Corriere della Sera 13 ottobre di Elisabetta Soglio
Preoccupazione tra gli assessori per l'indagine sulle assunzioni a Palazzo Marino. L'opposizione: il sindaco pensi all'illegalità, non ai cortei contro il governo
Inchiesta della Corte dei Conti: la giunta rischia di pagare 11 milioni di euro. L'Unione: troppi errori

«Sono assolutamente serena sull'operato mio, della giunta, della direzione generale e di tutta la struttura. Avremo modo di chiarire tutti i punti». Il sindaco Letizia Moratti da Washington risponde alla notizia che la Corte dei Conti ha chiuso l'indagine sugli incarichi dirigenziali firmati dalla giunta Moratti, calcolando un danno di 11 milioni di euro che sindaco, direttore generale e assessori potrebbero essere tenuti a dover pagare di tasca propria.
Nel documento vengono messi sotto accusa 90 incarichi «illegittimamente attribuiti». Il vicesindaco Riccardo De Corato glissa: «Abbiamo 60 giorni di tempo per presentare le nostre controdeduzioni, lo faremo dopo averne parlato con il sindaco e decideremo se esprimerci a livello individuale o collegialmente ». De Corato interviene al termine della seduta di giunta durante la quale, dopo aver gridato al complotto politico, alcuni assessori hanno anche espresso preoccupazione per la propria posizione personale: «Ma davvero possono farci pagare? Ma davvero la nostra assicurazione potrebbe non rispondere di un eventuale danno?».
Intanto l'opposizione, che fin da un anno fa aveva presentato il primo esposto alla Corte dei Conti, affonda il colpo: «Non fa piacere dire adesso che avevamo ragione.
L'aspetto più grave sta però nel fatto che hanno perseverato costringendoci a presentare nel frattempo altri due aggiornamenti sulla situazione, dal momento che hanno continuato ad assumere dirigenti sulla base di criteri poco chiari». La Adamo chiude velenosa: «La Moratti, che, primo sindaco, ha voluto tenere le deleghe di Organizzazione e Personale, risponda di questo danno procurato alla città invece di annunciare altre marce contro il Governo. E, soprattutto, prima di chiedere legalità altrove, la faccia rispettare nel Comune che lei amministra».
Basilio Rizzo, consigliere della Lista Fo (che ha presentato l'esposto anche alla magistratura) osserva che «certo questo non è un bel biglietto da visita, ad una settimana dall'arrivo degli ispettori del Bie per l'Expo». Poi: «Mi aspetterei che qualcuno si autosospendesse. Mi chiedo quale sia la credibilità di un sindaco, di una giunta e di una macchina amministrativa messi sub iudice ». Infine: «Immaginiamo la soddisfazione dei tanti dipendenti comunali che sono stati mortificati da troppe vessazioni. Evidentemente, le loro accuse non erano così campate per aria». Davide Corritore della Lista Ferrante osserva che «di questa vicenda colpisce l'imponente opera di ricollocazione di personale politico in caselle dirigenziali, con attribuzione di funzioni che in molti casi nulla avevano a che fare con la storia professionale dei nominati. Aspettiamo che il sindaco ne risponda ». Dalla maggioranza tenta la difesa il capogruppo Udc, Pasquale Salvatore: «Rispetto le decisioni della Corte dei Conti, ma non lo ritengo un giudizio politico sull'efficienza della macchina amministrativa». Più severo il leader leghista Matteo Salvini: «Attendiamo risposte anche noi. A fronte di certi incarichi e stipendi anche noi avevamo sollevato dubbi durante qualche riunione di maggioranza, sollecitati da elettori leghisti preoccupati da certe notizie. Comunque — anticipa Salvini — arriverà una nostra proposta al sindaco per tagliare ulteriormente i costi della politica».
Nel frattempo, però, la maggioranza non si accorda neppure sul taglio dei cda previsto dal decreto Lanzillotta. I consiglieri della Cdl, ieri, hanno infatti sollevato dubbi sulla delibera. Tutto rinviato.