Pagare le tasse sarà anche bello, ma è sempre meglio quando si chiede ad altri di pagarle che non quando tocca a noi. Non sfugge a tale umana debolezza neppure il ministro dell’Economia e Finanze, Tommaso Padoa Schioppa, che elogia in pubblico virtù che in privato evita di esercitare con zelo eccessivo.
I conti sono presto fatti: l’indennità mensile lorda da ministro non parlamentare è pari 11.269,21 euro al mese (per dodici mensilità), ovvero al netto 10.170,46 euro per un totale di 122.045 euro netti all’anno. Da ex dipendente di Banca d’Italia il ministro Padoa Schioppa ha poi diritto, oltre alla normale pensione, ad un secondo trattamento previdenziale integrativo (sul quale viene versato un contributo aggiuntivo): secondo i dati relativi alla dichiarazione dei redditi 2005, l’ex banchiere centrale può contare su una pensione di 26.060 euro mensili (per dodici mensilità), pari a 312.728 euro l’anno.
Tra pensioni e indennità siamo ad un assegno netto di 36.200 euro al mese. Non è finita qua: il ministro che ha definito gli italiani dei “bamboccioni” perché non provano a mettere su casa per proprio conto se non da trentenni ha chiesto al servizio immobiliare di Via Nazionale di poter usufruire di un alloggio, prontamente concesso dalle parti di Torre Argentina, al centro di Roma. Un appartamentino di una decina di stanze restaurate con garbo, lo descrive chi ha avuto la possibilità di vederlo, ovviamente a canone calmierato.
Certo l’ex vicedirettore generale di Banca d’Italia non è l’unico a godere di simili privilegi, ma, solo per restare nel suo orticello, né Lamberto Dini né Carlo Azeglio Ciampi avevano avuto il cattivo gusto di elogiare la bellezza del pagare le tasse, sapendo allo stesso tempo di pagare solo il 9,75% di imposte sul reddito contro il 23% minimo dei comuni mortali cui l’invito era rivolto.

http://canali.libero.it/affaritalian...doa121007.html