Dini presenta simbolo LD: ''Nel centrosinistra ma indipendenti''
Roma, 1 ott. - (Adnkronos) - Un cerchio blu notte con l'indicazione 'liberal democratici' in alto, l'abbreviazione in maiuscolo 'LD' al centro e un tricolore in basso con la scritta 'per il rinnovamento'. Questo il simbolo del movimento presentato da Lamberto Dini in una conferenza stampa alla Camera. Insieme al presidente della commissione Esteri del Senato, anche i parlamentari Natale D'Amico e Italo Tanoni e il sottosegretario alla Giustizia Daniela Melchiorre. Dopo il manifesto e il simbolo, il terzo 'passo' del nuovo movimento sarà la prima manifestazione pubblica, prevista domenica 7 ottobre all'hotel Plaza di Roma.
Una convention per discutere delle proposte del 'Manifesto dei liberaldemocratici' lanciate, spiega Dini, ''per far superare il declino all'Italia'' e per portare '' il rinnovamento'' nella politica. In programma una tavola rotonda, coordinata da Federico Geremicca, con Mario Baldassarri, Maurizio Beretta, Daniele Capezzone, Franco Debenedetti e Nicola Rossi. Dini auspica ''politiche coordinate e non episodiche''. Basta con provvedimenti spot che non affrontano i problemi nel loro complesso, aiutando ''una volta la scuola, un'altra volta dando un colpettino alle imprese, e la volta dopo ancora pensando ai meno abbienti'', rimarca il leader del nuovo movimento.
Poi l'ex presidente del Consiglio torna a spiegare i motivi che l'hanno indotto a non entrare nel Pd: ''Ci siamo accorti che nella costruzione del Partito democratico, nella lotta serrata tra diessini e cattolici di sinistra non c'era spazio per la cultura liberaldemocratica, che credo abbia fondamenti molto forti nella nostra società. Non c'era spazio per le nostre idee, non c'era spazio per i nostri uomini, per questo andiamo avanti per la nostra strada''. ''La nostra collocazione -spiega - è nel centrosinistra, ma siamo indipendenti e non siamo legati all'estrema sinistra. Troppi compromessi sono stati fatti finora e sempre a favore dell'estrema sinistra. E questo -scandisce ancora Dini- non dà spazio alle idee e alla cultura che vogliamo portare avanti''.
Con il via al Partito democratico il drappello liberaldemocratico lascerà il gruppo dell'Ulivo. ''Una volta che sarà costituito il gruppo del Pd, è chiaro che non ci entreremo''. Quanto ai rapporti con il centrodestra, Dini spiega che ''noi vogliamo dialogare con tutti, ma con la gente e non con i partiti''. E a chi gli chiede se sia tra coloro che Silvio Berlusconi indica come in procinto di passare al centrodestra risponde: ''Non ho parlato a Berlusconi, ho letto le sue parole... Poi vedremo, lui parla per il futuro, perché immagina che si vada presto alle elezioni''. Il nuovo movimento, oltre al simbolo, 'mette in campo' il sito 'liberaldem.it' e un numero verde.
Dini parla del protocollo sul welfare e replica alle richieste di cambiamenti della sinistra. ''Il presidente del Consiglio ha dichiarato che è immodificabile. Ci atteniamo a quando dichiarato dal presidente del Consiglio e lo appoggiamo'' .
Per quanto riguarda la Finanziaria, ''ancora la dobbiamo leggere, si tratta di testi complicati... Dobbiamo vedere se va nella direzione auspicata. La finanziaria sarà in aula i primi di novembre. A quell'epoca sarà passato il grande spettacolo delle false primarie, il Partito democratico si sarà costituito e quindi noi, come componente -rimarca il presidente della commissione Esteri del Senato- saremo indipendenti''.
Infine un accenno al caso Visco e sull'orientamento di voto del nuovo movimento nel dibattito in Senato. ''Vedremo le mozioni, non credo che sia una questione in cui ci debbano essere divisioni tra le componenti del centrosinistra''.




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