Imputati 25 no global : sono accusati di devastazione e saccheggio
«Al G8 non ci fu caccia all'uomo»
La requisitoria del pm al processo per le violenze di strada avvenute durante il summit del 2001 a Genova
Una delle immagini simbolo del G8 di Genova. Di schiena col passamontagna Carlo Giuliani (Reuters)GENOVA - Al G8 di Genova del 2001 non ci fu caccia all'uomo. A sostenerlo è il pm Andrea Canciani nella requisitoria del processo per le violenze di strada, avvenute durante il summit nel capoluogo ligure di sei anni fa. «Non è vero che ci sia stata una caccia all'uomo da parte delle forze dell'ordine su manifestanti inermi, perchè il corteo di Via Tolemaide (quello cioè delle Tute Bianche, ndr) non era composto da pacifisti», ha detto Canciani. Imputati al processo sono 25 no global accusati di devastazione e saccheggio. «Mi chiedo - ha aggiunto il pm - cosa facevano i vari parlamentari, deputati, onorevoli presenti al corteo e i rappresentanti del gruppo di contatto tra le forze dell'ordine e i manifestanti. Eppure erano chiare a tutti le immagini di quella guerriglia». Secondo il pm non è accettabile infatti la tesi della difesa che la crisi dell'ordine pubblico e i disordini del pomeriggio del 20 luglio sfociati nell'uccisione di Carlo Giuliani siano stati causati dalla carica dei carabinieri sul corteo delle Tute Bianche. Per Canciani «si è trattato di persone che hanno scelto deliberatamente di contrapporsi alle forze dell'ordine, non si stavano difendendo né erano in pericolo di vita».
RESPONSABILITA' - Nel contestare la tesi della difesa in base alla quale i responsabili dell'ordine pubblico sono comunque i vertici delle forze dell'ordine («la responsabilità operativa è del funzionario che si trova in piazza. È lui che deve prendere le decisioni») il pm ha anche sottolineato di non voler giustificare il comportamento tenuto dalle forze dell'ordine durante i disordini di via Tolemaide, spiegando, «però» che «un conto è manganellare un passante inerme, un altro è lo sfondamento degli scudi. L'intervento di un contingente sui cortei - ha aggiunto - non può isolare le persone e scegliere tra violenti e non violenti».
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LACRIMOGENI - «Se i lacrimogeni usati dalle forze dell'ordine siano o meno gli stessi usati in precedenza, se i manganelli siano diversi da quelli d'ordinanza, sono punti interessanti per una commissione parlamentare - ha proseguito Canciani - ma non per questo Tribunale che deve porsi il problema della causalità, del nesso causa-effetto, tra l'uso di questi oggetti e i fatti di cui si discute. Cos'altro avrebbero dovuto usare le forze dell'ordine in quella situazione se non i lacrimogeni? Avrebbero forse dovuto lasciare il campo ai manifestanti e andarsene?».
09 ottobre 2007
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http://www.corriere.it/cronache/07_o...e_strada.shtml




Una delle immagini simbolo del G8 di Genova. Di schiena col passamontagna Carlo Giuliani (Reuters)GENOVA - Al G8 di Genova del 2001 non ci fu caccia all'uomo. A sostenerlo è il pm Andrea Canciani nella requisitoria del processo per le violenze di strada, avvenute durante il summit nel capoluogo ligure di sei anni fa. «Non è vero che ci sia stata una caccia all'uomo da parte delle forze dell'ordine su manifestanti inermi, perchè il corteo di Via Tolemaide (quello cioè delle Tute Bianche, ndr) non era composto da pacifisti», ha detto Canciani. Imputati al processo sono 25 no global accusati di devastazione e saccheggio. «Mi chiedo - ha aggiunto il pm - cosa facevano i vari parlamentari, deputati, onorevoli presenti al corteo e i rappresentanti del gruppo di contatto tra le forze dell'ordine e i manifestanti. Eppure erano chiare a tutti le immagini di quella guerriglia». Secondo il pm non è accettabile infatti la tesi della difesa che la crisi dell'ordine pubblico e i disordini del pomeriggio del 20 luglio sfociati nell'uccisione di Carlo Giuliani siano stati causati dalla carica dei carabinieri sul corteo delle Tute Bianche. Per Canciani «si è trattato di persone che hanno scelto deliberatamente di contrapporsi alle forze dell'ordine, non si stavano difendendo né erano in pericolo di vita». 
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