
Originariamente Scritto da
sintagm
A volte mi fermo a pensare a come andrebbero le cose se la nostra società fosse realmente libera, e lo faccio con riferimento alle realtà che mi sono più vicine.

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sintagm
Ebbene, frequento l'ultimo anno della laurea specialistica in "trade marketing e strategie commerciali" presso l'università di Parma. Qualche giorno fa si parlava di premi di referenziamento.
I premi di referenziamento sono somme pagate dalle imprese industriali per entrare negli assortimenti commerciali con i loro nuovi prodotti. Ci è stato spiegato che le imprese industriali hanno tutto l'interesse a mantenere alti questi listing fees, perché in questo modo creano barriere all'ingresso negli assortimenti alle imprese industriali più piccole.
Il risultato è che prodotti magari meritevoli non arrivano sugli scaffali della distribuzione, e che le imprese di minore dimensione fanno molta difficoltà a crescere. Risultato di ciò è una tendenza verso la concentrazione del settore industriale.
Faccio notare come questo fenomeno si verifichi nonostante la presenza di una autorità espressamente deputata a eliminare tali "distorsioni" del mercato (antitrust).
Una domanda che potremmo porci è: ma se la situazione evolve naturalmente verso quell'esito, perchè parliamo di una distorsione?
Sarebbe interessante vedere poi se in un mercato assolutamente libero (quindi senza autorità a vigilare su fenomeni di concentrazione) esisterebbe un meccanismo naturale di bilanciamento di queste situazioni.
Come la vedete?
Credo che fior di economisti abbiano dimostrato che una società realmente libera crea una situazione di equilibrio, ma con alti e bassi che possono essere anche veramente critici. A mio parere le somme pagate per entrare in market privati non sono distorsioni. Anzi. Sono il meglio del libero mercato. Starà alle imprese più piccole e dinamiche trovare la soluzione per affondare Golia con una piccola fionda.
Non credo che però il tasso di richezza dovuto allo scambio più o meno libero sia l'indice della felicità. L'indice della felicità è dato dalla libertà di usare a piacimento il libero scambio.
Prendi Keynes. Al costo di far crescere costantemente l'economia senza crisi di sorta consiglia che lo Stato debba intervenire anche limitando la libertà di libero scambio o addiritura forzandola se è il caso!!!!!