
Originariamente Scritto da
-Duca-
Forte riduzione delle competenze statali, meno stato e più mercato.
Lasciare gli individui liberi nel perseguire i propri interessi.
Quoto. Aggiungerei che un liberale tendenzialmente idealizza uno stato minimo, e che provede oltre che a vivere e lasciar vivere, a porsi a difesa delle minoranze non tuttelate e opresse dal potere della maggioranza, classica espressione delle democrazie. Naturalmente si pone anche a difesa delle maggioranze opresse dalle minoranze, come nel caso del Nazismo e del Comunismo.
Direi che è sempre a favore della libera iniziativa, sia intelletuale, che civile, che economica.
In genere un Liberale tollera, ma non vede di buon occhio ne le economie colletivistiche e socialiste, ne le economie corporativistiche e nazionaliste.
Paradossalmente, credo che un Liberale, che crede nella libera iniziativa degli individui, sia anche convinto della libera iniziativa dei popoli e degli stati, per cui è un antiglobal, nel senso che non condivide omologazioni e apiatimenti internazionali nello stile del Socialismo. Un liberale rispetà le diversità anche se detesta i totalitarismi.