Quando inizia a formarsi ?
Quando in tutta la Penisola i ceti colti cominiciano a scrivere e a parlare in "italiano" (toscano) ?


Quando inizia a formarsi ?
Quando in tutta la Penisola i ceti colti cominiciano a scrivere e a parlare in "italiano" (toscano) ?
Se non erro, con Dante si comincia a parlare di lingua italiana, che dovrebbe derivare dal toscano.
Per quanto mi riguarda, se dobbiamo attenerci a un discorso principalmente storico, dobbiamo sapere che l'Italia, dagli antichi greci, veniva considerato lo spazio che andava dal Basso Lazio fino alla Sicilia, che loro chiamarono Magna Grecia.
Secondo me anche con Roma, si potrebbe far coincidere un certo discorso di italianità; la cosa certa, a mio parere, è che l'Italia intesa come nazione nasce soltanto dopo il 1861, e che se anche la lingua era già diffusa, un lombardo-veneto, un napolitano, un siciliano o un toscano, difficilmente si considerava italiano nel senso moderno del termine.


Nel vero senso del termine come lo inquadri, sembra che sia iniziato solo con le emigrazioni degli anni '50 del secolo scorso!!quando le A.C.L.I. e altre associazioni sindacali "accoglievano" gli italiani emigrati cercando una nicchia "culturale" da far emergere durante le trasmissioni radiotelevisive per almeno 1 ora alla settimana mischiandoli ad altri emigrati come portoghesi e spagnoli...
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Già Dante nel de vulgari eloquentia aveva sugellato un dato di fatto ormai consolidato.
Il passaggio dal latino al volgare fu graduale e durò cinque secoli, più o meno dal IV secolo al IX. Dal 1200 iniziò la laeeteratura colta in volgare.
Altra cosa l'italianità. Stuprata da chi la impose senza conoscerla. L'italianità che conosciamo è quella retorica e usurpatrice dei saboia. In realtà è una cosa più alta ed ha origini sin dai tempi della Magna Graecia, riunendo dapprima tutti gli abitanti della parte meridionale della penisola e, partendo da lì, coinvolgendo le poco civilizzate popolazioni della pianura padana. Socii che furono, i regni italici divennero sin dall'epoca d'Augusto la principale provincia dell'Impero. La divisione in diocesi dell'Impero Costantiniano pose i presupposti per la nascita degli stati medioevali. Ma il comune sentire non venne mai meno si aggiunse, mai si sotituì all'orgoglio di appartenere ai Regni ed alle Repubbliche, che nacquero come stati tributari degli Imperi. L'Italia mantenne la sua potenza fino al '500, quando, non per motivi politici, ma economici (la scoperta dell'America) iniziò a perdere la sua centralità. Il suo Ethos, cattolico ed imperiale alberga in tutti i monumenti, in tutte le Chiese, nel magnifico barocco e nel neoclassicismo.
L'italianità portata avanti da Ciampi è una costruzione a tavolino, tanto artefatta quanto poco credibile, l'Italia dei due risorgimenti. Una Nazione che non aveva bisogno di risorgere, essendo nel pieno del suo splendore prima che una consorteria di massoni ed affaristi ne disarticolò, con la complicità inglese, le strutture sulle quali si era fondata sin dal tempo del foedus Italicum, la Vera forma della nostra Nazione.




tirando fuori vocine liceali da un angolino della memoria mi sembra di ricordare che la "letteratura italiana" comincia nel '300. continua con bazzecole come il boccaccio, il petrarca ecc. le elite culturali di tutta la penisola parlavano italiano (che sarebbe il fiorentino del '400).
machiavelli scrive in italiano il suo trattato politico fondamentale, così come il guicciardini. loro parlavano di italia, di italiani.


INIZIA A FORMARSI QUANDO UNA PERSONA NATA IN PENISOLA, RAGGIUNGE L'ETA' DELLA RAGIONE E TERMINA ALLA SUA MORTE.
NASCERE IN ITALIA E' SUFFICIENTE A SENTIRSI ITALIANI ANCHE SE NON SI E' DI ORIGINE ITALIACA.
NON POTRO MAI CAPIRE CHI AFFERMA IL CONTRARIO, O è UN BUGIARDO O DI SICURO NON è IN CONDIZIONE DI RAGIONARE![]()