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  1. #11
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    Ricordiamoci che quelli di La 7 avevano tutto l'interesse, mediatico e politico quindi, di far apparire mons.Stenico come un cagaccio.

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  2. #12
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    Questa è manna dal cielo per Corsera, Repubblica e Uaar

  3. #13
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    La Santa Sede sospende monsignor Stenico, dichiaratosi omosessuale

    Il sacedote è stato ripreso in un filmato mentre adescava un ragazzo


    ROMA, lunedì, 15 ottobre 2007 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha sospeso dall'incarico e sottoposto a procedimento disciplinare monsignor Tommaso Stenico, 60 anni, Capo dell'Ufficio Catechistico della Congregazione per il Clero, che in un filmato andato in onda durante il programma “Exit” aveva dichiarato di praticare la propria omosessualità.

    L'ulteriore conferma in proposito, dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, arriva quest'oggi dal Cardinale Julián Herranz Casado, Presidente della Commissione disciplinare della Curia Romana e Presidente emerito del Pontificio Consiglio per l'Interpretazine dei Testi Legislativi, in una intervista rilasciata a La Repubblica (15 ottobre 2007).

    Il porporato ha infatti affermato che il Vaticano “è già intervenuto, ed anche tempestivamente, con un provvedimento di sospensione”, anche se “per le decisioni finali, ci penserà il tribunale”.

    In merito al caso Stenico, il Cardinale ha sottolineato la necessità di lasciare lavorare “in serenità” gli inquirenti che cercano di far luce su tutta la vicenda, “lontano dai clamori dei mass media, perché i processi non si devono fare sui gionali, ma nelle sedi istituzionali”.

    Tuttavia, ha tenuto a precisare, “è la Santa Sede la prima ad essere interessata a fare subito pulizia al suo interno. Ma sempre nel rispetto dei diritti umani e dopo il pronunciamento delle autorità giudiziaria”.

    A livello generale, ha spiegato, per quanto concerne “i reati commessi contro il sesto comandamento, riguardanti la sfera sessuale, il canone 1399 del Codice di diritto canonico prevede pene severissime, fino alla riduzione allo stato laicale per quell'eventuale sacerdote che pecca con un minore di 16 anni”.

    “È lo stesso criterio che sarà applicato a monsignor Tommaso Stenico, già sospeso dal servizio, in attesa delle verifiche degli inquirenti e del pronunciamento del tribunale”, ha aggiunto.

    “Quando qualcuno sbaglia, viene giudicato secondo il Codice di diritto canonico o i provedimenti previsti dal regolamento della Curia romana, ma esempre nel rispetto dei diritti, senza pregiudizi e con processi regolari”, ha continuato.

    Il porporato ha inoltre dichiarato che da parte della Chiesa “sicuramente c'è tristezza. Ma c'è anche la consapevolezza che si tratta di casi eccezionali, oserei dire unici, che non intaccano tutta la comunità, perché nella Chiesa, nella Santa Sede, ci sono tantissime persone, laiche e religiose, fortemente impegnate a servire il Papa con serietà, determinazione, amore per la parola di Cristo”.

    In effetti, ha riconosciuto, malgado “il clamore di casi isolati” “la Commisione disciplinare che presiedo è quasi disoccupata”.

    Nell'intervista mandata in onda il 1° ottobre scorso durante la trasmissione condotta da Ilaria D'Amico su “La 7”, quattro persone riprese con volti e voci contraffatti e che si presentavano come sacerdoti, avevano confessato le loro preferenze omosessuali.

    Nel filmato il prelato ha ammesso di essere gay, aggiungendo persino di “non sentirsi in peccato” e di aver scelto l'anonimato “per non essere richiamato dai superiori vista l'attuale ferma opposizione della dottrina cattolica in materia di celibato sacerdotale ed omosessualità”.

    Il nome di monsignor Stenico è stato rivelato solo successivamente dal quotidiano on-line “Petrus”, diretto da Gianluca Barile, per il quale il sacerdote collaborava e che lo ha licenziato il 9 ottobre scorso in seguito alla sua apparizione in tv.

    Nel filmato però erano riconoscibili l'ascensore di accesso alla Congregazione del Clero e la porta di ingresso del Dicastero, ripresi dalle telecamere mentre il monsignore faceva accomodare l’interlocutore.

    Dopo una veloce inchiesta interna al Dicastero diretto dal Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., Arcivescovo emerito di São Paulo (Brasile), facilitata anche dal fatto che Stenico era l'unico a tenere la chiave dell'ufficio, sono arrivati i provvedimenti disciplinari.

    Monsignor Tommaso Stenico, originario di Borgo Valsugana (Trento), dottore in teologia e laureato in psicopedagogia, è collaboratore di “Telepace,” docente di Catechetica e Psicologia, lavora da 25 nella Curia romana e da oltre 30 è psicologo e psicoterapeuta iscritto all’Albo degli psicologi del Lazio.

    In sua difesa, in una intervista concessa allo stesso quotidiano “Petrus”, monsignor Stenico ha confessato che “l'episodio è avvenuto realmente", tuttavia ha precisato di non essere gay ma di aver “peccato di superficialità”.

    Il monsignor ha infatti dichiarato di voler “scrivere e redigere un libro, una ricerca sul problema dell’omosessualità tra i preti”, e che per tale ragione aveva contattato questo ragazzo dopo aver fatto una ricerca su siti gay.

    Il prelato ha sostenuto di aver accettato l'incontro con uno sconosciuto solamente per contribuire a smascherare eventuali sacerdoti infedeli, essendo preoccupato dalla montante campagna di stampa contro la Chiesa.

    “In sostanza era solo un esperimento, uno studio sul tema, ed io sono caduto, ma spiegherò tutto ai miei superiori”, ha affermato.

    Fonte: Zenit, 15.10.2007

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da millions Visualizza Messaggio
    Questa è manna dal cielo per Corsera, Repubblica e Uaar
    Sì, perchè non è stato fedele al suo sacerdozio. Le sue scuse postume .... sono a dir poco ridicole ....
    Mi auguro che i suoi superiori non si lascino abbindolare .... . Altro che ricerca ... lì voleva consumare .... Il video l'ho visto anch'io ... .

  5. #15
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    Pregiamo, comunque, per lui.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da millions Visualizza Messaggio
    Pregiamo, comunque, per lui.
    La preghiera è un dovere. Per tutti.
    Ma anche la denuncia affinché si faccia pulizia .... nel giardino della Chiesa infestato dai rovi del modernismo e dalle spine della depravazione.
    La preghiera soprattutto è che la Chiesa torni a risplendere col suo volto luminoso.

  7. #17
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    Monsignore «freudiano»

    21/10/2007



    «…quando si opprime
    si rischia poi di fare esplodere la persona».
    L'affermazione è tratta dalla cosiddetta «confessione» del monsignore gay, andata in onda su un noto canale televisivo (1); essa non è presa in considerazione per trarne commenti o giudizi di merito sulla persona in questione (la quale, tra l'altro, identificata dai superiori, è ora sottoposta a sanzioni disciplinari ecclesiastiche), ma soltanto quale spunto di riflessione su un pregiudizio comune, oramai ampiamente diffuso e riconosciuto ad ogni livello e sentire sociale.
    Alcune delle innovazioni della psicanalisi di inizio '900 infatti hanno avuto esiti ben al di là delle più rosee previsioni propagandistiche.
    Ad essere più precisi questo è ciò che è accaduto (grazie ad un'abilissima regia non inconsapevole) a molte delle ideologie di fine '800 - inizio '900, mutate, da elitarie elucubrazioni di pochi «eletti», a dati acclarati e sicuri della comune cultura popolare.
    L'idea per la quale la libido sessuale debba necessariamente essere assecondata, mediante il raggiungimento del piacere perseguito, a seguito dell'energia psichica latente nell'ES (2) (parte oscura della personalità ove nascono le pulsioni) - luogo delle rimozioni negative ad opera di un'artefatta coscienza morale individuale, identificata nel Super-io, al fine di evitare spiacevoli conseguenze nevrotiche, capaci di provocare una vera e propria infermità psicologica, uno scompenso esistenziale dai devastanti risultati - costituisce un clamoroso falso, deliberatamente esaltato, a «livello mediatico», come dogma intangibile di scienza.
    Il pansessualismo nel quale siamo immersi volenti o nolenti grida tracotante proprio questa conclamata «verità»: il sesso è una necessità dispotica da soddisfare (al pari ad esempio del magiare, bere e dormire), pena, addirittura il rischio di ammalarsi seriamente.
    Le conseguenze estreme di questa premessa sono un' evidente condanna in blocco di tutta la morale, particolarmente di quella religiosa (rectius cattolica, nello specifico), di cui la psicoanalisi di Freud mina le fondamenta alla radice.
    Tuttavia è sotto gli occhi di tutti (dopo il '68) il fallimento estremo di tale pregiudizio.

    Il perseguimento del piacere, da assecondare sempre e comunque, genera soltanto ulteriore infelicità ed aggravata frustrazione.
    L'attuale società consumistica, pur essendo onnivora di sesso, e pur potendo permetterselo a basso costo e pronto consumo, manifesta più che mai sintomi non solo di nevrosi, ma anche di vera crisi esistenziale e di disperazione; questo è un fatto evidente.
    Lo stesso Freud, criticato e smentito da alcuni suoi colleghi (come Jung e Adler per esempio) e successori (le posizioni dell'attuale psicanalisi sono per certi versi lontane dal viennese), iniziò a dubitare delle verità delle sue conclusioni: dal 1920 in poi, infatti, opporrà alle pulsioni di vita (Eros), le pulsioni di morte (Thanatos), attribuendo all'uomo innate ed alla fin fine incontrollabili (perché senza capacità alcuna di disinnesco) capacità di distruzione (sadismo) ed autodistruzione (masochismo), sottoponendo l'ES, non soltanto ai pregiudizi tirannici del Super-io, ma anche al «principio del Nirvana», per il quale ogni bisogno viene ridotto alla morte.
    Riscontrava, senza volere, la verità assoluta di quanto afferma Gesù: chi commette il peccato, ne diviene schiavo, comprovandone pertanto l'inutilità della soddisfazione immediata dell'oggetto del piacere.
    Il cristianesimo, pur attaccato a più riprese ed in diversi momenti dagli scritti del Freud «filosofo» (3), non può temere le illazioni che gli sono ivi attribuite; affermazioni secondo cui «la religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dell'umanità; come quella del bambino, essa ha tratto origine dal complesso edipico, dalla relazione paterna».
    Stando a tale concezione, è da prevedere che l'abbandono della religione debba aver luogo con l'inesorabilità fatale di tutti i processi di crescita, e che ora ci troviamo in pieno proprio in questa fase di sviluppo; non soltanto Freud tradisce un'ossessiva incapacità di cogliere l'essenziale del messaggio di Gesù, che è proprio incentrato nella rivelazione e nel nuovo divinizzante accesso al Mistero Trinitario; messaggio che, rettamente inteso, presuppone l'esistenza di un Padre «essenziale», non necessariamente marito né «accompagnato da una madre», che è fattispecie ben distinta da quella elaborata nel complesso di Edipo (la cui applicazione universale è perfino discussa), ma per giunta perviene inesorabilmente a conclusioni materialistiche non distinte dalla disperata ed insensata ideologia marxista.
    La convinzione per la quale «la religione è un tentativo di vincere il mondo dei sensi, nel quale siamo posti, per mezzo del mondo dei desideri che abbiamo sviluppato in noi in seguito a necessità biologiche e psicologiche. Ma in quest'opera non può riuscire» è smentita dalla storia della santità di vita di tutti coloro che a Cristo si sono voluti consegnare veramente e senza riserve e che hanno pertanto sperimentato realmente la vittoria sul male e sul peccato.

    La cecità estrema di Freud (giudeo non praticante) verso il cristianesimo è evidentemente generata da un assunto preconcetto, palesemente manifesto anche nella critica che egli osa fare anche al comandamento dell'amore per il prossimo «il mio amore è una cosa preziosa, che non ho diritto di gettar via sconsideratamente. [...] Ma se [l'altro] per me è un estraneo e non può attrarmi per alcun suo merito personale o per alcun significato da lui già acquisito nella mia vita emotiva, amarlo mi sarà difficile. E se ci riuscissi, sarei ingiusto, perché il mio amore è stimato da tutti i miei cari un segno di predilezione; sarebbe un'ingiustizia verso di loro mettere un estraneo sul loro stesso piano. Ma se debbo amarlo di quell'amore universale, semplicemente perché anche lui è un abitante di questa terra, al pari di un insetto, di un verme, di una biscia, allora temo che gli toccherà una porzione d'amore ben piccola e mi sarà impossibile dargli tutto quello che secondo il giudizio della ragione sono autorizzato a serbare per me stesso. A che pro un precetto enunciato tanto solennemente, se il suo adempimento non si raccomanda da se stesso come razionale (…) Se osservo le cose più da vicino, le difficoltà aumentano. Non solo questo estraneo generalmente non è degno d'amore, ma onestamente devo confessare che avrebbe piuttosto diritto alla mia ostilità e persino al mio odio».
    Le conclusioni del filosofo toccheranno il culmine estremo sul letto di morte: la deliberata somministrazione di morfina da parte della figlia (dietro sua richiesta) lo spegnerà lentamente nel sonno di un avvenire - dal suo punto di vista - davvero disperante e disperato.
    Nell'Imitazione di Cristo (4), opera di autore non certo, ma sorta sicuramente in ambito monastico, si trovano già le risposte a molte delle inquietudini della psicanalisi.
    Citiamone in via esemplificativa un passo tratto dal capitolo LIII: «Trionfare su se stesso è vittoria perfetta. Chi infatti sa dominarsi in modo così completo che i sensi obbediscano alla ragione e la ragione obbedisca in tutto a me [è il Signore a parlare all'anima, ndr], è il vero vincitore di sé e il padrone del mondo. Se tale è la vetta che ti attenti a scalare, devi usate energia fin dal principio, attaccare le radici con la scure, per stroncare e distruggere ogni forma di attaccamento occulto e disordinato a te stesso e ad ogni bene particolare e sensibile. Da codesta mala tendenza dell'uomo all'amare sé disordinatamente e troppo nasce tutto, o quasi, il male che va vinto alla radice: vinto esso e soggiogato, la pace subentra tosto, abbondante e serena».

    La Tradizione cristiana non disconosce i processi sottesi all'umano agire e, lungi dall'arrendersi miserevolmente di fronte al male (come in definitiva fa Freud), postula la forza della divina grazia, che è in grado, se vissuta radicalmente e lasciata penetrare fino alle giuntura dell'uomo interiore, di operare la metanoia necessaria al sovvertimento di tutto quel che v'è di carnale per trasfigurarlo e transustanziarlo nello spirituale… in definitiva, in Dio stesso.
    Il dominio di sé è momento imprescindibile per ottenere la vera pace interiore; il compromesso freudiano di un mediato assenso al male, non è contemplato.
    La lotta è serrata, estrema, radicale; il male non può essere tollerato né scusato, ma va tolto di mezzo, di netto.
    Pervenire a questa assoluta atarassia è normalmente (ma tutto dipende da quanta umiltà abiti nel credente che supplica l'aiuto di Dio) questione di grazia e di molti tempi di preghiera e di ascesi.
    Un dato è certo: la rinuncia al mondo, alla carne, al demonio, rappresenta una frustrazione, potenziale fonte di nevrosi, soltanto nel caso in cui sia ipocrita o parziale.
    L'uomo consegnato del tutto all'edificazione del Regno non può soffrire della mancanza di sesso né di null'atro, perché la presunta privazione viene riempita prontamente da una vitale energia esistenziale, che sgorga proprio dall'inabitazione della Presenza Divina (perciò il sacerdote può essere celibe, senza che questo intacchi la sua integrità psicologica e fisica, al contrario, anzi, la aumenti!).

    Abdicare per il Regno dei Cieli è ricevere sempre il cento per uno; è trovare il tesoro nascosto per il quale vendere tutto; è rallegrarsi della pienezza di Cristo, da cui si riceve ogni pienezza, senza possibilità alcuna di scompensi o tristezze.
    «Nulla ti turbi, niente ti spaventi, chi ha Dio nulla gli manca, tutto passa, solo Dio resta, solo Dio basta» (S. Teresa d'Avila).

    Stefano Maria Chiari
    -------------------------------------------------------------------------
    Note


    1) Vedi anche
    2) «All' Es ci avviciniamo con paragoni: lo chiamiamo un caos, un calderone di eccitamenti ribollenti. Ce lo rappresentiamo come aperto alla estremità verso il somatico, e che ivi accolga in sé i bisogni pulsionali, i quali trovano cosí la loro espressione psichica, senza che sappiamo dire in quale substrato. Attingendo alle pulsioni, esso si riempie di energia, ma non ha un'organizzazione, non produce una volontà collettiva, ma solo lo sforzo per procurare soddisfacimento ai bisogni pulsionali rispettando il principio di piacere. Impulsi contrari sussistono uno accanto all'altro, senza annullarsi o diminuirsi a vicenda; tutt'al piú, sotto la dominante costrizione economica di scaricare l'energia, confluiscono in formazioni di compromesso. Impulsi di desiderio che non hanno mai varcato l'Es, ma anche impressioni che sono state sprofondate nell'Es dalla rimozione, sono virtualmente immortali, si comportano dopo decenni come se fossero appena accaduti. Solo quando sono divenuti coscienti mediante il lavoro analitico, essi possono venir riconosciuti come passato, venir svalutati e privati della loro carica energetica, e su ciò si fonda, e non in minima parte, l'effetto terapeutico del trattamento analitico» (tratto da 31a lezione del 1932); l'Es in Freud supererà la definizione di inconscio, precedentemente elaborata, anche se tuttavia, come precisato da Jacques Van Rillaer: «Contrariamente a quanto crede il grande pubblico, l'inconscio non è stato scoperto da Freud. Nel 1890, quando ancora non si parlava di psicoanalisi, William James, nel suo monumentale trattato di psicologia, esaminava il modo in cui Schopenhauer, von Hartmann, Janet, Binet e altri avevano utilizzato il termine 'inconscio' e 'subconscio'» da "Le livre noir de la psychanalyse: Vivre, penser et aller mieux sans Freud", AA.VV. (dir. Catherine Meyer), les Arènes, 2005, pagina 217. Ma, possiamo aggiungere, non soltanto in ambito laico; si ritiene, infatti, che non soltanto San Bernardo e San Tommado d'Aquino, parlando del discernimento degli spiriti, individuarono questi «occulta cordis», ma anche la tradizione monastica già possedesse tale nozione.
    3) Si vedano in particolare: "L'avvenire di un'illusione, L'uomo Mosè e la religione monoteistica: tre saggi", "Totem e tabù", opere da cui traiamo le citazioni riportate.
    4) Ad avviso di chi scrive (e non solo) autentico capolavoro della mistica e (soprattutto) dell'ascesi cristiana.

    FONTE

  8. #18
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    Predefinito Il Video del "Monsignore"


  9. #19
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  10. #20
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    "La preghiera è un dovere. Per tutti.
    Ma anche la denuncia affinché si faccia pulizia .... nel giardino della Chiesa infestato dai rovi del modernismo e dalle spine della depravazione.."


    Concordo pienamente!
    Il monsignore deve ancora esser sentito da chi di dovere.
    Ragazzi, e' proprio un brutto periodo per la nostra chiesa. E prima sto Sante e poi questo monsignore. E' vero che gli attacchi avvengono regolarmante da sappiamo chi e come, ma e' altrettanto vero che la chiesa necessita' di una sana pulizia e di ristabilito rigore morale!

 

 
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