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In a third round of voting, Croatia has captured 184 votes to become a non-permanent member of the UN General Assembly with a two-year mandate beginning Jan. 1. This happened after the Czech Republic withdraw its candidature in the third round of voting, clearing the way for Croatia’s victory. Two thirds of the vote was necessary for the spot to be secured.
Ora capisco perchè Ivo (Sanader) voleva andarci a tutti i costi, litigando pure con il presidente della repubblica.





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NEW YORK/ZAGABRIA – “La politica estera croata che tiene conto non soltanto degli interessi nazionali e che non si limita a percorrere la strada inerenti ai rapporti esteri di Zagabria con gli altri Stati, ma che si innesta sul terreno dei cambiamenti globali e degli interessi del pianeta inteso come comunità degli Stati e delle nazioni ha portato alla Croazia il supporto di un numero importante di Paesi e la membership nel Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite”. Così il presidente Stjepan Mesić nell’immediatezza dell’elezione della Croazia a membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU in forza dei 184 voti a favore, su 189. “Si tratta di un importante riconoscimento al nostro Paese e alla sua politica estera. L’ingresso nel più importante organo dell’organizzazione mondiale quale suo componente nel biennio 2008/2009 significa per la Croazia assumersi una grossa responsabilità – si legge ancora nel comunicato diramato da Mesić il quale, sempre commentando l’esito delle votazioni al Palazzo di vetro ha rilevato anche che va mantenuta la consapevolezza che “a questo riconosciemnto non si sarebbe mai giunti se la politica attuata non fosse stata contraddistinta dalla coerenza, dal pieno rispetto dei principi e degli standard che il ‘galateo diplomatico internazionale’ ha fatto propri”. Sempre stando all’opinione del capo dello Stato affermare che “l’ingresso della Croazia nel Consiglio di Sicurezza è stato appoggiato dal mondo”. “I voti che hanno portato all’elezione sono stati espressi sia da Paesi europei sia da Stati di altri continenti, tra chi ci ha concordato la preferenza troviamo sia Paesi sviluppati, sia Paesi in via di sviluppo, non ci è mancato né il voto di grandi potenze né quello di Stati più piccoli. Pertanto – così ancora Mesić – è lecito sostenere che in tutti i raggruppamenti abbiamo raccolto consensi in forza del fatto di essere stati riconosciuti come uno Stato che saprà farsi promotore, in sede di Consiglio di Sicurezza, anche dei loro interessi, dei loro timori e delle loro aspettative”.

