Interessante lettera inedita del filosofo torinese, datata 1997 e pubblicata su Repubblica di ieri:
http://rassegna.camera.it/chiosco_ne...tArticle=FX1G3


Interessante lettera inedita del filosofo torinese, datata 1997 e pubblicata su Repubblica di ieri:
http://rassegna.camera.it/chiosco_ne...tArticle=FX1G3


Mi sembra degno di spunti soprattutto questo passaggio:
"Anch'io sono convinto che uno dei temi della sinistra deve essere non tanto la negazione della positività del mercato, quanto la sottolineatura dei suoi limiti, non soltanto politici, ma anche etici."


Si è interessante....ha a che vedere secondo me con un altro concetto troppo spesso accantonato o non approfondito: quello della necessità di una contestualizzazione e una attualizzazione della dottrina e della relativa strategia d'attuazione.
Tutto pero' ruota intorno allla parola positività.
Tu come la interpreti in questo contesto?
Con un giudizio di valore o con uno relativo alla sola efficacia?
Il mercato è positivo nell'ambito del dover essere o dell'essere?


negazione della positività del mercato = negazione della positività del capitalismo
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.




Non ci può essere un territorio socialista in un mondo capitalista, quindi "A" in realtà è una forma di capitalismo.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Socialismo e capitalismo sono assolutamente incompatibili.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.





