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Discussione: Gad Lerner fa l'offeso

  1. #1
    Blut und Boden
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    Predefinito Gad Lerner fa l'offeso

    Lui, comuni$ta di lotta continua - che di minacce e istigazione all'odio e all'omicidio ha fatto scuola - si lamenta degli apprezzamenti sul suo conto fatti a RPL durante una trasmissione di Leo Siegel.

    Dalla rassegna stampa di RPL di oggi.

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  2. #2
    Tarpeus
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Lui, comuni$ta di lotta continua - che di minacce e istigazione all'odio e all'omicidio ha fatto scuola - si lamenta degli apprezzamenti sul suo conto fatti a RPL durante una trasmissione di Leo Siegel.

    Dalla rassegna stampa di RPL di oggi.
    puoi postare il link per favore?

  3. #3
    Blut und Boden
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    Lotta Continua
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    Questa voce o sezione non riporta fonti o riferimenti.
    Per favore migliora questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili (aiuto, partecipa!).
    Qualsiasi inserimento non verificabile può essere messo in dubbio e valutato secondo le politiche sull'uso delle fonti.

    Questa voce di politica è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
    Lotta Continua fu la maggiore formazione extra-parlamentare di sinistra nata nell'autunno del 1969 (il primo numero del giornale risale al novembre di quell'anno), in seguito a una scissione (l'altra parte si costituirà in Potere operaio - senza "il" - con base nel nord-est) in seno al Movimento operai-studenti di Torino che aveva infiammato l'estate delle lotte all'università e alla Fiat.

    Indice [nascondi]
    1 La fondazione e il primo periodo
    2 Il secondo periodo
    2.1 Il caso Pedrazzini
    3 Il caso Calabresi
    3.1 Il pentito
    3.2 Innocentisti
    3.3 Interviste
    4 Il caso Alceste Campanile
    5 Il terzo periodo
    5.1 Il caso Luca Mantini e Giuseppe Romeo
    6 Primo congresso
    7 Partecipazione alle elezioni
    8 Secondo congresso
    9 La diaspora
    10 Esponenti
    11 Inno di Lotta Continua
    12 Voci correlate
    13 Bibliografia



    La fondazione e il primo periodo [modifica]
    Nel 1969 la fondazione.

    Il primo periodo, fino all'inizio 1972, fu contraddistinto da una forte connotazione movimentista e spontaneista.

    In contiguità ideologica e territoriale a Il potere operaio pisano, ebbe tra i dirigenti principali Adriano Sofri (leader dell'organizzazione), Mauro Rostagno, Guido Viale, Giorgio Pietrostefani, Ovidio Bompressi, Paolo Brogi e Marco Boato.

    Nel novembre 1969 uscì il giornale "Lotta Continua".


    Il secondo periodo [modifica]
    Dal 1 al 3 aprile 1972 si svolse a Rimini il terzo convegno nazionale di Lotta Continua che approvò la linea del cosiddetto "scontro generale" con la borghesia e lo Stato. La stretta organizzativista che seguì per dotare l'organizzazione dei mezzi necessari all'aumento di intensità dello scontro portò ad un notevole accentramento dell'organizzazione fino al 1974.


    Il caso Pedrazzini [modifica]
    Il 2 marzo 1972, Maurizio Pedrazzini, militante di Lotta Continua, fallì un attentato all'onorevole Franco Servello, del Movimento Sociale Italiano.


    Il caso Calabresi [modifica]
    Per approfondire, vedi la voce Omicidio Calabresi.

    17 maggio 1972. Dopo la morte di Giuseppe Pinelli il giornale del movimento condusse una violenta campagna contro il commissario Luigi Calabresi, ritenuto responsabile della sua morte. La campagna venne sostenuta anche da molti giornali e riviste.
    Quando Calabresi morì assassinato in un agguato il 17 maggio 1972 il giornale titolò: Ucciso Calabresi, il maggior responsabile dell'assassinio Pinelli.
    Dopo l'assassinio del Commissario Calabresi le indagini furono assai lente. Ci furono molti depistaggi e il caso rimase a lungo uno dei misteri d'Italia.



    Il pentito [modifica]
    Sedici anni dopo i fatti, nel 1988, Leonardo Marino, nel 1972 militante di Lotta Continua, confessò davanti ai giudici di essere stato uno dei due membri del commando che aveva ucciso il commissario. Marino disse di aver guidato l'auto usata per l'omicidio, e che a sparare al commissario sarebbe stato Ovidio Bompressi; aggiunse che avrebbero ricevuto l'ordine di compiere l'omicidio da Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani, allora leader del movimento. Marino descrisse i particolari dell'attentato, il delitto fu accuratamente preparato, le armi furono prelevate da un deposito il giorno 14 maggio, la macchina fu rubata nella notte del 15 maggio, il delitto fu eseguito il 17 maggio.

    Tuttavia vi furono anche dei riscontri alle sue parole nelle intercettazioni telefoniche allegate agli atti del processo. Pertanto, dopo una lunga vicenda giudiziaria, la magistratura ritenne attendibile la testimonianza di Marino (di fatto la prova principale) e condannò Bompressi, Sofri e Pietrostefani a 22 anni di carcere con sentenza definitiva. Marino fu inizialmente condannato ad una pena ridotta di 11 anni, in quanto collaboratore di giustizia, e questa riduzione di pena nel 1995 gli garantirà la prescrizione del reato, come da sentenza della corte d'Assise d'Appello.

    Per quell'assassinio furono condannati come esecutori Leonardo Marino e Ovidio Bompressi e come mandanti Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri.


    Innocentisti [modifica]
    La confessione di Marino e l'attendibilità che gli fu attribuita furono oggetto di critiche sia da parte della difesa di Bompressi, Pietrostefani e Sofri, sia da parte di un ampio movimento di opinione che contava fra i propri esponenti anche il Premio Nobel per la letteratura Dario Fo. Questo movimento di opinione in parte coincise con gli autori della campagna di stampa precedente l'assassinio, e esponenti del Soccorso rosso. Secondo queste critiche, il pentito cadde in alcune contraddizioni e durante il processo corresse diverse volte la propria testimonianza nelle parti che riguardavano la partecipazione di Sofri e Pietrostefani (alcune delle sue affermazioni sui loro incontri nelle prime testimonianze infatti si rivelarono false).


    Interviste [modifica]
    Su questo episodio ci furono varie interviste[citazione necessaria] di ex-esponenti di Lotta Continua, tra cui:

    Erri De Luca
    Giampiero Mughini

    Il caso Alceste Campanile [modifica]
    Per approfondire, vedi la voce Omicidio di Alceste Campanile.

    Alceste Campanile, militante di Lotta Continua, venne assassinato in circostanze misteriose il 12 giugno 1975, nei dintorni di Reggio Emilia. Il padre avanzò ripetutamente ipotesi di connessioni tra l'omicidio e il mondo dell'estrema sinistra, principalmente legate al caso del rapimento di Carlo Saronio. Solo anni dopo emerse quella che sembra essere la verità, con l'attribuzione dell'omicidio a ex-commilitoni di Campanile nel mondo dell'estrema destra.


    Il terzo periodo [modifica]
    Tuttavia a partire dal 1974 si ebbe un'apertura verso i nuovi movimenti. L'organizzazione non resse, anche a causa del mutato clima politico della seconda metà degli anni '70, e si sciolse nel 1976.


    Il caso Luca Mantini e Giuseppe Romeo [modifica]
    29 ottobre 1974. Luca Mantini e Giuseppe Romeo, ex di Lotta Continua passati a Nuclei Armati Proletari (NAP) muoiono nel corso di una rapina a Firenze. "Lotta Continua" condannò la violenza.


    Primo congresso [modifica]
    7-12 gennaio 1975. Lotta Continua effettua a Roma il suo primo congresso nazionale. Cominciava l'era della discussione collettiva. Il Comitato nazionale fu eletto per la prima volta a scrutinio segreto. Alle regionali fu presa la decisione di votare PCI. Era una svolta verso il parlamentarismo, allontanandosi alquanto dalla violenza extraparlamentare.


    Partecipazione alle elezioni [modifica]
    20 giugno 1976. Lotta Continua si presentò per la prima volta alle elezioni politiche facendo liste comuni con il PdUP, Avanguardia Operaia e Movimento Lavoratori per il Socialismo. Il risultato non fu elevato, era significativa la partecipazione.


    Secondo congresso [modifica]
    Tra il 31 ottobre e il 5 novembre 1976 Lotta Continua effettua a Rimini il suo secondo congresso nazionale. C'è uno scontro fra il gruppo dirigente e le donne. Il movimento si dissolve, senza dichiarazioni ufficiali.

    Il quotidiano, diretto da Enrico Deaglio, continua a uscire fino al 1982.


    La diaspora [modifica]
    Molti reduci di Lotta Continua e Potere Operaio, fuoriusciti da queste formazioni, fondarono nel 1976 Prima Linea, il cui nome deriva dagli aderenti che in Lotta Continua facevano parte del servizio d'ordine durante le manifestazioni, che era posto appunto in "prima linea".

    Molti reduci di Lotta Continua non aderirono a Prima Linea e nel corso degli anni '80 hanno abbandonato l'ideologia originaria per diventare, chi dopo una militanza nel Partito Radicale (Marco Boato e Mimmo Pinto), chi lavorando in televisione (Rai o Fininvest) o su diverse testate giornalistiche, simpatizzanti del Partito Socialista Italiano, in particolare sostenitori delle posizioni del suo segretario, Bettino Craxi. Altri come Luigi Manconi aderì prima ai Verdi e successivamente ai DS. Solo in pochi, come Marco Revelli o Fulvio Grimaldi, hanno aderito al Partito della Rifondazione Comunista.


    Esponenti [modifica]
    Elenco di persone che hanno pubblicamente dichiarato o di cui è stata accertata l'appartenenza a Lotta Continua:

    Carlo Albonetti
    Giorgio Albonetti
    Salvatore Antonuzzo
    Pio Baldelli
    Gianfranco Bettin
    Marco Boato
    Michele Boato
    Sandro Boato
    Mauro Boglione
    Franco Bolis
    Ovidio Bompressi
    Alberto Bonfietti
    Paolo Brogi
    Alceste Campanile
    Toni Capuozzo
    Franco Castronovo
    Gian Mario Cazzaniga
    Paolo Cento
    Fiorello Cortiana
    Guido Crainz
    Giovanni De Luna
    Luciano Della Mea
    Enrico Deaglio
    Stefano Della Casa
    Erri De Luca
    Antonio Demuro
    Roberto Deretta oggi Shunyam
    Sergio Fabbrini
    Fiorella Farinelli
    Giovanni Lindo Ferretti
    Lisa Foa
    Franca Fossati
    Peter Freeman
    Vincenzo Gallo
    Fulvio Grimaldi
    Paolo Hutter
    Alexander Langer
    Nicola Laterza
    Gad Lerner
    Paolo Liguori
    Marco Lorenzini
    Franco Lorenzoni
    Angelo Luparia
    Luigi Manconi
    Andrea Marcenaro
    Leonardo Marino
    Luigi Mascagni
    Gino Menconi
    Tonino Miccichè
    Giampiero Mughini
    Carlo Panella
    Maurizio Pedrazzini
    Giorgio Pietrostefani
    Mimmo Pinto
    Enzo Piperno
    Franco Platania
    Domenico Pozza
    Marco Revelli
    Claudio Rinaldi
    Marco Rizzo
    Mauro Rostagno
    Carlo Rossella
    Fabio Salvioni
    Sergio Saviori
    Piero Scaramucci
    Adriano Sofri
    Paolo Sorbi
    Renato Tettamanti
    Guido Viale
    Giuseppe Casucci
    Marcello Pantani
    Elio Ferraris



    Inno di Lotta Continua [modifica]
    Siamo operai, compagni, braccianti e gente dei quartieri siamo studenti, pastori sardi divisi fino a ieri

    E allora lotta lotta di lunga durata lotta di popolo armata lotta continua sarà

    L'unica cosa che ci rimane è questa nostra vita allora compagni usiamola insieme prima che sia finita

    E allora lotta lotta di lunga durata lotta di popolo armata lotta continua sarà

    Una lotta dura ma senza paura per la rivoluzione non può esistere la vera pace finché vivrà un padrone

    E allora lotta lotta di lunga durata lotta di popolo armata lotta continua sarà


    Voci correlate [modifica]
    Anni di piombo
    Omicidio Calabresi

    Bibliografia [modifica]
    Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione. 1968-1978: storia di Lotta continua, Mondadori, 1998
    Claudio Rinaldi, "Sette anni di guai", L'Espresso, 5 settembre 1996 (lungo articolo che riepiloga la storia di Lotta Continua)
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_Continua"

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Tarpeus Visualizza Messaggio
    puoi postare il link per favore?
    No, avendo ascoltato alla radio la notizia.
    Comunque Cainarca ha chiamato Siegel per chiarimenti. Leo ha risposto.

  5. #5
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    Per non dimenticare


    Osservatorio sui delitti
    del comunismo in Italia

    Lotta Continua


    --------------------------------------------------------------------------------

    Dall'Espresso del 5 settembre 1996 riprendiamo la cronologia dei "Sette anni di guai" (titolo dell'articolo) di Lotta Continua, dalla sua fondazione nel 1969 al suo scioglimento nel 1976. Ricordiamo che il Direttore dell'Espresso, Claudio Rinaldi, è stato autorevole rappresentante del movimento, per cui è da ritenersi testimone senz'altro attendibile.

    Mancano però dalla cronologia alcune "azioni" compiute da militanti di Lotta Continua, che, data lo loro gravità, ci sembra avrebbero dovuto essere menzionate. Per ovviare a queste "dimenticanze", abbiamo inserito di nostra iniziativa gli episodi più significativi (paragrafi in corsivo).

    27 maggio 1969 La sigla Lotta Continua compare per la prima volta come intestazione di un volantino alla Fiat Mirafiori.

    3 luglio 1969 Corteo operai-studenti a Torino. Scontri con la polizia.

    27 luglio 1969 Sempre a Torino, primo convegno nazionale dei comitati e delle avanguardie operaie.

    Autunno 1969 Si forma il gruppo di Lotta Continua, principalmente per iniziativa del Potere Operaio di Pisa (Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani, Carla Melazzini, Franco Bolis, Cesare Moreno), del Potere Proletario di Pavia (Sergio Saviori), del Movimento Studentesco di Torino (Guido Viale, Luigi Bobbio), Milano (Luciano Pero, Franca Fossati, Luigi Manconi), Trento (Mauro Rostagno, Marco Boato). Lotta Continua si inserisce nelle manifestazioni operaie dell'autunno caldo con la parola d'ordine "Rompere la gabbia del contratto".

    1 novembre 1969 Esce il settimanale "Lotta Continua". È stampato a Milano. Se ne occupano Bobbio, Manconi, Vicky Reichmann e Claudio Rinaldi.

    19 novembre 1969 In scontri fra dimostranti e polizia muore a Milano l'agente Antonio Annarumma.

    22 novembre 1969 "Lotta Continua", con l'articolo "La violenza operaia dalle fabbriche alle strade", invita a "rivendicare la risposta di massa e violenta".

    20 dicembre 1969 Il settimanale denuncia la strage di Piazza Fontana come strage di Stato. È l'inizio della cosiddetta controinformazione militante.

    Inverno 1969-70 Ogni sabato assemblea nazionale: Pisa, Venezia, Firenze, Roma, Trento, Genova, Pavia, Bologna.

    Primavera 1970 Alle Regionali Lotta Continua è per la non partecipazione. Slogan: "È la lotta, non il voto, è la lotta che decide".

    Luglio 1970 A Reggio Calabria Lotta Continua cerca di farsi spazio nella rivolta populista dei Boia chi molla.

    25-26 luglio 1970 Torino: Primo convegno nazionale di Lotta Continua.

    Ottobre 1970 "Lotta Continua" lancia l'inserto "Proletari in divisa", destinato ai militari di leva.

    Novembre 1970 Lotta Continua passa dalle semplici lotte nelle fabbriche alla mobilitazione sul territorio ("Prendiamoci la città").

    Gennaio 1971 Una sentenza della magistratura definisce legittima l'occupazione delle case di Via Mac Mahon, a Milano, promossa da Lotta Continua. Altre case verranno occupate nel giugno successivo in Viale Tibaldi.

    Giugno 1971 Il settimanale inaugura la rubrica "I dannati della terra", con l'obiettivo di promuovere lotte nelle carceri. Allo stesso scopo è incisa su disco la canzone "Liberare tutti". Sulla copertina è scritto: "Parole e musica del proletariato".

    5 ottobre 1971 In vista dell'elezione del nuovo Presidente della Repubblica, Lotta Continua apre la campagna "No al fanfascismo".

    Novembre 1971 Sofri si trasferisce a Napoli e fonda "Mo' che il tempo s'avvicina", foglio di agitazione per il Sud.

    3 marzo 1972 A Milano le Brigate Rosse compiono il primo rapimento, quello del dirigente Siemens Hidalgo Macchiarini ("Colpiscine uno per educarne cento").

    4 marzo 1972 L'esecutivo milanese di Lotta Continua dà del sequestro un giudizio positivo. Un'ala del movimento, facente capo a Luciano Pero, comincia a dissentire.

    22 marzo 1972 Un militante di L.C., Maurizio Pedrazzini, già autore di numerose rapine in banca finalizzate a finanziare il movimento, fallisce un attentato alla vita dell'onorevole missino Franco Servello.

    Così descrive l'episodio Leonardo Marino nel libro "La verità di piombo":

    "In quei giorni era andata buca la prima operazione di giustizia rivoluzionaria della nostra organizzazione: l'assassinio dell'on. missino Franco Servello, capo dei fascisti milanesi. Il compagno Maurizio Pedrazzini, che avrebbe dovuto giustiziarlo, si era fatto beccare con l'arma in mano sul pianerottolo dell'abitazione di Servello. Pedrazzini si era appostato al piano di sopra, in attesa che Servello uscisse di casa e chiamasse l'ascensore. Avrebbe dovuto piombargli alle spalle e sparargli mentre l'on. missino entrava in cabina. Ma il nervosismo lo aveva tradito e, mentre aspettava, gli era partito un colpo che aveva fatto uscire tutta la gente dalle loro abitazioni. Pedrazzini, subito catturato, disse che voleva soltanto minacciarlo con la pistola per impedirgli di andare a tenere un comizio."

    Nel dicembre 1988 Pedrazzini è stato ucciso dalla polizia austriaca ad Innsbruck mentre cercava di mettere a segno una rapina in banca.


    1-3 aprile 1972 Si precisa la tendenza che Bobbio, nella sua storia di Lotta Continua, chiamerà "svolta militarista di Rimini": Al terzo convegno nazionale di Lotta Continua viene approvata la linea del cosiddetto "scontro generale" con la borghesia e lo Stato.

    11 aprile 1972 "Lotta Continua" diventa quotidiano. Per le imminenti elezioni politiche viene coniato lo slogan "I fascisti non devono parlare", in nome del quale alcune sezioni del MSI vengono assalite.

    17 maggio 1972 Viene ucciso in un agguato a Milano il commissario di polizia Luigi Calabresi.

    18 maggio 1972 "Lotta Continua" definisce l'assassinio "un atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia". Il dissenso a Milano si estende. In tutti i nuclei di Lotta Continua la linea viene discussa. Ma alla fine, in un'assemblea cittadina, le colombe di Pero si ritrovano in netta minoranza. Luglio 1972 Sui "Quaderni Piacentini" Pero pubblica, con lo pseudonimo di Giancarlo Abbiati, sotto il titolo "Contro il terrorismo", una dura requisitoria contro la linea vincente di Lotta Continua.

    14-15 ottobre 1972 Il Comitato nazionale di Lotta Continua comincia una cauta autocritica delle posizioni assunte nei mesi precedenti.

    1973 Lotta Continua cambia linea e auspica l'ingresso del PCI nel governo. Nei cortei gli altri gruppi scandiscono:"Ellecì / non è qui / fa la corte al PCI...

    Fine 1973 Lotta Continua tenta di superare il movimentismo e punta ad "agire da partito".

    1974 Militanti di Lotta Continua, delusi dalla svolta moderata, lasciano il gruppo ed aderiscono all'Autonomia.

    29 ottobre 1974 Due ex di Lotta Continua, Luca Mantini e Giuseppe Romeo, muoiono nel corso di una rapina a Firenze. Stavolta "Lotta Continua" condanna la violenza.

    7-12 gennaio 1975 Primo congresso nazionale di Lotta Continua. Per la prima volta il Comitato nazionale è eletto a scrutinio segreto. Alle regionali si decide di votare PCI.

    19-20 luglio 1975 Con una maxi-festa a Licola, in Campania, si consuma il passaggio dal movimento studentesco al cosiddetto proletariato giovanile. Da questo momento, nella galassia gruppettara, le tematiche del personale tendono a prendere il sopravvento su quelle politiche. Per i Circoli Ottobre, organismi di Lotta Continua per i ragazzi, comincia una rapida decadenza.

    6 dicembre 1975 A Roma i militanti di Lotta Continua della sezione Cinecittà tentano di boicottare una grande manifestazione femminista irrompendo nel corteo al grido di "E ora / e ora / la fica a chi lavora". L'assalto viene respinto. Per Lotta Continua è l'inizio della fine.

    20 giugno 1976 Lotta Continua si presenta alle politiche facendo liste comuni con il Partito di Unità proletaria, Avanguardia Operaia e Movimento lavoratori per il socialismo. Il risultato è modestissimo.

    31 ottobre - 5 novembre 1976 A Rimini il secondo Congresso nazionale di Lotta Continua vede un duro scontro fra il quadro dirigente e le donne. Il movimento, pur senza dichiarazioni formali di scioglimento, si dissolve. Sopravvive il quotidiano, diretto da Enrico Deaglio, che sempre più diventa una specie di palestra per ex militanti disorientati e giovani dell'ultrasinistra in crisi.



    --------------------------------------------------------------------------------

    Quello che Rinaldi non dice con sufficiente energia è che Lotta Continua ha rappresentato il "contenitore" di transito per centinaia di giovani che tra il 1976 e il 1980 sono passati dalla militanza politica alla prassi del terrorismo in varie organizzazioni criminali, Prima Linea in modo particolare.



    --------------------------------------------------------------------------------


    Il delitto Calabresi


    --------------------------------------------------------------------------------


    In allestimento


    --------------------------------------------------------------------------------


    Il delitto Rostagno


    --------------------------------------------------------------------------------


    In allestimento

    http://web.tiscali.it/augustus/osslc.htm

  6. #6
    Blut und Boden
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  7. #7
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    grazie per averci aggiornato sulle vicende di 35 anni fa....(aggiungo uno scoop anch'io: lo sapevate che il Toro ha vinto lo scudetto nel 1976? Castellini-Danova-Salvadori-Patriziosala-Mozzini-Caporale-Claudiosala-Pecci-Graziani-Zaccarelli-Pulici)

    Adesso magari aggiornaci anche su cosa facevano le simpatiche e pacifiche organizzazioni paramilitari fasciste dall'altra parte, incluso il caro leo siegel, cosi' siamo pari.

    E visto che chiunque fosse interessato alla politica in quegli anni di scontri ideologici era piu' o meno simpatizzante o di destra o di sinistra, non capisco il senso del tuo discorso. Se il signor ex-fascista Siegel vuole insultare il signor ex-comunista Lerner e viceversa, saranno affari loro.

    A proposito, attribuire implicitamente la strage di piazza fontana a lotta continua la dice lunga sul livello di credibilita' delle tue fonti, basta solo quello....

    Comunque, non ci crederai ma abbiamo capito che non ti piacciono i comunisti, e' il tema di circa 8300 dei tuoi 8900 posts, pero' ogni tanto pensa anche ad altro nella vita....che so, pensa alla figa, o alla ferrari....

  8. #8
    Blut und Boden
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    Gad Lerner
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    Gad Lerner (Beirut, 7 dicembre 1954) è un giornalista e scrittore italiano.


    Biografia [modifica]
    Membro della comunità ebraica, comincia l'attività giornalistica nel 1976 nel quotidiano Lotta Continua, organo dell'omonimo movimento politico, fino a diventarne vice-direttore. Successivamente lavora al quotidiano Il Lavoro di Genova, a Radio Popolare, al quotidiano il Manifesto e al settimanale L'espresso.

    Il salto di qualità e la fama arriva con la televisione, con una serie di programmi firmati e condotti in video per RAI Tre, tra cui Profondo Nord, la cui scenografia era dominata da una cartina dell'Italia sottosopra, e Milano, Italia, e per RAI Uno, Pinocchio (1997-1999). Erano gli anni di Tangentopoli, dell'ascesa della Lega Nord, dell'entrata in politica di Silvio Berlusconi, del governo dell'Ulivo, del Trattato di Maastricht e del'integrazione europea, e Lerner costruì programmi molto popolari che indagavano su un paese in profondo cambiamento.

    È stato successivamente vice-direttore del quotidiano La Stampa di Torino e direttore del TG1 per soli tre mesi, dimettendosi il 1° ottobre del 2000 a seguito di polemiche scaturite da un servizio sulla pedofilia, contenente immagini pedopornografiche, mandato in onda nell'edizione di prima serata del giornale. Nel 2001 è stato, per un breve periodo, direttore dei notiziari di LA7.


    Attualmente conduce sulla televisione LA7 il programma di approfondimento L'Infedele, è un ascoltato consulente sui temi della comunicazione per personalità politiche, collabora al quotidiano La Repubblica, al settimanale Vanity Fair Italia ed è autore di alcuni libri, tra cui Operai, del 1988, e Il millennio dell'odio, del 2000. Il suo ultimo lavoro è Tu sei un bastardo, pamphlet polemico sul meticciato sociale e culturale dell'epoca odierna.

    Nelle elezioni politiche del 2006 ha dichiarato il suo voto alla Margherita.

    Gad Lerner rientra nel Comitato promotore per la costruzione del Partito Democratico, che lavorerà fino al 14 Ottobre, data fissata per l'elezione dell'Assemblea Costituente.


    Bibliografia [modifica]
    Operai (Feltrinelli, 1988)
    Maledetti giornalisti (con Goffredo Fofi e Michele Serra, E/O, 1997)
    Crociate. Il millennio dell'odio (Rizzoli, 2000)
    Martiri e assassini (con Franco Cardini, Rizzoli, 2001)
    La concentrazione del potere (Feltrinelli, 2002)
    Tu sei un bastardo (Feltrinelli, 2005)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Gad_Lerner

  9. #9
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    Adesso magari aggiornaci anche su cosa facevano le simpatiche e pacifiche organizzazioni paramilitari fasciste dall'altra parte, incluso il caro leo siegel, cosi' siamo pari.
    Dovrebbero farlo le "istituzioni". Quelle medesime che, dal 1945 - 25 aprile - ci deliziano sull'argomento, a modo loro.
    Sui ro$$i - che detesto quanto i neri, i papalini e i romani tutti - né una Norimberga né un profluvio continuo, 365 giorni l'anno, di propaganda a senso unico. E senza diritto di dissenso.
    Buona notte.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da aussiebloke Visualizza Messaggio



    grazie per averci aggiornato sulle vicende di 35 anni fa..

    sarebbero solo " vicende di 35 anni fa " se questi "cattivi maestri " non avvessero nel frattempo fatto tanta " carriera " e non ci ammannissero ancora le loro " lezioni" dai vertici di potere nel "sistema" che volevano distruggere
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 
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