



Diretta dalle 15,30


«Siamo tutti un programma» In piazza sinistra senza ministri
Gli organizzatori: «Siamo già 500 mila»
È partito da pochi minuti da piazza della Repubblica il corteo contro la precarietà promosso da partiti e associazioni della sinistra. Ad aprire la manifestazione uno striscione giallo con su scritto lo slogan dell'iniziativa: «Siamo tutti un programma». In testa al corteo Franca Rame e Gianni Rinaldini, segretario della Fiom.
«È una manifestazione straordinaria, siamo almeno mezzo milione. È un corteo di giovani contro il precariato e voglio dire che conta più questa piazza del voto di Lamberto Dini». Lo afferma Giovanni Russo Spena, presidente dei senatori di Rifondazione comunista, in testa al corteo organizzato contro il precariato. «Voglio dire a Prodi - continua - che questa manifestazione deve essere ascoltata. Il governo si può salvare solo se ascolta questo popolo, e non contrattando con Dini».
Il corteo farà il percorso classico, da piazza della Repubblica (ore 14,30) a San Giovanni. (ore 17,30) dove dal palco parleranno promotori, il presidente dell'Arcigay Aurelio Mancuso. Poi musica con Enzo Avitabile e i Bottari, Tete de Bois, Ascanio Celestini, Ulderico Pesce, Andrea Rivera. Chiude Bisca/Zulu.
Bandiere rosse e palloncini colorati in una piazza della Repubblica gremita di manifestanti. Intanto in piazza sono già iniziate ad arrivare le prime personalità del mondo politico, il Verde Angelo Bonelli e il capogruppo di Rifondazione Comunista alla Camera Gennaro Migliore. Nel comitato promotore della manifestazione i quotidiani «il Manifesto» e «Liberazione».
Almeno all'inizio ci sarà Pietro Ingrao, un padre della sinistra italiana, ci sarà il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini, i leader di Prc e Pdci Franco Giordano e Paolo Ferrero, ma anche i Verdi, che non hanno aderito al corteo ma porteranno un tavolino per raccogliere firme contro gli Ogm. Sinistra democratica non ha aderito, Fabio Mussi si è speso molto per convincere gli alleati della sinistra dell'Unione a cambiare disegno alla mobilitazione, ma i suoi ci saranno: Cesare Salvi ha rinunciato, ma ci saranno alcuni senatori,ma qualche parlamentare e anche gli europarlamentari di Sd.
Non ci sarà invece Paolo Ferrero. Il nodo della presenza o meno dei ministri al corteo è stato sciolto da un comunicato degli organizzatori, che avevano chiesto di lasciare spazio «agli invisibili». Lo stesso Fausto Bertinotti aveva lasciato filtrare una sua valutazione parlando di «sgrammaticatura», in caso di presenza dei ministri in piazza. E Ferrero domani commenterà il corteo dagli studi di La7.
Sulla querelle interviene anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti. «Conta assai di più se ci sono i giovani che se c'è qualche ministro. È una questione di opportunità - sottolinea Bertinotti - Decidano i ministri cosa fare, ma la presenza o meno di ministri in piazza non mi pare l'elemento caratterizzante di una manifestazione». «Quello che decide - afferma il presidente della Camera - è l'ampiezza della partecipazione popolare e la composizione della manifestazione».




è grottesco che pezzi di forze che siedono al governo protestino contro se stesse.perché, molto più semplicemente, non fanno cadere il governo invece di fare queste moine?


perche'vogliono battere un colpo e dire che anche loro ci sono...non e'certo da loro che il governo teme la caduta,in quanto per questi ,questo governo e'quello piu'a sinistra che possono avere e poi......ricordatevi iche, facendo cadere il prodi si beccano la maroni nel culo e niet aumenti per i pensionati e tutti gli annessi del welfare


insomma, rediga, ci stai dicendo che questa manifestazione sta mutuando la vecchia ordinanza della marina borbonica "facite ammuina"?
non è che avessi grossi dubbi in merito...


Se il protocollo non sarà modificato di una virgola (come effettivamente sarà,visto che le parti sociali hanno firmato addirittura 2 volte e Prodi si è rimangiato le modifiche,e visto che Dini e i suoi hanno annunciato voto contrario in caso di ritocchi anche minimi), come voterà la sinistra?
Voterà sì,suppongo.
Con buona pace dei propri elettori presi in giro,dal loro punto di vista,ancora una volta.
Sarà un gusto vedere Russo Spena e la Palermi premere il bottoncino verde, dopo aver tentato di giustificare il voltafaccia rispetto alle dichiarazioni odierne.


Se Rifondazione e Pdci voteranno sì, lo faranno perchè sanno che la caduta del governo Prodi è il peggio possibile per la disastrata Italia.
Manifestare vuol dire rendere esplicito il proprio pensiero, ma un conto è una manifestazione e un conto la prassi politica che, per sua natura, induce al compromesso.
L'elettore di Rifondazione e Pdci sa bene perchè la riformicchia passerà: perchè Dini fa valere il suo 0.5% e vale, da solo, tanto quanto Rifondazione e Pdci insieme, con l'unica differenza che ci metterebbe meno di un minuto per passare dall'altra parte...
Ma questa manifestazione serve a Prc e Pdci per capire da che parte sta il suo elettorato e serve all'elettore che si sente preso per il culo a dare ancora più forza a Prc e Pdci perchè, nel futuro, non ci siano Dini e Dinetti in mezzo ai coglioni (come non dovrebbero essercene adesso...)


La partecipazione è stimata tra 800.000 e 1.000.000 di persone