ITALIA
Roma | 15 ottobre 2007
Cassazione: vietate allo stadio le bandiere fasciste
''Violazione delle norme contro la discriminazione razziale''Chiavi giustizia~ sportIncappano nella condanna - per violazione delle norme contro la discriminazione razziale - i tifosi che vanno allo stadio sventolando dagli spalti il tricolore con il simbolo del fascio littorio nella parte bianca. Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato la pena di quindici giorni di reclusione - inflitta dal gup di Roma (il quattro febbraio 2004) e convalidata dalla Corte di Appello (il primo dicembre 2005) - nei confronti di un ultrà, Crisiano S., sorpreso all'Olimpico con la bandiera fascista.
Senza successo il tifoso ha fatto ricorso alla Suprema Corte sostenendo l'innocuità simbolica del fascio littorio in quanto emblema "adottato" anche dagli Etruschi, dalla Repubblica Cisalpinea e da Giuseppe Mazzini. La Cassazione gli ha replicato che certamente il suo comportamento non può considerarsi come un tentativo - vietato dalla legge - di riorganizzazione del partito fascista perché la sua condotta "non ha costituito pericolo per le istituzioni democratiche". Senz'altro, però, deve essere dichiarato colpevole di violazione delle norme che, in pubblico, mettono al bando tutte le forme di discriminazione razziale.
In proposito i supremi giudici rilevano che la bandiera ostentata da Cristiano era "il simbolo tipico del fascismo che ha indubbiamente emanato leggi di discriminazione per motivi razziali". "La circostanza che il fascio littorio sia stato usato in altri tempi ed in altri luoghi per diverse finalità - conclude la Terza sezione penale con la sentenza 37390 - è irrilevante dal momento che attualmente, in Italia, è collegato da tutti al regime fascista che è stato l'ultimo utilizzatore del simbolo".




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cose assurde!!!

