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Molti forse no, ma qualcuno probabilmente sì.
Uno dei motivi per cui ho aderito al PS, io che mi consideravo un liberale di sinistra e che da giovane votavo PRI, oltre al fatto che ultimamente sto slittando molto più a sinistra di un tempo è che in Italia un raggruppamento politico liberaldemocratico (se non un partito anche solo una componente organizzata all'interno di un partito come la Margherita), molto semplicemente, non c'è.
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Originariamente Scritto da
anonimovenexian
beh, non devi insegnare a me com'è composta la Margherita, poichè ne faccio parte dal 2003...e in 4 anni posso assicurarti che di gente del partito ne ho conosciuta.
Io "non provengo" assolutamente dai socialisti, ma scelsi la Margherita perchè mi sembrava il luogo adatto per far confluire le diverse culture riformiste italiane, in un unico soggetto politico. Il primo embrione del PD.Quel soggetto, in quel determinato periodo storico, aveva circa il 14% dei consensi.
Consensi che andarono in maniera inversamente proporzionale all'ascesa dei popolari ai vertici dello stesso partito: più i popolari rialzavano la testa, meno consensi aveva il partito. Ci deve pur essere una spiegazione.:rolleyes:
Sono d'accordo anch'io sulla creazione di un qualcosa di nuovo, ma non vedo i politici italiani abbastanza autorevoli per farlo a livello europeo, quindi per il momento dobbiamo guardare a quello che c'è, ed eventualmente lavorare dall'interno. E gli eurosocialisti, dal canto loro, dovranno permettere di lavorare ai riformisti che non necessariamente provengano dalla loro cultura
Non è guardando al passato che si costruisce il nuovo, anche perchè i posti per fare i "popolari" non mancano di certo: UDC, UDEUR, poi c'è sempre FI..:rolleyes:
In sintesi uno fra la DC vera (l'UDC) e la sua brutta copia alleata dei mangiapreti sceglie quella vera. :D
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Originariamente Scritto da
anonimovenexian
ha ragione LucaBI...
cmq, lupo, non mi pare un'analisi del tutto errata...vai a riguardarti i dati elettorali, confrontali con alcune fasi rilevanti del partito (es. "conversione" di Rutelli, assemblea di Chianciano etc) e potrai rilevare da te la caduta libera...
i popolari per me possono stare benissimo nel PD, se consapevoli che questo dev'essere il riferimento di centrosinistra, progressista, riformista.
chi non capisce questo e vuole fare il centrista, col PD non c'entra niente.
Guarda, proprio perché guardo i dati, invece di andar dietro agli slogan (es. cicoria....orrenda) dico quel che dico. La Margherita è andata al 9% subito dopo il 14,5% delle politiche, in cui assorbì il voto d'opinione sull'onda di Rutelli premier e guadagnò sull'assenza dalla campagna di tutto lo stato maggiore dei DS. C'è voluto gran lavoro per riportarla sull'11%.
A differenza di chi si impicca su aggettivi vuoti (progressista...riformista...ma che vuol dire? I PACS sono riformisti? E il welfare di Damiano? Che fesserie...) io cerco di ragionare su quel che ci vuole per il Paese. E di fare un partito riformista, progressista, e tutti gli -ista possibili, e tornarmene a casa col 20% non me ne frega nulla.
Io voglio i contenuti. Sull'utilizzo del mercato stiamo con l'ALDE o col PSE? O ancora, con Blair o con Shultz?
Le liberalizzazioni le facciamo sulle pompe di benzina, o sul trust alla foce della filiera? Sui parrucchieri, o sul commercio di larga scala (che vorrebbe dire togliere il monopolio alle Coop)?
Facciamo il quoziente familiare, o cos'altro? Io voglio sapere cosa siamo.
E se siamo ciò che non mi piace, sono sempre a tempo a fare altre scelte.
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Originariamente Scritto da
lupoDL
A differenza di chi si impicca su aggettivi vuoti (progressista...riformista...ma che vuol dire? [...] io cerco di ragionare su quel che ci vuole per il Paese. E di fare un partito riformista, progressista, e tutti gli -ista possibili, e tornarmene a casa col 20% non me ne frega nulla.
Perfettamente d'accordo.
Le campagne elettorali si faranno sempre di più su una, due, tre o quattro proposte concrete, da cercare di far capire all'elettorato come idee e possibili relizzazioni di progresso per la società, che portino un saldo attivo di benessere, di diritti e di libertà.