La memoria non si cancella
Sono passati più di quattro anni dall'omicidio di Davide Cesare, Dax,
e questa città è molto cambiata. Se Davide potesse passeggiare ancora
per le strade di Milano vedrebbe una città sempre più grigia e sempre
più spenta, che cerca di nascondere dietro qualche improbabile
intervento urbanistico la sua faccia sempre più sporca, all'insegna di
una continua guerra ai writers la sua incapacità di risolvere quelli
che sono i suoi reali problemi. Un modello di città elitaria passa
come un bulldozer su tutte quelle forme spontanee di aggregazione
sociale che hanno sempre rappresentato l'altra faccia di una Milano
fredda e inospitale. Nella capitale degli intrallazzi, delle
speculazioni edilizie, degli intrecci tra poteri politici, economici e
malavitosi, il vero pericolo sono i migranti, i rom, gli occupanti di
appartamenti, i centri sociali e anche i writers, o, come li chiama la
giunta, i graffitari. Dietro ad inutili investimenti milionari e
deliri sulla necessità di sicurezza, poi quale sicurezza, e decoro,
c'è una giunta che cerca di trasformare Milano in una città egoista,
intollerante, da ridisegnare secondo i loro criteri regolati dal
profitto e da un insaziabile desiderio di legalità e ordine, in nome
di politiche securitarie rivolte contro le fasce più deboli e
marginali, in una classica operazione di facciata che sembra tanto
simile a nascondere lo sporco sotto il tappeto... E allora largo agli
sgomberi degli spazi sociali, alle campagne di odio contro i rom e
agli sgomberi dei loro accampamenti (quando qualche consigliere non
ritiene sia più opportuno andarli a bruciare), alla militarizzazione
del territorio, al controllo sociale e largo alla tolleranza zero
verso i graffiti, alle taglie, alle multe spropositate e alla
detenzione per chi imbratta.
Ma i cambiamenti sono anche altri: attraverso manovre politiche
mirate, frutto del protagonismo della destra postfascista e del suo
paladino De Corato, si cerca di trasformare la memoria storica in
termini revisionistici: la vergognosa equiparazione tra partigiani e
repubblichini con la proposta di costruire un sacrario comune per
tutti in nome della riconciliazione e per mettere in soffitta
l'antifascismo, le pressioni per intitiolare a militanti neofascisti
parchi e strade in nome di un superamento della 'stagione dell'odio'
(valido sempre e solo per rivalutare e sdoganare la destra fascista e
stragista degli anni 70), difendendo l'illegittimità di covi
neofascisti, come Cuore Nero, e più recentemente la decisione di
cancellare il murales dedicato a Dax sulla Darsena, oltre alla volontà
di fare lo stesso con quello dedicato a Carlo Giuliani. A Milano non
c'è spazio per una memoria antifascista e ascrivibile ai movimenti,
specie se si tratta di una memoria viva, capace di comunicare, come
quella rappresentata da questi murales. Quello della giunta appare
come un chiaro tentativo di cancellare la memoria storica anche di
questa città, con la scusa di volerla ripulire in nome di una campagna
fallimentare per far apparire Milano linda e senza problemi.
Rispondiamo a tali politiche vergognose con le nostre pratiche e le
nostre parole d'ordine. Torneremo sulla Darsena e riporteremo il viso
di Dax nel luogo in cui era e da cui deve continuare a volgere il suo
sguardo sulla città: il quartiere dove Dax è stato vigliaccamente
ucciso dalle coltellate di alcuni fascisti(e non in una rissa da bar,
come qualcuno vorrebbe far credere), il quartiere dove lottava contro
le ingiustizie di questa città, contro razzismo e intolleranza. Dax
vive nelle strade della nostra città e noi lo ribadiremo ad alta voce,
con colori e musica. Lo faremo ricordando anche Renato Biagetti,
Fausto e Iaio, Varalli e Zibecchi e Giovanni Pesce, il comandante
partigiano Visone. SABATO 13 OTTOBRE DALLE 14.00 IN DARSENA Questa è
la NOSTRA MEMORIA, e questa memoria NON SI TOCCA e NON SI CANCELLA!
Sarà nell'assalto di colori con cui copriremo la Darsena la nostra
rivendicazione di spazi di libertà in una città che diventa ogni
giorno più soffocante. Sarà nella musica esplosa dalle nostre casse il
rifiuto al continuo inasprimento del controllo sociale e alle
politiche di una giunta che sgombera e distrugge le diverse forme di
autorganizzazione sociale per proteggersi dalle espressioni spontanee
e reali di conflitto.
Partecipiamo numerosi!
![Termometro Politico - Forum [Milano] 13.10.2007: La memoria non si cancella](images/styles/CreativeCreature/style/footerLogo.png)



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