Benevento: passa il pacchetto anticrisi in Comune
dai territori - Campania
Scritto da amministratore
Mercoledì 01 Aprile 2009 109
Benevento

E' stato presentato stamattina al Sindaco di Benevento il pacchetto anticrisi, ovvero una serie di misure per combattere la crisi e il carovita, misure e voci di spesa da inserire nel bilancio comunale, presentato da Rifondazione Comunista.
Attendiamo adesso, dopo una attenta analisi e valutazione delle proposte, una discussione sulle singole proposte presentate. Di seguito il documento presentato al Sindaco di Benevento Fausto Pepe:
Pacchetto Anticrisi Proposta di Rifondazione Comunista per l’adozione di misure a sostegno delle fasce deboli.
La crisi economica che stiamo attraversando scarica la drammaticità dei suoi effetti sulle fasce più deboli della popolazione, aumentandone i bisogni sociali, vecchi e nuovi.
L’attuale congiuntura economica infatti produce anche nel territorio della Provincia di Benevento crisi occupazionali e produttive senza precedenti e si prospetta critica anche per il medio periodo, determinando per molti nuclei familiari, anche appartenenti a fasce di reddito sinora considerate estranee e distanti da rischi di povertà , sacrifici pesanti per far fronte ai costi dei mutui o degli affitti esorbitanti per non parlare dei rincari dei prezzi e delle tariffe, che spesso sono prodotti più da movimenti speculativi che non dalle dinamiche dell’economia reale.
In un contesto del genere il sistema di protezione e di benessere sociale, compresi i servizi, viene smantellato dal governo nazionale attraverso tagli pesanti alle regioni, agli enti locali e alle politiche sociali.
Nella manovra finanziaria triennale del Governo i tagli ai fondi destinati alle politiche sociali ammontano ad oltre 3,5 miliardi di euro.
In particolare, se sommiamo i tagli già apportati nel 2008 con quelli del triennio 2009-2011 (tabella C della legge finanziaria), il fondo nazionale per le politiche sociali subisce un taglio di circa 2 miliardi rispetto al 2007 (-300 nel 2008; -350 nel 2009; -630 nel 2010; -700 nel 2011); il fondo per la famiglia di 318 milioni (-90 nel 2009; -90 nel 2010; -138 nel 2011); quello per le politiche giovanili di 190 milioni (-58 nel 2009; -56 nel 2010; -76 nel 2011); quello per le pari opportunità di 96 milioni di euro (-14 nel 2009; -41 nel 2010; -42 nel 2011); il fondo nazionale per l’inclusione dei migranti viene azzerato (stanziati 100 milioni di euro nel 2007).
Inoltre, dal 2010 non viene previsto neanche 1 euro per il fondo nazionale sulla non autosufficienza, che oggi ammonta a 400 milioni di euro.
Un’irresponsabilità sociale che tende a soffocare la natura pubblica ed universalistica del welfare, spianando la strada ad un modello residuale e caritatevole, come dimostra anche l’iniziativa della Social Card. In questo modo la già difficile situazione dei servizi alla persona e del lavoro sociale rischia di logorarsi definitivamente, di vedersi chiudere una stagione di sperimentazione sociale che, tra alti e bassi, ha provato a ridefinire i servizi stessi fuori da un’ottica assistenzialistica, concentrandosi più sull’inclusione e sull’uguaglianza delle persone.
Pensiamo sia necessaria un’azione unitaria contro questo tentativo di distruzione del lavoro e dei servizi sociali a partire dagli enti locali. Un’azione che trovi la sua efficacia in una proposta alternativa di welfare, basata sul rilancio dello stato sociale e dei diritti di cittadinanza come porta d’accesso al benessere individuale e collettivo.
La proposta di Rifondazione Comunista è di inserire nel redigendo bilancio comunale delle voci di spesa che riguardano l’erogazione di forme di reddito diretto per tutte quelle famiglie che nel corso del 2009 saranno duramente colpite dagli effetti della crisi economica, come la perdita del lavoro oppure lo sfratto per morosità. Un'altra serie di interventi riguarda la lotta al carovita e lo sconsiderato aumento di prezzi e tariffe che impedisce a molte famiglie di arrivare alla fine del mese.
La nascita dei Gap (gruppi di acquisto popolare o dei Gas (gruppi di acquisto solidale) hanno dimostrato come esistano importanti margini di recupero sui prezzi quando si interviene sulla filiera distributiva, accorciandone i passaggi, producendo un effetto indotto di calmieramento dei prezzi praticati dagli esercizi commerciali ed oltretutto anche una significativa ricaduta in termini di qualità dei consumi. Come autorevolmente denunciato dalle associazioni agricole, i prezzi dei prodotti agroalimentari sono oggetto di fortissimi movimenti speculativi determinati anche dalla loro quotazione sui mercati finanziari; Il pacchetto anticrisi di Rifondazione Comunista consiste in una serie di misure concrete a sostegno dei cittadini e di quelle famiglie maggiormente colpite dalla crisi:
Lotta al carovita:
Attivare tavoli specifici allo scopo di calmierare i prezzi dei generi alimentari di prima necessità all’interno dei quali possano partecipare i gruppi di acquisto popolari e solidali;
Determinare l’esposizione dei prezzi alla sorgente e di effettuare controlli specifici periodici sui prezzi e sulla qualità dei prodotti;
Istituire spacci popolari comunali che abbiano il ruolo di vendere a prezzi calmierati i beni di prima necessità e di favorire lo sviluppo di pratiche di autorganizzazione popolare, di creazione di nuovi modelli di consumo solidale e di lotta al carovita.
Promuovere un regolamento comunale per l’Istituzione di un mercato per produzioni di qualità locali, agricole e artigianali e del mercato equo e solidale contro il carovita.


Lotta all’aumento delle tariffe:
Non determinare incrementi tariffari di propria competenza che gravano ulteriormente sui bilanci familiari,e di programmare degli specifici interventi rivolti alle fasce di cittadini più in difficoltà che prevedano la rateizzazione ‘lunga’ delle bollette del gas, dei rifiuti, dell’acqua, ripartendo gli interessi di ritardo di pagamento sul monte complessivo degli introiti assicurati dalle utenze.


Caro affitti:
L’azzeramento dell’Ici per i proprietari che fittano appartamenti agli inquilini a canone concordato;
Innalzamento dell’aliquota dell’ICI sulle seconde case e sulle case vuote per istituire un fondo comunale da affiancare al già esistente fondo regionale, per aiutare i cittadini colpiti da sfratto per morosità .


Reddito diretto:
Istituzione di un fondo per il sostegno economico alle famiglie colpite dalla crisi occupazionale nel corso del 2009;
Istituzione di un fondo per il sostegno alla compartecipazione per quelle famiglie colpite da sfratto per morosità nel corso del 2009.

http://www.partitosociale.org/index....ania&Itemid=63