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  1. #1
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    Predefinito L'Italia e il suo peso nel panorama mondiale

    Capitolo 1: Europa.

    Ridurre i seggi a favore di Francia e UK, contare meno del Lussemburgo che ha meno abitanti della sola Firenze e un PIL inferiore a quello della Lombardia.
    E' il sintomo che non contiamo in europa, oppure che vogliono che contiamo meno. E' forse colpa dell'atteggiamento dei nostri politici (tutti) verso il resto del Continente a favore degli interessi campanilisti, associazionisti e corporativisti oppure c'è altro?

    L'europa quanto è strategica per l'Italia?
    Perché l'Italia non riprende una politica estera di primato nel Mediterraneo?

    Capitolo 2: Stati Uniti

    Molti asseriscono che l'Italia sia una serva degli USA. Io non sono d'accordo, l'Italia dagli USA è snobbata, ha perso la sua importanza ggeostrategica e dopo la crisi balcanica con conseguente annichilimento del pericolo proveniente da oltre la oporta di Gorizia, l'Italia non è quel paese da tenersi caro come accadde fino al 1989, quando il BBelpaese era ipso facto un semiprotettorato americano e il Ministro degli Esteri prima di intraprendere ogni azione doveva fare la spola dalla Farnesina a Via Vittorio Veneto (non accadeva quasi mai il contrario, NB) per averne l'avallo d aparte dell'Ambasciatore, che si comportava da vicerè.

    Capitolo 3. Medioriente

    Che tipo di partner siamo per il Medio Oriente? Siamo amici? Siamo Nemici? Siamo partner commerciali? E ache titolo? quanto contano le nostre esigenze nell'Area? QUanto vale la nostra presenza militare e quanto quella politica? Quanto ha pagato la missione Leonte e quanto Enduring Freedom? Dal punto di vista economico e politico, intendo.


    Oggi l'Italia vive un isolazionismo geopolitico impressionante. L'Europa non ama e cerca di ridurre il nostro prestigio all'interno dell'Unione, gli USa non ci stima, con tutto ciò che ne consegue, la Russia ci vede solo come terra di conquista economica per via della nostra dipendenza energetica per oltre il 70% del nostro fabbisogno di gas naturale ( epoi chiedono a cosa servono i rigassificatori, come se la diversificazione degli approvigionamenti non fosse strategico).

    La politica internazionale dell'Italia è di un nichilismo impressionante, continuiamo a comportarci come quando tenere un basso profilo era pagante, con la lira svalutata e le questioni internazionali che ci passavano sopra la testa. Oggi, senza nessun aiuto
    dovremmo mordere le gambe e sgomitare, la politica dei sorrisi e delle pacche sulla spalla non funziona, ha fallito Berlusconi e ha fallito D'Alema, ma forse non è nemmeno colpa loro, è colpa di un'intera classe politica che non ha un obiettivo strategico comune e che quindi non rende l'Italia una nazione credibile nel panorama internazionale.
    un esempio può essere la Francia, che sia gollista o socialista, ogniiniziativa volta a rafforzare il prestigio di Parigi è bipartisan, in Italia esiste una discussione se rimanere o meno nella NATO, queste discussioni, in seno ad un paese ambizioso non si dovrebbero avere, o tutti a favore o tutti contro (è solo un esempio ma la faccenda è più ad ampio spettro).
    Quali sono le priorità per l'Italia? Quali sono i suoi obiettivi nel panorama internazionale? Chi sono gli amici e sopratutto chi sono i nemici intesi come avversari od ostacoli agli obiettivi strategici?

  2. #2
    vae victis
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    Gli Italiani vanno semplicemente dove li porta ad andare l'interesse "particolare" del momento,purtroppo non abbiamo la forza politica(ancor prima che militare) di imporci sullo scacchiere internazionale,e ci dobbiamo accontentare delle briciole leccando i piedi al potente di turno;andare a Nassirya è stata la prova provata della debolezza della nostra politica estera,missione che per altro non ci ha portato(almeno al momento)alcun vantaggio,anzi ci ha allontanato dalla linea dei nostri vicini di casa senza migliorare di tanto il rapporto con gli U$A(il che,finchè ci sarà Bush per me sara altro che positivo)che ci snobbano,come Inglesi e come Russi(ci hanno pure "usato" per il tramite di Eni-Enel per compiere l'assalto alle rimanenze del povero Khodorkovsky per poi riacquistarne subito il 51%!)Insomma,siamo troppo dipendenti dal punto di vista energetico(ringraziamo i Verdi e il loro "compagni")il che si ripercuote sulla nostra politica estera.Sono curioso di vedere come ci comporteremo quando verrà attaccato l'Iran,dove l'Eni è molto presente..(Ma non ho grossi dubbi in proprosito).

    La nostre priorità sono avere Gas e Petrolio a buon prezzo,i nostri "amici" sono quelli che ci permettono di perseguire questa politica.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Gli Italiani vanno semplicemente dove li porta ad andare l'interesse "particolare" del momento,purtroppo non abbiamo la forza politica(ancor prima che militare) di imporci sullo scacchiere internazionale,e ci dobbiamo accontentare delle briciole leccando i piedi al potente di turno;andare a Nassirya è stata la prova provata della debolezza della nostra politica estera,missione che per altro non ci ha portato(almeno al momento)alcun vantaggio,anzi ci ha allontanato dalla linea dei nostri vicini di casa senza migliorare di tanto il rapporto con gli U$A(il che,finchè ci sarà Bush per me sara altro che positivo)che ci snobbano,come Inglesi e come Russi(ci hanno pure "usato" per il tramite di Eni-Enel per compiere l'assalto alle rimanenze del povero Khodorkovsky per poi riacquistarne subito il 51%!)Insomma,siamo troppo dipendenti dal punto di vista energetico(ringraziamo i Verdi e il loro "compagni")il che si ripercuote sulla nostra politica estera.Sono curioso di vedere come ci comporteremo quando verrà attaccato l'Iran,dove l'Eni è molto presente..(Ma non ho grossi dubbi in proprosito).

    La nostre priorità sono avere Gas e Petrolio a buon prezzo,i nostri "amici" sono quelli che ci permettono di perseguire questa politica.
    Molto lucido.
    il problema è che non esiste una strategia a medio e lungo termine perseguibile a prescindere dal colore di governo. La classe politica di oggi è dilettantesca e particolarista oltre che reazionaria, quindi non esiste una vera guida, un timoniere che conduca il paese fuori delle secche. C'è anche una forte componente associativista e corporativista
    che vanno sempre contro ad azioni forti dei governi uqando ledono minimamente i privilegi che con il tempo, spesso arbitrariamente,si sono arrogati.
    Che fare, quindi? Cercare un "uomo nuovo" non basta, serve un sertie di persone nuove euna educazione civica più profonda nei cittadini, basta con i moralismi di bassa lega e sopratutto una cosa importantissima: BASTA CON LO SPUTARE SULL'ITALIA!!! l'Italia è un grandissimo paese e ha grandissime potenzialità. Nel nostro paese, rispetto a moltissimi altre nazioni del mondo e anche d'Europa, le cose vanno benissimo e abbiamo enormi potenzialità, basterebbe avere più fiducia e investire sul futuro, rimboccarsi le maniche e decidersi a lavorare, Cristo!

  4. #4
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    il problema è che non esiste una strategia a medio e lungo termine perseguibile a prescindere dal colore di governo.!
    E non potrà essere diversamente finchè il bipolarismo sarà quello attuale,da una parte abbiamo una Coalizione fortemente influenzata da partiti antiamericani per partito preso(Riabilitati in politica estera SOLO dalle scelte vergonose del CowBoy),dall'altra invece di De Gaulle abbiamo Berlusconi..
    Cosa aspettarci se non che la fortuna ci assista?



    Forse superata la II Repubblichetta qualcosa cambierà,ma il problema energetico è la vera Spada di Damocle che condiziona le nostre scelte politiche in campo internazionale,siamo dipendenti per l'85% (a occhio e croce) per le importazioni di Energia(In Europa mediamente al 50%),io dico che peggio di noi ci sta solo il Portogallo!L'elettricità è prodotta in Italia per il 70% da gas e petrolio!Ergo,siamo nelle mani altrui ,in tutto e per tutto.

    Siamo un GRANDE Paese e soprattutto(noi gente comune)abbiamo una GRANDE pazienza!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    E non potrà essere diversamente finchè il bipolarismo sarà quello attuale,da una parte abbiamo una Coalizione fortemente influenzata da partiti antiamericani per partito preso(Riabilitati in politica estera SOLO dalle scelte vergonose del CowBoy),dall'altra invece di De Gaulle abbiamo Berlusconi..
    Cosa aspettarci se non che la fortuna ci assista?



    Forse superata la II Repubblichetta qualcosa cambierà,ma il problema energetico è la vera Spada di Damocle che condiziona le nostre scelte politiche in campo internazionale,siamo dipendenti per l'85% (a occhio e croce) per le importazioni di Energia(In Europa mediamente al 50%),io dico che peggio di noi ci sta solo il Portogallo!L'elettricità è prodotta in Italia per il 70% da gas e petrolio!Ergo,siamo nelle mani altrui ,in tutto e per tutto.

    Siamo un GRANDE Paese e soprattutto(noi gente comune)abbiamo una GRANDE pazienza!
    come non quotarti

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    Capitolo 1: Europa.

    Ridurre i seggi a favore di Francia e UK, contare meno del Lussemburgo che ha meno abitanti della sola Firenze e un PIL inferiore a quello della Lombardia.
    E' il sintomo che non contiamo in europa, oppure che vogliono che contiamo meno. E' forse colpa dell'atteggiamento dei nostri politici (tutti) verso il resto del Continente a favore degli interessi campanilisti, associazionisti e corporativisti oppure c'è altro?

    L'europa quanto è strategica per l'Italia?
    Perché l'Italia non riprende una politica estera di primato nel Mediterraneo?

    Capitolo 2: Stati Uniti

    Molti asseriscono che l'Italia sia una serva degli USA. Io non sono d'accordo, l'Italia dagli USA è snobbata, ha perso la sua importanza ggeostrategica e dopo la crisi balcanica con conseguente annichilimento del pericolo proveniente da oltre la oporta di Gorizia, l'Italia non è quel paese da tenersi caro come accadde fino al 1989, quando il BBelpaese era ipso facto un semiprotettorato americano e il Ministro degli Esteri prima di intraprendere ogni azione doveva fare la spola dalla Farnesina a Via Vittorio Veneto (non accadeva quasi mai il contrario, NB) per averne l'avallo d aparte dell'Ambasciatore, che si comportava da vicerè.

    Capitolo 3. Medioriente

    Che tipo di partner siamo per il Medio Oriente? Siamo amici? Siamo Nemici? Siamo partner commerciali? E ache titolo? quanto contano le nostre esigenze nell'Area? QUanto vale la nostra presenza militare e quanto quella politica? Quanto ha pagato la missione Leonte e quanto Enduring Freedom? Dal punto di vista economico e politico, intendo.


    Oggi l'Italia vive un isolazionismo geopolitico impressionante. L'Europa non ama e cerca di ridurre il nostro prestigio all'interno dell'Unione, gli USa non ci stima, con tutto ciò che ne consegue, la Russia ci vede solo come terra di conquista economica per via della nostra dipendenza energetica per oltre il 70% del nostro fabbisogno di gas naturale ( epoi chiedono a cosa servono i rigassificatori, come se la diversificazione degli approvigionamenti non fosse strategico).

    La politica internazionale dell'Italia è di un nichilismo impressionante, continuiamo a comportarci come quando tenere un basso profilo era pagante, con la lira svalutata e le questioni internazionali che ci passavano sopra la testa. Oggi, senza nessun aiuto
    dovremmo mordere le gambe e sgomitare, la politica dei sorrisi e delle pacche sulla spalla non funziona, ha fallito Berlusconi e ha fallito D'Alema, ma forse non è nemmeno colpa loro, è colpa di un'intera classe politica che non ha un obiettivo strategico comune e che quindi non rende l'Italia una nazione credibile nel panorama internazionale.
    un esempio può essere la Francia, che sia gollista o socialista, ogniiniziativa volta a rafforzare il prestigio di Parigi è bipartisan, in Italia esiste una discussione se rimanere o meno nella NATO, queste discussioni, in seno ad un paese ambizioso non si dovrebbero avere, o tutti a favore o tutti contro (è solo un esempio ma la faccenda è più ad ampio spettro).
    Quali sono le priorità per l'Italia? Quali sono i suoi obiettivi nel panorama internazionale? Chi sono gli amici e sopratutto chi sono i nemici intesi come avversari od ostacoli agli obiettivi strategici?

    Primato nel Mediterraneo?
    Ci provo' Mussolini..visto com gli schiaccio' la testa la Perfida Albione?

    Noi non possiamo nulla perche' siamo un Paese sconfitto e, a tutti gli effetti, una Colonia che i Padroni fanno vivere come e quando e finche' vogliono...

    Solo una Politica Forte indipendentista, un Nuovo Risorgimento, potrebbe cambiare le cose....


    Eric

 

 

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