Dementi, idioti ed imbecilli che come al solito, dopo la genialata del ticket per Milano (stesse illuminate menti), pensano che chi ha i soldi da spendere può circolare mentre un povero stronzo che ha un'auto vecchia perchè non può permettersi di cambiarla deve essere bloccato a piedi. E intanto un solo aereo alitaglia mezzo vuoto in rullaggio a Malpensa consuma come qualche centinaio di vecchie Euro0, senza parlare dei palazzi comunali / provinciali / regionali che vanno a carbone. Oppure, che dire del lampo di genio che pensa che lo smog si fermi al cartello "veneto" o "piemonte"?
Vaffanculo. Di cuore.
http://gazzettadimantova.repubblica.it/dettaglio/Il-blocco-delle-auto-inquinanti-Linea-dura-della-Regione/1375719
MISURE ANTISMOG IN 13 COMUNI
Il blocco delle auto inquinanti
Linea dura della Regione
Da lunedì 15 ottobre entrerà in vigore il piano antismog approvato dalla Regione Lombardia il 2 agosto scorso. Il Piano prevede il fermo programmato dei mezzi più inquinanti (autoveicoli benzina e diesel Euro O e diesel Euro 1, ciclomotori e moto a due tempi Euro O) dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 7.30 alle 19.30. Il provvedimento sarà applicato alla Zona A1.
Rispetto alla passata stagione invernale, questa misura si è ampliata come durata complessiva, passando da 5 a 6 mesi e come numero di ore di blocco, da 8 (8 - 12 e 16 - 20) a 12 (7.30 - 19.30). A questa misura se ne affiancano alcune altre, tra cui la conferma dei limiti all'utilizzo della legna per riscaldamento in camini o stufe di vecchio tipo nelle zone di pianura (necessità confermata da studi recenti) e l'intensificazione dei controlli sui veicoli e sugli impianti di riscaldamento garantita da una apposita task-force dell'Arpa.
I mezzi coinvolti nella limitazione alla circolazione sono gli autoveicoli a benzina e diesel Euro O, i diesel Euro 1 e i ciclomotori e moto a due tempi Euro O (circa 300.000 mezzi nelle aree interessate). La nuova zona critica A1 comprende 210 comuni nelle province di Milano, Bergamo. Brescia, Como. Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Pavia e Varese. Esclusi dal fermo del traffico i tratti autostradali, le strade statali e provinciali che attraversano i Comuni interessati dal provvedimento così come i tratti di strade di collegamento tra gli svincoli autostradali e i parcheggi di corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici.
IL CASO MANTOVA
Formigoni è entrato nel merito del caso che riguarda i Comuni del Mantovano, che in questi giorni hanno sollevato proteste sui provvedimenti della Regione. «La zona di Mantova - ha spiegato Formigoni - ha entrambe le caratteristiche fondamentali della zona critica: è inquinata e ha chiesto ripetutamente di entrare a farne parte». Esistono cinque lettere dal 2001 al 2006 inviate dal Comune di Mantova, dalla Provincia e dagli altri enti locali con reiterate richieste di inserimento nella zona critica. Formigoni ne ha menzionata in particolare una, del 22 febbraio 2006, sottoscritta dalla Provincia di Mantova e dai Comuni di Mantova, Bagnolo San Vito, Bigarello, Borgoforte, Castel d'Ario, Castellucchio, Curtatone, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Roncoferraro, Roverbella, San Giorgio di Mantova, Virgilio, in cui testualmente «chiedono che il territorio mantovano venga inserito in apposita area critica regionale al fine di razionalizzare le misure di contenimento delle produzioni di inquinanti emesse nell'atmosfera e per poter, come per le altre aree critiche della Regione, accedere ai finanziamenti messi a disposizione per la lotta all'inquinamento atmosferico».
«Lascio a voi ogni commento» ha aggiunto Formigoni, ricordando che «i sindaci che non dovessero dare seguito alle indicazioni della Regione si assumerebbero una grave responsabilità, compirebbero cioè omissione in atti d'ufficio e sarebbero passibili di provvedimenti della magistratura o addirittura della Commissione europea perché esistono precise norme europee e nazionali, oltre che regionali, in materia».
(11 ottobre 2007)
http://www3.varesenews.it/lombardia/articolo.php?id=82492
Milano - Il Piano prevede il fermo programmato dei mezzi più inquinanti, oltre 300 mila veicoli. L’appello di Formigoni: “Rispettare le regole, dati sull’aria in miglioramento”
Inquinamento, da metà ottobre scatta il blocco del traffico
La Giunta regionale della Lombardia ha approvato i criteri di attuazione del Piano - già varato lo scorso 2 agosto - per prevenire e contenere gli episodi acuti di inquinamento atmosferico, in particolare quello da polveri sottili (PM10), nel periodo invernale.
Il Piano prevede il fermo programmato dei mezzi più inquinanti (autoveicoli benzina e diesel Euro 0 e diesel Euro 1, ciclomotori e moto a due tempi Euro 0) dal 15 ottobre 2007 al 15 aprile 2008, dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 7.30 alle 19.30.
Il provvedimento, che si applica nella nuova zona critica A1, è stato illustrato oggi in una conferenza stampa dal presidente Roberto Formigoni e dall'assessore alla Qualità dell'Ambiente, Marco Pagnoncelli.
Rispetto alla passata stagione invernale questa misura si è ampliata come durata complessiva - passando da 5 mesi (novembre - marzo) a 6 mesi (metà ottobre - metà aprile) - e come numero di ore di blocco, da 8 (8 - 12 e 16 - 20) a 12 (7.30 - 19.30).
Formigoni ha rivolto "un invito forte ai cittadini a rispettare le disposizioni della Regione e a comprenderne le ragioni".
"Quelle che adottiamo - ha detto Formigoni - sono misure progressive, affinate in 9 anni di esperienza, efficaci e non punitive". Efficaci perché "i dati sull'inquinamento sono in costante miglioramento", non punitive perché "annunciate da lungo tempo, tanto che nessuno può dirsi sorpreso". Formigoni ha ricordato come ad essere fermate siano solo le auto e moto più inquinanti e dannose - secondo i parametri indicati da tutti gli istituti scientifici, come ad esempio il Joint Research Centre di Ispra, punto di riferimento a livello mondiale - e come la nocività delle emissioni non dipenda dalla dimensione del motore ma dalla sua modernità (un vecchio motorino può inquinare più di un grosso mezzo più recente).
"D'altra parte - ha sottolineato il presidente - l'inquinamento esiste, è dannoso e ci sono precise norme europee in materia che Regione Lombardia intende rispettare, essendo all'avanguardia nell'impegno su questo fronte. Non va mai dimenticato poi che le restrizioni alla circolazione sono decise per il bene dei cittadini e per tutelare la salute di tutti, in particolar modo anziani e bambini".
"Il Piano d'azione - ha aggiunto Pagnoncelli - è stato discusso e condiviso con gli enti pubblici e le associazioni che siedono nel Tavolo permanente di consultazione previsto dalla legge".
Alla misura della limitazione della circolazione se ne affiancano alcune altre, tra cui la conferma dei limiti all'utilizzo della legna per riscaldamento in camini o stufe di vecchio tipo nelle zone di pianura (necessità confermata da studi recenti).
Il provvedimento riguarda diverse zone critiche. Per Varese ecco i comuni che rientrano in questa fascia:
Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Cassano Magnago,Castellanza, Gallarate, Gerenzano, Origgio, Samarate, Saronno, Uboldo.
Per gli altri comuni colpiti da questo provvedimento nelle alatre provincie lombarde, e per sapere altri particolari del provvedimento è possibile consultare il sito della Regione Lombardia.
Giovedi 11 Ottobre 2007
redazione@varesenews.it





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