
Originariamente Scritto da
pellizza1802
INFLAZIONE:ALIMENTARI BOOM,BORSA SPESA SEMPRE PIU' CARA/ANSA
(ANSA) - ROMA, 15 OTT - Borsa della spesa sempre più pesante
per le famiglie italiane. A settembre l'inflazione è cresciuta
leggermente rispetto ad agosto, passando da +1,6% a +1,7%, ma
guardando bene è soprattutto al supermercato e nei negozi di
alimentari che i rincari si sono fatti sentire di più,
spingendo alle stelle il carrello della spesa.
L'aumento più consistente è stato quello del prezzo del
pane, cresciuto in un anno del 7,5%. In pratica se lo scorso
anno un chilo di pane casereccio del tipo più semplice costava
sui 2,2 euro, oggi si è saliti in media a 2,4 euro al chilo.
Guarda caso, i dati Istat sono arrivati proprio nel giorno in
cui anche l'Antitrust ha annunciato l'avvio di un'istruttoria
sui prezzi del pane a Roma e provincia. Il Garante per la
concorrenza, vuole infatti verificare se l'Unione panificatori
della capitale ha dato vita a un cartello anticoncorrenziale,
fissando un listino dei prezzi con l'indicazione degli aumenti
legati ai rincari del costo del grano. Un prezzo 'consigliato'
che, secondo l'Autorità, potrebbe aver causato "aumenti
generalizzati e sostanzialmente uniformi" negli oltre 8.000
panettieri della provincia di Roma.
Ma non è solo il pane ad essere rincarato a ritmi
vertiginosi. Per la pasta l'aumento è stato del 4,5%, per il
latte del 3,2%, per la frutta del 5,6%. E così via per tutti
gli alimentari (riso +3,4%, pollo +6%, uova +3,8%, caffé
+3,2%), al punto che una spesa tipo per una famiglia di 4
persone è rincarata, in base ad alcuni calcoli esemplificativi,
di 24 euro al mese, 288 euro all'anno, senza contare spese extra
per i periodi festivi. Secondo la Coldiretti, rialzi di tale
portata comincerebbero a farsi sentire anche sui consumi, in
calo del 7% nel caso del pane. I consumatori lanciano quindi
l'allarme, calcolando addirittura aumenti complessivi,
considerando forse anche qualche piccolo stravizio, di 400 euro
l'anno, e chiedendo ai ministeri interessati, Sviluppo economico
e Agricoltura, di agire al più presto con interventi mirati.
Ma è proprio il ministro delle Politiche agricole, Paolo De
Castro, a gettare acqua sul fuoco: secondo il ministro "il
temuto caro-spesa è stato scongiurato" perché "nonostante
l'incremento eccezionale dei prezzi agricoli internazionali di
questi mesi, l'indice generale dei prezzi è rimasto
invariato", passando solo dall'1,6% di agosto all'1,7% di
settembre.
In realtà a controbilanciare la spinta accelerativa del
capitolo alimentare, ci ha pensato a settembre soprattutto
l'energia. Il comparto ha registrato infatti un lieve -0,1%
sufficiente ad evitare che l'inflazione schizzasse
esageratamente al rialzo. Negativo è stato del resto anche
l'andamento di altri due capitoli che da tempo ormai segnano
rallentamenti: comunicazioni (-8,8%) e spese per la salute
(-0,2%). In deciso calo anche le tariffe aeree con un netto
-9,6%, mentre tensioni non indifferenti si sono registrate nelle
tariffe locali: acqua potabile (+6,4%) e tariffa rifiuti
(+9,5%). Come ogni settembre è infine scattato anche il
caro-scuola, con aumenti soprattutto per le rette di iscrizione
(aumenti superiori al 4%) e per la cartoleria (+3,8%). (ANSA).
Prodi santo subito
Veltroni pure
Bersani Dio!