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Alitalia, Milano è in preallarme per difendere il ruolo di Malpensa
di Paolo Stefanato - mercoledì 29 agosto 2007, 07:00
Superata la pausa estiva, la vicenda Alitalia entra subito nel vivo. Giovedì è convocato il consiglio di amministrazione per approvare le linee del nuovo piano industriale, che nel pomeriggio saranno illustrate ai sindacati dal presidente Maurizio Prato. Tutto ruoterà sul ridimensionamento del ruolo di Malpensa, con la cancellazione di alcuni voli intercontinentali e il trasferimento di altri all’aeroporto di Fiumicino (a rischio i collegamenti con India e Cina). Il minor peso di Malpensa provocherà risparmi immediati, relativi sia al costo del lavoro (tuttora, a dieci anni dall’apertura dello scalo, la gran parte degli equipaggi arriva da Roma per prendere servizio a Milano) sia al network, poiché la riduzione dei voli di lungo raggio comporterà una contrazione anche dei collegamenti nazionali di feederaggio (quelli cioè che alimentano il traffico intercontinentale). Il tutto è previsto dall’orario che entrerà in vigore nell’estate del prossimo anno. Fino ad allora, va comunque detto, molte cose cambieranno.
Le scelte su Malpensa sono in linea con le richieste fatte da Air France nelle trattative sotterranee che non si sono mai interrotte. E oggi, fallito il tentativo di privatizzazione tramite gara, assumono un ulteriore significato: sembrano pilotare Alitalia direttamente verso Parigi.
Ieri in difesa di Malpensa si sono levate molte voci. Da quelle dei sindacati, a molti esponenti del mondo politico lombardo. Questo pomeriggio è prevista una conferenza stampa congiunta del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, del presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, e del sindaco di Milano, Letizia Moratti (gli ultimi due sono anche azionisti della Sea, la società che gestisce Malpensa e Linate). È difficile immaginare quanto esito sortirà la loro difesa del ruolo di Malpensa, anche perché il piano di Prato non sembra avere grandi margini di manovra. Piuttosto, è già avvertibile un certo fermento tra i concorrenti: British Airways, per esempio, sta già pensando al proprio rafforzamento sugli scali lombardi per venire a raccogliere nel Nord Italia clientela intercontinentale da far transitare a Londra-Heathrow. Farà, cioè, esattamente quello che la nascita di Malpensa avrebbe dovuto contrastare. Ci sono voluti dieci anni di errori (politici e manageriali) per tornare esattamente al punto di partenza, dopo aver bruciato complessivamente qualche miliardo di euro.
Una mossa a sorpresa dovrebbe essere annunciata nei prossimi giorni: l’avvio di un’azione di responsabilità contro il vecchio cda, in particolare contro l’ex presidente Cimoli e l’ex consigliere Jean-Cyril Spinetta (Air France). La firmerà, con un sostegno sindacale, Paolo Alazraki l’uomo d’affari che aveva manifestato interesse per Alitalia nella prima fase; il suo intento è quello di tentare di creare uno sbarramento alla marcia dei francesi su Alitalia.
Ma egregi i miei illuminati politicanti di zona, vi stanno servendo su un vassoio d'argento il modo di far funzionare ancora meglio Malpensa, togliendosi dai maroni quella lurida compagnia di bandiera (la loro) una volta per tutte e potendo puntare agli slot che andranno a liberarsi per trattare con le compagnie estere che NON VEDONO L'ORA DI POTER USUFRUIRE dello scalo varesino. Ma lasciate che vandano via, porca vacca (ovvio, solo dopo aver sistemato i debiti che ancora hanno con SEA), un tentacolo romano in meno in mezzo alle palle!
Ricordo che aliroma altro non è che una società che perde MILIONI di euro di continuo, che vende circa il 75% dei suoi biglietti a Malpensa e che continua a tenere il 75% del suo personale a roma, anzi, che adesso decide di mollare Milano!!! Una società che, non avesse intrallazzi pubblici da sempre, sarebbe già fallita tanti e tanti anni addietro e che invece continua a costarci infiniti treni di denari pubblici.
SVEGLIA !





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