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  1. #1
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    Predefinito La sinistra è finita! E il Comunismo?

    Da quanto emerge ormai in modo inequivocabile negli ultimi mesi stiamo assistendo alla necrosi della sinistra italiana ed europea.Oramai l'atalantismo, il liberismo ed ora il securitarismo sono le parole d'ordine della sinistra anche nella sua variante cd radicale.

    Il conformismo e l'opportunismo piu' meschino ha oramai devastato anche quei partiti che si rifanno al "comunismo" che rappresentano la pallida e distorta idea di quello che fu lo slancio di emancipazione sociale e culturale del comunismo novecentesco.

    Piccoli piazzisti di merce scaduta ed infermieri delle necessita' del capitalismo a questo sono ridotti i sedicenti partiti comunisti in Europa con lo spettacolo piu' desolante offerto dai nostrani PDCI e PRC , veri e propri ammennicoli del Potere e da considerare come fenomeni reazionari a tutti gli effetti.

    Non va meglio se consideriamo la cd area antagonista, frammentata in gruppi e gruppetti autoreferenziali che vivono in uno stato onirico legato da una parte al nostalgico rimpianto degli anni settanta e dall'altra a tesi, schemi e linguaggi vecchi e al di fuori della realta'.

    Tra custodi dell'"ortodossia" ed elementi "anarcoidi" che vivono nel culto del libertarismo fine a se' stesso si consumano in rituali scadenza di piazza che attirano sempre meno gente, ma soprattutto con contenuti e parole d'ordine velleitarie e demagogiche.

    In questo quadro desolante ci vorrebbe un vento forte che spazzasse via questi detriti e restituisse un po' di aria nuova fuori dai miasmi dell'agonia dei cd comunisti.

    Non vedo motivi per sperare che questo avvenga presto, anche perche' i "detriti" sono ben abbarbicati al loro potericchio, ma credo che un 'ondata populista e reazionaria contraria agli effetti della globalizzazione sconvolgera' tutto portandosi dietro anche queste cariatidi che probabilmente troveremo sulla barricata nemica a guardia del Potere .

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Da quanto emerge ormai in modo inequivocabile negli ultimi mesi stiamo assistendo alla necrosi della sinistra italiana ed europea.Oramai l'atalantismo, il liberismo ed ora il securitarismo sono le parole d'ordine della sinistra anche nella sua variante cd radicale.

    Il conformismo e l'opportunismo piu' meschino ha oramai devastato anche quei partiti che si rifanno al "comunismo" che rappresentano la pallida e distorta idea di quello che fu lo slancio di emancipazione sociale e culturale del comunismo novecentesco.

    Piccoli piazzisti di merce scaduta ed infermieri delle necessita' del capitalismo a questo sono ridotti i sedicenti partiti comunisti in Europa con lo spettacolo piu' desolante offerto dai nostrani PDCI e PRC , veri e propri ammennicoli del Potere e da considerare come fenomeni reazionari a tutti gli effetti.

    Non va meglio se consideriamo la cd area antagonista, frammentata in gruppi e gruppetti autoreferenziali che vivono in uno stato onirico legato da una parte al nostalgico rimpianto degli anni settanta e dall'altra a tesi, schemi e linguaggi vecchi e al di fuori della realta'.

    Tra custodi dell'"ortodossia" ed elementi "anarcoidi" che vivono nel culto del libertarismo fine a se' stesso si consumano in rituali scadenza di piazza che attirano sempre meno gente, ma soprattutto con contenuti e parole d'ordine velleitarie e demagogiche.

    In questo quadro desolante ci vorrebbe un vento forte che spazzasse via questi detriti e restituisse un po' di aria nuova fuori dai miasmi dell'agonia dei cd comunisti.

    Non vedo motivi per sperare che questo avvenga presto, anche perche' i "detriti" sono ben abbarbicati al loro potericchio, ma credo che un 'ondata populista e reazionaria contraria agli effetti della globalizzazione sconvolgera' tutto portandosi dietro anche queste cariatidi che probabilmente troveremo sulla barricata nemica a guardia del Potere .
    Allora anche una neovandeana, rivolta contro la globalizzazione diventa una nuova linfa e spinta .....ce si farà neogiacobina e rivoluzionaria....

  3. #3
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    Diaciamo che la sinistra è finita, nel senso che la sua evoluzione storica l'ha portata a diventare nemica, mentre il comunismo non si è ancora ripreso dalla botta della fine dell'URSS e rischia di venir risucchiato dalla sinistra.

    Intanto siamo in mezzo al guado e l'acqua monta......

    Per altro l'ondata reazionaria è un'ipotesi da prendere in considerazione perché ci troviamo in una situazione in cui la classe dirigente economica-giornalistica-politica è delegittimata ed incapace, ma non c'è una nuova classe dirigente per sostituirla.

    C'è una spazio aperto per l'arrivo di movimenti reazionari ed antidemocratici.

  4. #4
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    Direi che dovremmo iniziare a circostanziare il dibattito nel cosiddetto "Occidente", quelo che sto sempre a chiamare Centro Capitalista. Qui si registra davvero una crisi grossa dell'area comunista (come la intendiamo noi), mentre nella Periferia le contraddizioni del capitale sono talmente tanto mastodontiche da ridare di per sè nuova linfa vitale al movimento resistente e rivoluzionario. Anche se superficialmente potrebbe sembrare un controsenso è poi porprio nella Periferia dove si registra la repressione maggiore e più violenta. Dovremmo allora intavolare un dibattito non solo sulle difficoltà oggettive ma anche una volta per tutte fare una autocritica nè sconsiderata nè buonista del movimento comunista in sè nelle aree a capitalismo ultramaturo. La mia idea è che comunque volenti o nolenti, coscientemente o meno noi comunisti occidentali ci siamo comunque fortemente rammolliti dopo la sbornia degli anni Settanta (che a parer mio più che il crollo dell'URSS segna davvero il punto di declino). Ragioni oggettive? Ragioni soggettive? A parer mio ci sono entrambe e francamente nemmeno io so come raccapezzarmici anche per i miei limiti anagrafici e per la completa rottura tra l'oggi e gli anni Settanta anche fisica con i movimenti ed i protagonisti di allora.
    Anche per questo volenti o nolenti dovremmo più che altro considerarci resistenti.

    Sulla questione di una possibile nuova linfa portata da un possibile neogiacobinismo non sono d'accordo. Se infatti diamo per scontato la morte della sinistra, ovvero di un concetto politico nato proprio con il giacobinismo e la Rivoluzione Francese, non possiamo poi riproporre il modello anche se variato che ha creato ciò che oggi oramai è morto. Si entrerebbe a parer mio senza ombra di dubbio in una spirale ricorsiva verso arretrameno di retroguardia con l'aggravante di considerarsi addirittura avanguardia.

    A luta continua

  5. #5
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    Sandinista... non possiamo poi riproporre il modello anche se variato che ha creato ciò che oggi oramai è morto....
    era una provocazione, autoironica e gentile.....nuove insorgenze periferiche( per parlare con linguaggio datato )e mentalità residuale neogiacobina al centro..., è evidente la necessità di arrivare a nuove sintesi e ad una riformulazione dei processi di resistenza con un apparato mentale e critico di tipo nuovo....
    siamo in una nuova situazione boarderline...alla quale dobbiamo prepararci a rispondere in maniera realmente rivoluzionaria e innovativa.

  6. #6
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    la sinistra è finita poichè si è dissolta in due vrianti mostruose entrambi:

    1- la variante di risucchiamento nel sistema capitalistico e nei suoi folli compromessi. Non compromessi reali, da realismo sano politico, ma accomodamenti esiziali sulla spietata logica del mercato, dei suoi poteri forti, dello sradicamento culturale, e dell'americanizzazione progressiva del costume.
    La deriva sistemico-capitalistica è ormai giunta ad un punto di non ritorno, prima di tutto per un ragione filosofica fondamentale: la sinistra ha rinunciato ad essere forza politica di opposizione al predominio assoluta dell'economia ( e con questo ho detto tutto).

    2- la variante delle schegge impazzite: questo è onestamente il mondo verso il quale le mie critiche personali odierne sono più pesanti e incisive, e verso cui mi indirizzo: non perchè in esso mi sia mai identificato, ma poichè esso pretende di incarnare una verace e veritiera opposizione al sistema capitalistico.
    Il mondo della sinistra e del comunismo extraparlamentare soffre di mancanze strutturali di contenuti ed è stretto nella morsa di due tendenze suicide: la prima è quella di un'incapacità costante di saper analizzare le tendenze del capitalismo avanzato riproponendo schemi improbabili e scontri di classe imminenti laddove neanche esiste una coscienza di cittadinanza o di solidairetà minima ( se non nei contesti micro); dall'altra un atteggiamento per cui si identifica la lotta al capitalismo e al rapporto di produxione e consumo da esso generato con una generica lotta al potere, frutto del peggiore 68 e della sua patologia estremistico-settaria, manichea, che ha portato l'allontanamento della politica dalla gente reale.


    In questo calderone di derive, da questa sconfitta epocale e tragica, dobbiamo ripartire senza paura, superando ogni residuo "estremistico", ogni visione semplicista della raltà, coniugando responsabilità individuale e solidarietù piena ed assoluta, in un virtuoso innesto di individuo comunità e universalismo.
    Il percorso è lungo, ma l'importante è muoversi.

  7. #7
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    Il percorso è lungo, ma l'importante è muoversi.
    E ragionare, sempre con lucida serenità, senza farci ingabbiare dal passato, con autentico e generoso slancio verso nuove Sintesi e forme di lotta.....come direste voi...Lampi di Critica Radicale !

  8. #8
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    La sinistra è due cose un'ideale-identità e un processo storico.......questi due aspetti sono da indagare su assi differenti.

    La sinistra ideale-identità va valutata sulle dimensione della vicinanza con il suo ideale e del tradimento o meno delle stesso. Ovvero con categorie morali e di conformità ideologica.

    La sinistra processo storico va valutata sulla base delle dimensioni radicamento ed evoluzioni storiche. Ovvero con categorie storiche e sociali.

    Il mio atteggiamento è differente a seconda della sinistra di cui si parla.

    Mi considero un orfano della sinistra ideale-identità nata con Rousseau, che in Italia è morta lasciando solo qualche residuo tipo sopravvissuto il giorno dopo un'esplosione atomica (la caduta dell'Urss).
    Ormai devo dire che ho elaborato il lutto e sono passato ad altro.

    Invece penso che la sinistra processo storico sia diventata egemone in Italia, perché si è posta alla guida ideologio-pratica del processo di integrazione-dissoluzione del nostro paese nella mondializzazione, ha assorbito una parte del mondo cattolico, si è costruita una base in alcuni degli strati sociali più forti del nostro paese, che influenza potentemente tutti gli altri blocchi sociali.
    Insomma successo su tutta la linea.

    La cosa importante è non mescolare le due visioni della sinistra, altrimenti si rischia di fare confusione.... almeno io ne farei pesantemente a causa della mia particolare condizione esistenziale di orfano della sinistra ideale.

 

 

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