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  1. #1
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito solidarietà agli agricoltori sardi in agitazione contro le banche

    Solidarietà agli agricoltori sardi in agitazione contro le banche
    La Sardegna ha da sempre come attività economiche distintive la pastorizia e l’agricoltura, per decenni i suoi ottimi prodotti alimentari sono stati esportati in tutto il mondo, tuttavia, il mondialismo, le multinazionali, le istituzioni internazionali e nazionali cercano di snaturare irrimediabilmente l’identità economica, culturale e ambientale sarda.
    Già la primavera di questo stesso anno gli agricoltori e i pastori sardi diedero luogo ad intense proteste di strada, ad occupazioni di municipi per chiedere interventi politici di riduzione dei costi di irrigazione e del carburante, il pagamento degli indennizzi per le numerose calamità naturali subite negli anni; le agitazioni cessarono una volta che la regione stanziò un po’ di soldi per ottemperare alle richieste; come proceda l’erogazione di questi soldi non si sa ancora, ma adesso gli agricoltori sardi sono di nuovo in agitazione contro un enorme problema che se non risolto in breve darà il colpo decisivo all’agricoltura sarda in agonia: l’indebitamento degli agricoltori nei confronti delle banche, le quali vantano un debito di 700 milioni di euro sugli agricoltori. Ci sono in Sardegna oltre 5 mila piccole aziende agricole per lo più a conduzione familiare, anche qualche media azienda, che sono state pignorate dalle banche; pignorate significa che sono state prese in possesso dalle banche per insolvenza dei debiti; ad essere diventate di proprietà delle banche non sono solo i terreni dei contadini ma anche gli attrezzi di lavoro e le abitazioni stesse degli agricoltori, i quali sono diventati formalmente custodi per conto terzi (le banche) di quelle che prima erano le loro proprietà; entro pochi mesi le oltre 5000 aziende, insieme alle attrezzature e forse anche alle abitazioni, saranno vendute ai migliori offerenti, ossia, messe all’asta. Nei mesi scorsi già centinaia di aziende agricole pignorate sono state vendute dalle banche a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, mi direte perché i contadini non potevano partecipare alle aste comprando e rientrando in possesso delle loro cose: perché negli anni si sono talmente svenati per pagare i debiti che è rimasto loro ben poco. Risultato: centinaia di famiglie alla fame private dei loro mezzi di sostentamento.
    Con la svendita nei prossimi mesi all’asta di quelle 5000 e oltre aziende, ben 40.000 persone si ritroveranno nella disoccupazione e nella disperazione in una regione che da anni non è certo prodiga di opportunità, contando i titolari delle aziende, i loro familiari che lavorano nelle aziende di famiglia, i braccianti, e infine l’indotto, cioè, quelle piccole aziende di artigianato o servizi che vivono in funzione dell’agricoltura.
    A comprare a prezzi stracciati terreni, attrezzi, e forse case, saranno nel caso delle aziende situate vicino al mare, impresari edili con lo scopo di farci strutture turistiche per i soliti turisti ricchi e spacconi che possono spendere soldi (il sardo comune di certo di queste cose non sa che farsene se non farsi assumere come cameriere o lavapiatti schiavetto), se invece si trovano nell’entroterra le solite multinazionali alimentari che coltiveranno usando porcherie, OGM, distruggendo la nostra agricoltura tradizionale e inquinando il nostro ambiente.
    Ma da dove inizia l’indebitamento? Dobbiamo andare alla seconda metà degli anni ottanta, quando in Sardegna le attività tradizionali iniziarono ad entrare in crisi sul mercato nazionale per via dell’entrata in campo dei giganti del cibo, spalleggiati spudoratamente dall’UE e da tutti i padroni del mondo, allora le aziende sarde vennero spinte dalle istituzioni ad essere più competitive sul mercato attraverso ammodernamenti e ristrutturazioni; così gli agricoltori sardi contrassero dei prestiti con le banche necessari per avere i soldi per quei lavori, ma con l’aiuto finanziario della Regione Sarda che pagava agli istituti di credito la maggior parte degli interessi sulle somme prestate: così un contadino doveva restituire alla banca il denaro prestato più il 3% di interessi, il restante 13-14% di interessi lo pagava la Regione. Ma negli anni novanta l’UE dichiarò illegali questi aiuti in nome della libera concorrenza (i colossi ricevono un mare di soldi dall’UE, si impone di comprare una certa quota da essi, ma quale concorrenza?), così decretò che la Regione Sarda smettesse di pagare quel 13-14% di interessi alle banche e che gli agricoltori restituissero gli aiuti finanziari, maggiorati degli interessi, alle banche; quindi gli agricoltori si ritrovarono a dover pagare gli interessi del 16-17% sulla somma prestata, le somme date alle banche dalla Regione, e trovandosi improvvisamente un grosso carico di debiti, pagare le banche diventò impossibile al punto che gli interessi salivano come punizione per insolvenze accumulate. A complicare le cose le brutte alluvioni senza che venissero pagati gli indennizzi, i costi di irrigazione molto salati, tasse, imposizione da parte dell’UE agli agricoltori e agli allevatori di vendere i loro prodotti a prezzi troppo bassi rispetto ai costi di produzione sostenuti (mentre intermediari, commercianti, possono aumentare di quanto vogliono), le quote obbligatorie di alimentari da aziende straniere da vendere nei negozi sardi (vi rendete conto quante porcherie siamo noi sardi costretti a comprare da fuori, proprio noi sardi?) imposte dall’alto.
    Si è arrivati così alla situazione di oggi; nel paese di Decimoputzu, provincia di Cagliari, per giorni alcuni agricoltori membri del “comitato degli agricoltori e dei pastori sardi esecutati” hanno svolto uno sciopero della fame occupando il municipio del paese. Chiedono trattative serie con banche, UE, Stato, Regione per trovare un intesa (parole sprecate!) e aiuti finanziari: in effetti il governo anziché devolvere milioni di euro verso strane iniziative artistico-culturali dovrebbe aiutare finanziariamente i contadini a pagare i debiti. Ma i governi se ne infischiano.
    A dimostrazione di come le terre degli agricoltori facciano gola a delinquenti gonfi di soldi, segnaliamo che in questi giorni l’ organizzatore della protesta, responsabile regionale di AltraAgricoltura ha ricevuto una lettera con minacce di morte, mentre un altro agricoltore che ha fatto lo sciopero della fame ha subito un incendio doloso parziale di parte della sua azienda.
    Noi riteniamo che questi contadini che con orgoglio lottano per difendere la sana agricoltura sarda siano i veri eroi odierni degni di tutta l’ammirazione e la visibilità, altro che quella feccia di principi, VIP, mercanti rampanti! Sono questi contadini che lottano la spina dorsale della Sardegna e della futura ricostruzione nazionale. I sardi, come tutti gli italiani in generale, hanno l’ obbligo di stare vicini ai loro agricoltori e pastori se vogliono avere sovranità alimentare cioè essere padroni di ciò che mangiano, se vogliono preservare le gloriose radici profonde.
    Per noi il sostegno materiale e la valorizzazione culturale dell’agricoltura è un cavallo fondamentale di battaglia, ci battiamo per il ritorno all’agricoltura. Le tante campagne lasciate in abbandono devono tornare ad essere lavorate: bisogna partire assegnando terre a tante persone, tra cui molti abitanti di città che andranno a ripopolare le campagne, creando un vasto ceto di agricoltori piccoli proprietari e anche di agricoltori organizzati in cooperative, che sarà il fulcro del sostentamento nazionale. Dall’agricoltura trarrà spunto la nascita di piccole aziende artigiane ed alimentari, così la campagna tornerà ad essere fonte di opportunità. La vita agreste segnerà il ritorno ad uno stile di vita più sobrio, tradizionale, ad un forte legame con la terra, con le radici più arcaiche; infatti i contadini, le popolazioni che vivono solo di agricoltura e pastorizia rappresentano globalmente i nemici giurati delle multinazionali e dei centri di potere mondialisti, smaniosi di annullare diversità, identità, radici spirituali, stili e mentalità impermeabili al consumismo e allo sfruttamento irrispettoso della natura, oltre che di trasformare l’agricoltura in un rubinetto di loro esclusivo possesso da cui erogare a pagamento veleno venduto come cibo.
    Visto che siamo in tema anche di banche e speculazioni terriere, metto in chiaro che i terreni agricoli dovranno essere definiti per legge non pignorabili, fermo restando che in generale siamo per la nazionalizzazione del servizio creditizio e per l’abolizione dei prestiti con gli interessi.
    Nel nuovo ordine socialista nazionale la figura del contadino sarà innalzata culturalmente come esempio di vita cancellando la fobia verso le campagne tipica della moderna mentalità borghese.
    Ai sardi dico: se ci diranno che abbiamo una mentalità da pastori, rispondiamo che ciò è un complimento: l’unica sfida che il mondo globale ci impone è quella di respingerlo dal nostro suolo.
    Alfredo Ibba
    11 ottobre 2007



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  2. #2
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    Predefinito Solidarietà a Riccardo Piras e a Altragricoltura

    Riportiamo il testo del Comunicato Stampa di Nuova Destra Sociale

    Comunicato stampa

    Nuova Destra Sociale esprime la più ampia solidarietà a Riccardo Piras, membro dell'Esecutivo Nazionale Altragricoltura nonché Coordinatore Regionale e portavoce del Comitato di lotta dei Contadini e Pastori Sardi Esecutati, che è stato oggetto di vili minacce di morte, a mezzo missiva anonima recapitata presso la propria abitazione.
    Tali minacce, rappresentano la protervia dei soliti "poteri forti", anche bancari, che tendono a minare l'economia di un'isola un tempo paradisiaca.
    Nuova Destra Sociale si pone, quindi al fianco di tali eroiche lotte contadine perché è necessario ribadire la centralità dell'agricoltura in molte regioni d'Italia.
    Se passano le esecuzioni forzate delle aziende, ci sarà un tracollo sociale
    con migliaia di lavoratori senza più introito, nonché un decadimento della produttività agricola italiana che aprirà le porte all'invasione di prodotti agricoli cinesi di oggettiva scarsa qualità nonché, forse, dannosi per la salute dei consumatori.
    Proprio per sostenere tale lotta popolare Nuova destra Sociale, intende però, non solo limitarsi ad esprimere solidarietà, ma anche attivarsi concretamente attraverso una sottoscrizione popolare da destinarsi alla salvezza delle aziende agricole a rischio.

    Distinti saluti

    Luca Monti

    Segretario Nazionale di Nuova Destra Sociale

  3. #3
    alfredoibba
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    su

  4. #4
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    Predefinito su su su su su su su

    Camerati di tutta Italia,
    quello che sta succedendo in Sardegna è veramente una cosa vergognosa ed è sconvolgente che stia passando sotto silenzio sui giornali e alla televisione.
    Oltre 5.000 aziende agricole, molte delle quali a conduzione familiare, rischiano di chiudere, strangolate dalle logiche del mercato e della globalizzazione.
    La stessa cosa potrebbe succedere in qualsiasi altra nostra regione.
    Difendiamo la nostra agricoltura ed i nostri prodotti. E' un dovere di tutti gli Italiani.
    Sosteniamo concretamente la battaglia deigli agricoltori e dei pastori sardi.
    Noi di Nuova Destra Sociale ci stiamo mobilitando per lanciare una sottoscrizione nazionale a difesa di queste migliaia di aziende a rischio.
    I poteri forti e le logiche bancarie vogliono strangolare i piccoli coltivatori diretti. Non permettiamo tutto questo.
    Dove stanno le altre forze politiche? Sono assenti !!!!!!!
    Perchè Forza Nuova, Fiamma Tricolore e la Signora Floriani non si sono ancora espressi a riguardo?

    nuovadestrasociale@email.it

  5. #5
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    Predefinito Grazie Alfredo

    I tuoi chiarimenti sulla vicenda sono graditissimi.
    volevo solo sapere se fai parte di qualche Movimento e se sì, se, come Movimento, appunto, avete intenzione di fare qualche iniziativa a sostegno della lotta dei Contadini Sardi.
    Fammi sapere, così, magari ci uniamo a Voi per essere più numerosi.

    Luca Monti
    Segretario Nazionale
    Nuova Destra Sociale

  6. #6
    alfredoibba
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    Ciao "nuovapolitica", ti faccio sapere che in Sardegna emergono risvolti ancora più gravi: nel comune di Masainas, nel sud ovest dell' isola, le banche stanno pignorando i terreni del demanio pubblico adiacenti ai terreni degli agricoltori insolventi, e persino i fili dell' elettricità, i pali, e le pompe che trasportano l' acqua ai terreni.
    Comunque, faccio parte della Comunità Politica di Avanguardia (www.avanguardia.tv); al momento non abbiamo intrapreso iniziative sul caso, in futuro vedremmo (in Sardegna siamo molto pochi), domani sarà pronto il volantino sul carovita, dopo vedremmo se sarà possibilie occuparsi di questo problema urgentissimo.
    Se il tuo movimento è distante dai 2 schieramenti del malaffare, se è distante dal "neofascismo atlantico di servizio", si potrà collaborare in futuro.
    Al momento ti faccio i complimenti per il tuo impegno in questioni di fondamentale importanza.

  7. #7
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    Predefinito

    Le banche altro non sono che degli strozzini avallati dalla legge!!!
    Tutte le ultime fusioni tra banche mi stanno facendo paura: si arriverà ad un mercato oligarchico, dove i pochi grandi gruppi potranno permettersi di fare cartelli a loro piacimento, diventando padroni di nostri soldi!!!
    Questo purtroppo è il finto liberismo che ci stanno imponendo!!!
    Ma il bello è che a chi governa questa situazione piace eccome: basta pensare ad unipol e tutto viene spiegato!!!

  8. #8
    Nuova Destra Sociale
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    Predefinito Vediamo di unire le nostre forze

    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba Visualizza Messaggio
    Ciao "nuovapolitica", ti faccio sapere che in Sardegna emergono risvolti ancora più gravi: nel comune di Masainas, nel sud ovest dell' isola, le banche stanno pignorando i terreni del demanio pubblico adiacenti ai terreni degli agricoltori insolventi, e persino i fili dell' elettricità, i pali, e le pompe che trasportano l' acqua ai terreni.
    Comunque, faccio parte della Comunità Politica di Avanguardia (www.avanguardia.tv); al momento non abbiamo intrapreso iniziative sul caso, in futuro vedremmo (in Sardegna siamo molto pochi), domani sarà pronto il volantino sul carovita, dopo vedremmo se sarà possibilie occuparsi di questo problema urgentissimo.
    Se il tuo movimento è distante dai 2 schieramenti del malaffare, se è distante dal "neofascismo atlantico di servizio", si potrà collaborare in futuro.
    Al momento ti faccio i complimenti per il tuo impegno in questioni di fondamentale importanza.
    Caro Alfredo, spero proprio che si riesca, insieme, ad organizzare una manifestazione in Sardegna su questo problema che ci sta particolarmente a cuore, vista la sua gravità ed il silenzio dei media su tale argomento.
    Noi però ci riteniamo un Movimento di lotta con gli attributi e quindi non ce ne può fregare di meno di pestare i piedi ai poteri "forti", che poi tanto forti non sono altrimenti non esisterebbero persone come noi in lotta, ci avrebbero già schiacciati.
    Quindi avanti a diritto come schiacciasassi!!!!
    Ti chiedo solo di contattarmi in forma privata alla nostra mail nuovadestrasociale@email.it perchè avrei una mezza idea su come organizzare tale manifestazione con grosso afflusso di persone.
    Aspetto tue notizie, ciao.
    Luca Monti
    Segretario Nazionale Nuova Destra Sociale

  9. #9
    Prof. cosa si fa domani sera ?
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    Predefinito

    La situazione da te descritta è agghiacciante.....Solidarietà piena ed incondizionata agli agricoltori sardi......

  10. #10
    SubZero
    Ospite

    Predefinito

    solidarietà TOTALE!

    il vero terrorismo è rappresentato dalle banche!

 

 
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