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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
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    Predefinito I risultati delle "guerre umanitarie"

    Uranio impoverito: "Tra i soldati all'estero 255 casi di tumore"

    Ma l'Osservatorio militare contesta: "I malati sono almeno 2.500 e le vittime oltre 150

    http://www.repubblica.it/2007/10/sez...-militari.html

    ROMA - Sono 255 i malati di cancro, tra i militari italiani che negli ultimi dieci anni hanno partecipato a missioni all'estero, 37 sono deceduti. Almeno stando ai dati ufficiali. A rivelarlo è il ministro della Difesa, Arturo Parisi, nel corso di un'audizione davanti alla commissione d'inchiesta sull'Uranio impoverito del Senato. Numeri, questi, assai inferiori rispetto a quelli forniti dall'Osservatorio militare che, infatti, li contesta frontalmente e parla di almeno 2.500 malati e 150 morti.

    Secondo i dati della Direzione di sanità militare, spiega il ministro, "sono in totale 255 i militari che hanno contratto malattie tumorali e che risultano essere stati impegnati all'estero nei Balcani, in Afghanistan, in Iraq e in Libano nel periodo 1996-2006. Di questi militari, 37 sono morti". Nello stesso periodo i militari malati per tumore, e non impiegati all'estero, sono stati 1.427.

    Parisi assicura anche che nell'impiego di soldati "in zone critiche", la Difesa "sta applicando ogni misura precauzionale. Non intendiamo in alcun modo sottovalutare il fenomeno e tantomeno dissimularlo". Un'ammissione comunque importante, da parte di un ministro. Che comunque aggiunge: l'Italia "non ha mai fatto uso di armamento ad uranio impoverito, nè risulta che nel nostro poligono possa essere stato utilizzato da altri, a meno di dichiarazioni mendaci degli utilizzatori stranieri, che non voglio neppure ipotizzare".

    Ma Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, l'associazione che assiste gli appartenenti alle forze armate e i loro familiari, sostiene che i dati sono molto diversi: "Ci dispiace, ma così anche Parisi perde credibilità. Avevamo riposto speranze in lui, ma queste cifre sono troppo lontane dalla verità".

    Leggiero è pronto a mostrare "altri dati ufficiali della Difesa che parlano di un numero di malati quasi decuplicati e di un numero delle vittime da moltiplicare per tre: "Proprio oggi, in Sicilia, si stanno svolgendo i funerali del carabiniere Giuseppe Bongiovanni, morto l'altro ieri per un tumore contratto durante una missione all'estero. Se andate a vedere, questa morte non risulta al ministero".

    (9 ottobre 2007)

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  2. #2
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    pazzesco.

    ma quei criminali che mandano i soldati a morire in queste condizioni sanno quanto dolore ha un padre od una madre quando gli muore un figlio?.

  3. #3
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    Notizia apparsa sul Corsera di oggi (i dati ufficiali non sarebbero reali):
    IL ministro della Difesa Parisi alla Commissione d'inchiesta del Senato

    Uranio, 37 militari italiani morti

    Dati su 10 anni di missioni: in 255 hanno contratto il tumore. L'Osservatorio: «Le vittime sono molte di più»




    Arturo Parisi (Eidon)ROMA - Sono 255 i militari italiani che hanno contratto malattie tumorali in dieci anni di missioni all'estero in Afghanistan, Iraq, Libano e Balcani nel periodo 1996-2006. Di questi, 37 sono morti, ossia il 14,5%. Lo ha detto il ministro della Difesa, Arturo Parisi, davanti alla commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito del Senato. Nello stesso periodo i militari malati per tumore ma non impiegati all'estero sono stati 1.427.

    LE CIFRE - Dei 255 militari malati di tumore in missione all'estero, 161 appartengono all'Esercito, 47 alla Marina, 26 all'Aeronautica e 21 ai Carabinieri. Dei 37 morti, 29 erano dell'Esercito, uno dell'Aeronautica e sette dei Carabinieri. «La Direzione generale di sanità militare non è al momento in grado di verificare quanti dei militari estranei alle missioni all'estero abbiano operato in poligoni di tiro nazionali», ha detto aggiunto Parisi. Il ministro ha affermato inoltre che «non esiste alcun segreto di Stato sull'argomento», ma «vari fattori hanno impedito sinora di raggiungere una solida base informativa. Queste sono le cifre che risultano dalla raccolta dei dati in possesso del sistema sanitario nazionale», che possono variare di qualche unità dopo le ulteriori verifiche di dati clinici e libretti personali». Per avere un quadro completo vanno aggiunti i dati che si stanno raccogliendo presso i disciolti ex distretti militari. «Restano tuttavia fuori i casi di militari che si sono congedati da anni e che non hanno chiesto riconoscimento della causa di servizio. La loro malattia quindi potrebbe essere nota solo al Sistema sanitario nazionale e non anche a quello militare».

    CONTESTAZIONE - Secondo l'Osservatorio Militare, però, i numeri forniti dal ministro della Difesa Arturo Parisi al Senato, sono di gran lunga «inferiori a quelli in possesso dello stesso Stato maggiore della Difesa». Evidentemente, spiega Domenico Leggiero, dell'Osservatorio «ci sono interessi che vanno ben oltre quello che potevamo supporre». Leggiero sostiene che i dati sono «inferiori sia rispetto a quelli denunciati nella scorsa legislatura, sia rispetto ad un documento della sanità militare dello Stato maggiore della Difesa, di cui l'Osservatorio è in possesso» in cui si parla di «2.536 militari affetti da patologie tumorali, di cui 164 deceduti».
    RISARCIMENTI - Ci sono 170 milioni di euro a finanziamento del decreto legge del 28 settembre scorso per il riconoscimento della causa di servizio ai militari che hanno contratto malattie durante il servizio, ha illustrato Parisi. Il ministero della Difesa, inoltre, vuole creare un «centro» che operi e analizzi il fenomeno dell'uranio impoverito formato dai maggiori esperti della materia, in quanto «l'individuazione del nesso causa-effetto è ancora oggetto di verifica».

    09 ottobre 2007

  4. #4
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    CONTESTAZIONE - Secondo l'Osservatorio Militare, però, i numeri forniti dal ministro della Difesa Arturo Parisi al Senato, sono di gran lunga «inferiori a quelli in possesso dello stesso Stato maggiore della Difesa». Evidentemente, spiega Domenico Leggiero, dell'Osservatorio «ci sono interessi che vanno ben oltre quello che potevamo supporre». Leggiero sostiene che i dati sono «inferiori sia rispetto a quelli denunciati nella scorsa legislatura, sia rispetto ad un documento della sanità militare dello Stato maggiore della Difesa, di cui l'Osservatorio è in possesso» in cui si parla di «2.536 militari affetti da patologie tumorali, di cui 164 deceduti».
    se non fosse che fino a questa dichiarazione l'osservatorio e le autorita' militari hanno sempre negato tutto e hanno reso difficile il passaggio di informazioni riguardo la vicenda nei confronti degli ambienti medici e politici che indagavano sulla cosa
    in un paese civile andrebbero trovati gli alti ufficiali responsabili e destituiti senza diritto alla pensione e con la sospensione dello stipendio

    RISARCIMENTI - Ci sono 170 milioni di euro a finanziamento del decreto legge del 28 settembre scorso per il riconoscimento della causa di servizio ai militari che hanno contratto malattie durante il servizio, ha illustrato Parisi. Il ministero della Difesa, inoltre, vuole creare un «centro» che operi e analizzi il fenomeno dell'uranio impoverito formato dai maggiori esperti della materia, in quanto «l'individuazione del nesso causa-effetto è ancora oggetto di verifica».
    meglio di niente ma si poteva certamente fare di piu'

  5. #5
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    anche questi sono "effetti collaterali" delle guerre umanitarie (da RAINEWS24):

    Baghdad | 9 ottobre 2007
    Iraq, due donne uccise da contractor. Sospetti su societa' Usa

    Doppio omicidio nel centro di Baghdad

    Alcuni contractor addetti alla sicurezza oggi hanno aperto il fuoco su un'automobile e ucciso due donne nel centro di Baghdad. Lo hanno riferito funzionari di polizia.
    Secondo un portavoce del governo iracheno, i protagonisti della sparatoria sarebbero dipendenti di una ditta statunitense. Non lavorerebbero però per la Blackwater, la società americana finita sotto accusa per una sparatoria costata la vita a Baghdad il mese scorso ad almeno 17 civili.

    Secondo alcuni testimoni, le guardie erano a bordo di un convoglio formato da quattro fuoristrada Suv. Dopo aver aperto il fuoco e ucciso le due donne, di religione cristiana, sarebbero ripartite.

    "Le prime informazioni - ha detto all'Associated Press il portavoce Ali al-Dabbagh - indicano che sparare sono stati i dipendenti di una società di sicurezza americana". "Ma non credo - ha aggiunto il responsabile - che si tratti della Blackwater. Ci sono molte società addette alla sicurezza che lavorano in Iraq, e alcune di queste non sono nemmeno registrate".

  6. #6
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    tutti gli statisti lo sanno: mercenari moderni, troppo pericolosi e difficilmente controllabili, gli USA dovrebbero smettere di usarne

  7. #7
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    Come scrisse ironicamente Liberazione dopo che la commissione d'inchiesta aveva dato risultati comici :"l'uranio fa bene".E' un'ulteriore prova di quanto sia poco credibile la politica.
    La lega a quell'epoca ne parlava.
    Oggi la sua linea è obbedire a berlusconi, una linea demenzialmente servile e acritica.Quindi tacere, obbedire e non combattere.
    Questo a prescindere dal discorso sui mercenari.
    TIOCH FAID AR LA'

  8. #8
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    Ricordiamo tutti le trasmissioni di TelePadania dedicate a questo tristissimo argomento.
    Ma, si sa, gli uomini cambiano e i programmi pure.....

  9. #9
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    da www.ariannaeditrice.it

    Uranio impoverito, nuova Hiroshima
    di Massimo Fini - 13/10/2007

    Fonte: Massimo Fini [scheda fonte]



    Dopo reiterate pressioni il ministro della Difesa Arturo Parisi è stato costretto a riferire in Senato sul numero dei nostri soldati che si sono ammalati di cancro e di quelli che ne sono morti per aver inalato le polveri dei proiettili all'«uranio impoverito» nei teatri di guerra dove sono, o sono stati, impegnati. Secondo la relazione di Parisi nel periodo 1996-2006 (che comprende l'intervento in Bosnia, l'aggressione alla Serbia, l'invasione e l'occupazione dell'Afghanistan, l'attacco all'Iraq) i nostri militari che si sono ammalati di cancro a causa dell'«uranio impoverito» sarebbero 255, i morti 37. Ma sono cifre scandalosamente taroccate, smentite proprio dall'interno dello stesso ministero della Difesa, e cioè dalla Direzione generale della Sanità militare che ha consegnato alla Commissione parlamentare d'inchiesta un dossier di 600 pagine da cui risulta che i militari che si sono ammalati di cancro in seguito al contatto con l'«uranio impoverito» sono 2600, quelli morti 173. Ma anche queste sono cifre in difetto.
    Perchè non si tiene conto dei nostri militari impegnati in Afghanistan (si parla infatti di «sindrome dei Balcani e del Golfo») e perchè il cancro si palesa a medio e a lungo termine. Lo stesso Parisi è stato costretto a balbettare che "su tutta la materia regna un quadro di evidente incertezza".
    Negli Stati Uniti, che hanno molti più uomini sul campo, il dramma dei militari contaminati ha assunto dimensioni ancora più impressionanti. Ma sono proprio gli americani ad usare gli ordigni all'«uranio impoverito». Perchè perforano meglio i mezzi corazzati. Ora, in Serbia l'uso di questi materiali è stato del tutto inutile perchè Milosevic aveva tenuto al riparo sia i suoi carri armati che l'esercito (e infatti i 5500 morti sotto i bombardamenti della Nato sono tutti civili, fra cui anche 500 kosovari, quelli che volevamo salvare). In Iraq sono bastati pochi giorni per disarticolare il ridicolo esercito iracheno (battuto in passato dai curdi, armati solo di fucili e di mitra, in quell'occasione Saddam fu salvato dalla Turchia). Ma il peggio è avvenuto in Afghanistan sul cui territorio, per prendere un uomo, Bin Laden, che non abbiamo preso, sono state rovesciate migliaia di tonnellate di bombe (che è come voler uccidere un moscerino sparandogli contro una palla di cannone).
    E dopo, quando i talebani, riorganizzatisi, hanno ripreso la guerriglia, l'uso dei proiettili all'«uranio impoverito» è stato aberrante perchè i muhaeddin non hanno mezzi corazzati, ma utilizzano pick-up che qualsiasi normale proiettile può perforare.
    Ma se l'uso delll'uranio impoverito è stato così devastante per i militari italiani, e in genere per gli eserciti occidentali, quali sono state le conseguenze sulla popolazione civile dei Paesi dove queste armi sono state utilizzate? Il militare è avvertito del pericolo, ha delle istruzioni, prende delle precauzioni. La popolazione civile no. Inoltre il militare sta sul terreno contaminato qualche mese poi torna a casa, la popolazione ci resta. Penso soprattutto ai bambini che sono i più esposti. Sia perchè più vicini al terreno, per ragioni di statura, sia perchè, come tutti i bambini (come facevamo noi nel dopoguerra) giocano con i residuati bellici, li toccano, se li portano a casa.
    Secondo logica quindi gli ammalati e i morti di cancro fra i civili di Bosnia, di Serbia, dell'Iraq e dell'Afghanistan dovrebbero essere cento volte di più rispetto alle cifre riscontrate per i militari italiani e occidentali. Anche per una questione proporzionale. I militari sono comunque poche decine di migliaia, la popolazione civile si conta a milioni. Ma nessuna organizzazione sanitaria dell'Onu e nessuna compassionevole Ong si è ancora presa la briga di fare questo «screening» i cui risultati potrebbero oscurare i dati di Hiroshima e Nagasaki.

 

 

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