“Voci dal Territorio”
Bollettino quindicinale di Legittima Difesa -Movimento umbro di liberazione-
Il Bollettino on line è uno strumento agile e veloce che Legittima Difesa mette a disposizione dei propri lettori per informarli regolarmente dell’ attività del nostro Movimento ma anche delle vicende più importanti che accadono della nostra regione. Esso non è diretto solo ai nostri iscritti, simpatizzanti e contatti, ma anche ai comitati, ai movimenti, alle associazioni di cittadini e, in generale, a tutti quelli che sono interessati ad un’informazione onesta ed autentica, non filtrata da alcun interesse di bottega. Il Bollettino è aperto a tutti. Quello che vogliamo, infatti, realizzare è un’informazione dal basso, fatta anche con il contributo di singoli cittadini, dei movimenti, delle associazioni, dei comitati presenti nella nostra regione. Sono anche queste le “voci dal territorio” che vogliamo accogliere nel nostro Bollettino, non solo quelle di Legittima Difesa.
Informazioni utili. Per inviare articoli, lettere, commenti, comunicazioni ed altro, scrivere a: ratko53@katamail.comPer contatti immediati: tel 349-86.42.732. Per saperne di più su Legittima Difesa, per leggere i nostri documenti e informarsi sulle nostre iniziative, visita il nostro sito www.legittimadifesa.info
Bollettino n° 8 del 10 Ottobre 2007

In questo numero:


1)Iniziative di legittima Difesa nel mese di Ottobre
Sono due le iniziative di Legittima Difesa previste per il mese di ottobre. La prima, una assemblea pubblica che si terrà Venerdì 12 alla Sala della Vaccara a Perugia alle ore 17,00. Discuteremo del movimento di Beppe Grillo che tante polemiche e discussioni ha scatenato in queste settimane su quasi tutti i mass media nazionali e locali. Siamo certi che sarà un dibattito molto interessante, utile per capire più a fondo un fenomeno che rischia di destabilizzare vieppiù l’attuale quadro politico.
L’altro appuntamento è per Lunedì 22 ottobre ore 17.00 sempre alla Sala della Vaccara a Perugia. Sarà con noi Gianni Vattimo, uno dei più importanti filosofi europei, che presenterà il suo ultimo libro: Ecce Comu, una specie di percorso a ritroso del filosofo del pensiero debole che, di fronte a questo capitalismo così spietato e intollerabile, afferma la necessità di una “grande rivolta proletaria”, la stessa profetizzata da Karl Marx.


2)Se la fanno sotto!Il movimento di Beppe Grillo e la fifa della partitocrazia
Gli spazi politici determinatisi in questi anni di bipolarismo e di deriva neo liberista della sinistra (compresa quella sedicente radicale) non solo esistono e sono potenzialmente molto grandi, ma cominciano ora ad essere occupati da ampi settori sociali che cercano, come il movimento di Grillo indica, una via autonoma, fuori e contro tutti gli attuali partiti, per esprimere il loro malcontento che è diffuso e profondo, oltre che trasversale, la loro aspirazione ad un’alternativa sociale e politica che salvi questo paese dal disastro

2)“Dei delitti e delle pene”
Pubblichiamo volentieri in questo numero la lettera che ci è giunta di recente da un nostro lettore a proposito di Beppe Grillo, in particolare sulla proposta di legge lanciata dal suo movimento di espellere dal Parlamento chiunque abbia subito una condanna penale. Cogliamo l’occasione per esporre, nella lettere di risposta che alleghiamo,ciò che pensiamo in merito

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Se la fanno sotto!Il movimento di Beppe Grillo e la fifa della partitocrazia

Qualunquista! Populista! Sfascista! Buffone! Sono questi gli epiteti più usuali che i politicanti nostrani, nel tentativo di screditare il suo movimento, rivolgono a Beppe Grillo. In realtà, l’arroganza nasconde il timor panico che questi oligarchi hanno verso il movimento che si è appena messo in moto. Ed hanno ragione ad aver paura! Il “grillismo” rischia, infatti, di scombussolare profondamente il panorama politico italiano. Non a torto gli oligarchi del potere sono già in fibrillazione. Il Grillo che è riuscito a dare voce a chi non ne può più della dittatura bipolare del centro-sinistra e del centro-destra, a coloro che considerano, giustamente, gli attuali partiti dei volgari comitati d’affari, rappresenta oggettivamente un pericolo per la partitocrazia, specie, se come annunciato si organizzerà in liste civiche. In un recente sondaggio, nell’ipotesi della discesa in campo di Beppe Grillo, il 17% del campione intervistato preannuncia senz’altro il proprio suffragio, il 33% lo prenderebbe comunque in considerazione. Pur prendendo con le molle questi dati, esisterebbe, comunque, per il comico genovese un potenziale mercato che comprende addirittura la metà dell’elettorato, specie di quello giovanile. Certo, il bipolarismo è ancora forte, ma proprio come dimostra il neonato movimento di Grillo, esso non è inattaccabile e/o destinato a durare per chissà quanti anni ancora. Al contrario, gli spazi politici determinatisi in questi anni di bipolarismo e di deriva neo liberista della sinistra (compresa quella sedicente radicale) non solo esistono e sono potenzialmente molto grandi, ma cominciano ora ad essere occupati da ampi settori sociali che cercano (anche con movimenti come quello di Grillo) una via autonoma, fuori e contro tutti gli attuali partiti, per esprimere il loro malcontento che è diffuso e profondo, oltre che trasversale, la loro aspirazione ad un’alternativa sociale e politica che salvi questo paese dal disastro. Di questa alternativa c’è bisogno anche nella nostra regione, per liberarci finalmente di un regime politico anch’esso colluso e corrotto. Altro che “antipolitica”, come dicono i suoi detrattori, specie a sinistra. E’ una fortuna, anzi, che si sia innescato il fenomeno di Beppe Grillo che almeno contrasta la deriva a destra (a tale proposito, i sondaggi che evidenziano la voglia dell’”uomo forte”degli italiani la dice lunga) in atto nel paese, grazie anche alla sciagurata politica della cosiddetta “sinistra”.Per quel che ci riguarda, come Legittima Difesa, non solo abbiamo stima e simpatia per questo movimento, ma faremo di tutto per aiutarlo a crescere e sviluppare. Siamo in una fase molto delicata. Il Paese rischia di essere strangolato da una casta di politici imbelli e corrotti e da un soffocante bipolarismo, apparentemente contrapposto, in realtà colluso e solidale quando si tratta di difendere i propri privilegi ed il potere. Così come accade anche nella nostra regione.
Questo sistema però non si scalza cavalcando solo la protesta, ma costruendo un progetto politico generale, una visione del mondo e della società contrapposta a quella che ci vuole imporre la casta spregevole dei nostri politicanti, o meglio ancora le oligarchie imperialistiche che sono i veri burattinai della politica, i loro “pupari”. E’ certamente giusto (ed è una buona maniera per iniziare) puntare il dito contro gli aspetti più spregevoli e ripugnanti del moderno capitalismo: la distruzione dell’ecosistema, le guerre, la miseria crescente, il razzismo,la xenofobia come fa Grillo ( ma non è certo il solo), bisogna però avere anche il coraggio e la determinazione per andare oltre. Dire chiaramente che questo sistema capitalistico è di per se incompatibile con la natura, le sue risorse naturali che vengono saccheggiate, la convivenza pacifica ed il rispetto fra i popoli e le loro culture, con la distribuzione equa e solidale della ricchezza prodotta da tutti. Oltre che indicare come e con quali mezzi si dovrà condurre questa guerra, questa sì veramente di civiltà!


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Lettera a Legittima Difesa

Spettabili rappresentanti del comitato,
la simpatia personale che ispira Beppe Grillo non
dovrebbe nascondere il fatto che le sue idee sono
alquanto confuse: una proposta di legge che pretende
di tagliar fuori dalla vita politica chiunque abbia un
sospeso penale (si tratti anche di una condanna
pretestuosissima) fa più danni che bene, e rovina la
parte utile della proposta stessa (limitare
l'eleggibilità a due mandati). Le denunce di Grillo
non saranno certo quelle di un "buffone", ma mi sembra
che finiscano per colpire indiscriminatamente nel
mucchio anziché identificare i bersagli maggiori. Il
suo intervento di ieri l'altro, al convegno dell'IDV,
in cui ha tranquillamente parlato di "sacri confini
della patria", dovrebbe suonare poco rassicurante
anche a gente meno diffidente di me.

Cordiali saluti
Jacopo


Caro Jacopo,

mostrare interesse, cercare di aiutare e sostenere un movimento non significa, ovviamente, condividere tutto quello che dice o che fa. Nella fattispecie, sulla proposta fatta dal movimento di Grillo (che tu giustamente critichi) di tagliare fuori dal parlamento chiunque abbia o abbia avuto in passato una condanna penale,ad esempio noi non siamo d’accordo. E’ facile immaginare lo spirito che anima tale presa di posizione. Facendo leva sulla giusta indignazione dei cittadini nei confronti di tanti (troppi) politici corrotti, imbroglioni, tangentisti e via dicendo, Grillo, con la raccolta delle firme, ha inteso dare una risposta che apparisse concreta, immediatamente percorribile ai tanti che ritengono che questo schifo non sia più tollerabile. Il che in linea di principio va anche bene. Il problema però è che non si può fare di tutte le erbe un fascio, ovvero accomunare sotto la generica definizione (chi ha subito condanne penali) i grandi ladroni (che, comunque, riescono quasi sempre a farla franca) con chi è stato condannato per “reati” assolutamente marginali (“gli stracci sono sempre i primi a volare”, si dice)o addirittura con chi i reati,secondo i codici di questo Stato, li ha commessi per lottare contro le profonde ingiustizie e i soprusi di questo sistema. Basta pensare a Genova, Napoli, Scanzano o le manifestazioni contro le guerre o quelle più recenti a Vicenza o in Val di Susa, per ricordare quanti compagni, ma anche semplici cittadini, sono stati malmenati, arrestati, persino uccisi dalle forze dell’ordine e infine anche condannati dalla magistratura di questo Stato che non è affatto neutrale e sopra le parti, come Grillo sembra intendere, bensì al servizio delle caste dominanti. Quante altre persone, in futuro, a causa del loro impegno è probabile si macchino di tali “colpe” e subiranno condanne?
Con questo criterio si arriverebbe al paradosso di negare l’accesso in Parlamento anche a coloro che, ad esempio, nelle prossime manifestazioni del 15 dicembre a Vicenza intendono resistere e lottare (commettendo magari reati di resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, se non atti penalmente più rilevanti) per impedire la costruzione della nuova base militare americana di Vicenza? Anche qui in Umbria, recentemente ci sono stati (e ci potranno ancora essere in futuro)) momenti di forte tensione con i cittadini che presidiano il rio Fergia (ma la stessa cosa vale per tantissimi cittadini che fanno parte di centinaia di comitati sparsi sul territorio umbro)che vogliono giustamente difendere le loro acque, anche a prezzo dello scontro fisico con le forze dell’ordine, come hanno più volte affermato. Espelleremo dai consessi politici locali anche coloro che, com’è possibile, potrebbero riportare delle condanne per la loro forte resistenza e opposizione al diktat della multinazionale Rocchetta e della Giunta regionale?
Siamo certi che anche lo stesso popolo del V-Day sarebbe d’accordo con noi (e con te). La formulazione della proposta avrebbe avuto la necessità, quanto meno, di una maggiore prudenza e precisione, “separare il grano dall’oglio”. Il problema vero è che è un’intera classe politica a dover essere messa sotto accusa. Dovremmo espellere in toto dal Parlamento e dalle assemblee locali tutti questi politicanti corrotti e degenerati, non solo quelli che hanno riportato formali condanne.
Comunque sia, nonostante questo grave errore, converrai anche tu che il tentativo di Beppe Grillo e del suo movimento di dare corpo all’indignazione di consistenti settori della società civile che non ne possono più di questa partitocrazia spregevole ed arrogante, sia giusto ed opportuno e merita di essere aiutato. Inoltre, il fatto che esso abbia ridestato all’impegno politico migliaia di giovani, di donne, di semplici cittadini è di enorme importanza, specie alla luce del pauroso riflusso in atto. Senza questo movimento, probabilmente,l’abbandono dell’impegno sociale e della politica (che sono poi i frutti amari prodotti dal bipolarismo e dalla bassezza del politicantesimo attuale) da parte di larghi starti popolari sarebbe stato forse irrimediabile. Oggi c’è la speranza che si possa invertire questa tendenza. Si può anche non essere d’accordo, ma è innegabile che questo movimento spontaneo, grazie anche alla capacità che ha dimostrato di catalizzare l’interesse di migliaia di persone, oggettivamente si frappone ed ostacola la deriva a destra in atto nel nostro Paese. La voglia di “uomo forte” come risposta alla crisi della politica, che è profonda nel corpo della società italiana. Più sorda e pericolosa di quanto sia lecito sospettare. Fosse solo per questo, è una fortuna che si sia avviato questo movimento che inoltre va a colmare lo spazio lasciato (anzi,mai occupato) da questa sinistra (anche quella sedicente radicale) ormai irrimediabilmente persa, finita. In conclusione, ci sono le premesse affinché il movimento di Beppe grillo possa affermarsi, non solo come un fenomeno di destabilizzazione dell’attuale quadro politico (qual è già, senz’altro) ma anche come decisivo luogo di coagulo per tutti coloro che sinceramente vogliono risollevare questo Paese, toglierlo dal vicolo cieco in cui ci ha cacciati l’attuale bipolarismo, impegnarsi in prima persona per una vera alternativa sociale e politica, che non sia la solita falsa alternanzaentrodestra-centrosinistra, Prodi-Berlusconi. Ovvero le due facce della stessa odiosa medaglia liberista, guerrafondai, antipopolare.
Se tutto ciò è vero, come a noi sembra, allora non si può “restare alla finestra” o passare il tempo a fare le “pulci” e storcere il naso. Per quel che ci riguarda, non ne abbiamo affatto l’intenzione. Pur intravvedendo molteplici diversità, siamo certamente disponibili al confronto serio e costruttivo e all’unità d’azione con il movimento di Beppe Grillo. Così come siamo e saremo disponibili verso tutti quei movimenti che, al pari di quello di Grillo, sorgono direttamente dalla parte più sana della società italiana, quella parte a cui il nostro movimento Legittima Difesa sente di appartenere.

Con stima e simpatia
Legittima Difesa Umbra



Comunismo e Nazionalitarismo