Oggi è stato un grande giorno di progresso. Due avvenimenti di portata realmente storica sono accaduti.
Prima, in Francia, la sinistra ha ottenuto la più larga vittoria mai riportata nella storia delle regionali. In rue de Solférino dopo anni di tante delusioni si festeggia come ai tempi di Mitterrand, la stessa ricandidatura di Sarkozy alle prossime presidenziali è in dubbio e i due candidati papabili socialisti alla Presidenza, l'attuale presidente dell'FMI Dominique Strauss-Kahn e la stessa segretaria socialista Martine Aubry godono della fiducia della stragrande parte dei transalpini. Nonostante la fama soprattutto in America di paradiso della sinistra intellettuale e chic la Francia ha molto spesso votato a destra, grazie soprattutto al percepito massimalismo del PS e alla molta moderazione della destra francese, che sia con Chirac che con Sarkozy ha sempre cercato di rappresentare anche le istanze progressiste e ha enfatizzato pragmatismo postideologico e unità nazionale (ricordiamo lo Chirac applaudito dai pacifisti e odiato dal GOP o il Sarkozy brunizzato). Appunto per questo la sinistra a partire dalla Liberazione ha espresso solo un presidente.
Negli Stati Uniti è stata approvata la più grande riforma di progresso da cinquant'anni a questa parte, Barack Obama è riuscito dove fallì la famiglia Clinton. La riforma per cui tanto hanno lottato generazioni di americani è in porto e cambierà per sempre l'America. Ted Kennedy, Nancy Pelosi, Barack Obama hanno vinto la loro battaglia, i ciccioni del tè l'hanno persa. Per sempre. E ora ricomincino pure col loro populismo volgare e fastidioso, il loro abuso della religione, con un Cristianesimo deformato e ridotto a instrumentum regni, con la loro indifferenza verso chi ha bisogno, con l'apologia delle armi che ogni anno uccidono milioni di innocenti ma ancora una volta il soffio del Progresso ha colpito. Dice il Guardian: "Negli annali del liberalismo americano, alcuni anni nella nostra storia sono così importanti che il mero accenno all'anno rievoca una cascata di immagini e emozioni - il 1933 vuol dire l'inizio of the New Deal e la nascita del liberalismo moderno, il 1964 significa l'approvazione del civil rights act, il 1965 vuol dire l'approvazione of universal healthcare per gli anziani. Ora, sulla scia di questo risicato margine nella House of Representatives, il 2010si unisce a questa lista: the year we finally passed major healthcare reform after a century of trying.
In entrambi i casi insomma un duro e, ripeto, storico colpo all'egoismo e alle politiche liberiste, una vittoria della giustizia, della solidarietà e della fratellanza.




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