La crisi politico-istituzionale è ormai irreversibile.
Isistema dei partiti, altrimenti detto partitocrazia, ha i giorni contati, sia pure resti difficile che un sistema deviato si autodistrugga promuovendo esso stesso un nuovo sistema democratico di delega della sovranità nazionale dai cittadini verso la dirigenza del paese.
Siamo ad un bivio pericoloso fra la strada del riformismo, affossata, bastonata, castrata ed infine uccisa con il NO agli scorsi referendum del giugno 2006, e una vera e propria svolta autoritaria, anelata e voluta da una buona parte della popolazione, ormai stanca dei giochetti della partitocrazia.
Cosa avverrà? Riuscirà il sistema politico a rigenerare se stesso? Riuscirà il riformismo a migliorare il governo di questo paese? O dobbiamo arrenderci all'idea che, fuori del sistema democratico italiano, si stia preparando il futuro del nostro paese?
Insomma: democrazia meritocratica o meritocrazia democratica?
Cosa pensate che avverrà e, soprattutto, cosa pensate voi che sia meglio che accada o non accada.
Buona discussione.
Il cittadino " X "
Gustavo Gesualdo
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