
Originariamente Scritto da
Joseph Epomeo
La giustizia sportiva ha usato la mano pesante nei confronti della S.S.C. Napoli. La squadra azzurra subirà con decorrenza immediata un turno di squalifica per cui dovrà disputare una partita a porte chiuse a causa di uno striscione offensivo nei confronti della tifoseria, poi fatto immediatamente rimuovere, di quattro bottigliette piene, una delle quali ha colpito il guardalinee, e tredici fumogeni accesi. Tutto ciò durante la partita interna del 26 settembre 2007 con il Livorno. Questo significa che l’incontro interno del 30 settembre sarà giocato senza pubblico.
Il Napoli ha fatto ricorso contro la sentenza ma, il giudice sportivo con una fermezza unica in Italia, ha confermato la pena con estrema severità. In un’Italia dove il sistema giudiziario è eccessivamente garantista, dove il capo dell’opposizione politica è stato condannato ma mai incarcerato, dove il parlamento è pieno di persone condannate in via definitiva, dove una mamma che uccide un figlio pur essendo stata condannata a 30 anni in primo grado ed a 16 in secondo grado dopo sei anni dall’omicidio non ha fatto un giorno di carcere. In Italia dove c’è la quasi certezza di non scontare alcuna punizione…, con la squadra del Napoli si emettono sentenze sommarie e si applicano pene esemplari. Un sistema di giustizia sommario tipico dei peggiori regimi dittatoriali.
La vicenda per come si è svolta pone altri interrogativi. Basta un episodio insignificante per punire con una immediata e severa sentenza. A questo punto chiunque odia una squadra avversaria, anche una sola persona, potrebbe travestirsi da tifoso di quella compagine e con un’azione violenta danneggiare quella squadra. Inoltre rimarrebbe anche impunito. In Campania ci sono frange di “tifosi” avversari del Napoli che odiano a morte la squadra azzurra e anche la città di Napoli. Siamo certi che a provocare gli incidenti siano stati veri tifosi del Napoli e non teppisti sostenitori di altre squadre?
Come l’anno scorso a causa del lancio di alcuni petardi da parte di pochi spettatori durante la partita Napoli - Frosinone, anche quest’anno l’episodio contestato è stato causato da poche persone ed è partito, strana coincidenza, dallo stesso settore dello stadio. Il tutto rafforza l’ipotesi appena citata. L’anno scorso il Napoli era solo al comando… oggi è a un punto dalle prime. Un’altra coincidenza é che atti teppistici accadono quando il Napoli è al meglio delle sue prestazioni, danneggiandolo irreparabilmente insieme alla correttissima tifoseria partenopea.
Un’altra cosa che fa rabbia è vedere come la lega professionistica adotta sistematicamente due pesi e due misure. A San Siro è consentito di tutto…. Quando accade qualcosa tutti i giornali in fotocopia ripetono la tiritera “Sono solo quattro gatti”. Chi ricorda quello che avvenne a San Siro il 25 febbraio 1990 durante la partita Inter – Napoli valevole per la 26° giornata del campionato 89-90?
Cori razzisti che recitavano “Senti che puzza scappano i cani, stanno arrivando i terroni napoletani, alluvionati terremotati, acqua e sapone non li avete mai usati” o peggio “Napoli nera, Napoli colera sei la vergogna dell’Italia intera e quindi vota lega lombarda per eliminare la razza bastarda”. In quella occasione fu esposto anche uno striscione che inneggiava ad Hitler per i sei milioni di ebrei ammazzati e che augurava di trovare in futuro qualcuno che potesse fare lo stesso con i Napoletani. Questo striscione fu accolto dall’applauso e dalla totalità delle decine di migliaia di spettatori di San Siro che non tifavano Napoli. All’epoca le leggi anti-violenza erano meno severe ma le norme in vigore comunque permettevano una squalifica esemplare dell’impianto milanese, invece non ci fu nessuna sanzione.
Queste vicende rendono non credibile ad autorevole il governo del calcio italiano, per cui davanti a questi fatti sarebbe opportuno per il Napoli e le altre squadre del Sud Italia creare una federazione calcio autonoma che possa organizzare un campionato Nostro di tutta onestà.