È sul welfare che si consuma il nuovo scontro all'interno della maggioranza. Protagonisti il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero e la collega delle Politiche europee Emma Bonino. Un annuncio di quanto potrebbe pesare il «pacchetto» escluso dalla Finanziaria negli equilibri interni visto che le tensioni latenti rischiano di esplodere da una parte al centro, con Dini Bordon e altri che già ritenevano l'accordo troppo pesante per le finanze e l'economia italiana, e dall'altra con le ali estreme della sinistra che non perdono occasione di ripetere che invece quell'accordo va «migliorato».
MIGLIORAMENTI - Ecco quindi Ferrero diree che «è del tutto possibile migliorare l’accordo sul welfare e puntare a un disegno di legge più avanzato» (intervista a Repubblica) e che «il protocollo non si può blindare perché ci sono ancora due passaggi legislativi in cui sono possibili modifiche prima di approdare a una legge» (intervista all'Agi). «Penso che il miglioramento delle misure sulla precarietà e sulle pensioni rimane assolutamente come obiettivo: c'è un primo passaggio al governo e un secondo al Parlamento e nel corso di questo iter bisogna arrivare a una modifica e a un miglioramento» ha spiegato il ministro, facendo notare che anche due firmatari del protocollo, i segretari dei due maggiori sindacati italiani, ne chiedono la modifica: «Epifani e Bonanni chiedono la tassazione delle rendite e la restituzione del fiscal drag». «IRRICEVIBILI» - Lapidaria la risposta della Bonino: «Sono francamente stupefacenti e irricevibili le dichiarazioni del ministro Ferrero all'indomani dell'approvazione della legge finanziaria da parte del governo, parole che contraddicono le stesse affermazioni del presidente del Consiglio». Per Bonino «il protocollo del welfare è e deve essere parte integrante di questa legge finanziaria e non può e non deve essere toccato. Non vi sono margini per compensazioni politiche o correzioni, integrazioni o chiarimenti. Il protocollo contiene chiare indicazioni, e costi evidenti in termini di bilancio dello Stato, che dovranno essere trasposte in altrettanto univoci testi legislativi. Pensioni e mercato del lavoro vanno insieme perché risanamento, crescita e equità vanno insieme. Il 12 ottobre è il giorno che definirà la qualità complessiva della manovra». Infine un monito: «Se qualcuno vorrà mettere mano al protocollo sappia che noi ci riterremo liberi di agire in Parlamento di proporre o sostenere modifiche, specie in materia di innalzamento dell'età pensionabile o del mantenimento, così com'è, della legge Maroni».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...o_bonino.shtml
E così dopo appena 2 giorni l'apparente unità del CentroSinistra si squaglia come previsto,e volano gli stracci nel Governo.
Nulla di nuovo sotto il sole.




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