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    Predefinito [Repressione] Notte di ordinaria democrazia. Sui fatti del 13 ottobre a Bologna

    Questa mattina, sabato 13 ottobre, verso le 04.00, in P.zza Verdi a bologna, nell'indifferenza generale, una ragazza viene fermata e, poiché il suo atteggiamento viene giudicato "anormale", solerti tutori dell'ordine decidono di riservarle il Trattamento Sanitario Obbligatorio.
    Alcuni individui solidali decidono di manifestare il proprio sdegno cercando di ostacolare l'intervento, ma di fronte a questo la polizia risponde con le proprie armi, le manganellate si sprecano e spuntano anche le pistole. La breve fuga termina in via S. Vitale dove gli agenti di ben sei pattuglie si accaniscono schiumanti sui ragazzi ammanettati tanto da svegliare alcuni residenti che, rei d'aver espresso verbalmente la loro indignazione, rischiano a loro volta l'arresto.
    Le accuse per i cinque sono pesanti: rapina pluriaggravata (gli sbirri hanno perso le manette), danneggiamento (di un'auto sulla quale una ragazza è stata caricata) e resistenza. Sono in stato d'arresto e sono stati tradotti tutti al carcere della Dozza.
    Conosciamo bene quali sono i reali crimini dei nostri amici e compagni, quello di aver scelto con coraggio di opporsi ad un mondo di legale violenza in cui delega e rassegnazione strisciano conniventi con repressione e sfruttamento.
    Agli arrestati va la nostra totale solidarietà ed il nostro affetto consci che lottare, opporsi ed alzare la testa è l'unica strada percorribile per non essere complici del silenzio imposto da una società assassina.

    Madda, Manu, Texino, Fede, Faco, LIBERI! LIBERE!


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  2. #2
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    Corteo, solidarietà e rassegna stampa sui fatti di Bologna

    Corteo non autorizzato in solidarietà con gli arrestati di questa notte
    13 ottobre 2007 - n.c.a. Malabocca
    Lun, 15/10/2007 – 13:17 - fonte zic.it

    Intorno alle 16 di questo pomeriggio una cinquantina di persone (di cui alcune provenienti anche da Parma, Ferrara e Modena) hanno dato vita ad un corteo non autorizzato in solidarietà ai cinque arrestati nel corso della notte scorsa in piazza Verdi.
    Da piazza Nettuno il corteo ha sfilato per via Rizzoli e via Zamboni, prima di essere fermato da un cordone di poliziotti dispiegato in via Righi. Quando i manifestanti hanno cominciato a muoversi per allontanarsi dalla zona, la polizia ha accerchiato il corteo. Dopo alcuni minuti ai manifestanti è stato consentito di muoversi, ma scortati dalle forze dell'ordine

    --------------------------------------------------------------------------------

    La biblioteca dell'evasione di Modena esprime tutta la sua solidarietà alle/agli arrestate/i della notte di venerdì 12 ottobre 2007. Nella cittàdello sceriffo Cofferati, dove è diventato praticamente impossibile qualunque tipo di dissenso, i/le compagni/e hanno tentato di bloccare l'ennesimo strumento repressivo che si voleva imporre su una giovane definita "anormale" dai cani segugi dell'ordine! La psichiatria è da sempre un buon metodo per far tacere il dissenso, mascherare l'odio per questa fottuta società definendolo pazzia o demenzialità e i TSO sono purtroppo sempre più all'ordine del giorno. Massima solidarietà dunque ai compagni e alle compagne che quella notte hanno tentato di fermare l'ennesimo atto repressivo finalizzato a far sparire tutto ciò che c'è di dissidente e diverso in città. Repressione e psichiatria non fermeranno le nostre lotte! fuori tutt* dalle galere e dagli OPG! basta TSO! La biblioteca dell'evasione di Modena esprime tutta la propria solidarietà ai /alle compagn* arrestati/e! Liber* tutt*!

    --------------------------------------------------------------------------------

    Come può essere distolta l'informazione. Sui fatti di bologna

    city

    Rissa in piazza
    Anarchici dal gip
    È fissata per oggi alla Dozza l'udienza per la convalida degli arresti dei 5 anarchici fermati nella notte tra venerdì e sabato durante alcuni tafferugli con la polizia scoppiati in piazza Verdi. I 5 sono accusati di avere aggredito alcuni agenti intervenuti per soccorrere una ragazza romena svenuta a terra perché ubriaca.

    leggo

    Lunedì 15 Ottobre 2007
    E’ stata fissata per oggi nel carcere bolognese della Dozza l’udienza per la convalida degli arresti dei cinque anarchici fermati nella notte tra venerdì e sabatodurante alcuni tafferugli con la polizia scoppiati nella zona universitaria. I cinque dovranno rispondere di lesioni, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, istigazione a delinquere, rapina e tentata rapina. Una ragazza . di 20 anni è stata anche accusata di minacce e danneggiamento per il calcio che ha dato ad una volante, minacciando gli agenti. A chiedere la convalida è stato il pm della Procura di Bologna Valter Giovannini. La zuffa è accaduta attorno alle 3.30 quando una volante del 113 era stata chiamata in piazza Verdi da un giovane che cercava di soccorrere una ragazza romena svenuta a terra ubriaca.

    il resto del carlino

    Il sindaco Cofferati ammette: "Una brutta situazione"

    Nuovo affondo del primo cittadino contro il questore: " Va combattuta l’idea che a Bologna si possa fare di tutto senza pagare dazio" Commenta

    BOLOGNA, 15 OTTOBRE 2007- FORSE i bolognesi si aspettavano che svelasse le azioni amministrative per risolvere l’emergenza sicurezza. Invece ieri sera, dopo aver votato alle primarie del Pd, il sindaco ha rincarato la dose sulle forze dell’ordine. «E’ una brutta situazione — ha dichiarato Sergio Cofferati —. Va combattuta l’idea che a Bologna si possa fare di tutto senza pagare dazio».

    Parlando delle violenze sulle donne, Cofferati ha definito «negativo» il ripetersi degli episodi, su cui la magistratura sta facendo luce. E’ invece «inquietante», ha dichiarato, la rivolta di piazza Verdi, con i poliziotti accerchiati e picchiati dagli anarchici. Per il sindaco «che siano non bolognesi quelli arrestati per le violenze, pone l’attenzione sulle presenze dall’esterno. L’idea che a Bologna si possa fare tutto senza pagare dazio, va combattuta anche da parte delle forze dell’ordine».

    VERO però che cinque anarchici sono stati arrestati. Oggi è prevista l’udienza di convalida. Gravitano attorno al circolo Fuoriluogo, un nome noto alla cronaca. Alcuni militanti dello stesso gruppo, il 21 marzo, avevano distribuito un opuscolo contro Marco Biagi. Lo avevano praticamente consegnato al suo allievo, Michele Tiraboschi, in una sala dell’università affollata. Era un convegno sul professore ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo del 2002. Quella sera partecipava anche la moglie di Biagi, Marina Orlandi. L’opuscolo, un collage di scritti vari, conteneva fra l’altro una frase agghiacciante riferita al professore. Eccola: «Forse aveva la faccia da brava persona, forse era un marito affettuoso e un buon padre di famiglia: ma le sue responsabilità rimangono, e ci pare scontato che certe responsabilità prima o poi si debbano pagare. Il conflitto sociale non fa sconti a nessuno». La procura aveva contestato il reato di eversione. Ma quell’ipotesi era stata smontata a giugno dal tribunale del riesame. Convinti, i giudici, che possa bastare «un pubblico particolarmente refrattario a raccogliere eventuali stimoli a delinquere» per eliminare ogni pericolo. Chissà cosa ne pensano, oggi, i poliziotti finiti all’ospedale.

    A LORO si è rivolto il segretario Ds, Andrea De Maria. Che ieri pomeriggio alle due, nel pieno delle primarie, ha diffuso una nota per esprimere «grande preoccupazione per gli atti di violenza», riferendosi all’«aggressione di un gruppo di estremisti ad alcuni poliziotti» e al «raid squadristico dei naziskin al liceo artistico», «fatti gravi che non possono essere sottovalutati». Ma ha espresso anche «la più convinta solidarietà dei Ds agli agenti feriti, confermando il sostegno all’azione delle forze dell’ordine che operano spesso in situazioni difficili».
    Stesso concetto si è affacciato, qualche ora più tardi, in un comunicato che ha reso noto un telegramma al questore Francesco Cirillo inviato dal presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri. Per esprimere «rammarico e indignazione per quanto accaduto in piazza Verdi, e solidarietà e auguri agli agenti feriti».

    di Rita Bartolomei

    fonte:http://www.informa-zione.info/corteo...tti_di_bologna


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  3. #3
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    Bologna: Picchiati e Arrestati perchè si opponevano ad un TSO!

    In seguito agli eventi di sabato, un testimone ha contattato Radio Blackout per raccontare in diretta come si sono svolti veramente i fatti: confermate le botte menate dagli agenti ai 5 ragazzi, disconfermata la tesi del furto del manette: l'agente in questione le aveva perse!
    Compagni da tutti Italia si sono diretti a Bologna per protestare e ricostruire i fatti in maggior dettaglio.
    Quel che si evince da questa storia è che la psichiatria è riuscita a reintrodurre le carcerazioni arbitrarie proprio come avveniva nel nazional-socialismo, tempo in cui i medici arrestavano e conducevano i socialmente indesiderati nei campi di concentramento o nelle cliniche della morte per i programmi di cura e sterminio.
    I 5 ragazzi che si sono opposti al sequestro medico della ragazza sono persone che hanno difeso la libertà! Voi, se foste stati presenti al tempo delle deportazioni naziste, cosa avreste fatto: avreste accettato quel che accadeva solo perchè era la legislazione del tempo, o vi sareste ribellati, contro ogni avversità, sprezzanti di qualsiasi conseguenza?
    Sono milioni le persone che sacrificarono la propria vita per opporre i regimi nazisti/fascisti. Oggi la psichiatria lavora di gran lena per riportare lo stato delle cose come al tempo della dittatoria nazista/fascista.
    La ragazza che volevano incarcerare in psichiatria non aveva commesso alcun crimine, quindi era un suo diritto inalienabile rifiutarsi di salire sull'ambulanza che l'avrebbe condotta alle cliniche della lobotmia chimica. I ragazzi che hanno difeso la sua volontà a non seguire gli aguzzini medici erano in pieno diritto di farlo, e a loro va la nostra stima e solidarietà!

    PSICHIATRIA: BRACCIO VIOLENTO DELLA MEDICINA-SOCIALE!
    DENUNCIA L'ALLEANZA TRA STATO-MEDICINA ED ESERCITO!

    Invitiamo tutte le associazioni di utenti e sopravvissuti alla psichiatria a prendere posizioni circa questi gravi eventi. Affinchè la battaglia per la psichiatria non si riduca ad una serie di conferenze, in cui si discute sulla libertà ma non si fa nulla per impedire le incarcerazioni arbitrarie della psichiatria! Vanno bene i libri, le conferenze, i siti e tutto il resto, ma se non ci opponiamo fisicamente ai sequestri medici, che senso ha questa battaglia?
    La rivolta contro la psichiatria si sta sempre più infiammando, e gli eventi di Bologna ne sono la prova! Non lasciamo che la fiamma della difesa della libertà affievolisca: facciamoci sentire e uniamoci a chi la psichiatria la combatte ovunque la incontra!
    Vi invitiamo a raccogliere quante più informazioni possibili sugli eventi di Bologna e di inviarle alle liste anti-psichiatriche.
    La trasmissione del Nido del Cuculo di giovedì prossimo si occuperà di questo caso e sarà possibile intervenire in diretta.

    http://www.nido-del-cuculo.anti-psichiatria.com/

    Sosteneteci inviando informazioni a Peste: lapeste@inventati.org

    fonte: www.oism.info

    lapeste@inventati.org

    http://www.autprol.org/


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  4. #4
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    SOLIDARIETÀ MILITANTE AI COMPAGNI DEL FUORILUOGO

    Il Centro Popolare Occupato Gramigna esprime tutta la sua solidarietà militante ai 5 compagni/e del Fuoriluogo picchiati e arrestati la mattina del 13 ottobre. Ancora una volte l’ennesima violenza sbirresca che si scaglia contro chi pratica nel quotidiano una lotta radicale contro l’attuale sistema di cose. Questi servi in divisa garantiscono, a suon di pestaggi, violenze, omicidi e arresti, l’ordine repressivo vigente in nome di un falso bisogno di “più legalità e sicurezza”. Si incendiano i campi rom, si multano i lavavetri, si rinchiudono gli immigrati nei CPT, si lasciano senza casa decine di famiglie, come di recente in Puglia, si muore sul posto di lavoro e quando i proletari si organizzano per cercare veramente di cambiare le cose la repressione dello stato è feroce. Questo perché non è tollerata alcuna voce di dissenso interno, che si esprima attraverso un graffito o che si concretizzi in uno spazio occupato e autogestito.
    Così chi alza la testa e si organizza autonomamente per dare una prospettiva rivoluzionaria alla lotta e non si omologa al pensiero unico imposto viene multato, denunciato, sgomberato o arrestato!
    Siamo con i compagni di Fuoriluogo per qualunque iniziativa futura, in particolare al fianco di Maddalena, nostra amica e compagna, sempre vicina a noi dopo gli arresti dell’inchiesta Tramonto e dopo lo sgombero del Gramigna.

    TERRORISTA È CHI BOMBARDA E RINCHIUDE!
    LIBERTÀ PER I COMPAGNI ARRESTATI!
    LIBERTÀ PER TUTTI I RIVOLUZIONARI!
    MADDA LBERA!

    Centro Popolare Occupato Gramigna
    info@cpogrmigna.org
    www.cpogramigna.org
    Padova, 15-10-2007

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  5. #5
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    ...democrazia...democrazia...democrazia...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Questa mattina, sabato 13 ottobre, verso le 04.00, in P.zza Verdi a bologna, nell'indifferenza generale, una ragazza viene fermata e, poiché il suo atteggiamento viene giudicato "anormale", solerti tutori dell'ordine decidono di riservarle il Trattamento Sanitario Obbligatorio.
    Alcuni individui solidali decidono di manifestare il proprio sdegno cercando di ostacolare l'intervento, ma di fronte a questo la polizia risponde con le proprie armi, le manganellate si sprecano e spuntano anche le pistole. La breve fuga termina in via S. Vitale dove gli agenti di ben sei pattuglie si accaniscono schiumanti sui ragazzi ammanettati tanto da svegliare alcuni residenti che, rei d'aver espresso verbalmente la loro indignazione, rischiano a loro volta l'arresto.
    Le accuse per i cinque sono pesanti: rapina pluriaggravata (gli sbirri hanno perso le manette), danneggiamento (di un'auto sulla quale una ragazza è stata caricata) e resistenza. Sono in stato d'arresto e sono stati tradotti tutti al carcere della Dozza.
    Conosciamo bene quali sono i reali crimini dei nostri amici e compagni, quello di aver scelto con coraggio di opporsi ad un mondo di legale violenza in cui delega e rassegnazione strisciano conniventi con repressione e sfruttamento.
    Agli arrestati va la nostra totale solidarietà ed il nostro affetto consci che lottare, opporsi ed alzare la testa è l'unica strada percorribile per non essere complici del silenzio imposto da una società assassina.

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    Ma siamo sicuri che i "tutori dell'ordine" abbiano l'autorità per decidere il provvedimento di TSO? Non è una prerogativa del Sindaco?
    Giampaolo Cufino

  7. #7
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    Post T.s.o.

    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Ma siamo sicuri che i "tutori dell'ordine" abbiano l'autorità per decidere il provvedimento di TSO? Non è una prerogativa del Sindaco?
    Questo può aiutarci a capirlo...

    Cos'è il Trattamento Sanitario Obbligatorio

    Il T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) è un provvedimento emanato dal Sindaco che dispone che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche contro la sua volontà, normalmente attraverso il ricovero presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali (SPDC - Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).

    In alcune zone del nostro paese è uso consolidato attuare il TSO, oltre che nei reparti psichiatrici, anche presso il domicilio della persona. Ma in linea generale e nella stragrande maggioranza dei casi, il provvedimento di TSO si risolve nell'accompagnamento coatto, tramite i vigili urbani, presso i reparti psichiatrici.

    La legge regola due istituti di coercizione: l'A.S.O. (accertamento sanitario obbligatorio) e il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio).

    Il Sindaco può emanare l'ordinanza di TSO nei confronti di un libero cittadino solo in presenza di due certificazioni mediche che attestino che: 1. la persona si trova in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici; 2. gli interventi proposti vengono rifiutati; 3. non è possibile adottare tempestive misure extraospedaliere.

    Le tre condizioni di cui sopra devono essere presenti contemporaneamente e devono essere certificate da un primo medico (che può essere il medico di famiglia, ma anche un qualsiasi esercente la professione medica) e convalidate da un secondo medico che deve appartenere alla struttura pubblica. La legge non prevede che i due medici debbano essere psichiatri.

    Le certificazioni oltre a contenere l'attestazione delle condizioni che giustificano la proposta di TSO, devono essere motivate nella situazione concreta. In altre parole non dovrebbero essere ammesse certificazioni che si limitano alla mera enunciazione delle tre condizioni, né tantomeno prestampati. Così come non dovrebbero essere prese in considerazione certificazioni che si limitano alla sola indicazione della diagnosi. In realtà l'uso di prestampati è una prassi comune accettata dai sindaci e dai giudici tutelari che dovrebbero vigilare sul rispetto delle procedure e delle garanzie previste dalla legge. (Nella sezione sentenze trovate alcune decisioni della magistratura che ratificano l'obbligo di motivare i TSO in maniera sostanziale e non meramente formale).

    Ricevute le certificazioni mediche, il sindaco ha 48 ore per disporre, tramite un'ordinanza, il trattamento sanitario obbligatorio facendo accompagnare la persona dai vigili urbani presso un reparto psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC). In genere il reparto è scelto secondo la disponibilità dei posti, ma in teoria la legge fornisce il diritto alla persona di scegliere il reparto dove essere ricoverati. Va sottolineato comunque che il TSO può essere realizzato solo in questi reparti. Qualsiasi altro ricovero in una qualsiasi altra struttura psichiatrica o sociale, indipendentemente dalle modalità con cui avviene, è da considerarsi sempre ricovero volontario. Nessuno può essere trattenuto contro la sua volontà presso nessuna di queste strutture e, in SPDC, ciò è possibile solo in presenza di un provvedimento di TSO.

    Un capitolo importante in questa fase, non ancora approfondito e affrontato dal movimento antipsichiatrico, è quello della notifica del TSO a chi vi è sottoposto. In altre parole, come fa un cittadino a difendersi legalmente rispetto ad un atto di cui non è a conoscenza? E ancora, come si fa a sapere quando si è obbligati alle cure e quando invece abbiamo ogni diritto legale di rifiutarle? In genere le persone si orientano a naso nelle situazioni. Se si è fuori, è la presenza dei vigili urbani che ci fa supporre di essere in TSO; se si è già ricoverati, volontari o meno, ci si fa capire subito che non abbiamo alcun diritto e dobbiamo sottostare alle cure senza avere possibilità di andarcene o di rifiutarle.

    La notifica del provvedimento va richiesta nel momento in cui qualcuno ci impone di seguirlo, di assumere una terapia, di entrare in un reparto. In assenza di tale provvedimento, infatti, ogni azione di coazione nei nostri confronti può essere denunciata come reato penale. Restano fuori le situazioni in cui può essere invocato l'art. 56 del codice penale sullo stato di necessità ("non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o d altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo). Negli altri casi possono ravvisarsi gli estremi di violenza privata, sequestro di persona...

    Pur se la legge non dispone esplicitamente l'obbligo di tale notifica, lo stesso è connaturato alla natura stessa del provvedimento. Il TSO infatti è un provvedimento di limitazione della libertà personale (necessita infatti, come vedremo, della convalida dell'autorità giudiziaria) e ha la forma giuridica dell'ordinanza sindacale che, come sappiamo, acquista efficacia in ragione della notifica ai soggetti interessati (si pensi alle ordinanze di sgombero....). Ciononostante non ci risulta che tale obbligo venga soddisfatto da nessuno dei Sindaci italiani che emanano provvedimenti di TSO. Da qui la campagna del Comitato d'Iniziativa Antipsichiatrica che rivendica, fra gli altri, il diritto alla notifica del TSO a chi vi è sottoposto.

    Una volta che il sindaco ha emanato il provvedimento di TSO, e esso ci è stato notificato, possiamo essere condotti presso uno dei reparti di psichiatria (SPDC - servizio psichiatrico diagnosi e cura) funzionanti presso gli ospedali generali. In nessun caso possiamo essere condotti contro la nostra volontà in altre strutture psichiatriche sia pubbliche che private (reparti universitari, comunità alloggio, Comunità etc.).

    Il Sindaco ha l'obbligo di inviare il provvedimento di TSO al Giudice Tutelare (entro le 48 ore successive al ricovero) per la necessaria convalida. Il Giudice Tutelare, assunte le informazioni del caso, convalida il provvedimento entro le 48 ore successive. La mancata convalida da parte del Giudice Tutelare del provvedimento fa decadere automaticamente il TSO.

    L'esperienza maturata negli anni ci dice che il Giudice Tutelare raramente esercita la sua funzione di controllo sui TSO. In genere si limita ad un controllo "formale", verificando se la documentazione è completa e se sono stati rispettati i tempi di notifica del provvedimento etc. In realtà detto controllo potrebbe avere effetti più incisivi se i Giudici Tutelari esercitassero concretamente i loro poteri di convalida (vedi a proposito la sentenza del pretore di torino).

    Una volta ricoverati in TSO presso il servizio psichiatrico i nostri diritti (primo fra tutti quello alla libertà di movimento e di scelta) vengono limitati e siamo obbligati a subire gli interventi degli operatori del reparto.Anche in questa situazione di coazione manteniamo una serie di diritti inalienabili.

    1) Possiamo fare ricorso al Sindaco contro il TSO. Questa possibilità, oltre che all'interessato, è allargata a "chiunque vi abbia interesse" (quindi anche amici, familiari, associazioni...). Il Sindaco deve rispondere entro 10 giorni. Fatto paradossale se si pensa che il TSO dura di norma 7 (sette) giorni, eventualmente prorogabili di 7 giorni in 7 giorni. Se presentiamo ricorso entro le 48 ore successive al ricovero, è conveniente mandarne copia al Giudice Tutelare per attivarne l'azione di controllo. In caso di risposta negativa, il ricoverato può presentare richiesta di revoca direttamente al Tribunale, chiedendo al contempo la sospensione immediata del TSO e delegando una persona di sua fiducia per rappresentarlo in giudizio davanti al Tribunale.

    2) Seppure non possiamo rifiutare le cure, abbiamo senzaltro diritto di essere informati sulle terapie che ci sono somministrate e di poter scegliere su un ventaglio di proposte diverse. In ogni caso, è conveniente, ove le terapie somministrateci ci risultino particolarmente invasive, presentare al responsabile del reparto una dichiarazione di diffida ai sanitari rispetto alla somministrazione di terapie che si ritengano lesive, chiedendo che venga inserita nella nostra cartella clinica.

    3) Anche se ci viene fatto credere il contrario, il TSO non giustifica la contenzione o la violenza fisica ai danni di chi vi è sottoposto. L'uso della forza deve essere sempre legato alle esigenze terapeutiche e non travalicare il rispetto della dignità e dell'integrità fisica della persona. Non è quindi legalmente ammissibile l'uso punitivo della contenzione, le violenze fisiche e verbali degli infermieri, l'essere legati per un periodo superiore a quello necessario alla somministrazione di una terapia... Queste situazioni vanno e possono essere denunciate alla magistratura.

    4) Abbiamo diritto di comunicare con chi riteniamo opportuno. In questo senso non è ammissibile una selezione da parte del personale dei soggetti autorizzati a entrare in contatto con noi. Ciò è molto importante perché gli operatori tendono a limitare l'accesso a coloro che possono darci una mano a praticare i nostri diritti. In questo senso è importante per coloro che sono a rischio di TSO rivolgersi alla sede di telefono viola più vicina e sottoscrivere la Procura contro i trattamenti psichiatrici coatti e l'elettroshock. La procura è un atto con il quale affermiamo le nostre volontà rispetto alle cure psichiatriche e diamo mandato ai soci del Telefono Viola di farle valere.

    Il TSO, come abbiamo detto, ha la durata di 7 giorni. Alla scadenza il responsabile del reparto deve comunicare al Sindaco se ritiene necessario prorogare il trattamento obbligatorio. In caso contrario la persona viene dimessa, oppure il suo ricovero viene trasformato in 'volontario'.

    La proroga del TSO avviene attraverso tutti i passaggi di cui abbiamo già parlato (ordinanza del sindaco, convalida del giudice tutelare). Anche nel caso di proroga, va richiesta la notifica per evitare di rimanere rinchiusi in reparto pur risultando formalmente volontari.

    Aldilà di quello che ci lasciano a volte credere, nessuno 'firma' per la nostra scarcerazione, né è necessario che qualcuno ci accompagni o si prenda la 'responsabilità' per noi. Chi viene ricoverato (o si ricovera) in psichiatria non è una persona incapace e interdetta, per cui mantiene tutti i diritti e doveri di qualsiasi altro utente della struttura sanitaria. Una volta venuto meno il TSO, per scadenza dei termini, revoca o altro, possiamo chiedere di essere dimessi in ogni momento e tale richiesta non può essere disattesa senza integrare gli estremi di reato del sequestro di persona.

    Per le strategie, i moduli e le prassi di autodifesa vedi la sezione come difendersi.
    http://www.ecn.org/antipsichiatria/

  8. #8
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    Ma siamo sicuri che i "tutori dell'ordine" abbiano l'autorità per decidere il provvedimento di TSO? Non è una prerogativa del Sindaco?
    Dovrebbe essere eseguito in esecuzione di una Ordinanza del Sindaco, emessa in seguito ad accertamenti di medici delle strutture sanitarie pubbliche.

  9. #9
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    Confermati gli arresti anche per Juan e Bogu

    A Juan e Bogu, fermati l'altro ieri (notte tra il 14 e il 15/10) mentre lasciavano sui muri di Bologna scritte in solidarietà con i compagni arrestati la notte precedente, sono stati convalidati gli arresti dopo un processo per direttissima con l'accusa di danneggiamento aggravato.

    Mar, 16/10/2007 – 15:15
    da http://www.informa-azione.info/confe..._juan_e_bogu_0

    http://www.autprol.org


    A luta continua

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da cornelio Visualizza Messaggio
    Ma siamo sicuri che i "tutori dell'ordine" abbiano l'autorità per decidere il provvedimento di TSO? Non è una prerogativa del Sindaco?
    IO sapevo che era prerogativa del Prefetto.
    "Son contento quando consumo senza pagare un pò meno quando pago e non consumo"

 

 
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