Ha ragione Castelli, ma come fanno a stare insieme?
Fabris, copogruppo udeur alla camera, e il ministro di pietro litigano da inizio puntata
sono assurdi...


Ha ragione Castelli, ma come fanno a stare insieme?
Fabris, copogruppo udeur alla camera, e il ministro di pietro litigano da inizio puntata
sono assurdi...
INOLTRE MASTELLA HA FATTO UN FAVORE A PRODI!!!L'INDAGATO N.1 ERA PRODI,MASTELLA NON ERA NEMMENO STATO ANCORA INQUISITO...!! MA DI PRODI..NON SI PARLA..SE NON PERIMETRALMENTE, EPPURE I REATI SONO GRAVISSIMI...SI PARLA OGGI ANCHE DI COLLUSIONE CON LA MAFIA ED E' ANCHE USCITO FUORI CHE IL GIUDICE DE MAGISTRIIS NON AVEVA INFORMATO IL PROCURATORE CAPO LOMBARDI DEI RISULTATI DELLE INDAGINI PERCHE' GIA ALTRE VOLTE CHE DE MAGISTRIS AVEVA INQUISITO ED INVESTIGATO SULLE ILLEGALITA' DI POLITICI, IL PROCURATORE LOMBARDI LO AVEVA AVOGATO, TOLTO L'INDAGINE ED INSABBIATO TUTTO!!!! FORSE BISOGNEREBBE INDAGARE ANCHE SULL' OPERATO DEL PROCURATORE CAPO LOMBARDI....!!!!!
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2007-10-22 208CASO DE MAGISTRIS: NAPOLITANO, PREOCCUPAZIONE PER POLEMICHEROMA - "E' indispensabile evitare dichiarazioni e commenti che determinano sconcerto nella opinione pubblica". E' quanto afferma in una nota il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver manifestato viva preoccupazione per le polemiche sul caso De Magistris. "Hanno in questi giorni destato in me, quale Capo dello Stato e quale presidente del Consiglio Superiore della Magistratura - afferma infatti il Capo dello Stato - viva preoccupazione le polemiche seguite a indagini svolte e a determinazioni assunte da organi giudiziari e dai titolari dell'azione disciplinare nei confronti di magistrati. Considero essenziali, come sempre, la riservatezza e il rispetto delle regole fissate da leggi e codici deontologici". "Confido - afferma ancora Napolitano - nel senso di responsabilità di tutti". "Le questioni sollevate - sottolinea ancora Napolitano - debbono trovare soluzione, sulla base di una attenta verifica dei fatti, attraverso gli strumenti - di tipo penale, disciplinare e ordinamentale - previsti dalla normativa".
"Per parte mia, assicuro che, nel rispetto dei confini e delle prerogative assegnatimi dalla Costituzione, presterò vigile attenzione perché sia assicurato il pieno, doveroso sviluppo delle indagini in corso, e in tale contesto siano puntualmente rispettati i diritti dei soggetti coinvolti, così che la Magistratura possa esercitare le sue funzioni in assoluta autonomia e indipendenza", afferma Napolitano che in una nota esprime "convinta fiducia nella capacità del Consiglio Superiore della Magistratura di assolvere il compito che gli è affidato con la massima ponderazione e obiettività".
P.CHIGI: BENE NAPOLITANO, BASTA POLEMICHE
Palazzo Chigi plaude alle parole del Capo dello Stato sulla vicenda di Catanzaro e ribadisce che non c'é alcuna volontà del governo di "censura o repressione" nei confronti della magistratura. Nel riconoscersi nelle parole di Napolitano, fonti di Palazzo Chigi, nel consueto briefing serale, ribadiscono la piena condivisione della necessità di "evitare polemiche".
AVOCAZIONE DELL'INCHIESTA, CONFLITTO D'INTERESSI DE MAGISTRIS
Un'altra giornata di tensioni, polemiche e passione nel palazzo di giustizia di Catanzaro. Al centro di tutto, ancora, l'inchiesta Why Not in cui sono indagati il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ed il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Ad accentuare il clima di tensione, già determinatosi per la contrapposizione tra Mastella ed il pm De Magistris, il provvedimento col quale il procuratore generale facente funzioni, Dolcino Favi, ha avocato l'inchiesta. Decisione motivata dal conflitto d'interessi in cui si troverebbe De Magistris a causa della richiesta di trasferimento cautelare d'ufficio avanzata nei suoi confronti al Csm dal Ministro Mastella in relazione alle presunte irregolarità nella conduzione delle sue inchieste.
Con l'iscrizione di Mastella nel registro degli indagati si sarebbe determinata, in sostanza, un'incompatiblità da parte di De Magistris. Incompatibilità che è uno dei motivi previsti dal codice di procedura penale che comportano l'obbligo per il procuratore generale di disporre l'avocazione di un'inchiesta. Nel provvedimento di avocazione il procuratore generale fa anche riferimento al fatto che l'iscrizione nel registro degli indagati del Ministro della Giustizia da parte di De Magistris é avvenuta "senza la preventiva comunicazione e, comunque, senza previo concerto con il procuratore Mariano Lombardi", con l'assunzione così da parte del pm di "un'iniziativa personale".
Secondo il pg, inoltre, De Magistris si è "costantemente sottratto" ai controlli da parte del procuratore Lombardi. Ma tutto ciò non sarebbe stato sufficiente per avocare l'inchiesta (al massimo un rilievo disciplinare) ed il nodo grosso è la presunta incompatibilità. Ma a destare più polemiche sono le date di tutta la vicenda. Il provvedimento di avocazione adottato dal pg è stato comunicato stamattina a De Magistris dal procuratore della Repubblica, Mariano Lombardi. Ma la decisione di Dolcino Favi risale a venerdì scorso (nella stessa giornata, cioé, in cui 'Libero' pubblicava in forma dubitativa l'indiscrezione). Nella stessa giornata di venerdì la decisione del Pg veniva notificata al procuratore Lombardi. Già sabato scorso tutto il fascicolo processuale relativo all'inchiesta Why Not è stato trasmesso dal procuratore Lombardi alla Procura generale.
Ma De Magistris è stato informato sabato dai mezzi d'informazione e solo oggi in maniera ufficiale. Il pg Favi deciderà ora se condurre personalmente l'inchiesta, farsi affiancare da un magistrato della Procura generale o chiedere alla Procura della Repubblica l'applicazione di un sostituto. Preventivamente, però, occorrerà verificare se i reati ipotizzati sarebbero stati commessi dal presidente Prodi e dal ministro Mastella quando già erano componenti del Governo. Verifica, si fa rilevare, abbastanza semplice visto che fino al marzo 2006 né Prodi né Mastella avevano compiti di governo.
Se, viceversa, le loro presunte condotte illecite fossero state commesse dopo la formazione del Governo, sarebbe di competenza del Tribunale dei ministri, al quale dovranno essere trasmessi gli atti, limitatamente alla loro posizione (non tutto l'incartamento Why Not, cioé). Oggi è scoppiata un'altra polemica: un ex assessore regionale del Psdi, Pino Tursi Prato, sta collaborando nell'inchiesta Why Not. Tursi Prato sta scontando nel carcere di Vibo Valentia una condanna a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa finalizzata a voto di scambio e corruzione.
L'ex assessore regionale è stato già sentito due volte dal pm De Magistris ed ha fatto alcune dichiarazioni in merito ai presunti rapporti tra l'imprenditore Antonio Saladino, personaggio centrale dell'inchiesta Why Not, ed il presidente Prodi ed il ministro Mastella. Ma dopo l'avocazione dell'inchiesta Tursi Prato sta ora valutando se proseguire la sua collaborazione. Per il momento è stata annullata la deposizione che Tursi Prato avrebbe dovuto fare oggi pomeriggio davanti a De Magistris. Annullamento che è diretta conseguenza dell'avocazione dell'inchiesta da parte della Procura generale.
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MMMMM, L'INCHIESTA "WHY NOT" DOVE SONO COINVOLTI PRODI E MASTELLA DA TESTIMONIANZA DEL CONDANNATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA FINALIZZATA A VOTO DI SCAMBIO E CORRUZZIONE,ALLARGA LE ACCUSE A PRODI E ,MASTELLA......MAFIA


è da delirio sta puntata...continuano a litigare come i pazzi...immagino castelli e buttiglione che ridono non inquadrati


Ma spegnetelo sto cazzo di televisore...


spettacolo indegno, al limite del ridicolo


Questa è la politica in Italia, una telenovelas, teatrino e sceneggiata. Non i problemi del paese si discutono ma i rapporti tra i partiti e questa specie di politicanti. Che schifo.


Non si è capito un tubo,tutti che gridavano