Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    11,269
     Likes dati
    81
     Like avuti
    264
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito la cina si compra gli USA

    Hillary, ombre cinesi
    sui soldi della campagna

    Centinaia di nomi fantasma, forti
    donazioni di persone senza mezzi

    FRANCESCO SEMPRINI
    NEW YORK
    Grosso guaio a Chinatown per Hillary Clinton.
    La candidata democratica alle presidenziali del 2008, favorita dai sondaggi e in testa nella raccolta di fondi, rischia di finire nelle sabbie mobili a causa delle dubbie donazioni in suo favore provenienti dalla comunità cinese di New York. Un’indagine condotta dal «Los Angeles Times» sui suoi conti elettorali ha rivelato che su 150 versamenti di denaro, un terzo proviene da donatori fantasma, mentre la maggioranza di quelli esistenti non è iscritta nelle liste elettorali. Negli altri casi i donatori svolgono mestieri umili - lavapiatti, camerieri, venditori ambulanti - e pertanto non è chiaro come possano aver reperito le somme versate, comprese tra 500 e 2.300 dollari.

    In aprile, ad esempio, un singolo sostenitore, residente in un’area degradata, ha versato 380 mila dollari mentre nel 2004 il senatore John Kerry, candidato alle presidenziali con il partito democratico, in tutta Chinatown non raccolse che 24 mila dollari. Da qui il sospetto che nei fondi che arrivano a Hillary ci sia qualcosa di equivoco. Il team della senatrice si difende attraverso il portavoce Howard Wolfson. «Abbiamo migliaia di donatori e siamo orgogliosi di avere il sostegno delle più diverse comunità a New York e nel resto del Paese» dice, sottolineando che gli esperti stanno valutando ogni versamento e «provvederanno alla restituzione del denaro in presenza di irregolarità».

    La vicenda getta comunque ombre sulla senatrice democratica, già coinvolta in estate in un caso simile, che riconduceva ancora una volta all’intricato mondo di Chinatown. Nel mirino degli inquirenti è finito Norman Hsu, magnate dell’abbigliamento e sostenitore delle campagne elettorali della Clinton, nelle cui casse ha versato centinaia di migliaia di dollari attraverso prestanome e conti fittizi. Alcuni mesi dopo, il mistero di Chinatown si è riproposto: Shu Fang Li, Liang Zheng Sang Cheung Lee e Shih Kan Chang sono solo alcuni dei perfetti sconosciuti che hanno staccato assegni per Hillary Clinton. Oltre alla passione per la First Lady e la residenza fittizia in quartieri da reddito medio lordo inferiore ai 21 mila dollari l’anno, tutti sono ignoti o irrintracciabili. C’è poi Yi Min Liu che, pur ammettendo di aver partecipato a una serata elettorale per la senatrice, nega di aver versato i mille dollari che risultano dai registri, mentre un altro cittadino di origini cinesi che ha donato 2.500 dollari non avrebbe potuto farlo perché clandestino da due anni.

    Negli altri casi invece il successo riscosso dalla Clinton tra gli umili di Chinatown nasce da una doppia strategia: alleanze con potenti associazioni locali e speranze di riscatto agli emigranti finora confinati ai margini della società. Molti donatori ammettono infatti di aver versato denaro su indicazione dei responsabili di organizzazioni locali, alcune molto potenti e attive nei quartieri popolari, con un forte ascendente sugli immigrati di più recente arrivo, come quelli provenienti dalle provincia di Fujian. Alcune di queste associazioni hanno legami più o meno storici con la malavita organizzata dedita al traffico di esseri umani e al gioco d’azzardo, sulle quali si allunga l’ombra sinistra della Triade, la potente mafia cinese.

    D’altra parte c’è la speranza di un futuro migliore: una volta eletta, Hillary Clinton potrebbe favorire i ricongiungimenti familiari, come dimostrano alcune iniziative di cui si è fatta promotrice in Senato. C’è anche chi confida nella sua politica di solidarietà per uscire dal ghetto nel quale è costretto da anni e guadagnare dignità sociale. Per Peter Kwong, esperto delle Chinatown d’America dell’Hunter College di New York, Hillary Clinton sta in realtà «strumentalizzando le debolezze» dell’emigrazione recente.

    Oltre che dai bassifondi di Chinatown i rischi per la senatrice di New York giungono anche dall’alto delle lobby dei produttori di armi, che avrebbero spostato su di lei il tradizionale sostegno ai repubblicani. L’ordine di scuderia dei vertici è stato eseguito dai dipendenti di cinque tra le più grandi aziende del settore - Lockheed Martin, Boeing, Northrop-Grumman, General Dynamics e Raytheon - che hanno versato nella casse dei democratici 104 mila dollari, contro gli 87 mila ai repubblicani. Sono di oltre 52 mila dollari le donazioni individuali finite nella sole tasche della Clinton, che potrebbe suo malgrado diventare la nuova signora delle armi da fuoco, rischiando di fomentare contro di sè un’offensiva della sinistra pacifista e liberal.


    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200710articoli/26832girata.asp

  2. #2
    Life sucks...
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    ...and then you die.
    Messaggi
    55,419
     Likes dati
    10,963
     Like avuti
    13,230
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Articolo molto interessante.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    11,269
     Likes dati
    81
     Like avuti
    264
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Vi è un modo per misurare il vero potere.

    Il vero potere è quando si ha sul proprio libro paga i capi degli avversari.

    Infatti qualsiasi stato democratico si può conquistare comprando i capi.
    Comunque con cifra diecimila volte inferiore di quella che costerebbe una guerra si può acquistare la classe dirigenziale di un paese.

    L’unica arma di difesa di una democrazia è l’incorruttibilità dei suoi governanti.

    Ecco perché per indebolire uno stato democratico è sufficiente far dilatare le spese elettorali.

  4. #4
    ordineteutonico
    Ospite

    Predefinito

    L'attuale amministrazione ne è l'esempio ecclatante.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    11,269
     Likes dati
    81
     Like avuti
    264
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    La Cina è in guerra.
    Gli Usa non sono mai in guerra essi asseriscono di esportare solamente la propria democrazia costruendo armi e pagando soldati.

    La Cina invece ha intrapreso un nuovo tipo di guerra, non limitata a poche decine di milione di uomini. L’esercito della Cina è formato da tutti i cittadini che operano in regime militare. Ossia la guerra non viene svolta sui campi di battaglia lontana da casa, ma si svolge nei posti di lavoro, nella scuola, ovunque. Al posto dei carri armati e cannoni i soldati cinesi ricevono mezzi per produrre, e in funzione a questo forniscono la linfa vitale al consumismo mondiale.

    Vogliono conquistare il mondo.
    I cittadini cinesi comprano i negozi all’estero, i politici comprano i governi.

    E adesso hanno bisogno della USA perché vogliono che questi gli venda una sua proprietà: l’Europa.
    Gli USA grazie alla ultima guerra ha occupato l’Europa, la lascia ad amministrare ai politici locali secondo il principio latino, però si assicura l’occupazione del territorio attraverso le sue guarnigioni e i suoi bombardieri con le bombe atomiche.


    Ora gli Usa sono pieni di debiti, occorre per la Cina che al governo americano vi sia un governo di finta sinistra che privilegi i consumi in modo che il debito verso il sol levante aumenti vertiginosamente; e conseguentemente sia obbligato a vendere l’Europa. In tal modo possa rientrare dalla situazione debitoria pari a qualche decina di migliaia di tonnellate di banconote o di documenti di valore equivalente.

    E’ vero che la partitocrazia italiana si è mangiata abbondantemente il paese, ma gli USA si sono mangiati l’Europa.

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    1,410
     Likes dati
    142
     Like avuti
    27
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    E’ vero che la partitocrazia italiana si è mangiata abbondantemente il paese, ma gli USA si sono mangiati l’Europa.

    La Cina ha bisogno di un altro centinaio scarso di milioni di chilometri quadrati di territorio per alloggiare i figli del suo popolo. Di territorio libero appetibile ne è rimasto poco, l’unica zona disponibile e vivibile è l’Europa; ed allora la vuole comperare.
    Ma per acquistare un bene bisogna andare a trattare con il suo proprietario; in caso contrario si tratta di una rapina, questa soluzione è pericolosa perché lascia sempre uno strascico. La Cina desidera dunque una conquista legale, accettabile nei millenni e non offra motivo di noiose rivendicazioni.
    Gli Stati Uniti (i poteri bancari) quando progettarono la prima guerra mondiale, erano convinti di poter raccattare le ricchezze europee solo grazie alle forniture militari. La prima guerra mondiale portò al convegno di Genova (1922) dove risultò chiaro come a breve termine (1934) solo il dollaro avrebbe potuto avere la parità aurea e di conseguenza sarebbe rimasta una sola moneta mondiale: il Bancor (1944).
    (Piccola combinazione storica, a Genova nacque Colombo destinato a conquistare le Americhe, da Genova partì l’economia USA programmata a conquistare l’Europa).
    Gli americani invasero l’Europa, la loro prima occupazione di questo continente nel 1943, fu un momento esaltante. L’emozione di poterla occupare con lo sbarco in Sicilia fu tanta, e gli Americani non hanno dimenticato e non lo scorderanno mai come tale sbarco poté realizzarsi solo grazie alla Mafia.

 

 

Discussioni Simili

  1. La Cina si compra l’Europa
    Di dedelind nel forum Economia e Finanza
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 10-06-12, 20:28
  2. LA CINA SI COMPRA LA MOLDAVIA
    Di herrdoktor nel forum Eurasiatisti
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 06-08-09, 16:31
  3. La FIAT compra in Cina e gli operai italiani andranno a casa!
    Di Il Pretoriano nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 124
    Ultimo Messaggio: 15-08-07, 00:30
  4. La FIAT compra in Cina e gli operai italiani andranno a casa!
    Di Il Pretoriano nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 87
    Ultimo Messaggio: 13-08-07, 08:06
  5. TELEVIDEO : La Cina si compra l'Africa
    Di Jenainsubrica nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 19-11-05, 21:04

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito