Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Amerigo Dumini
    Ospite

    Predefinito La Condizione Dei Detenuti Italiani All'estero

    Ci pregiamo invitarVi alla conferenza stampa
    LA CONDIZIONE DEI DETENUTI ITALIANI ALL’ESTERO
    Dal Caso “CARLO PARLANTI” detenuto nel penitenziario di Avenal (California-USA)
    Al Caso “ANGELO FALCONE” detenuto nello Stato himalayano dell’Himachal Pradesh (India)

    che si terrà Mercoledì 24 Ottobre pv. - ore 14.00 presso la Sala Stampa Camera dei Deputati- ingresso Via della Missione, 4

    La suddetta conferenza promossa ed organizzata dall'On.le Marco Zacchera (Responsabile Esteri AN e Vice Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera-www.marcozacchera.it) vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei detenuti italiani all’estero (circa 3.000 dai dati DGIT-Ministero affari esteri 2005) e far luce sui diritti fondamentali che nonostante siano sanciti dalle varie convenzioni e trattati internazionali vengono costantemente disattesi dando vita a vere e proprie tragedie umane e familiari.

    La Data della Conferenza Stampa è stata fissata alla vigilia dell’udienza di Carlo Parlanti prevista il 25 Ottobre prossimo presso la Corte di Ventura (California)
    Una data simbolica per riaffermare ancora una volta che Carlo Parlanti è stato arrestato nel 2004 in Germania- sulla base di accuse non riscontrate - estradato direttamente negli USA nel 2005, recluso nel penitenziario di Avenal (California) in una cella di 400 detenuti ed attualmente ricoverato presso l'ospedale di Beckersfield per le sue gravi condizioni di salute e che speriamo possa rientrare da vivo in Italia. (http://www.carloparlanti.it/)

    Il secondo caso esemplare che sarà illustrato nella conferenza stampa è quello dei giovani Angelo Falcone e Simone Nobili, arrestati il 10 Marzo 2007 in India, in occasione di una vacanza, anch’essi reclusi sulla base di accuse non riscontrate, e nonostante in prigione abbiano contratto l’epatite c sono privati della minima assistenza sanitaria (http://giovannifalcone.blogspot.com/)

    Alla suddetta conferenza stampa parteciperanno i 34 firmatari della petizione parlamentare di quasi tutti gli schieramenti politici (proposta dallo stesso On. Zacchera il 21 settembre us.) compresi i Deputati italiani eletti all’estero (vedasi allegata nota)
    Ettore Severi (Sindaco di Montecatini Terme- città di Carlo Parlanti)che dal 2004 segue attivamente la vicenda Parlanti
    e Vito Agresti (Sindaco di Rotondella-città di Angelo Falcone)

    ed interverranno:
    l'On. Avv. Giulia Bongiorno
    Franco Londei di Secondoprocotollo:www.secondoprotocollo.org
    l'organizzazione umanitaria impegnata nella difesa dei diritti umani che è in costante contatto con i consolati per i suddetti casi
    I familiari di Parlanti (la madre: Nada Pacini e Katia Anedda:la compagna di sempre - fondadrice del comitato “Carlo Parlanti” che da anni sta lottando con tutte le proprie forze per far luce sulla vicenda mobilitando la rete con blog-forum-petizionioni on line )
    Giovanni Falcone, ex carabiniere in pensione,padre di Angelo Falcone detenuto in India dal marzo 2007
    http://giovannifalcone.blogspot.com

    Si prega i Signori giornalisti, fotografi ed operatori radio-televisivi che intendono partecipare alla Conferenza di accreditarsi entro le h. 20 di Lunedì 22 ottobre trasmettendo la richiesta alla presente mail.
    La richiesta di accredito dovrà contenere i dati anagrafici completi, gli estremi del documento di identità e l'indicazione della testata giornalistica di riferimento.

    RingraziandoVi per la cortese attenzione che vorrete riservare restiamo a Vs disposizione per ogni ulteriore informazione ed esigenza.
    Cordialmente
    Carmela Gallo 349.1535066 - te_ti@libero.it
    Uff. Stampa
    On. Marco Zacchera www.marcozacchera.it
    __________________________________________________ ___________

    Firmatari:

    Angeli Giuseppe Alleanza Nazionale
    Azzolini Claudio Forza Italia
    Lucio Barani DCA-Nuovo PSI
    Bosi Francesco UDC
    Baiamonte Giacomo Forza Italia
    Boato Marco Verdi
    Boniver Margherita Forza Italia
    Bucchino Gino Ulivo
    Carta Giorgio Misto
    Castagnetti Pierluigi Ulivo
    Castellani Carla Alleanza Nazionale
    Arnold Cassola Verdi
    Dato Cinzia Rosa Nel Pugno
    D’Elia Sergio Rosa Nel Pugno
    D’Ulizia Luciano Italia Dei Valori
    Filippi Alberto Lega Nord
    Forlani Alessandro UDC
    Garavaglia Massimo Lega Nord
    Li Causi Vito Popolari-UDEUR
    Lion Marco Verdi
    Lisi Ugo Alleanza Nazionale
    Marcazzan Pietro UDC
    Mazzocchi Antonio Alleanza Nazionale
    Migliori Riccardo Alleanza Nazionale
    Murgia Bruno Alleanza Nazionale
    Narducci Franco Ulivo
    Paletti Tangheroni Patrizia Forza Italia
    Ponzo Egidio Luigi Forza Italia
    Razzi Antonio Italia Dei Valori
    Romagnoli Massimo Forza Italia
    Rosso Roberto Forza Italia
    Santori Angelo Forza Italia
    Turco Maurizio Rosa Nel Pugno
    Zanella Luana Verdi

  2. #2
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    Predefinito Curiosita'

    Si potrebbe sapere cosa hanno fatto, o almeno di cosa sono accusati questi 2 signori? Preciso che in molti Paesi uno che fa un crimine va in galera e difficilmente trova dei politici (corrotti) che promuovono indulti.
    Grazie per la risposta.

    -N-

    (Beverly Hills)


    PS: naturalmente sono curioso rispetto al detenuto in California, in India puo' succedere di tutto, puo' essere pericoloso solo andarci.

  3. #3
    Amerigo Dumini
    Ospite

    Predefinito Caso Parlanti, il vero volto della California

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Si potrebbe sapere cosa hanno fatto, o almeno di cosa sono accusati questi 2 signori? Preciso che in molti Paesi uno che fa un crimine va in galera e difficilmente trova dei politici (corrotti) che promuovono indulti.
    Grazie per la risposta.

    -N-

    (Beverly Hills)


    PS: naturalmente sono curioso rispetto al detenuto in California, in India puo' succedere di tutto, puo' essere pericoloso solo andarci.
    Caso Parlanti, il vero volto della California

    Caro nordista,

    grazie per l'interessamento, la storia del povero Parlanti è veramente molto lunga e triste, la California non è migliore dell'India!
    Scusami ma, a parte che devo uscire, se sei realmente interessato, sarebbe meglio se t'informassi sul sito http://www.carloparlanti.it/ .
    Se scrivi dalla California potresti veramente darci una mano!
    Se vuoi puoi contattarmi in privato, dopo esserti informato sul sito.
    Intanto ti dico che la situazione è precipitata da una decina di giorni, il Parlanti è sequestrato in ospedale e teme che lo accoppino (inscenando una fuga)! I suoi aguzzini vietano anche al Consolato di contattarlo! E' gravemente malato, ma privo di ogni cura medica!
    Grazie per la cortese attenzione.

    Cordialissimi saluti!
    __________________________________________________ ___________

    L'ULTIMA DRAMMATICA LETTERA DI CARLO PARLANTI

    << Le mani oramai mi tremano come se avessi il parkinson e non faccio che piangere e tremare... >>

    Da Carlo Parlanti a Katia Anedda - California, ospedale -
    7 ottobre 2007

    Ormai sono sicuro che qualcosa bolle in pentola e siccome il dottore ha detto che debbo vedere uno specialista ho paura che mi mandino fuori, inscenino una fuga e mi facciano fuori.

    Ho scritto a Valerie spiegandole la cosa e chiedendole di contattare te e il consolato cercando di intercedere per evitare che mi portino fuori per la visita ed abbiano la possibilita di farmi fuori.

    Sono disperato Katia

    Sono tre giorni che non mi lavo e sono chiuso in questa fetida cella che non e’ stata pulita da mesi ( e si che e’ l infermeria)! Ho gli stessi calzioni , mutande e maglietta su da una settimana ed ogni notte qualcuno di questi pazzi organizza concerti di batteria utilizzando i letti di metallo e le guardie fanno finta di niente!

    Le mani oramai mi tremano come se avessi il parkinson e non faccio che piangere e tremare: provo a leggere e dopo 20 minuti sono esausto e mi addormento un poco; poi mi risveglio di soprassalto per il bong nella porta del bastone metallico per la conta delle guardie, mi scuoto spaventato e non capisco se sono passati 5 minuti un giorno od una settimana.

    Tratto da: http://blog.libero.it/carlofree/
    __________________________________________________ ______________

    MISTER CARLO PARLANTI, ITALIAN 140558

    Ci sono posti dove forse il Signore non sapeva cosa metterci e così ha lasciato uno spazio vuoto, desolato. Gli uomini allora ci hanno inventato un carcere ed intorno è cresciuto un paese. Così è nato Avenal, California, ma non è quella dei film.
    Davvero non so se i 15060 abitanti indicati dal cartello verde che a un certo punto nasce dal nulla e segnala l’inizio del paese a fianco della strada statale sia corretto, e se soprattutto inserisca i circa 8000 detenuti del carcere statale, almeno il 50% in soprannumero sui posti disponibili. Avenal vive del carcere e ci si muove dentro, ma perfino gli onnipresenti uccellacci neri che ogni tanto volano in tondo si tengono prudentemente lontani dal filo spinato.

    Gli americani hanno fatto le cose perbene, tecnicamente perfette: tre barriere di rete fitta e filo spinato (quella interna è ad alta tensione), le torri che segnano il perimetro e ricordano tanto lo stile di quelle polacce, quando il sole lontano tramontava su Auschwitz. Ma qui invece la luce è abbagliante, torrida, e illumina il grande pentangono del perimetro dove dentro vivono migliaia di persone a 41° all’ombra, con in giro sorveglianti che dalla faccia sembrano di aver già visto di tutto e sopportato di più.
    Gente spiccia, dura, con una batteria di utensili alla cintura che fa tanto yankee ma anche disciplina.
    A te - che entri in visita- chiedono tutto: moduli, chiavi, passaporto, scarpe, ogni vestito che abbia una tinta blu, macchine fotografiche (ovvio) ma anche penne e fogli di carta.
    La tessera da deputato e il foglio con i timbri con il permesso di accesso viene guardato con disprezzo “ Ma che ci vieni mai a perder tempo qui?” ti dicono occhi silenziosi e solo allora tu alzi lo sguardo verso le celle, grandi box di cemento praticamente senza finestre.
    Ad oggi i detenuti sono quasi 8000, quasi il doppio del previsto, e le celle sono ciascuna per 400 (quattrocento!) persone. Credetemi: ho visitato carceri di massima sicurezza in Italia e visto il degrado di celle in Rwanda, in Egitto, in Bielorussia, ma in qualche modo - rispetto a qui – paiono quasi umane anche se tragiche perché è soprattutto il numero e la folla ad angosciarti. Eppure sei solo in un carcere a livello “due”, l’intermedio, non sei certo (ancora) nel braccio della morte.
    Controlli, foto, verifiche e entri dopo aver posato scarpe, orologi, gioielli, penne, perfino la cintura. Passi i raggi x ed entri nel perimetro ma per farlo passi tanti cancelli elettrici comandati a distanza e che si aprono in sequenza, mentre ti scrutano dall’alto. Alla fine entri nel parlatorio, un salone stipato di coppie, dove la metà sono principi azzurri. Tutti in blu i detenuti, con le scritte gialle sul pantalone sinistro del rispettivo numero di matricola. Per questo gli ospiti a colloquio non possono indossare il blu: sbagli non sono concessi, equivoci pure.
    Nell’alveare di una delle sale (sono almeno sette) tante file di tavolini bassi (gli hanno abbassati – dicono – perché prima sotto si facevano nascosti “atti impuri” ). Ciascuno con due sedie, un numero sul tavolino - manco fossimo in un night per le ordinazioni - ed ogni tavolo è comunque rigorosamente rivolto verso la cattedra dei sorveglianti. Sullo sfondo macchine distribuiscono caffè, bibite e tutto quel campionario di fritti e patatine in bustine che fanno la gioia di chi le mangia come vitelli all’ingrasso, ma sono la dannazione dei dietologi americani.
    Adesso capisci perché ti hanno permesso di portare – visibili in un sacchetto di cellophane – fino a trenta dollari, ma in moneta o in tagli da uno: servono per far funzionare le macchinette dispense sul fondo della sala e c’è chi sta dentro ad aspetta il sabato solo per mangiare queste cose, visto che i colloqui per i detenuti sono il grande evento della settimana, prenotato a volte da mesi.
    Il “nostro” carcerato non arriva ed allora ti guardi incontro: qualche vecchietto incanutito, un paio di detenuti sulla sedia a rotelle, molti i ragazzi robusti, pochi i detenuti di colore e ancor meno le ragazze carine in visita: trionfa la mezza età. Qualche bambino corre tra i tavoli ma è bruscamente richiamato da una sorvegliante, si ferma e piange.
    Passa più di mezz’ora e finalmente spunta il “nostro”. Ecco Carlo Parlanti, 43 anni di Montecatini, operatore informatico ed ex dipendente di una multinazionale e dentro ormai da più di tre anni per stupro.
    Lui proclama la sua innocenza e se scorri gli atti processuali mediti che in Italia un qualsiasi neolaureato in giurisprudenza chiedere non solo l’assoluzione e che un qualche “tribunale del riesame” forse lo avrebbe rispedito a casa in un lampo.
    Non siamo giudici, non spetta a noi decidere, ma l’obbligo è di raccontare.
    Luglio 2002: Parlanti lascia la sua amica e dopo un po’ di anni in America torna in Europa, da dove gira il mondo facendo il suo lavoro. Le cose gli girano benone, ma due anni dopo, di passaggio all’aeroporto di Dusseldorf venendo dall’Irlanda, un doganiere tedesco deve avergli detto “ Warten Sie, bitte!” Bloccato, scopre che su di lui da 20 mesi pende un mandato di arresto internazionale e lo schiaffano dentro. Dentro e basta: nessuna possibilità di telefonare, chiedere del consolato italiano, avvisare la famiglia. E intorno si parla solo tedesco: i suoi diritti? E chi mai li conosce? In Italia diventano matti perché non lo trovano più poi – scoperto – inizia un lungo braccio di ferro per istradarlo, ma la Magistratura di Milano alza le mani: da noi non ha precedenti e non ha fatto alcun reato, se la vedano tedeschi ed americani”. Ricordate Alberto Sordi in “Detenuto in attesa di giudizio?” Solo che questo non è un film e serve poco la comune cittadinanza europea: sette mesi e poi imbarco per gli USA, ammanettato. Arriva e passa alla prima tappa, il carcere di dove si “ammorbidiscono” i prigionieri. Nessuna ora d’aria, pila in faccia a tutte le ore e alla fine una proposta semplice semplice: “Dichiarati colpevole anche di uno solo dei reati, qualche mese e sei fuori e per Natale stai già in Italia, ok?” E’ il metodo usato per tutti, il 96% dei processi in California finisce così e giudice e pubblico ministero (che sono cariche elettive popolari) possono citare con orgoglio le loro statistiche “Abbiamo preso il 96% di rei confessi, il sistema funziona”.
    “Per niente, io non ho violentato nessuno” prova a sostenere Parlanti. Il processo è duro, controverso, le prove sembrano vacillare, la vittima cade in vistose contraddizioni ma alla fine la giuria popolare ci crede (sembra che il PM abbia giurato che in Italia Carlo avesse già subito condanne per reati sessuali, ed almeno questa è una infamia ed una grossolana bugia, la sua fedina penale è intatta). “Colpevole “si esprime la giuria e fanno nove anni di carcere, buttando via la chiave.
    Da tre anni Carlo Parlanti è ad Avenal, ma difendersi è dura: è emerso che alcune foto sembrano davvero false, che non ci sono prove dirette, che la denuncia di stupro è stata presentata 21 giorni dopo e non ci sono test medici, ma intanto stai dentro e l’appella costa fiumi di denaro, che non ci sono.
    Carlo è malato e glielo si legge negli occhi, prova a spiegare che cosa significhi vivere in una cella di 400 persone senza freni, cosa succede quando spengono la luce, quale sia la sua dieta che al massimo si può integrare con 90 dollari al mese.
    Carlo è pure sfortunato con la logistica: Avenal dipende dal nostro consolato di San Francisco ed il console Roberto Falaschi fa quel che può, ma per andarlo a trovare in pieno deserto ci vuole più di una giornata. In compenso magistrati, avvocato e consolato competente per la causa penale è Los Angeles, trecento chilometri più a sud. Anche per la burocrazia italiana Parlanti è una specie di apolide.
    Volano le ore, l’altoparlante annuncia l’uscita mentre le copie ai tavolini si stringono strette, bambini che piangono, porte che lasciano entrare l’aria bollente del mezzo pomeriggio. Finalmente fuori dal recinto scatto una foto all’intero complesso e dopo un attimo arriva un’auto con sirena: “Lei Sta fotografando un sito vietato!”
    Come non detto, non si deve vedere Avenal, California, quella diversa dai film.

    On. Marco Zacchera

    Tratto da:

    http://www.marcozacchera.it/mister_carlo_parlanti_italian_140558.html
    __________________________________________________ ___________

    http://www.carloparlanti.it/

    http://blog.libero.it/carlofree/

    FIRMATE LA PETIZIONE!:

    http://www.petitiononline.com/parlanti/petition.html

  4. #4
    Amerigo Dumini
    Ospite

    Predefinito Appello Urgente Al Ministro Degli Esteri D'alema

    CARLO PARLANTI, GRAVEMENTE MALATO E SEQUESTRATO IN CALIFORNIA,
    APPELLO URGENTE AL MINISTRO DEGLI ESTERI D'ALEMA

    FIRMATE LA PETIZIONE!:

    http://www.petitiononline.com/parlanti/petition.html
    __________________________________________________ ______________

    http://www.carloparlanti.it/

    http://blog.libero.it/carlofree/

    http://www.secondoprotocollo.org/ind...d=723&Itemid=1

 

 

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