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  1. #1
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    Question Perquisizione a "Il Giornale" .. Libertà d'espressione e Pluralismo nell'Informazione

    [mid]http://www.fmboschetto.it/musica/zorrotheme.wav[/mid]

    L'avviso di garanzia al direttore e a un giornalista di una voce della stampa italiana,indipendentemente dalle posizioni politiche di merito di cui è portatore "Il Giornale"che si possono condividere o meno,costituisce un sopruso che non solo offende il senso civile ma è un offesa al principio della libertà d'espressione che è alla base del pluralismo d'informazione.Bene ha fatto il PRI in una nota pubblicata dalla "Voce"ad esprimere insieme un profondo senso di indignazione ed una convinta solidarietà al personale ed al direttore del quotidiano milanese.
    omar proietti

  2. #2
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    Predefinito per molto meno

    per molto meno Serventi Longhi ha indetto lo sciopero nazionale dei giornalisti per il cambio di direttore al Corriere.
    Questa sarebbe anche materia di Satyricon, ma la vena satirica della maggioranza degli autori italiani si ferma quando la libertà la perdono gli "altri".
    Satira di parte? No!!!!!!!
    Satira monocola? No!!!!!
    Si preferisce la m...... ad ogni discorso di libertà

  3. #3
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    Predefinito

    ho copiato questi due interventi anche
    in coda al thread sul caso Telekom-Serbia
    raggiungibile al link ....... :

    http://www.politicaonline.net/forum/...111#post709111

  4. #4
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    Predefinito tratto da LA GAZZETTA DEL SUD 29 luglio 2004

    Oggi il famoso studioso compie 70 anni
    Girolamo Cotroneo tra Croce e la bioetica

    Giuseppe Gembillo

    Oggi, 29 luglio, Girolamo Cotroneo, professore ordinario e Decano della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Messina, compie 70 anni. Studioso di fama internazionale, è stato più volte invitato a trasferirsi presso altre sedi universitarie prestigiose ma ha scelto di svolgere tutta la sua carriera accademica presso l'Ateneo messinese, nel quale è entrato, come studente, più di 50 anni fa e dove, da trentacinque anni, tiene l'insegnamento di Storia della filosofia. Allievo di Raffaello Franchini, ha esordito, negli anni Sessanta, con una serie di studi originali su Jean Bodin e sui trattatisti dell' Ars historica che costituiscono ancora dei «classici» sull'argomento. A partire dagli anni Settanta è stato un punto di riferimento importante nel dibattito etico-politico nazionale con i suoi articoli pubblicati sulla famosa rivista, di ispirazione laica e liberale, «Nord e Sud», nel periodo della prestigiosa direzione di Francesco Compagna. (Alcuni di tali articoli sono stati raccolti nel volume Le ragioni della libertà ). Tale attività pubblicistica lo ha portato a dialogare con i più importanti specialisti, come testimonia il volume Tra filosofia e politica. Un dialogo con Norberto Bobbio. Contemporaneamente ha proseguito la tradizione filosofica crociana di Messina con un fondamentale libro su Croce e l'illuminismo (1970) e con altri lavori dedicati allo Storicismo antico e nuovo, alla filosofia italiana tra Ottocento e Novecento (L'ingresso nella modernità) e, successivamente, a Questioni crociane e post-crociane. Ha anche pubblicato un lavoro «controcorrente» di Sartre (Sartre tra rareté e Storia, 1975) in un momento in cui non era facile pensare di «ridimensionare» uno dei mostri sacri della cultura novecentesca; e ha scritto una delle poche monografie «non convenzionali» sul liberalismo di Karl Popper (1981), di cui sta per apparire una seconda edizione; ha curato, nel 1986, la prima importante antologia degli scritti etico-politici di Benedetto Croce (La religione della Libertà, riedita nel 2002 in occasione del cinquantenario della morte del filosofo napoletano); ha esteso i suoi interessi ai temi della Bioetica (Le idee del tempo). Il suo pensiero trae ispirazione, essenzialmente, da Vico, Kant, Hegel e Croce, ma si è confrontato con gran parte dei pensatori contemporanei, da Perelman a Popper, da Hannah Arendt a Raymond Aron, da Adorno a Husserl; la sua caratteristica fondamentale è una estrema coerenza metodologica collegata a una grande apertura mentale. Dal 1981 ha fatto diventare Messina una delle «città della Filosofia», organizzando una serie, di Convegni nazionali e internazionali sui temi più importanti del pensiero occidentale, anche in collaborazione con altre prestigiose istituzioni culturali come la Società Ellenica di Filosofia, l' Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, la Fondazione Bonino-Pulejo. A riconoscimento dell'attività scientifica e di promozione culturale svolta, è stato eletto Presidente della Società Filosofica Italiana per il triennio 1986-1989. Recentemente è stato eletto primo Presidente della Società italiana degli storici della filosofia,+tondo appena costituita. È presidente della IV classe dell'Accademia Peloritana dei Pericolanti; fa parte del Comitato scientifico dell' Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e del comitato scientifico della cui collaborazione la Fondazione Bonino-Pulejo si avvale per l'attribuzione annuale delle prestigiose borse di studio ai neolaureati siciliani e calabresi. Da anni partecipa al libero dibattito nazionale sui temi d'attualità attraverso collaborazioni con i quotidiani «Il Globo», «Il Messaggero», «La Voce Repubblicana» e, da parecchi anni, dalle pagine «domenicali» della Gazzetta del Sud. Con il suo prestigio intellettuale, e con la sua decisione di «restare a Messina» per esercitarvi una costante attività di promozione culturale al fine di consolidare una tradizione di studi, ha reso la nostra città uno dei luoghi importanti della Filosofia italiana contemporanea.

  5. #5
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 11 agosto 2005

    Chi scrive per il lettore e chi per il “padrone”

    di Valerio Fioravanti

    Enzo Biagi ci avverte: “Se arriva certa gente lascerò il Corriere”. Butta lì ricordi sulla P2, poi, tornando con non-chalance al presente, dice che ci sono state “strane promozioni, movimenti, intrecci. Me lo spiego con l’influenza di associazioni più o meno segrete”. Capita l’elegante allusione? E prosegue: “Voglio sapere per chi scrivo”. Certo, giusto. Per i lettori, verrebbe da rispondere istintivamente. Invece no, in tanti in questi giorni si disperano all’idea che cambino coloro che intascano i dividendi azionari. Gli attuali proprietari vengono chiamati rispettosamente “patto di maggioranza”, ai nuovi azionisti, invece, si dà sprezzantemente dei “padroni”. Bah, chissà dov’è la differenza per il semplice lettore che compra, sfoglia, legge, e se gli piace ricompra il giorno dopo, oppure non compra più.
    [mid]http://pinoulivi.com/midi/sebastasse2.mid[/mid]


    E se fosse il Cavaliere l’ossessione del Corriere?

    di Ferruccio Formentini

    L’eurodeputato della Margherita, Enrico Letta, ne è convinto: “il Corriere (inteso Corriere della Sera) è l’ossessione del Cavaliere”. E per esprimere il pensiero profondo rilascia un’intervista, guarda un po’ che originalità, proprio al “Corrierone” nazionale. E tra l’altro aggiunge “il Paese (nientepopòdimeno) è diviso in due. Chi sta con Fiorani, Ricucci, Fazio e Berlusconi e chi no”. Eu la Peppa! Una considerazione che sembra in perfetta linea con il polverone d’illazioni che gli ulivisti sollevarono con i compagnucci della parrocchietta cattocomunista della redazione quando Stefano Folli, antiberlusconiano senza bollo di garanzia, sostituì alla direzione del quotidiano un’antiberlusconiano a denominazione d’origine controllata, Ferruccio De Bortoli. Un dubbio! Non è che magari è invece il Cavaliere ad essere l’ossessione del Corriere?


  6. #6
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    Predefinito Re: tratto da L'OPINIONE 11 agosto 2005

    Originally posted by nuvolarossa Un dubbio! Non è che magari è invece il Cavaliere ad essere l’ossessione del Corriere? [/B]
    No, no, si plachi, amico bananas che scrive balle faziose su un giornale parassita pagato con 3,6 milioni di euro annui finanziati dalle mie tasse padane: è il Corriere l'ossessione del Cavaliere, tutto quello cui non è riuscito a mettere ancora le mani sopra, tipo Corriere, sinistra, magistratura e cranio pelato, sono la sua ossessione.

    D'altronde gli scalatori sono casualmente tutti suoi amici.

    Ma tra otto mesi lo mandiamo a casa, 'ossesso, puoi dire giuro.


    Sulla Rcs ci sono le impronte del premier
    La pista estera degli scalatori al Corriere della Sera porta sempre a interessi vicini a Berlusconi
    La Consob esamina le «trame» degli acquisti. La quota di Romiti sarà ceduta al Patto


    di Angelo Faccinetto / Milano


    da l'Unità - 11 agosto 2005


    STRANIERI A metà settembre il patto di Rcs deciderà la ripartizione dell'1% messo l’altro ieri a disposizione da Gemina. Secondo i primi riscontri i titoli potrebbero andare ai soci maggiori: da Pirelli, a Banca Intesa a Diego Della Valle che hanno facoltà di crescere fino al 5%. Per il patto stesso, davanti ai
    tentativi di scalata messi in atto da Ricucci e dai suoi dante causa, un’occasione di rafforzamento, in attesa che si delineino con maggior chiarezza gli schieramenti in campo.
    Intanto per il futuro di Rcs - che ieri ha rallentato in Borsa (meno 0,88%) - e del Corriere della sera, tra smentite e precisazioni, si parla di possibile pista straniera. Anzi, di piste. Tutte con comune denominatore: i buoni rapporti con Berlusconi. Vincent Bollorè, il finanziere francese azionista di peso in Mediobanca amico di Cesare Geronzi e di Antoine Bernheim, getta acqua sul fuoco. Afferma di non conoscere Ricucci. E soprattutto non dà chance ai tentativi di scalata. «Il patto di sindacato è solido - dice - a meno che il prezzo offerto sia davvero molto, molto alto». E, per quel che lo riguarda, assicura che al suo gruppo «l’affare non interessa per niente». Troppa politica. Neppure Mediobanca - dopo Ricucci il primo azionista di via Rizzoli - potrà essere usata come grimaldello. Nel caso, anzi, difenderà la stabilità del patto. Il suo gruppo però, che in Francia è saldamente presente nel mondo dei media, non ha mai fatto mistero di volere investire in Italia. Magari facendo leva su Tarak Ben Ammar (suo socio in Mediobanca nel gruppo C), già in affari col Cavaliere. E in intesa con l’altro consocio di piazzetta Cuccia, Dassault, che già controlla Le Figaro. I ben informati assicurano che non sarebbe una soluzione sgradita allo stesso Cavaliere.
    Altra ipotesi, altra pista. Ed è quella che porta alla News Corp di Rupert Murdoch, il patron di Sky, numero uno al mondo dell’editoria che in Inghilterra già controlla il prestigioso Times. Anche questa pista vedrebbe un ruolo di rilievo per Ben Ammar. Poi c’è l’ipotesi spagnola, nel nome di Agag, genero dell’ex premier Aznar, amico personale di Berlusconi. Attraverso i suoi buoni uffici, il gruppo Vocento che edita Abc e ha il 13% di Telecinco, secondo le intercettazioni, potrebbe essere interessato a rilevare alcune attività Rcs. Ma anche Vocento ha già smentito.
    Ma a preoccupare non sono solo le prospettive possibili. Giuseppe Giulietti, capogruppo Ds in commissione di Vigilanza Rai, critica le affermazioni di Sandro Bondi nei confronti del Corriere della Sera e sollecita l’intervento della Consob e delle altre autorità di garanzia. «Modi e toni usati dall'onorevole Bondi - dice - ricordano in modo impressionante analoghi modi e analoghi toni che furono usati da Berlusconi alla vigilia delle “spontanee dimissioni” del direttore De Bortoli. Per queste ragioni ci auguriamo che la Consob e le autorità di garanzia per il mercato e per la comunicazione vogliano procedere alle iniziative conseguenti prima che sia troppo tardi».
    Preoccupazioni che non sembrano turbare la Lega. Che, con il ministro Maroni, torna a centrare l’attenzione sulle intercettazioni dietro le quali giunge ad ipotizzare lo spionaggio industriale.

  7. #7
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    Predefinito Giornalisti o Giornalai ?


  8. #8
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    Predefinito L’ombra del potere

    15 Agosto 2005
    Il libro di Ferragosto




    Oggi che siete in vacanza a casa (lo so anche se tenete le tapparelle abbassate…) per la crisi economica, o ospiti di qualche parente in campagna per risparmiare, vi suggerisco un libro per combattere la noia e per potervi preparare serenamente all’autunno.

    Il libro è “L’ombra del potere” di David Lane, tradotto dall’edizione inglese: “Berlusconi's shadow” della Penguin Books, e pubblicato in Italia da Laterza.

    Forse penserete che parli di Berlusconi, della mafia, della corruzione. No, il libro parla di noi, della nostra ignavia, del nostro fallimento morale.
    Che poi questo passi attraverso le mirabolanti imprese del portatore nano di democrazia è incidentale, lui è solo l’effetto, non è la causa.

    Fate presto però a procurarvi libro. Potreste non trovarlo più.
    Il Cavaliere ha infatti querelato per diffamazione l’autore e l’editore (ma solo quello italiano, forse perché non sa l’inglese) per un milione di euro, procurandogli di fatto un fantastico lancio pubblicitario.

    David Lane ha dichiarato: “Quando è uscito a Londra da Penguin, l’editore mi fece chiamare da Carter Ruck, il più importante studio inglese in materia di diffamazione.”
    Ogni singolo punto sollevato dai legali fu confutato.

    David Lane però ha aggiunto: “Il libro in Inghilterra è uscito da più di un anno, come mai Berlusconi non ha querelato prima? Forse perché a Londra sarebbe stato chiamato a deporre in aula?”

    Eh no, David Lane, Berlusconi non ha problemi a deporre in aula! Informati al Tribunale di Milano.


    Postato da Beppe Grillo il 15.08.05 10:26 | Informazione
    Ibrahim

  9. #9
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    "Il libro - sobrio, preciso e meticolosamente documentato - è ricco di fatti talmente straordinari e inquietanti che, se l'autore non avesse una conoscenza così approfondita dell'Italia, risulterebbero incredibili. L'ombra del potere è di piacevole lettura e di grande impatto." (Caroline Moorehead, "Spectator"). "Tutta l'Europa dovrebbe riflettere seriamente su quanto sta avvenendo alla democrazia nell'Italia di Berlusconi." (Joseph Farrel, "Sunday Herald"). David Lane è corrispondente dall'Italia dell'Economist dal 1994 ed è stato coautore degli speciali su Silvio Berlusconi che hanno suscitato vasta eco in Italia e in Europa. Vive in Italia da trent'anni.



    Contenuto


    «Corruzione, mafia e giustizia sono una mistura da capogiro. Aggiungeteci Silvio Berlusconi, la sua enorme ricchezza, il suo smisurato potere mediatico, il suo approccio alla politica altamente personale e il suo singolare modo di guardare al passato e il cocktail diventa ancora più forte.» Inizia con queste parole il nuovo libro di David Lane, corrispondente dall’Italia dell’Economist e grande conoscitore del nostro Paese, dove vive da trent’anni. Riccamente documentato generoso di notizie e rivelazioni, L’ombra del potereè un saggio incentrato sulla figura del leader di Forza Italia, ma non è semplicemente la sua storia; è anche il ritratto dell’Italia, tra politica, affari, mafia e corruzione, una lettura di grande impatto che offre molti spunti di riflessione e approfondimento.
    Rinunciando allo schema della biografia tradizionale, l’autore ha privilegiato un’impostazione tematica dei contenuti, proponendo un’articolazione del volume in otto sezioni, ognuna delle quali affronta un argomento rilevante per la storia e la società italiana. Mafia, successo, corruzione, potere, legge, complicità, giustizia, tradimento: attorno a questi nodi cruciali si sviluppano il racconto dei fatti e le riflessioni di David Lane, che riservano il ruolo centrale alle attività passate e presenti di Berlusconi. L’infanzia, la famiglia, la formazione e gli esordi nel mondo degli affari, l’impegno nel campo dell’edilizia, la costruzione di Milano 2, la nascita dell’impero televisivo e della Fininvest, il lancio nel mondo della finanza, la discesa in politica, tutte le tappe dell’avventura berlusconiana vengono affrontati nei vari capitoli del libro, dove trovano spazio anche i retroscena dell’inarrestabile ascesa dell’uomo di potere, dai rapporti con Craxi ai legami con la loggia P2, dalle indagini della magistratura ai molti processi in cui è coinvolto. Sullo sfondo l’Italia di Tangentopoli, delle stragi di mafia, degli occulti legami tra mondo politico e finanziario, la figura del Cavaliere si muove da protagonista su uno scenario complicatissimo e affollato di fatti e personaggi. L’analisi di Lane è sempre graffiante e diretta, precisa e ricca di particolari; non risparmia affondi nei confronti del premier e indagini sui lati più oscuri della sua storia, offrendo, al di là di ideologie e schieramenti politici, un’interessante occasione di approfondimento su un personaggio controverso e sul governo alla guida dell’Italia di oggi.
    Ibrahim

  10. #10
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    Predefinito

    a titolo di cronaca volevo informarvi e chiedere delucidazioni su un fatto "alla berlusca"...

    ho fatto un post titolato "l'ombra del potere". ne ho messo uno anche nel settore casa delle illibertà... per sentire cosa avevano da dire... il risultato?

    prima il c..ne di silvioleo mi ha detto di andarmene poi ha cancellato il post in questione..

    QUESTA E' LA LORO LIBERTA'!


    p.s. possono farlo?
    Ibrahim

 

 
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