana Sheelah-na-gig incisa sulla parete sud est della chiesa normanna di Kilpeck,nei pressi di Ereford in Inghilterra è ben in evidenza la sua vulva a forma di ru. Questo simbolo lo troveremo per tutto il medioevo nei portali delle cattedrali ed è la “mandorla mistica” che avvolge il Cristo come la Maria, è il passaggio della nascita il pertugio che permette a tutto l’umanita di passare da un mondo all’altro, una porta che i mistici o gli “avatar” riescono a percorrerla a ritroso, quasi riassorbiti dalla grande madre,
    Ritornando alla sirena della Pieve di Corsignano con due code ,come in questo caso,
    trattenute dalle mani e il pube in evidenza rappresenta la fecondità
    come antidoto alla morte ,il ritorno all'utero materno,alla sacra ferita,al caos
    primordiale,per poi uscire e così rinascere.
    Il toro, simbolo unito alla grande madre, è un animale sacro ed è
    presente nella chiesa di Sciano(Siena),in questa figura le corna
    del bovino rappresentano la luna, come la dea egizia Hathor.
    Il toro ricorre spesso nelle chiese associato ai quattro
    animali evangelici.(devo aggiungere che anche il culto di Sarapide, sostituito dai Tolomei a Osiride era il culto del toro Apis Ser-Apis)
    Nella bellissima cripta di Acquapendente, anticamente Tauropendente,
    fornita oltretutto di simboli paleocristiani e costruita su di un
    precedente tempio pagano ,si possono confondere queste figure
    come riferite al dionisismo in realtà siamo in presenza di un
    mitreo. Il fiume scorre vicinissimo alla chiesa e questo è spiegabile
    con il fatto che :nei riti mitraici i sacerdoti solevano purificare
    con abbondanti quantità di acqua.Pensiamo al “panteon” di Santa Maria in Stele presso Verona, che con molta probabilità poteva essere un ninfeo, ma molte altre mitrei esistono sotto le chiese della provincia scaligera.

    La cripta è un luogo nascosto, ma non di sepoltura ,dove si potevano
    svolgere riti delicati lontani da occhi indiscreti, in generale tutte le
    pievi erano costruite per questo scopo ,in particolare quelle toscane,
    luoghi religiosi semplici ma pieni di fascino, ubicate fuori dai centri urbani nella piena campagna.
    In tutte queste chiese c'è una grande semplicità e
    tutto quello
    che riguarda la natura è lontano dall'idea di peccato sesso
    compreso(questo lo distingueva dalle chiese cittadine),erano essen-
    ziali e spoglie ricche di simboli "strani" e non propri del cristianesimo
    ma di culture precedenti, immediate e cariche di solenne religiosità, ed
    armonia fra contenuto e forma ,costruite di corale
    fraternità ed ancora colme di emozioni per il visitatore preparato ,dal silenzio solenne questi luoghi vi parleranno direttamente al cuore.
    E'un pregiudizio pensare che siano frutto di una cultura minoritaria
    nate materialmente e spiritualmente nel mondo contadino, sintesi
    di culture e religioni stratificatesi nel tempo.
    Qualche maestro sconosciuto guidò sicuramente l'edificazione di
    questi templi, fondendo fantasia e armonia.
    Sul monte Amiata è presente la pieve di santa Fiora ,nei pressi di
    Castel del Piano, distrutta e ricostrita più volte, nell'edificio si
    nota la presenza di parecchie figure simboliche come:draghi ,ometti e tutto il bestiario simbolico medioevale. Il significato di queste figure è contrastante, gli studiosi stessi sono in disaccordo fra loro, principalmente non ci si spiega da dove
    proviene questo sapere profondo.
    In origine le pievi erano adornate da pochissimi riferimenti cristiani
    pochi crocefissi.
    Strano che siano erette da soli contadini ,perché troppo complesse
    e profonde nei significati, nel mondo villico di allora vi era la
    presenza di veri maestri sotterranei,che silenziosamente coordinavano l’uso dei materiale come la copertura ,ma anche le strane decorazioni che inducevano sia all’interpretazione ingenua che a quella sottile ,ma anche ad una più profonda propria dei veri iniziati .Una stranezza è presente nella lunetta della chiesa di Santa maria della strada a Matrice presso Campobasso, è raffigurata la salita al cielo di Alessandro Magno (molto simile a quella di Antonino Pio raffigurato in più occasioni). La salita al cielo è rappresentata da un uomo, che è l’eroe macedone ,al centro della scena,a torso nudo che sembra tenere per la coda due grifoni che lo portano in cielo. Questi animali chimerici sono attirati verso l’alto da due pezzi di carne che Alessandro di macedonia tiene infilzati in alto alla sommità di due aste. Questa leggenda che passerà poi a tutti gli imperatori bizantini è ripresa nel mosaico della cattedrale di Otranto come in un frammento del Museo Kircheriano.
    Quanto rimane di esplicito nel vecchio linguaggio contadino delle
    pievi toscane, come quelle Veronesi ricordo San Giorgio Ingana Poltron, Santa Maria della Stra a Belfiore, Santa Maria di Borghetto a Valleggio sul Muncio .In realtà l’impegno corale doveva soddisfare tutti,ognuno ricercava in quei libri di pietra degli indizi ed addirittura in qualche rarissimo caso delle soluzioni.





  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Ritornando alla sirena della Pieve di Corsignano con due code ,come in questo caso,
    trattenute dalle mani e il pube in evidenza rappresenta la fecondità
    come antidoto alla morte ,il ritorno all'utero materno,alla sacra ferita,al caos
    primordiale,per poi uscire e così rinascere.
    La Pieve di Corsignano...




    e la sirena del portale...


  3. #3
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    Predefinito Molte chiese medioevali e

    Molte chiese medioevali e rinascimentali di Verona riportano il simbolo della sirena. L'animale composito mette in evidenza la vagina, il pertugio da cui tutta l'umanità e passata da un "mondo" a d un altro. La rappresentazione del sesso è un chiaro riferimento alla capacità di questi organi di richiamare anime verso l'incarnazione(sia inconsapevolmente che consciamente). E' l'eterno ciclo dell'incarnazione delle anime richiamate dalle due nature che si completano. Quando mi avvicinai al simbolismo persavo che questo "linguaggio" elettivo avesse il suo apogeo nelle cattedrali gotiche francesi, ma girando per l'Italia mi accorsi che la nostra penisola aveva un patrimonio immenso e vastissimo costituito da chiese alto medioevali come da case patrizie fino ad arrivare e oltrepassare l'età del rinascimento.
    Solo Tuscania con le sue indimenticabili chiese costituirebbe un libro, pensate al resto dell'Italia non basterebbe una vita per elencare i simboli e i profondi messaggi a loro intimamente legati.

    Vorrei proporre che ognuno riportasse parti e frammenti di edifici sacri e non legati al proprio territorio o a precisi studi intrapresi.
    Potremo ricostruire un filo, un cammino di conoscenza condivisa, che ci condurrà in un pellegrinaggio sapienziale.
    Grazie Silvia per le immagini.

 

 

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