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  1. #1
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    Predefinito Ad aprile si votera'!!!

    ll governo PRODI ha le ore contate.Berlusconi ne e' sicuro:"Entro il 15novembre sara' gia' tutto finito".Finora con CASINI fuori dalla CDL non si vedevano alternative a questo governo per eventuali fuoriusciti dal csx.Ora il riavvicinamentocdi CASINI a BERLUSCONI da'finalemente una prospettiva di governo,le promesse di Silvio fanno il resto.Poltrone assicurarate per tutti quelli che vogliano pugnalare PRODI.Il sogno di vedere Gianfranco Fini leader della cdl per un centrodestra finalmente serio sembra svanire......in compenso avremo molto probabilmente DINI presidente del senato.Bordon e Manzione con cariche ministeriali e PALLARO presidente di qualche commissione parlamentare.Vabbe' meglio questo che niente.

  2. #2
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    Berlusconi una volta tanto ha ragione. Quello è il periodo dell'anno in cui tradizionalmente si svolgono le elezioni in Italia.
    E non ha precisato Aprile 2008

  3. #3
    trilex
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    Roma, 19 ott (Velino) - “Walter Veltroni vuole andare subito al voto e senza la sinistra radicale. Vuole provare a riprendersi nel Partito democratico gli amici, come Mussi, e di catturare col Pd aree dell’ala massimalista”. E poi, dalla sua squadra, “via Visco, via la Turco e dentro Ozpetek e Morricone”. Sono alcune delle rivelazioni della “Fonte avvelenata”, una “gola profonda” della politica che, durante la registrazione della trasmissione Tetris, targata La7, ha svelato le prossime mosse che il neosegretario del Pd, Walter Veltroni, avrebbe in mente. Andare dritti alle urne sarebbe nelle intenzioni del sindaco di Roma, perché, ha spiegato la stessa fonte anonima (un dirigente diessino la cui voce e il volto sono stati camuffati nel video) “per lui è un suicidio continuare a tenere in piedi Prodi”. Nella trasmissione condotta dal giornalista Luca Telese, che parte oggi per la seconda edizione in uno studio allestito nella Casa dell'architettura a Roma, si è parlato di Partito democratico, Cosa Rossa e manifestazione sul Welfare di domani. Ma anche di pensioni, riforme e governo. Presenti in studio il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, il titolare della Salute, Livia Turco, il giornalista Marco Damilano e il candidato sconfitto alla segreteria del Pd, il blogger Mario Adinolfi. Divertente il siparietto tra un esponente di Azione giovani e Turco: lui era l’autore dello scherzo a Walter Veltroni durante la festa dei giovani di An sulla Borgata Pinarelli, una finta zona periferica di Roma, che chiedeva assistenza al Comune. Veltroni, pensando fosse vera, cominciò a parlare dei problemi di quella zone e delle iniziative promosse per rilanciarla. Poi fu fermato dalla vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, che rivelò lo scherzo. Oggi la vittima è stata Livia Turco: il ragazzo ha chiesto spiegazioni su un farmaco, il fantomatico “Rinostil”. Il ministro, imbarazzata, ha cercato di replicare, prima di essere interrotta dalle risate dei presenti.

    Il discorso è tornato serio quando si è affrontato il nodo delle “due sinistre”: la riformista e la radicale. E quando si è parlato della manifestazione di domani, dove la Turco non vorrebbe vedere ministri e alla quale Ferrero ancora non ha detto se parteciperà a meno. Adinolfi e Damilano, intanto, hanno incalzato sui brogli campani alle Primarie del Pd (i risultati regionali sono stati congelati) e sull’eccessiva presenza di vecchi apparati nel nuovo soggetto. Turco e Ferrero si sono detti entrambi d’accordo sull’apertura delle “stanze del buco”, dove assistere i tossicodipendenti in condizioni igieniche adeguate. E hanno entrambi ammesso che le riforme istituzionali vanno fatte con l’opposizione e non a colpi di maggioranza. A partire dalla legge elettorale. Adinolfi ha scosso la testa, quando Ferrero ha detto la sua sulle pensioni: “Con Visco e i 15 miliardi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale si risolve tutto e si può pensare di andare in pensione a 58 anni”. C’è stato anche il tempo per parlare dell’organizzazione del Pd: c’è chi vorrebbe un partito senza tessere. Idea che non ha convinto Turco: “Ma poi come misuriamo l’adesione al nuovo soggetto?”. Con il “Quiz politico” di Mike Bongiorno ci si è avviati verso la fine della trasmissione. Non poteva mancare un’ultima battuta sulla “Casta”. Turco e Ferrero ancora una volta d’accordo: “Esistono privilegi per chi fa politica che vanno limitati”.
    ..

  4. #4
    Re del Fondoscala
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    dopo la creazione del PD mi sembra scontato che entro l'estate 2008 si voti...più che sta al Governo Prodi e più voti perde Veltroni...

  5. #5
    trilex
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    19:17 flash corriere.it
    Mastella: meglio votare in primavera

    «Noi siamo per andare al voto in primavera. Prima ti togli il dente e meglio è, nell'interesse degli italiani»: lo ha detto stasera a Terni il ministro Clemente Mastella.

  6. #6
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    grazie al caxxo...per i banana Silvio è un oracolo...oh ma se dico tutti i mesi che prima o poi si tornerà a votare fate leader pure me?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    19:17 flash corriere.it
    Mastella: meglio votare in primavera

    «Noi siamo per andare al voto in primavera. Prima ti togli il dente e meglio è, nell'interesse degli italiani»: lo ha detto stasera a Terni il ministro Clemente Mastella.


    chissà se il dente riguarda pure tutte le giunte campane dalla regione ai comuni piccoli dove clemente governa con il CSN ed ha il fulcro del suo potere...

  8. #8
    trilex
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    Citazione Originariamente Scritto da Arthur Visualizza Messaggio
    chissà se il dente riguarda pure tutte le giunte campane dalla regione ai comuni piccoli dove clemente governa con il CSN ed ha il fulcro del suo potere...

    mbe' diciamo che riguarda la campania.....c'e' da vedere che fa de luca....

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    mbe' diciamo che riguarda la campania.....c'e' da vedere che fa de luca....

    de luca chi?

  10. #10
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    Prodi in trincea
    Se il Partito democratico decidesse di staccare la spina al governo

    Di sicuro è un Prodi grintoso e battagliero quello che emerge nell'intervista di Gian Paolo Pansa sull'"Espresso". Un'ostentazione di sicurezza, quella del premier, che però lascia il sapore di chi ormai è calato in trincea, per non dire in un bunker.



    E non sarà certo un caso se la sua prima preoccupazione è quella di precisare che "il presidente del Pd, garante di tutti" resta lui. Quando Pansa lo incalza, chiedendogli allora se nel nuovo partito si sia formata una diarchia, Prodi si affretta a precisare che i reciproci ruoli "sono diversi" e che "bisogna sempre distinguere fra governo e partito".

    Aggiungendo: "Io guido il governo. E sono il capo di una coalizione che va ben oltre il Pd. E rispondo in modo intero all'alleanza che mi ha eletto".

    Ma è proprio qui che cominciano i guai. E sono guai seri.

    Possiamo anche soprassedere, al momento, sul fatto non proprio politicamente irrilevante secondo cui il nuovo capo del Pd sarebbe in funzione gregaria del premier. Ma non possiamo certo ignorare lo stato dei rapporti fra il Pd e il resto della coalizione.Rapporti tali da far dubitare che possano mantenersi in un'alleanza anche per il solo tempo del passaggio di questa Finanziaria. E non a caso il senatore diessino Giorgio Tonini ha previsto che nel gennaio 2008, dopo l'approvazione della Finanziaria, il Pd chiederà a Prodi "un chiarimento politico e programmatico" che indichi le cose essenziali da fare nei prossimi tre anni, altrimenti meglio "staccare la spina". Una dichiarazione magari perentoria, che ha indispettito Prodi, ma che coglie nel segno. Basta vedere la condizione in cui il governo esce dall'accordo sul protocollo del welfare per capire che così non si può andare avanti. Anche perché, come ha notato Luca Cordero di Montezemolo, siamo sempre allo stesso punto di partenza. Non ci dimentichiamo infatti che il 20 ottobre assisteremo ad una manifestazione di protesta contro l'accordo siglato fra governo e sindacato a cui parteciperanno i partiti dei ministri che si sono astenuti, e quei lavoratori ai quali lo stesso segretario della Cgil ha ricordato che ci sono ancora dei problemi da risolvere. Conoscendo ormai piuttosto bene questa variopinta piazza di sinistra, non ci stupiremmo se il surriscaldato clima internazionale non possa indurre ad approfondire ulteriori strappi tra la sinistra no - global e quella politically correct.

    "A Palazzo Chigi io ci sto volentieri", dice Prodi nella sua intervista a Pansa. E noi gli crediamo. Non sappiamo però se sono dello stesso parere i suoi alleati, che potrebbero costringerlo ad un cambiamento di programma. Prodi non ha nessuna intenzione di mollare senza un voto parlamentare ed ha ragione.

    Ma ci sembra che sia prossimo ad affrontarlo, e farebbe bene a prepararsi allora ad un imminente voto dei cittadini che giudicherà - e come, se la giudicherà - questa esperienza di governo.

    Roma, 19 ottobre 2007

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4390

 

 
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