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  1. #1
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    Predefinito Un'Italia anticristiana

    Di Ernesto Galli Della Loggia - Corriere della Sera del 21 marzo 2010

    Sempre più di frequente il discorso pubblico delle società occidentali mostra un atteggiamento sprezzante, quando non apertamente ostile, verso il Cristianesimo. All'indifferenza e alla lontananza che fino a qualche anno fa erano la regola, a una secolarizzazione per così dire silenziosa, vanno progressivamente sostituendosi un'irrisione impaziente, un'aperta aggressività che non è più solo appannaggio di ristrette cerchie di colti, come invece avveniva un tempo. Il bersaglio vero e maggiore è nella sostanza l’idea cristiana nel suo complesso, come dicevo, ma naturalmente, non foss'altro che per ragioni numeriche e di rappresentanza simbolica, sono poi quasi sempre il cattolicesimo e la sua Chiesa a essere presi in special modo di mira. Dappertutto, ma, come è ovvio, in Italia più che altrove.

    Il celibato, il maschilismo, la pedofilia, l'autoritarismo gerarchico, la manipolazione della vera figura di Gesù, l'adulterazione dei testi fondativi, la complicità nella persecuzione degli ebrei, le speculazioni finanziarie, il disprezzo verso le donne e la conseguente negazione dei loro «diritti », il sessismo antiomosessuale, il disconoscimento del desiderio di paternità e maternità, il sostegno al fascismo, l'ostilità all'uso dei preservativi e dunque l'appoggio di fatto alla diffusione dell'Aids, la diffidenza verso la scienza, il dogmatismo e perciò l'intolleranza congenita: la lista dei capi d'accusa è pressoché infinita, come si vede, e se ne assommano di vecchi, di nuovi e di nuovissimi. Ma da un po' di tempo vi si aggiunge qualcosa che contribuisce a dare a quelle imputazioni un peso e un senso diversi, un impatto più largo e distruttivo, finendo per unirle tutte nel segno di un attacco solo complessivo. Questo qualcosa è un radicalismo enfatico nutrito d'acrimonia; è, insieme, una contestazione sul terreno dei principi, un chiedere conto dal tono oltraggiato e perentorio che dà tutta l'idea di voler preludere a una storica resa dei conti. Ciò che più colpisce, infatti, della situazione odierna — e non solo immagino chi è credente ma pure, e forse più, chi come il sottoscritto non lo è — è soprattutto l'ovvietà ideologico-culturale della posizione anticristiana, la sua facile diffusione, oramai, anche in ambienti e strati sociali non particolarmente colti ma «medi», anche «popolari». Ai preti, alla Chiesa, alla vicenda cristiana non viene più perdonato da nessuno più nulla. Si direbbe — esagero certo, ma appena un poco — che ormai nelle nostre società, a cominciare dall'Italia, lo stesso senso comune della maggioranza stia diventando di fatto anticristiano. Anche se esso preferisce perlopiù nascondersi dietro la polemica contro le «colpe» o i «ritardi» della Chiesa cattolica.

    Tra i tanti e assai complessi motivi che stanno dietro questa grande trasformazione dello spirito pubblico del Paese ne cito tre che mi paiono particolarmente significativi.

    Al primo posto l'ingenuità modernista, l'illuminismo divenuto chiacchiera da bar. Ci piace pensarci compiutamente moderni, e modernità sembra voler dire che gli unici limiti legittimi siano quelli che ci poniamo noi stessi.

    Le vecchie autorità sono tutte morte e al loro posto ha diritto di sedere solo la Scienza. Siamo capaci di amministrarci finalmente da soli, non c'è bisogno d'alcuna trascendenza che c'insegni dov'è il bene e dov'è il male. Che cosa c'entrano dunque la religione con i suoi comandamenti, i preti con i loro divieti? Accade così che ogni cosa che getta ombra sull'una o sugli altri ci appaia allora come la rassicurante conferma della nostra superiorità: alla fin fine siamo migliori di chi pure vorrebbe farci continuamente la lezione.

    E poi — ecco un secondo motivo — la Chiesa e tutto ciò che la riguarda (religione inclusa) ricadono nella condanna liquidatoria del passato, di qualsiasi passato, che in Italia si manifesta con un'ampiezza che non ha eguali. Il che significa non solo che tutto ciò che è antico, che sta in una tradizione, è perciò stesso sempre più sentito come lontano ed estraneo (unica eccezione l'eno-gastronomia: l'ideologia dello slow food è la sola tradizione in cui gli italiani di oggi si riconoscono realmente), ma significa anche, questa messa in mora del passato, che il pensare in termini storici sta ormai diventando una rarità. Sempre più diffusi, invece, l'ignoranza della storia, dei contenuti reali delle questioni, e l'antistoricismo, l'applicazione dei criteri di oggi ai fatti di ieri: da cui la ridicola condanna di tutte le malefatte, le uccisioni e le incomprensioni addebitabili al Cristianesimo, a maggior gloria di un eticismo presuntuoso che pensa di avere l'ultima parola su tutto.

    E da ultimo il cinismo della secolare antropologia italiana, e cioè il fondo limaccioso che si agita al di sotto dell'appena sopraggiunta ingenuità modernista. Il cinismo che sa come va il mondo e dunque non se la beve; che appena sente predicare il bene sospetta subito il male; che ha il piacere dello sporco, del proclamarne l'ubiquità e la forza. Quel feroce tratto nazionale che per principio non può credere in alcuna cosa che cerchi la luce, che miri oltre e tenga lo sguardo rivolto in alto, perché ha sempre bisogno di abbassare tutto alla sua bassezza.

    Un'Italia anticristiana - Corriere della Sera

  2. #2
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Ernesto Galli della Loggia ha scritto un articolo che riesco ad apprezzare. Miracolo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Questa situazione nasce dalla diffusione nel pubblico di due categorie di errori.

    Primo: Errori storici.
    Molto semplicemente il " senso comune " dal diciannovesimo secolo in poi ha dimenticato cosa sia lo studio della storia e lo ha sostituito con una serie di stereotipi semplificati passati prima per il romanzo storico e poi per il cinema. Tra questi stereotipi si può introdurre qualunque assurdità, come asserire con convinzione che l'Impero Romano sarebbe decaduto a causa dell'abolizione dei giochi gladiatorii da parte dei fricchettoni pacifisti cristiani. La storia non è trattata come una scienza, ma come un ciclo di favole con una pluralità di versioni tra cui è possibile scegliere quella che fa più comodo.

    Secondo: Errori teologici.
    Il " senso comune " è convinto che l'induismo sia l'adorazione delle mucche e il cristianesimo consista nel fare la doccia col costume da bagno. Se prendiamo un italiano per strada, anche uno che va a messa, e gli facciamo domande sulla dottrina, usciranno una serie di eresie a metà tra il metodismo e il catarismo, con qualche venatura ariana e uno spruzzo di concetti gnostici presi a caso. Quando mi capita di nominare il purgatorio vedo delle facce come se avessi detto che è atterrato un disco volante.

    Abbiamo nell'aria un cristianesimo immaginario dalla dottrina incredibilmente oppressiva ( mentalità metodista appunto ) incorporato in una storia immaginaria, intessuta di ogni paranoia concepibile.

    Non è certo strano che quella concezione del cristianesimo susciti odio.

    E non è per nulla una novità, la tendenza a trasformare la storia in leggenda e la religione in paranoia è un bug da presente da sempre nella mente umana, non solo in Europa.

    Però in una società normale questo processo viene contenuto da un sistema educativo, una cosa strana chiamata scuola, che insegna un metodo scientifico nello studio della storia, e da una Chiesa Docente che contrasta gli errori nella dottrina e si sforza di spiegare le cose in maniera semplice.

    Qui sta la questione: Oggi, ventunesimo secolo, che fine hanno fatto la scuola e la chiesa docente ?
    Ultima modifica di Perseo; 21-03-10 alle 22:37

  4. #4
    ...the downward spiral...
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Il pensiero di Ernesto Galli della Loggia si può applicare senza alcun dubbio all' Europa nel suo complesso, ma non credo all' Italia. E' pur vero che al giorno d'oggi gli italiani non credono più veramente nelle tradizioni, ma è anche vero che le messe di Natale e Pasqua fanno sempre il pienone.
    Forse siamo diventati più ipocriti ma nella sostanza non è cambiato molto.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    La verità è una sola.

    Cristo fa paura.
    Perchè Cristo non ha mezze misure.
    Il suo parlare era SI SI NO NO e ha preteso che i cristiani facessero altrettanto.
    Ma in questo mondo, dove si deve mediare TUTTO per quieto vivere,
    dove i valori veri vengono annacquati perchè altrimenti "l'altro" non capirebbe,
    ecco che il popolo davanti ad una Chiesa che non si tira MAI indietro davanti ad alcune questioni morali critiche, ha paura.
    L'uomo d'oggi pensa che la Chiesa pone divieti perchè si diverte a farlo,
    perchè è sessuofobica, perchè è arretrata.
    Non si rendono conto di quanto sarebbe facile per la Chiesa rendersi popolare,
    gli basterebbe "adeguarsi" all'uomo d'oggi, concedendo a tutti di fare quel cacchio che gli pare. e invece preferisce l'impopolarità, quasi l'odio verso di se, perchè sa cosa Cristo vuole da noi, e la Chiesa rappresenta Cristo.

    Noi cattolici dobbiamo stringerci a quadrato intorno alla Chiesa, dobbiamo cominciare a testimoniare davvero, e non solo a parole, che si può essere felici.
    Che la vera felicità non stà nella trombata nella discoteca la sera, ma nel trovarsi una ragazza seria, capace di metter su una famiglia e crescere i figli, come le nostre mamme e nonne.

    La cultura della libertà del "faccio che cacchio mi pare" ha trasformato la libertà dal peccato che Cristo ci ha regalato, in una prigione di regole.
    Dobbiamo trasformare quelle regole in segnali stradali, devono servire a indicare la via verso la Vita Eterna, spiegare al "popolo" a cosa servono, che non sono regole, ma metodi per migliorare la propria vita.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    articolo sacrosanto
    Antifascista, cattolico-democratico, contrario al principio "destro" di "limite e conservazione" e sostenitore del principio di "non appagamento", dunque, di centrosinistra!

  7. #7
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Citazione Originariamente Scritto da Popolare Visualizza Messaggio
    articolo sacrosanto
    E quello che ho scritto io non ti piace?

  8. #8
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Che la vera felicità non stà nella trombata nella discoteca la sera, ma nel trovarsi una ragazza seria, capace di metter su una famiglia e crescere i figli, come le nostre mamme e nonne.
    Ma non basterebbe favorire l'immigrazione per venire a capo del declino demografico?
    Ultima modifica di Lord Enlil; 22-03-10 alle 15:28

  9. #9
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Citazione Originariamente Scritto da Lord Enlil Visualizza Messaggio
    Ma non basterebbe favorire l'immigrazione per venire a capo del declino demografico?
    Il declino demografico non centra un cavolo con quanto da me affermato.

    io parlo di valori, famiglia, rispetto, amore e accoglienza.

    DI questi solo l'ultimo viene sempre rispettato, ma per un insano buonismo, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Un'Italia anticristiana

    Citazione Originariamente Scritto da ulell Visualizza Messaggio
    Il declino demografico non centra un cavolo con quanto da me affermato.

    io parlo di valori, famiglia, rispetto, amore e accoglienza.

    DI questi solo l'ultimo viene sempre rispettato, ma per un insano buonismo, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Sì ma per quale oscura ragione uno dovrebbe accollarsi marmocchi?

 

 
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