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    La disinformazione occidentale che scredita il popolo serbo.

    08.10.2007 - I tentacoli dei Rothschild sui Balcani


    Quello che si nasconde dietro la disgregazione della Jugoslavia, e i conflitti all'interno dei Balcani è una sottile tela di personaggi collegati alle più potenti lobbies bancarie. Organizzazioni internazionali, personaggi politici, multinazionali e Banche d'affari sono racchiuse nelle mani di antiche dinastie di Banchieri, che hanno posizionato nei più alti vertici e consigli di amministrazione i componenti della loro grande famiglia e persone a loro vicine.


    La piovra che estende i suoi tentacoli sull'Europa è la dinastia dei Rothschild, che ha costruito in questi ultimi anni un impero invisibile, dall'Inghilterra alla Francia, dalla Germania sino nei Balcani. I Rothschild rappresentano una delle più potenti famiglie di Banchieri, la cui storia da sempre affascina analisti e curiosi, avendo nei secoli accentrato nelle proprie mani un immenso potere economico e politico.
    La famiglia Rothschild ha creato Governatori, Premier, Ministri, Banchieri e amministratori, ha creato l'Unione Europea come strumento per contrastare e fare arretrare la Russia sino alla Siberia. Attualmente i Rothschild rappresentano il motore finanziario e politico di una macchina che, senza sosta, ha percorso l'intera Europa razziando tutto ciò che incontrava grazie al braccio armato della Nato, finchè è giunta nei Balcani e si sta ora estendendo nell'Europa orientale e mediorientale per poter chiudere la Russia all'interno dei suo confini. I Balcani, in particolare, rappresentano la moderna immagine della colonia dei Rothschild, in quanto questa terra è stata lacerata mediante la disinformazione e la propaganda dei media, per poi essere attaccata in maniera massiccia dalle forze dell'Alleanza Atlantica. E' stata depredata delle sue società, delle sue risorse: il suo governo politico è belle mani degli eurocrati, dei commissari della UE e delle Nazioni Unite.
    La loro storia comincia verso la fine del XVIII secolo con Amshel Moses Bauer Rothschild che insedia la famiglia nella città di Francoforte. Non è una coincidenza in fatto che attualmente Francoforte rappresenta il più grande centro finanziario dell'EU, nonché la sede della Banca Centrale Europea e delle più importanti banche europee e americane controllate dalla dinastia Rothschild. Euronext, consorzio delle borse dell'Europa centrale più ricche è controllata dagli stessi Rothschild, collegata alla “Deutsche Borse” posseduta attraverso la “Children’s Investment Trust” e la “Atticus Capital”, e dalle sue controllate “Merrill Lynch” and “Fidelity Investments” .
    Molti storiografi e teorici delle teorie sioniste, fanno risalire le origini dei Rothschild a quelle ebraiche, definendoli così gli "ebrei" del sionismo, ma secondo altre fonti queste sono da far risalire al lontano Oriente, ossia all'antico impero del Khazar, da cui eredita lo stemma della dinastia e che darà il nome alla famiglia ( Rothschild tradotto significa infatti scudo rosso) . I Kazari erano una tribù turco-mongola che si stabilì, dopo la caduta dell'impero intorno al X secolo, all'interno della Russia e dell'Europa, e più tardi nelle americhe; sebbene i kazari fossero stati convertiti al giudaismo intorno all' VIII secolo, non possono definirsi ebrei, ma esponenti di una religione ebraica ortodossa, con tratti derivati dalle stesse religioni orientali. Amshel ebbe cinque figli che collocò in diverse nazioni europee, dalle cui discendenze sono scaturite diverse ramificazioni: Salomone andò a Vienna, Carlo a Napoli, Nathan a Londra, James a Parigi ed il quinto figlio Amshel si insediò a Francoforte, creando così durante duecento anni di storia, le fondamente della cd. "Pax Judaica" .

    Al momento l'asse più potente della famiglia Rothschild è quella inglese, fondata da Nathan Meyer, che durante i XIX e XX secoli riuscì a costruire uno stretto legame con la corona britannica tale che la storia moderna della Gran Bretagna è indissolubilmente legata alla dinastia dei Kazari. Edmund Rothschild costruì il suo impero portando avanti gli interessi britannico-kazari nel Giappone del Dopoguerra; con la cooperazione di Winston Churchill fondò la BRINCO Corporation (British Newfoundland Development Corporation) in Canada. Diventa un membro della famiglia Rothschild Marcus Egius, Presidente del Gruppo finanziario Barclay e della stessa ABN-AMRO, nonché azionista di maggioranza della BBC. Evelyn Rothschild riuscì a realizzare la fusione delle Banche inglesi con quelle francesi, rimanendo a capo della N.M. Rothschild & Sons. Detiene il controllo di The Economist, del The Daliy Telegraph , della multinazionale dei diamanti della De Biers, controlla la FirstMark Communications International LLC” e la “FieldFresh Foods” con la famiglia Indiana Mital, che di fatto agisce come entità rappresentativa degli interessi dei Rothschild . L'impero di Evelyn si dirama anche nel mondo della finanza, grazie a uomini come George Soros, Norman Lamont, Peter Mandelson - commissario della Gran Bretagna in UE, membro del partito laburista di Tony Blair - Oliver Letwin e Vernon Jordan - della Lazard Bank e influente personaggio del partito democratico americano, nonché advisor della campagna elettorale di di Bill Clinton e John Carrey - e Michael Howard - Ministro del Tesoro del Governo di Margharet Thatcher .
    Accanto ad Evelyn, vi è Nathan Philip Rothschild - fratello di Jacob Rothschild, anziano capostipite della famiglia - che detiene il controllo della “RIT Capital”, “Atticus Capital”, “JNR Limited”, “NM Rothschild”, “Vanco”, “Trigranit”, “British Petroleum”, Rio Tinto. Ma è anche un uomo che è riuscito ad esercitare una grande influenza sulla EU, NATO, e sul Governo della Gran Bretagna, muovendosi negli ambienti finanziari e politici con Soros, Berezovski, Djukanovic, e i Mitals .

    Come si può notare il ramo inglese della famiglia Rothschild racchiude in sé i principali centri di potere nel mondo intero, estendendo la sua influenza sia all'interno del Governo Britannico che di quello Americano, oltre a controllare importati media occidentali e Banche d'Affari estremamente potenti.
    Accanto a loro, si è sviluppato il ramo francese, fondato da James Meyer , esteso poi attraverso David Rene ed Eduard Rothschild, figli di Guy Rothschild . In particolare David Rene Rothschild è a capo della NM Rothschild, la "Rothschild & Cie Banque", una banca di investimento molto influente nell'Europa occidentale, mentre Eduard Rothschild controlla il quotidiano Liberation, la società metallurgica "Imerys". Il vero promotore dell'espansione dei Rothschilds nei Balcani è proprio George Soros, rappresentante di Nathan Rothschild. George Soros, ebreo ungherese di origini Kazare è nato a Budapest nel 1930 con il nome György Schwartz, mutando poi il cognome in Soros, ma è cresciuto professionalmente a Londra e negli Stati Uniti, per essere poi addestrato come agente dei Rothschild all'interno dei Paesi dell'Est Europeo, che hanno così visto il crollo del comunismo e l'avvento del feroce capitalismo proprio grazie alle sue speculazioni. La sua attività di grande banchiere fu costituita proprio dai trasferimenti di denaro dalle fondazioni europee verso i Balcani e gli Stati della ex-Federazione russa, attraverso la "Quantum Fund" . Attraverso le controllate e le fiduciarie che si diramano dalla Svizzera e dall'Italia, George Soros, sulla base delle direttive di Nathaniel Rothschild, si è insinuato dapprima nel mondo finanziario finanziando le bande di guerriglieri mujahedin per combattere la guerra in Bosnia, ossia quell'esercito di mercenari che andrà dopo pochi anni a creare Al Qaeda. Contemporaneamente viene fomentata la campagna di disinformazione sulla Serbia per esercitare un'influenza negativa sull'immaginario collettivo sulle popolazioni dei Balcani, e questo creando una sterminata rete dei fondazioni e di associazioni come la “Open Society Fund”, Humanitarian Rights Fund”, “Helsinki Committee”, “Belgrade Circle”, “European Movement”, “Centre for Anti-War Action”, “NUNS”, “ANEM”, “OTPOR”. Oggi, tutte le ONG più importanti a livello internazionale sono finanziate dalle fondazioni bancarie Rothschild , veicolando attraverso di loro i fondi, il finanziamento della disinformazione, della propaganda, sino a monitorare le decisioni a livello delle Nazioni Unite. Furono proprio le numerose organizzazioni umanitarie a diffondere le accuse di genocidio contro il popolo serbo, sino a scatenare odio da parte della comunità occidentale nei confronti di etnie additate come nazionaliste e conservatrici.


    Tra queste possiamo ricordare la “Yucom”, il Belgrade Centre for Human Rights, il Civil Initiative, il Centre for Cultural Decontamination, Women in Black, il Youth Initiative. I principali esponenti di tali movimenti sono Sonja Biserko, Natasa Kandic, Vuco, Borka Pavicevic , Miljenko Dereta, Vojin Dimitrijevic, Srdja Popovic, Mirko Djordjevic, Biljana Srbljanovic, Zoran Ostojic, il giornalista Petar Lukovic: tutti emissari di Soros e della famiglia Rothschild che ha fomentato odio contro la popolazione serba, contro la loro cultura e la loro storia, essendo quella prefominante e più forte all'interno dei Balcani. Così B92, Studio B, TV Pink, TV Panonija, ANEM , RTV Globus, RTV M+, RTV Kraljevo, RTV Nisava, RTV Pancevo, RTV Spektar, RTV Trstenik, le stazioni Radio 021, Bum 93, Radio Sombor, Radio Index, Radio Subotica, Radio Pirot, Radio Ozon, la radio “Free Europe”, e ancora il network SBB e la TV satellitare TOTAL TV, sono tutte controllate da Soros. Nella lista del controllo i Soros vi rientrano così i quotidiani Danas, Vreme, Evropa, Republika, le associazioni di media “Local Press” , e dunque il quotidiano Pancevac, Kikindske, Vranjske novine, Nasa, le case editrici Samizdat, Dan graf, Stubovi culture, Fabrika knjiga, Klio, Aleksandrija pres, la società distributrice Bookbridge, Beopolis, l'agenzia di informazione Sense, Beta e Fonet. Allo stesso tempo molte delle Agenzie corrispondenti della AP (Associated Press) e di Reuters, sono possedute dai Rothshilds . Le lobbies hanno inoltre infiltrato anche Istituti culturali e teatri, come la National Library, la Historical Archives, la SANU (Serbian Academy of Arts and Sciences). Non possiamo dimenticare la Union University, la Alternative Academic Education Network (AAOM), la Belgrade Open School, il Centre for Women Studies, sino ad arrivare alla massima espressione nel centro i studi ricerche legali internazionali della Human Rights Watch (HRW), che discende direttamente dagli insegnamenti di Bernard Kouchner.

    Lo stesso Tribunale dell'Aja è finanziato dai fondi di Soros, per non parlare degli attuali partiti membri del Parlamento serbo, come il partito liberal-democratico che ha il suo massimo esponente in Cedomir Jovanovic: tutti vanno a costituire un vero gruppo anti-serbo per cercare i manipolare la politica serba verso le posizioni delle lobbies occidentali.
    Al momento gli interessi dei Rothschild si concentrano sulla Vojvodina, mediante le società della Carlyle ed il International Crisis Group, finanziato sempre da Soros, che partecipa alla campagna politica per l'Indipendenza del Kosovo. Accanto a Soros, a profondere investimenti vi è anche Rupert Murdoch , Goldman Sacks, JP Morgan, che hanno nominato come rappresentati politici personaggi come Marti Ahtisaari, James Lion, Morton Abramovich, Louise Arbour, Bzezinski Wesley Clark, Mihail Hodorkovski, Thorvald Stoltenberg. L'obiettivo che si sono prefissati, sin dal 1998, è stato quello di scindere il Kosovo per dare vita al cd. "Kuwait serbo", dalle enormi riserve di piombo, zinco, oro e carbone: non dimentichiamo il massiccio investimento di Soros per prendere il controllo della miniera di Trepca per conto dei Rothshild. Al momento, nel Kosovo sono giunte le piramidi della Mital, co-finanziate da Soros e così da Rothschild, per acquisire la dovuta priorità sui diritti di sfruttamento delle miniere.


    Oltre all'opera di saccheggio del Kosovo e Metohija, Soros e l' International Crisis Group sta rivolgendo la sua attenzione proprio alla Vojvodina, che, insieme con la Croazia, l'Ungheria e la Romania - tutte rientranti nella zona d'influenza dei Rothschild essendo le terre antiche dei Kazari - andrà a far parte del Danube Project, ossia una confederazione di paesi nel Bacino di Danubio come una vera e propria "regione europea."

    Le colonie dei Rothschild non si fermano qui, perché si estendono al Montenegro, alla Federazione Bosniaca, sino alla Croazia . Oggi, il Montenegro è completamente posseduto da società amministrate dai Rothshild, che così hanno finanziato il progetto di Indipendenza, supportando Vojin Dimitrijevic. Tuttavia i tentacoli dei Rothschild arrivano sino alla Podgorica Bank, mentre il gruppo di NLV comprò la Banca del Montenegro, ricompensando della collaborazione Milo Djukanovic con una posizione manageriale in Tigranit e conducendolo sino al potere. Non dobbiamo dimenticare che il ruolo di Milo Djukanovic è stato quanto meno rilevante, in quanto ha consentito di trasformare il Montenegro in un vero paradiso finanziario e bancario, porto di riciclaggio di denaro sporco.
    Allo stesso modo, le forze dei Rothschild cercano di annientare la Republika Srpska per distruggere gli ultimi avamposti della cultura serba in una regione che dovrà essere trasformata in zona di influenza occidentale. Di qui è possibile capire il perché dell'accanimento dei media occidentali e delle più potenti Istituzioni nei confronti dei Serbi di Bosnia, che rappresentano al momento un'isola all'interno dei Balcani, che ancora resiste contro la penetrazione delle lobbies bancarie e multinazionali, considerando che la Serbia, dopo aver perso il Montenegro, rischia di perdere anche il Kosovo, mentre deve lottare contro la lacerazione della politica interna ad opera della disinformazione.

    Fonte: www.rinascitabalcanica.com

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    Dopo tanta finanza creativa si ritorna al passato.
    Etleboro intervista Michele Altamura.

    D: Gli eventi nei Balcani di questi ultimi anni sono stati completamente stravolti agli occhi dell'occidente, quindi, cosa è successo davvero?
    R: Credo che gli occidentali non abbiano ancora capito cosa sia veramente successo nei balcani, e se un giorno lo capiranno, i politici non avranno via di fuga. Menti raffinatissime hanno orchestrato e poi realizzato una vera e propria rapina a mano armata, hanno aizzato le etnie, simulando genocidi e stragi per portare a termine delle truffe colossali.

    D: I paesi balcanici hanno delle peculiarità che li rende "il territorio" di scontro ideale?
    R: I Balcani non hanno un popolo unitario, sono un insieme di razze ed etnie che hanno convissuto per tanti anni ritrovando un precario, quanto delicato equilibrio che non doveva essere stravolto da nessun agente estraneo, perché al loro interno dovevano restaurare la balcanizzazione. Certamente le menti raffinate sapevano tutto questo e hanno giocato così sporco che l’impiccagione non basterebbe per placare le loro anime. Il regime comunista dal suo canto non aveva trovato un equilibrio, era la forza delle cose che li aveva spinti a convivere nel tempo. Nessuno gli aveva detto che andando in Europa vinci una lotteria, fai il manager, conquisti donne e ricchezza.
    Quando il Fondo Monetario ha cominciato a concedere i finanziamenti ad una parte e non all’altra, si sono create le diversità e le distinzioni che aizzano il fratello contro l’altro fratello.

    D: All’indomani del crollo del regime comunista occorrevano i soldi per la ricostruzione del paese, e così è subentrato il FMI?
    R: Diciamo che questa organizzazione è nata con nobili scopi, ma nel tempo le lobbies se ne sono impossessate. Attualmente usano dei metodi contabili che, a fronte dell’erogazione di un prestito, impongono condizioni che non sono prive di conseguenze sul tessuto sociale. E così concedono dei prestiti obbligando i governi a promulgare leggi liberiste, oppure ad escludere delle assistenze sociali, pensioni e previdenza sociale, agitando così gli animi della gente. Al no del governo rispondono con le organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione, come Transparency International, che denunciano corruzioni e inneggiano alle privatizzazioni.
    Nessuno sapeva che nel 1991 il FMI concesse dei prestiti alla Jugoslavia, pretendendo di togliere delle assistenze sociali alla Croazia e alla Slovenia, non a caso i due Stati che per primi si resero indipendenti. Il FMI deve essere accusato per Etnocidio.
    Tutti hanno fomentato quella guerra, e ancora oggi lo stanno facendo: Sarajevo ha accusato la Federazione Serba Montenegrina per genocidio, e pretende un risarcimento e la condanna dei serbi di Bosnia. Questo tipo di processi sono del tutto strumentalizzati dall’Occidente.
    E del caos approfittano le potenti lobbies finanziarie e bancarie, e solo loro guadagnano della confusione lasciando poco e niente ai piccoli politici a cui danno una macchina, una segretaria, e un bel telefono e un orologio. Le multinazionali e le grandi banche d’affari privatizzano comprano le ricchezze di un’intera nazione con gli stessi soldi che ogni cittadino ha nelle banche. Finanziano le loro acquisizioni con l’attivo e il denaro in cassa delle imprese più forti, dopodiché scorporano il patrimonio e lo rivendono 10 volte di più.
    Arriverà il consenso ad entrare in Europa solo nel momento in cui tutto è stato venduto.

    D: Cosa sta accadendo ora nella Republika Srpska?
    R: Nessuno conosce la storia della Srpska, tutti hanno sentito parlare dei croati e dei bosniaci e nessuno ha mai capito cosa è. All’interno della Bosnia vivono i musulmani che Tito aveva riconosciuto come popolo, i serbi di Bosnia che vengono riconosciuti dalla Rep Srpska, che significa appunto la repubblica dei serbi, e poi la Herzegovina che significa croati. I musulmani e i croati si sono uniti dopo una guerra, mentre i serbi si sono associati in una comunità: attualmente tutti e tre le etnie sono sotto la giurisdizione di un amministratore europeo che “dovrebbe” essere parte neutra in rispetto agli accordi di Dayton. Queste, essendo dotate di autonomia amministrativa e politica, vanno a creare uno stato federale simile a quello italiano, ma, contro ogni tendenza europea, da anni si cerca di centralizzare i poteri verso Sarajevo, solo per creare maggiori conflitti. Si succedono gli amministratori e i funzionari straordinari, e ognuno dice solo che bisogna scavare: da otto anni scavano e inscenano processi per continuare la loro rapina. Il popolo dei serbi viene sistematicamente strumentalizzato, e per questo io personalmente ho scelto di vivere in un paese con un popolo che rispetto. Il mio sogno è che un giorno albanesi serbi, croati, sloveni, macedoni e musulmani si riunissero per creare un tribunale che condanni le atrocità che sono state commesse da questi impostori.
    Attualmente credo che tutto è stato venduto, e che si stanno accordando per il gran finale, con una plateale messa in scena. Raccontano talmente tante assurdità, ormai non sanno più cosa dire: vorrebbero fare uno stato unico dare l’indipendenza al Kosovo, e dire rendere i serbi della Srpska dei bosniaci. Tutto ciò è assolutamente contro la carta dei diritti umani, perché i serbi sono serbi e nessuno ha l’autorità per delegittimare il diritto all’esistenza.

    D: In questo senso Lei parla di Etnocidio?
    R: Se vogliamo essere sinceri e molto chiari, come a me piace essere, l’obiettivo è ammazzare quante più persone possibile per diminuire la popolazione, avere terreni da coltivare e controllare l’intera regione balcanica, non c’è altra spiegazione. Sono anni che io analizzo, basti pensare al crescente numero di suicidi a Banja Luka, perchè i giovani non hanno nessuna speranza.
    L’usura è il potere fatto, esercitato dalle grandi banche in maniera a dir poco allucinante. Questo popolo soffre ed è stressata dalla pressione delle banche e dalle continue minacce di fallimento. Altro che fosse comuni : Carla del Ponte dovrebbe venire qui da me, ad ascoltare le registrazioni di quello che dicono i direttori di banche. Altri che Srebrenica, questo è vero sciacallaggio perpetuato alla luce del sole.

    D: Tutto questo viene nascosto ai popoli dell’Occidente? Esistono fonti giornalistiche di controinformazione?
    R: L’ “osservatoriobalcani.org” che si fa portatore della controinformazione, si è rivelato nel tempo una fonte non attendibile. Per quanto mi riguarda, la nostra associazione, la Etleboro ONG possiede un portale di informazione apartitico e indipendente. Le nostre notizie vengono elaborate e raccolte all’interno di una rete di contatti a cui partecipano studiosi e giornalisti di vari paesi, ma anche gente comune a cui noi diamo una voce.

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    09.10.2007 - Lo Stato all'interno dello Stato
    Il Kosovo è oggi al centro di accese trattative diplomatiche, turbate da inquietanti episodi di terrorismo e propaganda che creano un clima particolarmente teso. Da Wolfgang Ischinger giunge la proposta di intensificare le trattative bilaterali tra Belgrado e Pristina con l'intermediazione della Troika, senza accennare alla possibilità di una conferenza internazionale. Si aspetta dunque che Serbia e Kosovo giungano ad un accordo, strettamente monitorato dalle Nazioni Unite e della stessa Unione Europa, fermo restando che non è stato escluso che il Kosovo possa proclamare autonomamente la propria Indipendenza, lasciando alle entità sovranazionali il potere di riconoscerlo come Stato.



    La tensione sui Balcani cresce sempre più, tuttavia vi sono forti dubbi che si giungerà ad una soluzione che cauteli gli interessi della popolazione e non quelli dei Banchieri e delle multinazionali. L'Indipendenza del Kosovo, come fu quella del Montenegro, fa parte del grande piano strategico delle lobbies che, dopo aver frammentato la Jugoslavia, hanno preso il controllo delle sue risorse e del suo patrimonio grazie a centinaia di piramidi che racchiudono l'intero potere economico-finanziario nelle mani di una ristretta cerchia di persone.
    Proprio indagando sulle società che hanno tratto i più elevati guadagni dalla distruzione di uno Stato, acquisendo società e banche privatizzate, è possibile capire chi ha voluto davvero la guerra, chi l'ha finanziata e chi ha manovrato i fili della grande giostra costituita da mass media, organizzazioni internazionali e giudici corrotti.
    Ancora una volta il percorso dei "soldi" conduce alla famiglia dei Rothschild che hanno diramato i loro uomini di fiducia all'interno dei Governi e delle Istituzioni. Un importante ruolo nello sviluppo di tale rete è da attribuire a George Soros che ha agito da agente della famiglia Rothschild. Il collegamento tra Soros ed il Rothschild lo si può rintracciare attraverso una rete di persone che siedono in comitati amministrativi di fondi, le fiduciarie, società e banche. Una di queste persone era un certo Richard Katz , membro del "Quantum Fund" e a capo della "Rothschild Italia S.p.A." , nonché azionista della "N.M. Rothschild & Sons" a Londra. Il collegamento lo si può trovare anche attraverso la Société Generale ed il suo amministratore Michael Cicurel , Presidente della Rothschild & Cie Banque, nonché James Goldsmith (un Kazaro). La rete di Soros in Serbia comincia dal Gruppo Carlyle dall' International Crisis Group che ha promosso a lungo la campagna per il Kosovo indipendente, destinato a divenire la miniera di multinazionali come Mittal e Tigrit, per sfruttare le enormi riserve di piombo, zinco, oro e carbone. Un importante anello della catena è Agron Dida, che fu nominato Ministro per l'Energia all'interno del Governo serbo, dopo essere stato un membro della KFOS (una delle organizzazioni di Soros).
    Nonostante il Kosovo sia sempre stato oggetto dell'attenzione dell'opinione internazionale, la sua importanza è stata sottovalutata, in quanto, oltre a costituire un'enorme fonte di risorse minerarie, rappresenta un importante corridoio per le risorse energetiche che dall'Asia Centrale e Medioriente devono essere condotte fino in Europa. L'indipendenza, per tale motivo, è fondamentale per gli interessi dell'industria mineraria e delle società metallurgiche di Rothschild, in quanto gli consentirebbe di appropriarsi di risorse ed energia ad un prezzo minimo.
    Infatti, la società Feronikl, che possiede molte miniere e impianti metallurgici in Kosovo, è stata acquistata dalla Alferon, posseduta da tre uomini d'affari dal Kazakhstan (magnati dei Rothschild, tra cui Alexander Mashkevic, kazaro) , e dalla ENRC (Eurasian Natural Resources Corporation), amministrata da Johannes Sittard, uno degli agenti di Rothschild e fido collaboratore di Lakshmi Mittal (anche uno degli investitori di Rothschild).
    Oltre alla Alferon, anche la Global Steel corporation (controllata a sua volta dalla Pramod Mittal) è presente in Kosovo, attraverso la sua collegata bulgara Kremikovici, che ha acquistato l'impianto Lamkos in Vucitrn, nonché la fonderia Lemind in Leskovac e la Zastava Smithy in Kragujevac.
    L'infiltrazione della Serbia passa anche attraverso la Vojvodina, che fa parte del "Progetto Danubio", promosso dalla stessa famiglia Rothschild per creare, insieme con Croazia, Ungheria e Romania, una sorta di Regione europea. Per raggiungere tale scopo sono da tempo iniziate le acquisizioni di cooperative agricole, raffinerie di zucchero, caseifici, raffinerie di petrolio e banche. Molti degli appezzamenti di terreno della Vojvodina sono stati acquistati da società croate : Agrokor ha acquistato Dijamant e Frikom, il Nekse Group ha acquistato Polet IGK, Strazilovo e alcune partecipazioni di Toza Markovic, società per la produzione di materiali di costruzione. Anche Austria e Germania, stanno posizionando le loro società, come la tedesca Nordzucker, la Commerce MG , Stada e VAC , mentre la Austrian Erste Bank, insieme con la OTC banking group and Metals bank stanno prendendo il controllo di Novi Sad. Allo stesso tempo, si sta assistendo ad una massiccia penetrazione di società ungheresi in Serbia , grazie sempre all'intercessione di Nathaniel Rothschild.
    Ulteriore arma nelle mani dei Rothschild in Serbia sono i fondi di investimento residenti nei paradisi fiscali e sono apparentemente possedute da "ebrei russi", trattandosi invece di kazari . Il più importante tra questi è il Salford, delle Isole Vergini, che gestisce mediante da Boris Berezovski il capitale dei Rothschild: la Salford oggi possiede quasi tutta l'industria casearia in Serbia (Imlek, Novi Sad Dairy, Subotica Dairy, Impaz, Zemun). Uno dei membri del fondo di Salford è Lord Tim Bill, consulente dell'allora Governo di Margharet Thatcher molto vicino a Berezovski, Rupert Murdoch, Viktor Yuschenko ed in buoni rapporti con Yeltsin. Accanto alla Salford, vi è il fondo di investimento Ashmore , controllato dall'Atticus di Rothschilds mediante la fiduciaria di Michael Benson , e la Midland group, amministrato da Aleksander Schneider ed Eduard Sifrin (entrambi kazari).

    La terza arma della colonizzazione sono le società immobiliari, industrie metallurgiche, finanziarie e Banche, che sono riuscite ad impossessarsi dei più importanti canali di informazione e di sfruttamento delle risorse. Tra le società più attive vi è la Trigranit, controllata da Rothschild, che dovrebbe costruire la ferrovia di "Prokop", controllata Riotinto , nonché la Glenkor, controllata attraverso Mark Rich e Phelps Dodge ( che investe sempre il capitale di Atticus ), nonché la Mittal. Per quanto riguarda il settore finanziario, le banche più grandi del mondo come Banca Intesa, Crédit Agricole, Unicredit , Société General, gruppo Delta Generali, sono controllate dai Rothschild . La banca greca Piraeus e Laiki sono sotto il controllo di Marfin, gruppo finanziario Rothschild, mentre la OTP ha acquistato ben tre banche in Serbia: Kula, Nis, e Zepter bank. Il fondo di investimento JNR Limited (Jacob and Nathaniel Rothschild) , hanno acquistato la Metals Bank di Novi Sad , e ora controlla la società ungherese petrolifera, MOL, che si è candidata per la privatizzazione della società di energia serba Mobtel .

    Come si può notare la Serbia è stata totalmente colonizzata, sia dal punto di vista mediatico-editoriale che economico-finanziario, giungendo sino agli alti vertici politici mediante strette amicizie con l'attuale governo serbo. Per quanto riguarda il Montenegro, non si può parlare di infiltrazione, bensì di vera e propria colonizzazione essendo completamente posseduto da società di kazari , mediante l'opera di acquisizione e di saccheggio di George Soros. Soros ha infatti finanziato l'Indipendenza del Montenegro, con una fitta rete di ONG, il CEDEM (Helsinki Committee for Human Rights), Human Rights Action and Hominem, e la collaborazione della Venice Commission . Allo stesso modo vi è stata l'acquisizione di società come la Arsenal da parte della OTP banking group , che ha acquistato anche la Banca Commerciale Montenegrina, mentre Societe Generale ha preso il controllo della Podgorica Bank, e l' NLV group ha acquistato la Banca del Montenegro. Milo Djukanovic, che ha dato ai Rothschild la corsia preferenziale nella scalata di tutte le società identificate come obiettivo, ha così ottenuto un posto al potere e una posizione manageriale nella Trigranit. La stessa Monet, società di telefonia mobile che è parte della Deutsche Telekom, è indirettamente controllata dai Rothschild. Un importante ruolo nella colonizzazione del Montenegro è stato giocato da Oleg Deripaska, un kazaro multimilionario russo che mediante la sua Rusal, partecipata dagli stessi Rothschild, ha acquistato la KAP ( The Alluminium Plant Podgorica), la Crnagoraput company , e la Gloker.
    I Rothschild fanno sentire la loro presenza anche all'interno della Federazione bosniaca mediante la Mittal, la Salford , e la Stabag di Deripaska. La Mittal ha comprato la RZR Ljubija, in Zenica, il complesso di miniere ferrose più grande dei Balcani, divenendo poi leader nel settore estrattivo e metallurgico nell'intera regione. Il settore energetico viene monopolizzato dalla MOL che ha comprato la Energopetrol, società a controllo statale successivamente privatizzata, insieme con la società petrolifera INA e la croata Trigranit. Il circuito bancario e finanziario è completamente dominato da Rothschild, mediante Unicredit e Intesa che hanno acquisito le Banche più grandi della Bosnia, mentre il fondo di investimento Salford ha acquisito l'industria casearia (Mlekoprodukt e Campomil).
    La lunga mano dei Rothschild è giunta anche in Macedonia, colonizzata nella zona centrale dalla Mittal Steel Skopje, da Societe Generale che ha acquistato la Ohrid Bank, dalla Stonebridge Communications che controlla la società di telecomunicazioni macedone MT attraverso il Blackstone Group, gruppo finanziario di investimento dei Rothschild che è anche azionista di maggioranza della "Deutsche Telekom" .

    Com'è possibile notare, l'impero dei Rothschild si estende servendosi di una infinità di piramidi a cui vertici sono stati sempre posizionati soggetti appartenenti alla medesima etnia dei kazari. Nelle loro mani detengono un immenso potere economico, e la loro influenza politica e mediatica si estende dall'informazione ufficiale sino alla controinformazione, per creare così il grande inganno sui Balcani. Ogni elemento va così ad incastrarsi perfettamente all'interno del grande disegno deciso dall'antica dinastia, che è in realtà una grande piramide al cui interno confluiscono i media, le società e le banche, i politici e le organizzazioni. Questa giostra continua da anni a girare senza sosta, ed ora travolgerà anche il Kosovo, una delle ultime terre che aspettano l'Indipendenza. Molto probabilmente la terra kosovara avrà la sua autonomia ma non sarà una vera e propria Nazione riconosciuta dall'Onu, tale che la Serbia continuerà a detenere il controllo. Il Kosovo sarà uno Stato all'interno di un altro Stato, in quanto i suoi confini saranno sempre tracciati dalla Serbia. L'Indipendenza del Kosovo sarà quella soluzione che darà a tutti - serbi, kosovari ed europei - l'illusione di aver vinto tutti allo stesso modo : i kosovari potranno dire di aver ottenuto l'autonomia, la Serbia conserverà la sua posizione di controllo, mentre la UE si eleggerà a parte sovranazionale che ha portato la pace nella Regione.
    Questo è il più grande genocidio, la più grande menzogna della storia, perché alla fine scopriremo che sia la Russia, che l'America vorranno avere accesso alle privatizzazioni e alle concessioni statali. Milioni di Piramidi hanno nascosto un crimine invisibile, che mai nessun magistrato al mondo potrà mai scoprire, perchè non esiste un diritto internazionale che condanna degli Stati sovrani, ma esiste un Tribunale creato dalle lobbies che ha sede in Olanda. Stranamente, erano proprio Antille olandesi la patria del traffico di droga nel caso Mato Grosso, accuratamente affossato da Carla del Ponte divenuta poi Giudice del Tribunale dell'Aja, ed era sempre l'esercito olandese che si trovava a Srebrenica e fu obbligato a mentire per non rivelare il vero massacro che veniva fatto ad opera dei mercenari finanziati con le fiduciarie svizzere.
    Oggi, tutti questi politici, le ONG , le Associazioni, di tengono ben stretta la propria poltrona, perché sanno che prima o poi finirà il loro tempo. Sono questi il popolo delle persone inutili che girano in tutte le guerre, e che portano morte distruzione ovunque vanno a combattere per la pace. Ciò che oggi vediamo accadere nei Balcani, è quello che è accaduto in Italia nel secondo dopoguerra: noi abbiamo avuto il bandito Guliano, mentre i serbi Arkan, noi abbiamo avuto Aldo Moro, mentre loro Milosevic. La Serbia si prepara oggi ad accogliere un nuovo leader, Seselj che vedrà presto aprirsi davanti a sé le porte del carcere per divenire il nuovo eroe dei serbi . Sarà la guerra tra cristiani e islamici, controllata sempre dalle lobbies che manipoleranno, come sempre, gli eventi nei Balcani.

    Fonte: www.rinascitabalcanica.com

  4. #4
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    11.10.2007 - Scontri a Novi Sad: la disinformazione dei media
    La polizia serba ha arrestato alcuni membri del gruppo neo-nazista "Movimento Nazionale" durante il corteo anti-fascista organizzato nella città di Novi Sad. Tuttavia, osservando le immagini trasmesse dai media, si può notare che il gruppo "neo-nazista" che crea disordini è composto da non più di 20 persone, che vengono caricate dalla polizia in bella vista delle telecamere e dei fotografi dei media accorsi per riprendere la scena. E' davvero strano come un corteo di Novi Sad abbia attirato così tante attenzioni da parte dei media, creando così la "finzione mediatica" dello scontro nazionalista.


    Nel corso di un corteo anti-fascista nel pieno centro di Novi Sad, la polizia serba ha fermato alcuni membri del gruppo neo-nazista "Nacionalni Stroj"- Movimento Nazionale - insieme con il leader Goran Davidovic, con l'accusa di aver compromesso l'ordine pubblico e colpito con i sassi alcuni dei manifestanti. Tra i feriti anche Pavel Domonji, capo dell'ufficio di Novi Sad dello Helsinki Committee for Human Rights, una delle Organizzazioni che hanno preso parte al torneo insieme ad un'altra dozzina di ONG,come i Democrats (DS), League of Vojvodina Social-Democrats (LSV), G17 Plus, la Liberal-Democrats (LDP), e la Social-Democratic Union (SDU). Il corteo, partito dalla piazza principale di Novi Sad, ha proseguito verso il lungofiume del Danubio, per incontrare lungo il cammino un gruppo di persone facenti parte del Movimento Nazionale , che, vedendo avvicinarsi la manifestazione, cominciano ad urlare "Serbia-Vojvodina." Gli insulti e gli scontri verbali da entrambi le parti, sono poi sfociati in atti vandalici, che hanno richiesto l'intervento della polizia serba, in assetto da repressione, che ha duramente colpito il piccolo manipolo di manifestanti che gridavano contro il corteo.
    Stranamente, il corteo ha richiamato l'attenzione dei mass media, che hanno potuto così riprendere dalla prima fila, tutta la scena, per poi trasmettere e pubblicare le immagini delle violenze, simulando una vera guerriglia cittadina. In realtà il gruppo dei cd. neo-nazisti si limita a una dozzina di ragazzi che fomentano e si lasciano a loro volta provocare, mentre la reazione della polizia è sproporzionata alla violenza provocata: tutto lascia pensare che si tratta di una grande azione di propaganda ben organizzata nei suoi dettagli. Non dimentichiamo infatti che gli attori coinvolti nella vicenda sono Organizzazioni non governative, come lo Helsinki Committee for Human Rights, che percepiscono fondi e finanziamenti da parte di George Soros, banchiere e uomo di fiducia della famiglia Rothschild, nelle cui mani si accentrano numerose società e multinazionali che hanno colonizzato la Vojvodina. La stessa B92, principale autore del reportage, percepisce importanti finanziamenti dalle lobbies occidentali, al fine di alimentare propaganda e veleni all'interno dei Balcani, e fomentare così nuovi conflitti etnici e sociali dove non esistono. La Vojvodina rappresenta il Kosovo del futuro, essendo una terra di confine contesa da tempo con l'Ungheria, e al cui interno vi sono ancora delle minoranze etniche pronte ad agire come cellule dormienti per rivendicare la propria indipendenza. Allo stesso tempo, la Vojvodina, rientra nel "Progetto Danubio", promosso dalla stessa famiglia Rothschild per creare, insieme con Croazia, Ungheria e Romania, una sorta di Regione europea. Per raggiungere tale scopo sono da tempo iniziate le acquisizioni di cooperative agricole, raffinerie di zucchero, caseifici, raffinerie di petrolio e banche. Molti degli appezzamenti di terreno della Vojvodina sono stati acquistati da società croate : Agrokor ha acquistato Dijamant e Frikom, il Nekse Group ha acquistato Polet IGK, Strazilovo e alcune partecipazioni di Toza Markovic, società per la produzione di materiali di costruzione. Anche Austria e Germania, stanno posizionando le loro società, come la tedesca Nordzucker, la Commerce MG , Stada e VAC , mentre la Austrian Erste Bank, insieme con la OTC banking group and Metals bank stanno prendendo il controllo di Novi Sad. Allo stesso tempo, si sta assistendo ad una massiccia penetrazione di società ungheresi in Serbia , grazie sempre all'intercessione di Nathaniel Rothschild. La Vojvodina è senz'altro dunque una regione multietnica, ma al suo interno vi sono delle forze invisibili il cui obiettivo è fomentare le masse, portarle in piazza e fare clamore, per poi completare il quadretto con un manipolo di soggetti esaltati che rendono la situazione più colorita e più interessante agli occhi dell'opinione pubblica internazionale. Ecco dunque, il sottile filo che collega informazione e disinformazione, in cui anche i sentimenti nazionalisti servono per dividere uno Stato e assecondare lo sporco gioco delle lobbies.

    Fulvia Novellino
    Fonte: www.rinascitabalcanica.com

  5. #5
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    31.10.2007 - Le proteste della RS strumentalizzate per isolare la Serbia
    La Republika Srpska si solleva contro le Alte Istituzioni della Bosnia Erzegovina che vogliono ridurre sempre la sua posizione politica all'interno delle Istituzioni e del Governo di Sarajevo. Intanto la Comunità Internazionale teme che tali eventi potrebbero causare un nuovo periodo di isolamento per la Serbia, nel caso di una decisione favorevole alla Republika Srpska.


    La città di Banja Luka, il cuore della Republika Srpska, si solleva contro le decisioni degli Alti Rappresentanti della Bosnia Erzegovina di isolare la Republika Srpska e di portare avanti delle riforme istituzionali che possono diminuire il potere politico dei Serbi all'interno del Parlamento Bosniaco. L'Alto Rappresentante Miroslav Lajcak ha infatti dichiarato che sarà presto esaminato un progetto di legge di riforma del Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina e delle procedure di entrambe le camere del Parlamento, che consentirebbero di prendere delle decisioni senza consultare le altre entità. Dinanzi a tali minacce l'intera comunità è scesa in piazza portando con sè bandiere serbe e poster di Vladimir Putin. I media occidentali hanno volutamente nascosto questo evento, anche se la città di Banja Luka è stata assalita da telecamere e giornalisti provenienti da tutto il mondo. Milorad Dodik, Premier della Republika Srpska, ha infatti annunciato dinanzi alla folla l'inizio della protesta del partito del SNSD (partito social democratico per la RS) . "La Republika Srpska risponderà con tutta la sua forza alle minacce dell'Alto Rappresentante, e in maniera democratica dimostrerà alla Comunità Internazionale che noi conosciamo bene le procedure democratiche e non possiamo accettare nessun ricatto", ha dichiarato Milorad Dodik. Duramente condanna l'atteggiamento del Governo di Sarajevo affermando che "questi comportamenti vanno a promuovere i cosiddetti valori della comunità internazionale che prende in considerazione solo un popolo e il suo dominio, ossia quello bosniaco, senza nessun rispetto dinanzi agli altri popoli che vivono in Bosnia Erzegovina".

    Milorad Dodik annuncia la protesta
    contro le misure di Lajack Banja Luka: proteste contro le minacce dell’OHR La protesta della RS nascosta dai media




    Dinanzi alla crisi bosniaca, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania ed Italia hanno dichiarato tramite le loro ambasciate in Serbia, hanno chiesto ai funzionari serbi di commentare ufficialmente la decisione dell'Alto Rappresentante Miroslav Lajack di apportare delle modifiche alla Costituzione bosniaca. Alcuni analisti temono, tuttavia, che tali eventi potrebbero causare un nuovo periodo di isolamento per la Serbia. Infatti, la Comunità Internazionale chiede alla Serbia di prendere una chiara posizione sulla protesta della Republika Srpska contro l'Ufficio degli Alti Rappresentanti della Bosnia Erzegovina, e , aspettando una risposta che si distanzia da quella diffusa tra le Organizzazioni sovranazionali nonché tra numerosi Stati europei, si teme che la Serbia possa attraversare un ulteriore periodo di isolamento. Secondo il Membro del Consiglio degli Affari Esteri serbo Dušan Lazić, "la Serbia ancora una volta sta entrando in uno scontro diretto con la comunità internazionale, e le conseguenze potrebbero condurre ad un nuovo isolamento rinnovato. Questo perché - continua Dušan Lazić - la politica estera serba viene percepita come simile a quella condotta da Slobodan Milosevic. " Lazic aggiunge che tale reazione da parte dei paesi principali della comunità internazionale potrebbe ostacolare anche una risoluzione della questione del Kosovo favorevole alla Serbia. Per tale motivo una dichiarazione da parte del Governo serbo distante dalle aspettative potrebbe avere un effetto quasi distruttive, in quanto potrebbe compromettere la stessa posizione della Serbia all'interno dello scenario politico dei Balcani. Il Ministro degli Affari Esteri Vuk Jeremic non ha espresso alcuna opinione al riguardo, ma ha dichiarato che la "Serbia si prefigge come principale obiettivo quello di far rispettare gli Accordi di Dayton e dei suoi elementi che sono una garanzia dell'uguaglianza delle due entità nonché di tutti e tre i popoli della Bosnia Erzegovina." Il timore che le proteste della Republika Srpska possano compromettere anche la posizione della Serbia e così del Kosovo, lascia pensare che i demiurghi delle Istituzioni Internazionali intendono strumentalizzare la crisi bosniaca per creare una sorta di divisione all'interno della Comunità serba. Probabilmente ci si aspetta che la Serbia, spinta dall'esigenza di tutelare la propria integrità territoriale e di impedire l'Indipendenza del Kosovo, prenda le sue distanze dalla decisione della Republika Srpska di ribellarsi alle decisioni dell'OHR. Questo consentirebbe infatti di isolare ancora di più la RS all'interno dei Balcani, impedendo così di ricorrere ad una sorta di coalizione serbo-russa che possa essere utilizzata come arma di difesa contro gli attacchi delle Alte Istituzioni sovranazionali.

    Rinascita Balcanica

  6. #6
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    Innanzitutto grazie a te per riportare sempre notizie fresche ed attendibili.

    Ora però penso, cosa succederà realmente in RS, in Kosovo...e come evolveranno le relazioni diplomatiche tra croazia e Serbia ?

    Che il partito radicale serbo abbia voglia di riscatto nei confronti dei vicini croati è noto a tutti. Il furto di territorio serbo da parte dei croati, anche dopo 12 anni, non va ancora giù...ed è giusto che sia così. 1/3 di Croazia abitata da Serbi è ora etnicamente pura...ma di questa pulizia etnica nessuno dice nulla.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Albex Visualizza Messaggio
    1/3 di Croazia abitata da Serbi è ora etnicamente pura...ma di questa pulizia etnica nessuno dice nulla.
    Etnicamente pura? Non dirrei

    Non possiamo confondere i crimini della guerra fatti dalla parte croata con "la pulizia etnica" la quale non e' esistita.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Bergdolmo Visualizza Messaggio
    Etnicamente pura? Non dirrei

    Non possiamo confondere i crimini della guerra fatti dalla parte croata con "la pulizia etnica" la quale non e' esistita.
    Scusa, ma sarebbe opportuna informarsi bene perchè lo sanno tutti cosa è successo nel 1995. L'operazione tempesta e l'operazione lampo sono state condotte con il terrore ed operando una profonda pulizia etnica in krajina e pure in bosnia fino alla periferia di Banja Luka. Mettere in dubbio queste cose è come mettere in dubbio come domani sorga il sole.

    Saluti

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Albex Visualizza Messaggio
    Scusa, ma sarebbe opportuna informarsi bene perchè lo sanno tutti cosa è successo nel 1995. L'operazione tempesta e l'operazione lampo sono state condotte con il terrore ed operando una profonda pulizia etnica in krajina e pure in bosnia fino alla periferia di Banja Luka. Mettere in dubbio queste cose è come mettere in dubbio come domani sorga il sole.

    Saluti
    Nessuno nega il fatto che in quelle operazioni militari sono stati commessi i delitti , ma non possiamo uguagliare i delitti alla "pulizia etnica" ...pulizia etnica e' un'altra cosa.Nessuno mette in dubbio quello che e' successo , ma anche non possiamo confondere i delitti con pulize etniche.

    Saluti

  10. #10
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    HAF ma cosa ci fai ancora qui ?

 

 
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