Roma, 19 ott (Velino) -
“Walter Veltroni vuole andare subito al voto e senza la sinistra radicale. Vuole provare a riprendersi nel Partito democratico gli amici, come Mussi, e di catturare col Pd aree dell’ala massimalista”. E poi, dalla sua squadra, “via Visco, via la Turco e dentro Ozpetek e Morricone”.
Sono alcune delle rivelazioni della “Fonte avvelenata”, una “gola profonda” della politica che, durante la registrazione della trasmissione Tetris, targata La7, ha svelato le prossime mosse che il neosegretario del Pd, Walter Veltroni, avrebbe in mente. Andare dritti alle urne sarebbe nelle intenzioni del sindaco di Roma, perché, ha spiegato la stessa fonte anonima (un dirigente diessino la cui voce e il volto sono stati camuffati nel video) “per lui è un suicidio continuare a tenere in piedi Prodi”. Nella trasmissione condotta dal giornalista Luca Telese, che parte oggi per la seconda edizione in uno studio allestito nella Casa dell'architettura a Roma, si è parlato di Partito democratico, Cosa Rossa e manifestazione sul Welfare di domani. Ma anche di pensioni, riforme e governo. Presenti in studio il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, il titolare della Salute, Livia Turco, il giornalista Marco Damilano e il candidato sconfitto alla segreteria del Pd, il blogger Mario Adinolfi. Divertente il siparietto tra un esponente di Azione giovani e Turco: lui era l’autore dello scherzo a Walter Veltroni durante la festa dei giovani di An sulla Borgata Pinarelli, una finta zona periferica di Roma, che chiedeva assistenza al Comune. Veltroni, pensando fosse vera, cominciò a parlare dei problemi di quella zone e delle iniziative promosse per rilanciarla. Poi fu fermato dalla vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni, che rivelò lo scherzo. Oggi la vittima è stata Livia Turco: il ragazzo ha chiesto spiegazioni su un farmaco, il fantomatico “Rinostil”. Il ministro, imbarazzata, ha cercato di replicare, prima di essere interrotta dalle risate dei presenti.
Il discorso è tornato serio quando si è affrontato il nodo delle “due sinistre”: la riformista e la radicale. E quando si è parlato della manifestazione di domani, dove la Turco non vorrebbe vedere ministri e alla quale Ferrero ancora non ha detto se parteciperà a meno. Adinolfi e Damilano, intanto, hanno incalzato sui brogli campani alle Primarie del Pd (i risultati regionali sono stati congelati) e sull’eccessiva presenza di vecchi apparati nel nuovo soggetto. Turco e Ferrero si sono detti entrambi d’accordo sull’apertura delle “stanze del buco”, dove assistere i tossicodipendenti in condizioni igieniche adeguate. E hanno entrambi ammesso che le riforme istituzionali vanno fatte con l’opposizione e non a colpi di maggioranza. A partire dalla legge elettorale. Adinolfi ha scosso la testa, quando Ferrero ha detto la sua sulle pensioni: “Con Visco e i 15 miliardi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale si risolve tutto e si può pensare di andare in pensione a 58 anni”. C’è stato anche il tempo per parlare dell’organizzazione del Pd: c’è chi vorrebbe un partito senza tessere. Idea che non ha convinto Turco: “Ma poi come misuriamo l’adesione al nuovo soggetto?”. Con il “Quiz politico” di Mike Bongiorno ci si è avviati verso la fine della trasmissione. Non poteva mancare un’ultima battuta sulla “Casta”. Turco e Ferrero ancora una volta d’accordo: “Esistono privilegi per chi fa politica che vanno limitati”.