Emendamenti record dell'Unione, battuta la Cdl
La maggioranza al Senato ha presentato 1036 proposte di modifica alla legge finanziaria contro le 752 del centrodestra. Ironico il presidente dei senatori di Forza Italia, Schifani: "Si fanno opposizione da soli"
Roma, 19 ottobre 2007 - Con 1.036 emendamenti contro 752 la maggioranza a Palazzo Madama batte l'opposizione nelle proposte di modifiche alla legge finanziaria 2008. A memoria d'uomo è la prima volta che nella storia repubblicana la maggioranza presenta più emendamenti alla manovra rispetto all'opposizione. Ciò testimonia le più anime che ci sono in seno alla maggioranza. Complessivamente, tra maggioranza ed opposizione, gli emendamenti presentati sono 1.788, 39 vengono dal governo. All'osso quelli che vengono da Forza Italia, 75.
"La maggioranza fa opposizione a se stessa. Presentare, come ha fatto l'Unione, 1036 emendamenti alla Finanziaria contro i 752 dell'opposizione dimostra in maniera evidente che i problemi all'interno della maggioranza sono attuali, concreti e insoluti. Forza Italia aveva annunciato che avrebbe presentato poche proposte e così ha fatto, con appena 75 emendamenti. A dimostrazione che non intende fare alcun ostruzionismo e vuole invece discutere la Finanziaria". Lo dice il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani.
LA VALANGA DI EMENDAMENTI
Dall'armonizzazione delle rendite finanziarie, allo stop agli sprechi della politica con una stretta anche su consulenze e auto blu, da meccanismi di controllo dei prezzi al 'caro mutui'. E ancora, dalla stabilizzazione dei precari della P.A. a meno tasse per i lavoratori dipendenti. Sono queste le principali proposte di modifica presentate dai gruppi della sinistra dell'Unione (Pdci-Verdi-Prc-Sd) alla Finanziaria 2008.
Sull'armonizzazione delle rendite finanziarie, l'emendamento dei gruppi delle sinistra dell'Unione chiede la riduzione del 7% (dal 27% al 20%) del prelievo sui conti correnti e aumenta del 7,5% (dal 12,5% al 20%) le rendite sui titoli e le plusvalenze finanziarie escludendo i piccoli risparmiatori possessori dei titoli di Stato.
Sui costi della politica, la sinistra chiede l'introduzione di un tetto massimo per tutte le retribuzioni dei dirigenti e dei manager pubblici. Lo stipendio non può essere superiore a quello del primo presidente della Corte di Cassazione. Si vuole introdurre anche una stretta per incarichi e consulenze consentendole solo per materie particolarmente complesse. Si propone poi la soppressione degli apparati e delle strutture inutili come ad esempio la Covip e l'Isvap. Stop anche alle risorse per Sviluppo Italia. Si rafforza, inoltre, il giro di vite sulle auto blu.
Si chiede inoltre la riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente attraverso un aumento della detrazione. La misura verrà finanziata attraverso l'armonizzazione delle rendite. Alla riduzione delle tasse per i dipendenti sono finalizzate anche le maggiori entrate del 2008. Quanto ai precari, la sinistra continua con la sua battaglia per la stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione. Si chiede l'assunzione a tempo determinato per i prossimi tre anni.
Per far fronte al caro mutui sulla prima casa le detrazioni degli interessi sui mutui salgono da 3.600 a 5.000.
Sui prezzi, si vuole introdurre nuovi strumenti di controllo e intervento sulle anomalie dei prezzi dei prodotti alimentari e istituire un regime di sostegno alle fasce sociali disagiate per l'acquisto di 'panieri' di prodotti concordati con gli enti locali.
Tra le proposte di modifica che saranno presentate, anche un emendamento bipartisan a firma della senatrice di Forza Italia, Cinzia Bonfrisco, e del relatore alla manovra, il senatore dell'Ulivo, Giovanni Legnini (Ulivo), per affrontare il problema dell'esposizione degli Enti locali sui prodotti derivati. "Con Legnini - ha spiegato la senatrice Bonfrisco - stiamo lavorando per mettere a punto un emendamento che rappresenti un compromesso fra le nostre posizioni. Vogliamo impedire che per l'ennesima volta anche su questo la magistratura faccia il lavoro della politica". Nel merito, sia Forza Italia che Ulivo chiedono che il ministero dell'Economia conduca un'analisi tecnica sui prodotti derivati acquistabili dagli enti locali, con un'assunzione di responsabilità da parte del ministero.


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