Italia. Campania. Assessore Istruzione: legalizzare la droga per combattere Camorra

'Un progetto pilota di legalizzazione delle droghe leggere a Napoli'. La proposta arriva dall'assessore all'Istruzione e Formazione della Regione Campania, Corrado Gabriele, esponente di Rifondazione comunista.
In una lettera pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno, l'assessore spiega che la droga rappresenta 'la vera fonte di ricchezza e di potere per la criminalita' organizzata, un mercato che fattura 7.200 milioni l'anno e assegna al mercato napoletano, dove si svolge il 50% dello smercio di droga, quasi 4 miliardi di euro'.
Da qui la proposta di legalizzazione a Napoli. Gabriele non entra nel merito di come attuare, dal punto di vista giuridico, la liberalizzazione a livello territoriale. 'Lanciamo una petizione popolare da portare in tutti i luoghi del confronto e della politica, per spingere, con il sostegno dell'opinione pubblica, il governo ad assestare un colpo al cuore ai clan nella loro principale attivita''.
'Offriamo una piazza virtuale di confronto sul sito lasinistra.org perche' la politica si metta in gioco contro le 100 piazze di spaccio, per bloccare il fiume di denaro sporco di sangue, freno per lo sviluppo economico, civile e sociale delle nostre terre'.
'Oltre che rinforzare le azioni di contrasto, bisogna imboccare la strada della legalizzazione delle droghe e togliere un mercato di 4 miliardi di euro alla camorra in maniera radicale, come nel caso del contrabbando di sigarette'.

'La proposta di liberalizzare le droghe e' illusoria. I clan sono capaci di mutare geneticamente.
Tolta la droga troverebbero un altro terreno fertile su cui poter impiantare i propri traffici, come e' accaduto con il contrabbando delle sigarette. Oltretutto quest'operazione lascerebbe una sola vittima sul campo, il giovane'. E' la reazione di Ermanno Russo, presidente della Commissione speciale di controllo sulle Politiche giovanili, disagio sociale e occupazione della Regione Campania.
Il consigliere regionale di Forza Italia Russo rincara: 'Se cio' bastasse, se bastasse chiudere le piazze di spaccio per sconfiggere la camorra, allora sarebbe tutto piu' semplice. La verita' e' che i clan sono abili nell'individuare aree nuove ed economicamente vantaggiose sulle quali poter esercitare di volta in volta, secondo le opportunita' che la storia presenta, la propria asfissiante ingerenza'.
Di qui Ermanno Russo, gia' presidente della Commissione speciale anticamorra del Consiglio regionale, aggiunge: 'L'unica arma in nostro possesso per combattere la criminalita' e' la repressione, accompagnata da una forte cultura della legalita' imperniato sulle nuove generazioni. L'operazione ipotizzata dall'assessore Gabriele e' semplicistica. Inoltre i rischi sono troppo grandi per la collettivita'. Ci sarebbe una marcia indietro clamorosa sul piano dei valori e dell'educazione. Basti pensare agli sforzi per limitare il consumo di alcol, causa di morte e di autentiche tragedie nei week end'.
Infine Russo conclude: 'La societa' dei giovani e' gia' prevalentemente vittima della droga e sotto il giogo di mode nocive e lesive della dignita' del prossimo, come quella dell'eccesso, dello sballo, del bullismo. Non occorre, quindi, aggiungere un elemento di cosi' forte contraddizione. D'altra parte, vorrei far notare all'assessore Gabriele che la maggior parte dei ragazzi acquista gia' sostanze stupefacenti a costi relativamente bassi, liberalizzare le droghe significherebbe renderle ancora piu' accessibili con conseguenze drammatiche per tutti noi'.

'Delle bizzarre e inopportune provocazioni dell'assessore regionale alla Formazione e all'Istruzione francamente avremmo fatto volentieri a meno'. Lo afferma il coordinatore campano e parlamentare di Forza Italia, Nicola Cosentino.
'Appare davvero strano - rileva il parlamentare forzista - che il responsabile delle politiche formative della Regione Campania possa farsi interprete e portavoce di tesi che piu' che individuare soluzioni, mirano ad aggravare il problema delle tossicodipendenze in citta'. Difatti, il business criminale e' solo uno degli aspetti di una assai piu' complessa questione, che non si puo', tout court, affrontare con la liberalizzazione del mercato delle droghe, come, con estrema superficialita', sostiene Gabriele'.
'Se oltre a presentare i conti del criminale business (peraltro gia' abbondantemente noti), l'assessore si fosse preso la briga di informarci anche a quali risultati sono pervenute le citta' che hanno sperimentato forme di liberalizzazione di alcune droghe, forse l'analisi sarebbe stata piu' corretta. E, soprattutto, attendibile', afferma ancora Cosentino.
'Chiarito cio', e senza alcun intento polemico, consigliamo all'assessore Gabriele di impegnarsi con maggiore convinzione nell'eliminare qualche sacca di disagio in citta' (grazie anche a qualche progetto che l'assessorato di cui e' responsabile avrebbe dovuto mettere in cantiere), piuttosto che avventurarsi in analisi per le quali non e' tagliato. Ma evidentemente - conclude Cosentino - tra il dire e il fare e' meglio lo straparlare'.

'La proposta dell'assessore Grabriele di legalizzare la droga cosiddetta leggera in alcune zone della citta' - commenta il coordinatore cittadino di Napoli AN, Fabio Chiosi - e' assolutamente irricevibile'.
'AN - continua Chiosi - e' pronta ad impedire 'fisicamente' che cio' avvenga. E meraviglia non poco che un assessore all'Educazione ed alla Formazione lanci proposte del genere che, se attuate, potrebbero soltanto nuocere alle giovani generazioni. La lotta alla droga, allo spaccio ed al consumo - spiega il coordinatore cittadino di AN - dovrebbe essere uno dei pilastri fondamentali di ogni azione amministrativa e politica'.
'Alla cultura della morte non si puo' e non si deve rispondere spalancando le porte alla morte stessa. Mi auguro - conclude Chiosi - che quelle di Gabriele siano parole in liberta'. Per questo chiedo che il governatore Bassolino assuma una posizione netta e chiara in merito a cio' che ha dichiarato il suo assessore'.

'Le parole dell'assessore regionale Corrado Gabriele sulla legalizzazione delle droghe, riportate stamattina sulla stampa cittadina, hanno il merito di riaccendere in citta' un dibattito ormai da troppo tempo spento.
Crediamo sia necessario interrogarsi su quale strategia adottare per sconfiggere il fiorente business del commercio di droga, principale fonte di ricchezza della criminalita' organizzata, dopo l'evidente fallimento a Napoli ed in Italia delle politiche proibizioniste'. Lo affermano i consiglieri comunali di Napoli Francesco Nicodemo (DS) e Francesco Minisci (Rifondazione Comunista).
'La nostra opinione - aggiungono - e' che la liberalizzazione e la legalizzazione delle droghe abbiano ottenuto in Europa e nel Mondo risultati importanti nella lotta alla criminalita' organizzata e nella riduzione dei consumatori di stupefacenti. Siamo pero' anche convinti che la complessita' del fenomeno droga a Napoli necessiti di un luogo aperto e laico, un osservatorio sugli stupefacenti e sui suoi consumatori, che possa monitorare il consumo e la diffusione delle droghe, soprattutto quelle nuove i cui effetti non sono noti, e che proponga politiche alternative in grado di sconfiggere il business della criminalita' organizzata'.
'Siamo certi - evidenziano - che la mancanza di informazione e di coscienza critica sul consumo di stupefacenti sia il vero dramma delle giovani generazioni che ignorano gli effetti ed i danni dell'abuso. Percio' la nostra preoccupazione e' rivolta soprattutto al consumo di cocaina da parte dei giovani napoletani, senza distinzioni di ceto: questa e' la vera emergenza droga a Napoli e da qui bisogna partire'.

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