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Risultati da 1 a 10 di 244
  1. #1
    direttamente dall'Inferno
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    definizione sintetica di liberale

    Ho iniziato a frequentare questo forum nella speranza di trovare una chiara indicazione di cosa sia un liberale nel 2007. Invece ho trovato una serie di cose molto sconfortanti,che ora non vi sto a dire x brevità. pertanto,vi ripeto la mia domanda: nel 2007 cosa è un liberale,cosa vuole e come conta di realizzarlo. Vi prego niente lenzuolate,che conciliano solo il sonno. Anche perchè è mia radicata convinzione che chi ha le idee chiare in testa non ha bisogno di mille parole per esprimerle...

  2. #2
    Vedo la mano invisibile
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    Forte riduzione delle competenze statali, meno stato e più mercato.
    Lasciare gli individui liberi nel perseguire i propri interessi.

  3. #3
    L'auriga
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    XX Anniversario

    del Manifesto Liberale


    --------------------------------------------------------------------------------

    Oxford, 1967

    Dichiarazione Liberale

    Noi liberali di 20 Paesi, riuniti ad Oxford nel XX anniversario del Manifesto Liberale di Oxford del 1947 e della fondazione dell’Internazionale Liberale:riaffermiamo la nostra fede nei principi del liberalismo definiti dal Manifesto di Oxford;constatiamo con soddisfazione che tali principi sono stati ripetutamente fatti propri dalle Nazioni Unite e incorporati nelle costituzioni di molti nuovi Stati sovrani;dichiariamo, alla luce di tali principi, la nostra ragionata opinione sugli sviluppi degli ultimi venti anni.

    I

    Il compito del liberalismo nella rivoluzione

    attuale delle cose umane

    1. La rivoluzione che negli ultimi secoli è venuta cambiando il corso delle cose umane, ha guadagnato e continua a guadagnare impeto e forza.

    2. Il ritmo sempre più celere dei mutamenti scientifici e tecnici, la cibernetica e l’automazione; l’energia nucleare per la pace o per la guerra; i mezzi di comunicazione di massa; l’esplosione demografica; la rivoluzione nelle aspettative di benessere e di servizi pubblici; l’ordine industriale che va sostituendo in ogni luogo una società prevalentemente rurale e statica; l’accesso di molti popoli alla indipendenza - tutti questi fatti aprono nuove e vaste possibilità di progresso umano. Al tempo stesso, e in un mondo dove si approfondisce il divario fra i paesi del benessere e i paesi tormentati dalla fame e dalla povertà, e dove troppo sovente la libertà è soffocata ed infieriscono la discriminazione e il nazionalismo aggressivo, essi spingono verso concentrazioni del potere, favoriscono forme di oppressione e rendono possibili distruzioni quali il mondo non aveva mai conosciuto o immaginato.

    3. Il compito fondamentale del nostro tempo è quello di padroneggiare le nuove forze e di volgerle al servizio dell’uomo. Ciò non può esser fatto con mezzi materiali, ma richiede invece lo sviluppo progressivo, in ogni parte del mondo, di società libere composte di cittadini illuminati e responsabili, adeguatamente difesi attraverso i loro sforzi comuni, contro la paura e il bisogno e contro l’oppressione interna ed esterna. Tali società libere possono essere create e mantenute soltanto con una devozione attiva ed instancabile ai principi del liberalismo.

    Decentramento e libertà

    4. La cooperazione e le solidarietà fra uomini liberi sono una necessità crescente del mondo moderno. La spinta verso una centralizzazione malsana fomenta peraltro il declino delle istituzioni parlamentari; la dipendenza eccessiva dell’individuo dallo Stato; lo sviluppo di nuove forme di assolutismo e di centri irresponsabili di potere basati su una crescita burocratica incontrollata; la formazione di monopoli pubblici e privati e il carattere restrittivo assunto da non poche combinazioni di datori di lavoro, di lavoratori o di entrambi insieme.

    5. Tali tendenze possono essere combattute soltanto facendo valere appassionatamente quella necessità suprema che è la libertà in tutti i suoi aspetti e in particolare

    a) realizzando la massima possibile devoluzione e diffusione del potere nel campo economico, sociale e statale e combattendo con particola decisione contro i monopoli;

    b) garantendo la più ampia molteplicità di espressione e di iniziativa in tutte le cose appartenenti all’educazione, all’istruzione e alla cultura, compresi i mezzi di comunicazione di massa;

    c) mettendo a disposizione di ogni cittadino tutte le informazioni necessarie perché possa formarsi un giudizio obiettivo su tutti gli argomenti di interesse pubblico;

    d) tutelando il diritto delle minoranze di godere delle libertà essenziali indicate nel Manifesto di Oxford;

    e) eliminando ogni forma di discriminazione oppressiva, razziale od altra;

    f) proteggendo l’individuo, isolato o in gruppo, contro ogni forma di spionaggio meccanizzato e di intrusione ingiustificata nella sua vita privata

    Politica economica e programmazione

    6. La programmazione delle loro attività economiche da parte dei governi è una necessità, ma non deve essere usata per soffocare l’autonomia del settore privato dell’economia, la libera concorrenza e il meccanismo dei prezzi sul libero mercato. Queste condizioni sono fondamentali per assicurare lo sviluppo economico, per portare al più alto livello la produzione e i consumi e quindi per provvedere i beni e i servizi necessari per il progresso sociale in tutti i paesi del mondo.

    7. La comunità ha una particolare responsabilità nel proteggere le risorse naturali, i tesori culturali e la bellezza delle città e delle campagne contro uno sfruttamento indiscriminato da parte di interessi pubblici o privati.

    8. Una popolazione crescente e che domandi un aumento dei consumi fuori di proporzione con le possibilità effettive, provoca l’inflazione e mette quindi in pericolo, attraverso l’instabilità monetaria, le conquiste sociali ed economiche e il loro progresso. In una democrazia libera ciò può essere evitato solo se lo Stato e tutti i gruppi sociali limitano le loro richieste volontariamente, in modo equilibrato e sistematico. Gli sforzi diretti a tale fine debbono godere un’alta priorità in tutti i paesi.

    Cooperazione economica internazionale

    9. Nei rapporti economici internazionali sono necessari il libero movimento degli uomini, dei beni, dei capitali e dei servizi; la divisione internazionale del lavoro e la più larga possibile cooperazione fra nazioni nel campo monetario, sociale e tecnologico.

    10. Noi approviamo e favoriamo i raggruppamenti economici regionali, a condizione che non divengano strumenti di protezionismo regionale o di sfruttamento economico da parte di un paese a danno di altri, e che non degenerino in buro-tecnocrazie operanti al di fuori di un sistema di controlli democratici.

    Eguaglianza e benessere

    11. Una parte importante delle maggiori ricchezze disponibili deve essere usata per promuovere l’eguaglianza nei punti di partenza, tanto per l’individuo quanto per le nazioni in tutto il mondo.

    L’individuo

    12. Per l’individuo, l’azione diretta a promuovere l’eguaglianza nei punti di partenza richiede la sicurezza dai rischi di malattia, disoccupazione, inabilità al lavoro e vecchiaia, e la disponibilità di un’abitazione adeguata.

    13. Richiede anche che sia messa a disposizione di tutti, indipendentemente dalla nascita e dai mezzi, la migliore organizzazione scolastica possibile per l’educazione e l’istruzione di ciascuno, tanto fisica quanto intellettuale, tanto umanistica quanto tecnica. A questo fine noi favoriamo la più ampia varietà e scelta di sistemi educativi, a condizione che ogni scuola raggiunga adeguati livelli di efficienza e sia in grado di formare cittadini liberi e responsabili.

    14. Richiede altresì che si combatta il sentimento di alienazione dei lavoratori, impiegati ed operai, e che a tal fine essi abbiano il diritto di partecipare nell’andamento e di contribuire alla stabilità e allo sviluppo delle aziende in cui lavorano, e siano messi in grado di acquistare in esse un interesse finanziario.

    15. Deve inoltre essere facilitata la regolazione delle nascite, nel pieno rispetto della responsabilità e della libertà di scelta delle singole coppie

    Le nazioni

    16. Sotto l’aspetto internazionale, l’azione diretta a promuovere l’eguaglianza nei punti di partenza richiede che le nazioni altamente industrializzate pratichino una politica commerciale basata su principi liberali e che tenga adeguato conto delle necessità speciali delle parti più povere del mondo, e che aiutino queste ultime finanziariamente e tecnicamente ad organizzare i loro sistemi scolastici e di sicurezza sociale, a creare le infrastrutture necessarie per l’espansione economica e a promuovere lo sviluppo agricolo e industriale.

    17. L’assistenza alle aree più povere non deve essere data per favorire interessi egoistici di natura politica od economica. Sottolineiamo quanto siano necessari, insieme a ciò, la cooperazione da parte delle autorità e degli abitanti di tali aree, e lo sviluppo del loro sentimento di libertà, iniziativa e responsabilità. Allo stesso fine occorre uno stretto coordinamento tra enti pubblici, imprese private e organizzazioni volontarie

    Pace e libertà

    18. Nonostante le loro manchevolezze attuali, le Nazioni Unite, fondate su principi liberali democratici e sullo sviluppo di un ethos internazionale comune, meritano l’appoggio di tutti gli uomini in tutti i paesi, allo scopo di farne un’autorità mondiale effettiva, con funzioni chiaramente definite e con reali poteri, capace di far rispettare l’impero del diritto nelle relazioni internazionali.

    19. Noi crediamo che i regimi ed i governi conformi ai principi della democrazia liberale servano meglio di ogni altro gli interessi di tutti i popoli, compresi quelli degli Stati che solo oggi vanno prendendo il loro posto nella civiltà tecnologica dei nostri tempi.

    20. Noi abbiamo più volte espresso e ribadiamo la nostra convinzione che solo la libertà può assicurare una pace duratura e che una politica estera liberale deve mirare in primo luogo all’ampliamento dell’area totale della libertà in ogni parte del mondo.

    21. Per quanto grandi siano le difficoltà, è necessario perseguire l’obiettivo di una riduzione equilibrata, controllata ed effettiva di tutti gli armamenti. Finché un tale obiettivo non sarà raggiunto, le nazioni libere devono cooperare al fine di provvedere una salda protezione contro l’aggressione nucleare o convenzionale.

    22. Noi approviamo e favoriamo, in tutti i continenti, i raggruppamenti regionali fondati sulla mutua cooperazione di società libere e tali da condurre alla fusione delle sovranità nazionali. Per poter contribuire nel modo migliore e più efficace alla pace, alla libertà e al benessere del mondo intero, gli Europei hanno, sotto tale aspetto, il dovere imperioso di realizzare un’Europa unita, aperta a tutte le nazioni democratiche del Continente

    Natura e necessità del compito liberale

    23. Vogliamo infine sottolineare ancora una volta la nostra fede e il nostro ragionato convincimento che il compito di indirizzare a vantaggio dell’uomo la rivoluzione che investe oggi tutto il mondo, è un compito liberale. Esso esige tolleranza e collaborazione nella libertà. Esige concetti liberali, iniziative liberali, partiti liberali capaci di esercitare una influenza determinante sulla politica dei loro paesi. Esige, alla luce dei principi liberali, consapevolezza delle crescenti necessità umane che è imperativo soddisfare.

    Noi guardiamo quindi con interesse al travaglio e alle tensioni che si manifestano nei paesi e nei movimenti non liberali. Essi indicano che la necessità della libertà si fa strada anche in circostanze estremamente difficili. Dobbiamo e vogliamo fare tutto quello che è in nostro potere per aiutare la libertà in questa sua lotta

    II

    Risoluzioni di politica internazionale

    L’Internazionale Liberale riafferma la sua convinzione circa l’importanza vitale dell’impero del diritto, quale è previsto nella Carta delle Nazioni Unite sia all’interno degli Stati sia fra gli Stati, come condizione necessaria per la giustizia sociale e per uno sviluppo pacifico a beneficio di tutti i popoli del mondo.

    Le Nazioni Unite

    L’Internazionale Liberale ritiene che le Nazioni Unite siano una pietra angolare negli sforzi per stabilire quel migliore ordine mondiale che è nostro dovere di ricercare. Dobbiamo fare tutto il nostro possibile internazionalmente e in patria, nei nostri partiti - perché le Nazioni Unite divengano un’autorità mondiale effettiva con funzioni chiaramente definite e con poteri reali che la rendano capace di far rispettare l’impero del diritto fra le nazioni. Così pure è necessario stabilire con precisione i diritti e le competenze delle forze di pace delle Nazioni Unite, comprese le condizioni a cui possono essere ritirate.

    Infine, benché l’Internazionale Liberale deplori le recenti azioni cinesi contrarie a tutte le norme accettate di condotta internazionale, essa riconosce che la Cina continentale è stata privata del suo posto nelle Nazioni Unite e ritiene che nell’interesse dell’ordine e della sicurezza del mondo essa dovrebbe esservi rappresentata dal suo governo effettivo, mentre al tempo stesso dovrebbe essere trovata una formula che consenta al governo di Taiwan (Formosa) di restare anch’esso membro delle Nazioni Unite.

    Il Medio Oriente

    L’Internazionale Liberale ritiene che non vi possa essere pace duratura nel Medio Oriente senza negoziati diretti fra gli Stati Arabi ed Israele, che conducano al riconoscimento dello Stato di Israele, a frontiere garantite internazionalmente, alla garanzia dell’uso del canale di Suez da parte di tutti i paesi, a un trattato di pace e a una soluzione definitiva del problema dei rifugiati. L’Internazionale Liberale ritiene che la sistemazione dei rifugiati è una responsabilità mondiale richiedente un finanziamento internazionale. Nel frattempo, raccomanda ai governi di Israele e della Giordania di prendere gli accordi necessari a mettere gli abitanti della sponda occidentale del Giordano in grado di tornare alle loro case il più presto possibile.

    La Grecia

    L’internazionale Liberale considera con grave preoccupazione l’emergere di un regime autoritario in Grecia come risultato di un colpo di stato militare. Come liberali, noi crediamo che l’avvenire del popolo greco possa essere assicurato solo conservando i valori essenziali della libertà individuale. Noi domandiamo perciò che si eserciti sulla giunta militare una pressione internazionale allo scopo di restaurare la democrazia in Grecia.

    Gli Stati membri del Consiglio d’Europa dovrebbero ricorrere contro il regime dinanzi alla Commissione per i diritti umani per violazione dei suoi obblighi secondo la Convenzione sui diritti umani per violazione dei suoi obblighi secondo la Convenzione sui diritti umani e le libertà fondamentali.

    Tutti i liberali dovrebbero aiutare le forze democratiche in Grecia a restaurare la democrazia liberale nel loro paese.

    Il Vietnam

    L’Internazionale Liberale è gravemente turbata dalla guerra nel Vietnam e dalla sua continua intensificazione e fa appello a tutte le parti interessate nel conflitto perché cessino dai bombardamenti e da ogni altra azione militare, così da rendere possibili senza ritardo un armistizio e negoziati di pace.

    L’oppressione comunista

    L’Internazionale Liberale fedele alle sue coerenti proteste contro la soppressione della libertà di parola che continua sotto i governi comunisti e fascisti, appoggia in pieno la richiesta di libertà di espressione degli scrittori, artisti e scienziati cecoslovacchi, giunta ora ora alla stampa occidentale, e al medesimo fine difende il diritto alla libertà di espressione di Sinyavsky, Daniel e Bukovsky nell’Unione Sovietica, di Mihailov in Jugoslavia, di Kuron e Modzelewsìi in Polonia e di tutti coloro che soffrono per gli stessi motivi in Spagna e in Portogallo.

    L’espansione del Mercato Comune

    L’Internazionale Liberale ritiene che poiché l’interesse vitale dei paesi europei industrializzati è l’integrazione, questa formula e non altra debba essere adottata nei riguardi dei paesi che domandano di essere ammessi alla CEE. Ritiene che si debbano perciò realizzare accordi atti a superare difficoltà formali e a permettere l’ammissione alla CEE del maggior numero possibile di paesi dell’EFTA, chiamando così a contribuire all’opera di creare un largo mercato europeo anche quei paesi democratici che non sono attualmente in grado di partecipare ad un’unità politica europea.

    L’Internazionale Liberale raccomanda che il progresso economico e la crescente cooperazione economica e sociale raggiunta fra i Sei sia mantenuta e sviluppata attraverso l’espansione della CEE e che a tale fine e con l’intenzione di giungere il più presto possibile a un risultato positivo, siano aperti immediatamente negoziati con la Gran Bretagna e con gli altri paesi che chiedono di entrare nella CEE medesima.

    La ricerca scientifica e tecnologica

    L’Internazionale Liberale:

    - esprime la sua profonda ansietà per la ricerca scientifica e tecnologica nell’Europa occidentale;

    - nota che nessun paese europeo, preso separatamente, ha le risorse umane e finanziarie essenziali che occorrono per intraprendere e realizzare tutte le varie forme di ricerca scientifica e tecnologica al più alto livello;

    - nota altresì che lo squilibrio fra gli stati Uniti e i paesi dell’Europa occidentale si accentua e si accentuerà ancor più in futuro se i paesi europei non prendono coscienza del pericolo che li minaccia;

    - dichiara che una stretta collaborazione fra gli Stati Uniti e i popoli dell’Europa occidentale è una condizione essenziale per uno sviluppo soddisfacente dell’economia europea in quanto aumenterà l’efficienza della ricerca scientifica e accelererà il progresso tecnico nel Continente,

    - raccomanda ai partiti liberali in tutti i paesi europei di premere sui rispettivi governi affinché siano prese rapidamente le decisioni relative alla collaborazione umana e finanziaria, ai programmi di ricerca e alla loro applicazione.

    I paesi in via di sviluppo

    L’Internazionale Liberale saluta con soddisfazione, in ispecie per il mondo industrializzato, il successo del "Kennedy Round" ed è cosciente che è necessario fare ora ogni sforzo per promuovere il commercio e l’assistenza ai paesi in vai di sviluppo su una base il più possibile liberale.

    L’Internazionale Liberale nota che nonostante le promesse fatte al principio del "Decennio dello Sviluppo" nel 1960, alcuni dei paesi più ricchi sono ancora lontani dall’obiettivo concordato di un aiuto finanziario dell’1 per cento del loro reddito nazionale. Le dichiarazioni di intenzioni non sono più sufficienti. E’ tempo che le nazioni economicamente più forti siano pronte a dare anche più di tale percentuale non elevata e ad assumere degli impegni fermi alla conferenza dell’UNCTAD a Nuova Delhi al principio dell’anno prossimo.

    Fra gl’impegni da considerare rientrano: gli accordi sulle materie prime; la riduzione o l’abolizione dei contingenti d’importazione per le materie prime e i prodotti finiti, provenienti dai paesi in via di sviluppo e diretti ai paesi industrializzati; l’aumento degli aiuti finanziari internazionali in relazione con le fluttuazioni nel provento delle esportazioni dei paesi in via di sviluppo; la provvista di assistenza tecnica su larga scala per facilitare la vendita di prodotti manifatturati dai paesi in via di sviluppo nei paesi più ricchi.

    L’Internazionale liberale sottoporrà tutta questa materia a un esame dettagliato nel prossimo futuro.

    L’oppressione razziale e la minaccia alla pace e alla libertà dell’uomo nell’Africa del Sud e nel resto del Continente

    L’Internazionale Liberale ritiene che l’aggravamento dell’oppressione razziale nell’Africa del Sud costituisca un esempio gravissimo di quel rifiuto della libertà e dei diritti ed istituzioni democratiche in una larga parte dell’Africa e del resto del mondo che minaccia seriamente la pace mondiale.

    Per tale motivo l’Internazionale Liberale:

    - ritiene che la ribellione nello Zimbabwe (Rhodesia) debba essere oggetto di considerazione urgente; fa appello a tutti i governi perché appoggino pienamente le sanzioni delle Nazioni Unite contro il regime illegale, e al governo inglese perché onori il suo impegno di non concedere l’indipendenza finché non sia stabilito il principio di un governo che rappresenti la maggioranza della popolazione;

    - domanda ai governi membri delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali di premere sul Portogallo perché conceda l’indipendenza al Mozambico e all’Angola;

    - domanda a tutti i governi di esaminare, nella prospettiva di un blocco mondiale, gli effetti di un blocco economico totale della Repubblica Sudafricana sulle loro proprie economie;

    - impegna il suo appoggio morale a coloro che lottano nell’Africa del Sud per i principi della democrazia liberale;

    - raccomanda ai partiti liberali di premere sui loro rispettivi governi perché concedano borse di studio a quegli africani a cui è negata in patria la possibilità di istruirsi.

    L’Internazionale Liberale fa altresì appello a tutti i governi membri delle Nazioni Unite perché esercitino la loro influenza allo scopo di stabilire prontamente la pace e la libertà per tutti gli uomini nel Congo, in Nigeria e nel Sudan, come contributo fondamentale allo stabilimento dei diritti fondamentali dell’uomo in tutto il Continente.


    Dichiarazione stilata da Malagodi e riconfermata nel 1997

  4. #4
    Fiamma dell'Occidente
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    è arretrata e falsa in diversi punti e non ha tenuto conto del mutamento della scienza economica da allora.

    Un liberale non tollera la pianificazione / programmazione economica oggi o non è un liberale.

    questo è il punto primario di distacco tra quella dichiarazione e il liberalismo, essa risente di una impostazione teorica keynesiana falsa e smentita dall'economia oltre che dalla storia

    L'internazionale liberale non rappresenta il liberalismo ma dei partiti tra i quali uno dei più grossi -il partito liberale inglese- non è semplicemente liberale

    "Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo." Immanuel Kant

    "La libertà economica è la condizione necessaria delle credenze [= perché ciascuno possa abbracciare liberamente una fede]. La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica." Luigi Einaudi

    Lo Stato Liberale è un guardiano notturno, è minimo, si limita a difendere la libertà e non pretende di dire cosa sia bene o male per qualcuno altro che difendendo la libertà la quale è un diritto e non una condizione materiale, su questo la tradizione Costituzionale Liberale è precisa, chiara da secoli, la sbornia della regolamentazione macro e microeconomica, la follia della c.d. Libertà "positive" e l'errore logico delle teorizzazioni circa la c.d. "Giustizia Sociale" sono cose dalle quali si puo' e si deve tornare indietro.

    Malagodi non ebbe colpe all'epoca ma ebbero gravissime colpe quelli che confermarono cose simili quando la storia aveva dimostrato l'errore di tali evoluzioni.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  5. #5
    JohnNozik
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    Forte riduzione delle competenze statali, meno stato e più mercato.
    Lasciare gli individui liberi nel perseguire i propri interessi.
    Quoto. Aggiungerei che un liberale tendenzialmente idealizza uno stato minimo, e che provede oltre che a vivere e lasciar vivere, a porsi a difesa delle minoranze non tuttelate e opresse dal potere della maggioranza, classica espressione delle democrazie. Naturalmente si pone anche a difesa delle maggioranze opresse dalle minoranze, come nel caso del Nazismo e del Comunismo.

    Direi che è sempre a favore della libera iniziativa, sia intelletuale, che civile, che economica.

    In genere un Liberale tollera, ma non vede di buon occhio ne le economie colletivistiche e socialiste, ne le economie corporativistiche e nazionaliste.

    Paradossalmente, credo che un Liberale, che crede nella libera iniziativa degli individui, sia anche convinto della libera iniziativa dei popoli e degli stati, per cui è un antiglobal, nel senso che non condivide omologazioni e apiatimenti internazionali nello stile del Socialismo. Un liberale rispetà le diversità anche se detesta i totalitarismi.


  6. #6
    L'auriga
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    è arretrata e falsa in diversi punti e non ha tenuto conto del mutamento della scienza economica da allora.

    Un liberale non tollera la pianificazione / programmazione economica oggi o non è un liberale.

    L'internazionale liberale non rappresenta il liberalismo ma dei partiti tra i quali uno dei più grossi -il partito liberale inglese- non è semplicemente liberale

    "Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo." Immanuel Kant

    "La libertà economica è la condizione necessaria delle credenze [= perché ciascuno possa abbracciare liberamente una fede]. La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica." Luigi Einaudi
    E' stata ribadita nel 97; sarà falsa per te, ma non lo è affatto per la comunità liberale internazionale. Il punto è che ciascuno di noi può dare la sua definizione di liberalismo, più o meno legittimamente, e non si può arrivare a nulla senza un approdo "positivo": l'unico modo di agire corretto è vedere quali sono i cardini posti dalla comunità liberale internazionale e ad essa attenersi, sennò si fa solo gazzara.

  7. #7
    laico di sinistra
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    Citazione Originariamente Scritto da -Duca- Visualizza Messaggio
    Forte riduzione delle competenze statali, meno stato e più mercato.
    Lasciare gli individui liberi nel perseguire i propri interessi.
    questo è il liberismo. se essere liberali significa solo guardarlo dal punto di vista economico stiamo freschi.

  8. #8
    Fiamma dell'Occidente
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    Noi liberali di 19 nazioni, riuniti ad Oxford in tempo di disordine, povertà, carestia e paura causati da due guerre mondiali;

    convinti che le attuali condizioni del mondo sono largamente dovute all'abbandono dei principi liberali;

    affermiamo la nostra fede con la dichiarazione che segue:

    I

    1. - L'uomo è innanzi tutto un essere dotato del potere di pensare e di agire liberamente e della capacità di distinguere il bene dal male.

    2. - Il rispetto per la persona umana e per la famiglia è la vera base della società.

    3. - Lo Stato è soltanto uno strumento della comunità: esso non deve assumere alcun potere che possa venire in conflitto con i diritti fondamentali dei cittadini e con le condizioni indispensabili per una vita responsabile e creativa, e precisamente:

    *

    la libertà individuale, garantita da un'amministrazione indipendente della legge e della giustizia;
    *

    la libertà di culto e la libertà di coscienza; la libertà di parola e di stampa;
    *

    la libertà di associarsi o non associarsi;
    *

    la libera scelta dell'occupazione;
    *

    la possibilità di una piena e varia educazione, secondo le capacità di ognuno e indipendentemente dalla nascita o dai mezzi;
    *

    il diritto di proprietà privata e il diritto di iniziativa individuale;
    *

    la libera scelta del consumatore e la possibilità di godere pienamente dei frutti della produttività del suolo e dell'industria dell'uomo;
    *

    la sicurezza dai rischi di malattia, disoccupazione, incapacità e vecchiaia;
    *

    l'eguaglianza dei diritti tra uomini e donne.

    4. - Questi diritti e queste condizioni possono essere assicurati solo da una vera democrazia. La vera democrazia è inseparabile dalla libertà politica ed è basata sul consenso cosciente, libero ed illuminato della maggioranza, espresso in un voto libero e segreto, con il dovuto rispetto per la libertà e per le opinioni delle minoranze.

    II

    1. - La soppressione della libertà economica conduce inevitabilmente alla scomparsa della libertà politica. Noi ci opponiamo a tale soppressione, tanto se è conseguenza della proprietà o del controllo statale quanto se risulta da monopoli, cartelli o trusts privati.


    Noi ammettiamo la proprietà di Stato solo per le imprese che vanno oltre le possibilità della iniziativa privata o là dove la concorrenza non ha più modo di operare.


    2.- Il benessere della comunità deve prevalere e deve essere salvaguardato contro l'abuso del potere da parte di interessi particolari.

    3.- Un miglioramento continuo nelle condizioni del lavoro, nell'abitazione e nell'ambiente di vita dei lavoratori è essenziale. I diritti, i doveri e gli interessi del lavoro e del capitale sono complementari; la consultazione e la collaborazione organizzata tra datori di lavoro e lavoratori è di vitale importanza per il buon andamento dell'attività produttiva.

    III

    Il servizio della comunità è il necessario complemento della libertà e ad ogni diritto corrisponde un dovere. Le libere istituzioni non possono funzionare efficacemente se ogni cittadino non ha un senso di responsabilità morale verso il suo prossimo e non prende parte attiva negli affari della comunità.

    IV

    La guerra può essere abolita, la pace del mondo e la prosperità economica possono essere ristabilite soltanto se tutte le nazioni si attengono alle seguenti condizioni:

    *

    la partecipazione leale a un'organizzazione mondiale di tutte le nazioni grandi e piccole, retta da principi uniformi di diritto e di equità, con il potere di imporre la stretta osservanza di tutte le obbligazioni internazionali liberamente contratte;
    *

    il rispetto per il diritto di ogni nazione di godere delle libertà umane essenziali;
    *

    il rispetto per la lingua, la religione, le leggi e i costumi delle minoranze nazionali;
    *

    il libero scambio delle idee, delle notizie, delle merci e dei servizi fra le nazioni, e la libertà di movimento all'interno di ogni Paese e fra Paese e Paese, senza gli ostacoli costituiti dalla censura, dalle barriere commerciali protezionistiche e dalle restrizioni sui cambi;

    *

    lo sviluppo delle aree arretrate del mondo con la collaborazione dei loro abitanti, nel loro vero interesse e nell'interesse del mondo intero.

    Facciamo appello a tutti gli uomini e a tutte le donne che accettano questi ideali e principi perché si uniscano a noi per ottenere la loro affermazione in tutto il mondo.

    Wadham College - Oxford
    aprile 1947



    Già c'è MOLTISSIMA DISTANZA dalle teorizzazioni del '60.

    Questo per chiarire al tipo che pensa che il liberalismo non contempli i l liberismo, quando essi sono LA STESSA COSA, due facce della stessa medaglia.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  9. #9
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    no, l'unico modo corretto è guardare cosa fosse il liberalismo in origine, per poi confrontare il tutto con i mostruosi tentativi di deformarne il significato, tipo quello da te postato...stop.Il liberalismo comunque, è in sostanza una teoria ed una prassi per la riduzione ed il controllo del potere statale.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    è arretrata e falsa in diversi punti e non ha tenuto conto del mutamento della scienza economica da allora.

    Un liberale non tollera la pianificazione / programmazione economica oggi o non è un liberale.

    questo è il punto primario di distacco tra quella dichiarazione e il liberalismo, essa risente di una impostazione teorica keynesiana falsa e smentita dall'economia oltre che dalla storia

    L'internazionale liberale non rappresenta il liberalismo ma dei partiti tra i quali uno dei più grossi -il partito liberale inglese- non è semplicemente liberale

    "Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo." Immanuel Kant

    "La libertà economica è la condizione necessaria delle credenze [= perché ciascuno possa abbracciare liberamente una fede]. La libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica." Luigi Einaudi

    Lo Stato Liberale è un guardiano notturno, è minimo, si limita a difendere la libertà e non pretende di dire cosa sia bene o male per qualcuno altro che difendendo la libertà la quale è un diritto e non una condizione materiale, su questo la tradizione Costituzionale Liberale è precisa, chiara da secoli, la sbornia della regolamentazione macro e microeconomica, la follia della c.d. Libertà "positive" e l'errore logico delle teorizzazioni circa la c.d. "Giustizia Sociale" sono cose dalle quali si puo' e si deve tornare indietro.

    Malagodi non ebbe colpe all'epoca ma ebbero gravissime colpe quelli che confermarono cose simili quando la storia aveva dimostrato l'errore di tali evoluzioni.
    1)non hai capito la tesi di keynes.
    2) ora sindachiamo sui manifesti e sui partiti se sono o meno liberali. se li hanno accettati probabilmente rientrano nella filosofia liberale. evidentemente se si avvicinano alla tua idea vanno bene, altrimenti non sono liberali. e questo non è segnale di apertura mentale e voglia di confronto caratteristico di un liberale, o chi si vuol propugnare tale

 

 
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