Permettetemi, se possibile, di evidenziare una mia perplessità giuridica su una ricostruzione che il giudice Cascista ha fatto nel corso della sua dichiarazione in seno alla Corte (e mi riferisco al mio ricorso).
Premetto, naturalmente, che rispetto le tesi del giudice Cascista... ma in questo specifico caso (per ciò che riguarda, come detto, il mio ricorso) non le condivido.
In particolare, ho letto, in alcuni suoi messaggi, che il cosiddetto "caso di emergenza" (ossia, la presenza di una seduta congressuale in corso) autorizzerebbe il Presidente del Congresso a derogare all'articolo 25 - comma 1 del nuovo Regolamento (che impone l'immediata soppressione del vecchio Regolamento).
In sostanza, Cascista ha appena dichiarato che il cosiddetto "caso di emergenza" autorizza una persona a scavalcare la legge a piè pari. Anche se la legge dispone una cosa diametralmente opposta.
La legge dispone A? Bene. Tu, in un presunto "caso di emergenza", fai B.
Cascista ha creato un precedente PERICOLOSISSIMO. Perché d'ora in poi, grazie ai cosiddetti "casi di emergenza", chiunque si riterrà legittimato a scavalcare la legge e a fare il contrario di ciò che essa dice.
Rispetto, comunque, il pensiero di Cascista (pur non condividedolo in questo specifico frangente) e resto in attesa della sentenza finale.






