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    La Leggenda dei "LUMBARD" medievali....Umberto Bossi non ha inventato nulla???

    La leggenda dei «lumbard» medievali

    di Redazione - domenica 21 ottobre 2007, 07:00 dal quotidionano il Giornale



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    Umberto Bossi non ha inventato nulla. L’idea che esista un popolo lumbard</B>, intatto e verace attraverso i secoli, e magari da sempre nemico di Roma ladrona, esiste da molto tempo. È un’idea falsa, naturalmente, ma ci credevano già i Visconti e i nobili milanesi tra Medioevo e Rinascimento. Solo che i leghisti di oggi sacrificano al dio Po, e sembrano rivendicare una continuità soprattutto con il remoto passato celtico della Lombardia. Mentre i Visconti guardavano ai longobardi, che anche etimologicamente stanno alla radice del nome «lombardi» ma non erano celti, bensì scandinavi, parenti dei vichinghi.
    I valorosi principi longobardi che, nell’anno 569, discesero nella Pianura padana guidati da Alboino, cambiando per sempre storia e geografia dell’Italia, divennero presto un mito. Anche se, magari, un mito negativo. Come testimonia un altro grande lombardo, Alessandro Manzoni. L’Adelchi</B>, celeberrima tragedia manzoniana, è un esempio della leggenda nera costruita intorno ai longobardi: barbari invasori che spazzano via quanto resta della civiltà romana, oppressori sanguinari che vessano il popolo con inaudita crudeltà. Stava al pubblico ottocentesco poi identificare i longobardi con gli austriaci, e i romani tartassati con gli italiani sudditi degli Asburgo.
    Insomma, i longobardi furono barbari poco civili che spazzarono via da gran parte dell’Italia la raffinata civiltà tardo-romana e bizantina, e caddero, infine, nell’anno 774, per mano dei Franchi, barbari pure loro ma assai più civilizzati? O furono invece i primi sperimentatori di una nuova identità italiana, che abbandonarono le proprie tradizioni guerriere per imparare il latino, rinunciarono al paganesimo per costruire monasteri, e che non furono solo «lombardi», scrivendo pagine gloriose della loro storia anche nel Sud dell’Italia, dalla Campania alle Puglie? Queste domande accompagnano la mostra «I longobardi. Dalla caduta dell’impero all’alba dell’Italia» in corso al Palazzo Bricherasio di Torino fino al 6 gennaio. Mentre un’altra sezione della mostra è visitabile, fino al 9 dicembre, all’Abbazia di Novalesa, alle porte di Torino: un monastero con oltre mille anni di storia, fondato nel 726, al tramonto della potenza longobarda, dal nobile franco Abbone.

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da terry-volpe Visualizza Messaggio
    La leggenda dei «lumbard» medievali

    di Redazione - domenica 21 ottobre 2007, 07:00 dal quotidionano il Giornale



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    Umberto Bossi non ha inventato nulla. L’idea che esista un popolo lumbard</B>, intatto e verace attraverso i secoli, e magari da sempre nemico di Roma ladrona, esiste da molto tempo. È un’idea falsa, naturalmente, ma ci credevano già i Visconti e i nobili milanesi tra Medioevo e Rinascimento. Solo che i leghisti di oggi sacrificano al dio Po, e sembrano rivendicare una continuità soprattutto con il remoto passato celtico della Lombardia. Mentre i Visconti guardavano ai longobardi, che anche etimologicamente stanno alla radice del nome «lombardi» ma non erano celti, bensì scandinavi, parenti dei vichinghi.
    I valorosi principi longobardi che, nell’anno 569, discesero nella Pianura padana guidati da Alboino, cambiando per sempre storia e geografia dell’Italia, divennero presto un mito.
    veramente entrarono in friuli nel 568, quando alboino salì sul Matajur il giorno di pasqua di tale anno, il 3 settembre 569 è il giorno della conquista di milano e di fondazione del regno, o meglio di "Reconquista" del regno in quanto Alboino scendeva come erede di Theodorico, in quanto suo pro-nipote, Rodelinda la madre ne era la nipote, quindi la data del 569 è errata come data di discesa.

    Anche se, magari, un mito negativo. Come testimonia un altro grande lombardo, Alessandro Manzoni. L’Adelchi</B>, celeberrima tragedia manzoniana, è un esempio della leggenda nera costruita intorno ai longobardi: barbari invasori che spazzano via quanto resta della civiltà romana, oppressori sanguinari che vessano il popolo con inaudita crudeltà. Stava al pubblico ottocentesco poi identificare i longobardi con gli austriaci, e i romani tartassati con gli italiani sudditi degli Asburgo.
    basta guardare con un po' d'occhio critico, Conte Alessandro Francesco Tommaso Manzoni, di cui saltano all'Occhio 2 particolari fondamentali , uno era un iper-cattolico e due era membro di quei circoli che li prefiggevano la creazione di uno stato chiamato italia, orbene, il primo punto, chiunque abbia studiato un pochino di storia longobarda sa benissimo che il principale osteggiatore di tale popolazione fu il clero romano supportato dalla potenza militare bizantina prima e dalla potenza militare franca poi, stesso clero, prima in quanto popolazione aderente alla confessione ariana e poi in quanto forte minaccia al potere temporale papale, ora veniamo al secondo punto il secodno punto è che la calata dei longobardi fece si che l'italia tardo-romana si dissolse andano a creare una "nuova popolazione" in una parte del nord del paese frutto della commistione genetico-culturale di popolazioni gallo-romane e germaniche andando ad annullare ogni forma di unità culturale romana, qundi il Conte Alessandro Francesco Tommaso Manzoni quale italianista dipinse i longobardi come popolazione barbara sanguinaria e malvagia.

    O furono invece i primi sperimentatori di una nuova identità italiana, che abbandonarono le proprie tradizioni guerriere per imparare il latino, rinunciarono al paganesimo per costruire monasteri, e che non furono solo «lombardi»,
    e qui casca l'asino, il concetto di longobardi fatto con lo stampino tutti uguali ed indistruttibili ariani della pura razza è uno dei più grandi stereotipi su tale popolazione, i longobardi guidati da alboino erano ormai una confederazione di popoli, solo la nobiltà aveva un sangue che potrebbe essere stato "nobile" il popolo era il risultato del miscuglio con i popoli sottomessi nella loro storia quali Heruli, Turnigi, Gepidi nonchè era formato da gran pate di alleati come Bulgari,Turclingi,Bavari ed altre tribù nomadi furono poi queste altre tribù a popolare le terre oltre il Ticino e la bassa pianura ove per la fangosità del terreno la cavalleria pesante longobarda non riusciva a manovrare, nel sud nei ducati di spoleto e benevento i longobardi dominatori non erano altro che tribù bulgare slave e truclinge aggregatesi ai longobardi quali feoderati che voltarono le spalle ai longobardi quando il vento cambiò...

  3. #3
    I sa smentés mai...
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    Ca*zo ma chi l'ha scritto quell'articolo, Topogigio?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da terry-volpe Visualizza Messaggio
    La leggenda dei «lumbard» medievali

    di Redazione - domenica 21 ottobre 2007, 07:00 dal quotidionano il Giornale



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    Umberto Bossi non ha inventato nulla. L’idea che esista un popolo lumbard</B>, intatto e verace attraverso i secoli, e magari da sempre nemico di Roma ladrona, esiste da molto tempo. È un’idea falsa, naturalmente, ma ci credevano già i Visconti e i nobili milanesi tra Medioevo e Rinascimento. Solo che i leghisti di oggi sacrificano al dio Po, e sembrano rivendicare una continuità soprattutto con il remoto passato celtico della Lombardia. Mentre i Visconti guardavano ai longobardi, che anche etimologicamente stanno alla radice del nome «lombardi» ma non erano celti, bensì scandinavi, parenti dei vichinghi.
    I valorosi principi longobardi che, nell’anno 569, discesero nella Pianura padana guidati da Alboino, cambiando per sempre storia e geografia dell’Italia, divennero presto un mito. Anche se, magari, un mito negativo. Come testimonia un altro grande lombardo, Alessandro Manzoni. L’Adelchi</B>, celeberrima tragedia manzoniana, è un esempio della leggenda nera costruita intorno ai longobardi: barbari invasori che spazzano via quanto resta della civiltà romana, oppressori sanguinari che vessano il popolo con inaudita crudeltà. Stava al pubblico ottocentesco poi identificare i longobardi con gli austriaci, e i romani tartassati con gli italiani sudditi degli Asburgo.
    Insomma, i longobardi furono barbari poco civili che spazzarono via da gran parte dell’Italia la raffinata civiltà tardo-romana e bizantina, e caddero, infine, nell’anno 774, per mano dei Franchi, barbari pure loro ma assai più civilizzati? O furono invece i primi sperimentatori di una nuova identità italiana, che abbandonarono le proprie tradizioni guerriere per imparare il latino, rinunciarono al paganesimo per costruire monasteri, e che non furono solo «lombardi», scrivendo pagine gloriose della loro storia anche nel Sud dell’Italia, dalla Campania alle Puglie? Queste domande accompagnano la mostra «I longobardi. Dalla caduta dell’impero all’alba dell’Italia» in corso al Palazzo Bricherasio di Torino fino al 6 gennaio. Mentre un’altra sezione della mostra è visitabile, fino al 9 dicembre, all’Abbazia di Novalesa, alle porte di Torino: un monastero con oltre mille anni di storia, fondato nel 726, al tramonto della potenza longobarda, dal nobile franco Abbone.

    come al solito un sacco di cazzate in salsa itagliana

  5. #5
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    Non minimizzate troppo questo articolo che invece pone interrogativi storici fondamentali.
    I LONGOBARDI E L'ITALIA.
    I longobardi furono massacrati e fatti sparire dalla storia ad opera dei franchi di Carlo Magno proprio nel momento in cui stavano per costituire la prima forma di nazione italiana (quella attuale, dalle alpi alla sicilia).
    Non si resero però ben conto che nel mezzo di questa nazione c'era un luogo che si chiama Roma.
    C'era cioè la Sancta Romana Ecclesia che la nazione italiana l'ha sempre vista come un fatto demoniaco: e ciò per ovvi motivi che sicuramente tutti voi conoscerete.
    Quando i longobardi mossero il loro esercito per conquistare Roma segnarono la loro auto-condanna a morte.

    L'interrogativo affascinante è: quale sarebbe stata la storia dell'Europa se i longobardi fossero riusciti nel loro intento?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Glaser Visualizza Messaggio
    Ca*zo ma chi l'ha scritto quell'articolo, Topogigio?
    No, lo ha scritto uno che longobardo non è.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    Non minimizzate troppo questo articolo che invece pone interrogativi storici fondamentali.
    I LONGOBARDI E L'ITALIA.
    I longobardi furono massacrati e fatti sparire dalla storia ad opera dei franchi di Carlo Magno proprio nel momento in cui stavano per costituire la prima forma di nazione italiana (quella attuale, dalle alpi alla sicilia).
    Non si resero però ben conto che nel mezzo di questa nazione c'era un luogo che si chiama Roma.
    C'era cioè la Sancta Romana Ecclesia che la nazione italiana l'ha sempre vista come un fatto demoniaco: e ciò per ovvi motivi che sicuramente tutti voi conoscerete.
    Quando i longobardi mossero il loro esercito per conquistare Roma segnarono la loro auto-condanna a morte.

    L'interrogativo affascinante è: quale sarebbe stata la storia dell'Europa se i longobardi fossero riusciti nel loro intento?
    Negli scontri con i Franchi di Longobardi non ne morirono molti,
    non si trattò di battaglie epocali,
    purtroppo il mondo dei longobardi era diviso al suo interno,
    tanti duchi volevano diventare re e non s'era assopita
    la conflittualità tra " ariani " e cattolici,
    o meglio: tra chi adorava S.Michele e chi adirava S.Giorgio,
    o meglio: tra le comunità di arimanni insediate su terre fiscali
    e arimanni possidenti in ambiti proto-feudali.
    Se i Longobardi avessero vinto contro i Franchi avrebbero poi
    rintuzzato il potere temporale della chiesa e al Nord al posto dei Franchi
    ci sarebbero stati i Sassoni, " primi cugini " dei Longobardi.
    Invece tutto andò in v.... e si dovette aspettare l'avvento
    di Ottone I per ripristinare qualcosa.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Glaser Visualizza Messaggio
    Ca*zo ma chi l'ha scritto quell'articolo, Topogigio?
    No, un certo G.Ieranò.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    come al solito un sacco di cazzate in salsa itagliana
    Vero.
    E in proposito mi viene in mente
    la copertina delle rivista Archeologia Viva n.120
    Novembre/Dicembre 2006.
    Il titolo era: " Uomini e palafitte preistoria in Lombardia "
    a tutta pagina il disegno di un villaggio palafitticolo,
    scritto in piccolo, sulla destra e verso il fondo:
    " E FATEVE DE RETRO COLLO PALO ".

  10. #10
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    Invece su Medioevo n.10 Ottobre 2007
    il servizio sulla mostra dei Longobardi si intitolava
    " Barbari ma non troppo ",
    l'articolo immediatamente seguente
    a quello si intitolava: " Brutti scaltri e cattivi ",
    naturalmente parlava d'altro.

 

 
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